Martedì 17 Ottobre 2006
Misteriose pratiche a sei punte: prepuzi, pergamene e massoneria
Un dubbio a cui non ho mai trovato risposta: cosa si aspetta di trovare un ebreo dopo la morte?
E poi (visto che è stato già chiesto della possibilità di convertirsi) mi chiedevo: è possibile smettere di essere ebrei - nel senso in cui un cattolico può essere scomunicato? Mi viene in mente Spinoza, ma d’altra parte se ci sono gerarchie più fluide e senza infallibilità …
Omaggi,
Marta
Dopo la morte… mah. Speriamo di resuscitare, ma sai che problemi quando i vecchi proprietari di casa tua verranno a reclamarla?
No. se sei ebreo, resti ebreo. Spinoza fu isolato dalla sua comunità , ma non smise di essere ebreo.
Yankele
Caro Yankele, domanda stupidissima: che cosa ve ne fate dei pezzettini di prepuzio che asportate durante la circoncisione?
Li buttate o li restituite ai legittimi proprietari?
Shalom e complimenti per le risposte.
Massimo
I propietari hanno in genere altre priorità in quel momento. In genere si seppelliscono.
Ciao
Yankele
Cos’è. Una ragazza con gli occhioni, appena laureata in giornalismo, finisce quasi per sbaglio a lavorare come segretaria della temibile e veneratissima Miranda Priestly, direttrice del mensile di moda Runaway. Sul set la ragazza è Anne Hathaway, mentre Miranda è Meryl Streep; nel mondo reale Runaway è Vogue America, Miranda è Anna Wintour e la segretaria è Lauren Weisberger, che effettivamente ha fatto quel mestiere per la più schiacciasassi delle direttrici di moda al mondo, poi ha scritto un libro e ci siamo capiti.
A New York ci sono leggi un po’ strane.
C’è un problema. Che viene scatenato da una trasmissione televisiva, ma che sarebbe emerso comunque. Il problema della differenza tra la politica e le cretinate. La politica è fatta di interpretazioni della realtà e di compromessi che da queste interpretazioni arrivano, concepiti per la risoluzione dei problemi. Le cretinate sono parole in libertà .
Stasera ho visto due cose alla televisione che mi hanno fatto pensare. Prima ho visto Simona Ventura, intervistata da Irene Bignardi (come la chiama mio padre, che è un fan ma sbaglia il nome), passare il tempo a preoccuparsi di non dire niente di niente su niente e nessuno. Poi ho visto un’intervista di Chiambretti a Cossiga, un classico che funziona sempre, in cui Cossiga era la tranquillità fatta persona e si preoccupava solo di fermare la registrazione quando era costretto a soffiarsi il naso perché raffredato. Ha detto il peggio su tutti e poi, sollecitato da Chiambretti, ha chiamato il cane: “Aibo! Aibo!”. Cossiga possiede un cane giocattolo Aibo. Non c’entrano niente, questi due eventi. Né hanno a che fare l’uno con l’altra i due protagonisti. Però.