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venerdì 3 novembre 2006

Negri al volante 2 (sempre di più!)


collateral.jpgIn passato avevano già parlato di questo problema. Poi è successo che l’arretramento del governo nei confronti dei tassisti, con la mediazione del sindaco Veltroni, ha lasciato tutti convinti che i tassisti avessero solo fatto casino, stretto le maglie della corporazione e ottenuto un risultato ingiusto e antidemocratico. Veltroni ha detto ok fine dei blocchi dei tassisti ma alziamo le tariffe e loro si impegnano in cambio a mettere il gps sui taxi e a accettare l’aumento delle licenze. Sono passati alcuni mesi. Ora i gps non li vogliono e non vogliono le licenze nuove. Hanno dichiarato che il comportamento del sindaco è un comportamento fascista. In compenso sono felici di accettare l’aumento delle tariffe.


Vorrei puntualizzare che in economia domanda, offerta e prezzo sono legati. Non è una delibera che stabilisce quanto devo pagare per il taxi. E più i prezzi salgono, meno domanda ci sarà di taxi, è ovvio. Perché visto che mi pelano ogni volta, prima di prenderlo io aspetto di essere disperato. Negli Stati Uniti il taxi costa un terzo, non si paga una lira prima di salire e ci sono varie compagnie che si fanno concorrenza. Qui di concorrenza non ce n’è. E senza concorrenza continueranno a fare quello vogliono coi tassametri, con le chiamate, coi tastini, le strade lunghe, i supplementi notturni, la tassa valigia.
Hanno occupato piazze, incriccato aeroporti e stazioni, picchiato giornalisti, scritto cartelli razzisti e vergognosi. Ora l’assolo finale sarebbe da parte loro che non dessero niente e ottenessero gli aumenti delle tariffe. Vediamo se Veltroni si dimostra capace sì di dialogare ma anche di dire semplicemente: “Mo bbasta”. Vediamo, e lo speriamo, se riesce a rendersi conto che c’è una categoria che va ridimensionata nel suo ruolo corporativo a beneficio della collettività e di quelli che magari guidare auto pubbliche senza affiliarsi a una setta di templari del tassametro: Mustafà, Ahmed, Dalit e mille altri negri che noi vogliamo a fare i tassisti, come in tutti i paesi del mondo.


Ma te lo immagini con il casino che c’è già in giro con la finanziaria cosa significherebbe rimettersi a discutere coni tassisti? L’occasione ormai è persa. In primavera ci sono parecchie elezioni amministrative, e non penso che il governo creerà casino ai suoi candidati, visto che inevitabilmente l’opposizioni trasformerà la campagna elettorale in una gogna per Prodi. Le corporazioni qui possono stare tranquille. L’importante è che non ci tolgano il passaporto, così un po’ di civiltà ce l’andiamo a cercare altrove.

OT Posso brutalmente approfittare della tabaccheria newyorkese per un’informazione?
Volando da e verso gli States è possibile portarsi in valigia (non nel bagaglio a mano) un computer potatile con tanto di filo elettrico?
Mi rendo conto che siamo a Totò e Peppino, però.
Grazie

Il punto è la poca chiarezza tra il “servizio pubblico” che il taxi rappresenta (non può esistere una città di una certa dimensione senza taxi, sarebbe omettere un servizio fondamentale per i cittadini, no?) e l’introduzione di concorrenza “vera” nel settore (che, portata all’estremo potrebbe portare ad una drastica riduzione della qualità del servizio).
Non so molto di come funziona il settore delle auto pubbliche (ma se vi interessa mi informo), ma lavoro in un settore regolamentato (energia) e quindi so come “dovrebbe” funzionare in linea di principio.
le alternative sono:
1) è un servizio pubblico, con tariffe fissate da un ente pubblico che servano a coprire i costi di chi offre tale servizio in modo che il servizio sia garantito, il numero di esercenti fissato da un ente pubblico in modo che il servizio sia sufficiente ma non eccessivo insomma, il settore è protetto, MA per contro ci devono essere degli obblighi di servizio pubblico: ad esempio delle regole stringenti sul diritto di sciopero rispetto agli altri lavoratori (vedi trasporto pubblico), tipo delle regole sulla qualità del servizio che comportino delle penali se non rispettate (quindi se diluvia e io sono disperata e chiamo un taxi non dovrebbe succedere che mi dicano “non ho più auto disponibili” o che mi facciano aspettare 1h sotto la pioggia…), ci sono regole precise sul tipo di auto, sulle caratteristiche del conducente … etc, etc,
2) il settore è liberalizzato ma, visto che è un servizio pubblico, agli esercenti vengono imposti degli obblighi (remunerati in qualche modo, con delle tutele o non so cosa…), ma sostanzialmente, rispettati quegli obblighi minimi si apre alla concorrenza e si vede cosa succede. Non ci saranno mai “troppe” auto in circolazione (chi non lavora smette), non ci sarà mai un prezzo “troppo basso” (un po’ perchè regolamentato, un po’ perchè si differenzierà il servizio per “qualità”, quindi se voglio viaggiare in BMW chiamero la “5star” taxi e se non me ne frega niente e mi basta un pandino che mi porti a destinazione chiamerò la “Low cost Taxi”… oppure potrò scegliere di chiamare la “green taxi” che ha solo auto ecologiche… faccio per dire), ma di certo prendere un Taxi non sarà più necessariamente un lusso e forse ci sarebbero anche meno auto private in giro (già ora se si prendesse il taxi ogni volta che se ne ha realmente bisogno in una città come Milano si spenderebbe meno, in un anno, di quanto si spende per acquistare e mantenere un’auto di media cilindrata… quindi figuratevi…).

Basterebbe scegliere in modo coraggioso una di queste alternative.
Per quanto avevo capito Bersani pendeva per la seconda.

Ecco, mi avete fatto fare di nuovo l’economista.
Se mi ammalo un’altra volta per il troppo sforzo il “tenutario” qui ne pagherà le conseguenze :-D

Brava Nandina. Ma allora esistono economisti che non sono dei fanatici! O sei un esemplare unico?

Mi piacerebbe poter dire essere un esemplare unico, ma per onestà devo dire che ho avuto bravi maestri e che ce ne sono di non invasati, e poi certo dipende anche un po’ dalla visione del mondo “di base” che uno ha…
Ma, in verità, siamo una rarità… ;-)

New York Times 26 ottobre 2006:
“The Taxi and Limousine Commission yesterday unanimously approved a fare increase that will double the amount a passenger pays while a cab is stopped or stuck in slow traffic. The change amounts to an increase of approximately 11 percent to the overall fare. Taxi meters now charge 20 cents a minute while the vehicle is stopped or moving slowly. Under the new fare, which will go into effect in early December, the meter will charge 40 cents a minute. The commission also set a $45 flat rate fare from anywhere in Manhattan to Kennedy International Airport, to mirror the flat fare in effect for trips from the airport to Manhattan.”
Giusto per completezza….

Simone, non è l’esistenza di tariffe nè il loro aumento a preoccupare se il sistema è regolato nel modo giusto e consente che il servizio sia efficiente.
Ecco, diciamo che a New York prendere un taxi non è un’impresa titanica e da milardari come a Milano e che se aumenta il prezzo della benzina, per esempio, e la tariffa è una tariffa “massima” (non lo so… ) è ovvio che deve essere adeguato il corrispettivo che si paga per rimanere fermi nel traffico.
Sulla parte relativa al collegamento con il Kennedy, be’, mi pare che la tariffa segua ciò che viene effettivamente applicato (almeno dal pezzo che hai riportato).
Faccio notare che per arrivare a Milano Malpensa ci vogliono 100€ con il pullman 5€

Nandina, non capisco… Io ho riportato la notizia giusto per far notare che le tariffe dei taxi a New York sono decise anche dalle autorità cittadine e non tutto è lasciato al libero mercato. A conferma del tuo punto 2) di cui sopra. Anche se un 11% in più da un giorno all’altro solo perchè i taxisti ritengono che quando sono costretti a star fermi nel traffico guadagnano meno… E’ vero, ma queste decisioni prese da una commissione composta in gran parte da taxisti mi ricorda un po’ i privilegi corporativi dei taxisti nostrani… (sul sito della commissione citata c’è tutto, anche la trascrizione della riunione in cui hanno deciso l’aumento)

OT, dal tabaccaio niuiorchese:
Massimo, non c’e’ problema a portare il computer oltreoceano (anche nel bagaglio a mano, evitando Londra, credo…). Meglio sarebbe avere con se’ la ricevuta di acquisto (piu’ che altro per il ritorno…).
Tassisti:
Matteo (e Nandina) ha ragione su tutta la linea!
Per completezza con Simone dico che in effetti prendere il taxi a NY e’ piu’ facile (ma comunque piu’ costoso) che prendere l’autobus. La tariffa per il JFK e’ in effetti una logica conseguenza del fatto che la detta tariffa finora esisteva solo nel verso opposto (anche se io ho provato ad andare al JFK in taxi da Manhattan e non e’ che costi un patrimonio in piu’…). Detto questo, anche qui taxi to JFK 45$+tip, metropolitana (!!!) 2$+7$ di air train.

ehi ehi, la MorattA qui ha detto che la metropolitana di Milano arriverà a Linate… quindi piano con gli entusiasmi da Grande Mela ;-)

quello che volevo dire io non è solo il confronto con l’autobus (ovvio che costi molto meno)
ma in ogni caso se fai il rapporto tra: taxi/metro-bus
a New York viene 45(circa)/9 = 5 (il taxi costa 5 volte tanto)

se lo fai per Milano Malpensa viene:

100/5+1 di metropolitana(se non vivi vicino alla staz. centrale)/
poco meno di 20 mi pare… prendere il taxi per andare all’aereoporto internazionale di Milano (l’hub tanto strombazzato) costa 20 volte di più che prendere l’autobus…
visto che le tariffe dei mezzi pubblici si somigliano e quelle dei taxi no evidentemente il problema è nelle tariffe dei taxi.
Quello che volevo dire a Simone è che ho capito cosa voleva dire, ma che non è detto che, se una cosa è richiesta dai tassisti sia necessariamente sbagliata, dipende anche dall’intensità del traffico a Manhattan (la sola volta che ci sono stata ci siamo fatti lasciare a due isolati da dove dovevamo andare perchè immobili già da troppo tempo…). E poi, per esempio, da quanto tempo quelle tariffe non venivano aggiustate etc etc.?
Insomma, da noi è un po’ diverso, una cosa è la contrattazione, un’altra è l’intimidazione!!! :-)

robi la prossima volta Nandina (e Matteo)ha ragione (al diavolo i doveri di ospitatlità :-P ).

ok, è venerdì e me ne vado a casa!

adesso che mi ci fai pensare… a bologna ad esempio quasi tutti i tassisti sono bolognesi. neanche meridionali o ferraresi… proprio di bologna!
anche nelle altre città è così?

Vogliamo infine ricordare che l’autista del decantato autobus per la Malpensa (quello che dovrebbe metterci 30 minuti o giu’ di li’) per almeno tentare di avvicinarsi ai tempi stabiliti, deve guidare peggio del protagonista di Carmageddon? Io avevo spesso “accesi diverbi” con la categoria, entrando in autostrada a Busto…