Uno alla fine si stufa. Prima si convince nel tempo che non ci sia qualità, che facciano prodotti scadenti per quanto riguarda il gusto, la creatività, la visione. (Pensa che il loro problema sia la mancanza di una visione legata al presente e al futuro, un progetto, qualcosa che vada oltre il marketing e l’economia di scala. Vendi software come se vendessi rape, insomma. Liberissimo. Forse potresti metterci un po’ di quella roba lì, però. No?) Va be’. Dicevamo che uno si stufa. Caspice negli anni che Microsoft è un ministero per la creazione di denaro, niente a che vedere con l’innovazione tecnologica. Quindi Bill Gates, il cattivo, comincia a diventare la caricatura di sé stesso. Sempre più Bill Gates di quanto tu possa immaginare. Tipo (fatto vero) che arriva a Pantelleria e chiede una macchina a noleggio. Gliela danno. L’autista è una donna. Ne pretende uno di sesso maschile. L’affitamacchine di Pantelleria gli dice sapete cosa? arrivederci! e lo lascia a piedi. Ecco, dico, diventi ridicolo. Coma fai a non accorgertene. Poi alle presentazioni del tuo software, megaconferenze stampa da te stesso organizzate, ti si pianta tutto dal vivo e tu rimani lì stoccafisso nei tuoi soldi, senza nemmeno la prontezza di mettere su un’espressione di qualsiasi tipo (incazzatura, risata isterica) per uscirne. Tutto quello che di peggio uno si aspettarebbe da te, lo fai. E fin qui uno si annoia perché sa già tutto. Una falange di detrattori ti trasforma addirittura in una specie di Satana, a allora vien da dire dai basta, che palle, è solo uno sfigato.
Ma tu, come promesso decenni prima, a un certo punto dici mi ritiro dall’azienda. Faccio il benefattore. E giù cifre astronomiche per combattere la povertà, la malattia, l’ignoranza, i problemi mortali che affliggono l’infanzia del terzo mondo. I soldi sono veramente tanti. Tantissimi. Uno cambia quasi opinione. Pensa non è un fulmine di guerra, ma almeno fa del suo meglio per chi è messo male.
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