sabato 4 novembre 2006
Lei è sempre stato qui, Gianni
Il TG 1 ha cambiato direttore. Adesso non c’è più Mimun: c’è Gianni Riotta. La differenza, negli angolini, si vede. Ma dove conta, la redazione più inossidabile del giornalismo italiano resta sempre identica, incrostata nel rapporto tra stato-tv-politica e catafratta nel guscio sindacale più rigido. Le persone sono sempre quelle. E le persone, giustamente, realizzano i servizi a modo loro. Ma c’è una cosa su cui Riotta potrebbe intervenire, ed è la cronaca istituzionale quotidiana.
Un tempo c’era il panino. Il panino era un classicone della storia del TG1, solo perfezionato e reso norma quotidiana. Il panino era così: prima il governo, poi l’opposizione, poi la maggioranza. Il risultato nella percezione distratta era che al di là di una contestazione marginale, la posizione prevalente e condivisa fosse de facto quella del Polo. Ora il panino è stato abolito (e speriamo non sia ripristinato a parti invertite), ma per essere sostituito con una formula ancora più ossidata, inattaccabile e priva di contenuto.
Bambini tutti in fila ognuno dica la sua: arriva la carrellata. Il servizio mostra immagini di parlamentari che vanno e vengono, palazzo Chigi, Montecitorio, palazzo Madama, portaborse grisaglie e (pochi) brutti teilleur. La voce introduce il tema del giorno e poi riassume le posizioni di tutti, tutti, TUTTI. Allora Fini vale come Anna Bertolini; Fassino come Rotondi della nuova DC; Marco Rizzo come Nania. L’unico punto su cui si gioca un po’ di parzialità è la distinzione tra dichiarazione viva voce e velina riportata.
Oltre a non servire a niente, perché spalma mille posizioni in un piattume da dittatura pluralista (lo so che non esiste, ma l’effetto è quello), il servizio è da un certo punto di vista IL più importante del telegiornale e la sua forma quella che conta di più. Qui, sulla cronaca politica, si fa la differenza. Ai politici, a chi comanda in RAI, non interessa che Mollica si preoccupi ancora solo di Minghi, Morandi, Fiorello e Zucchero, quando il mondo va in un altra direzione; né che il cinema sia raccontato onestamente sul TG2 e sul TG1 si riduca a una sequela di marchette e a interviste che finiscono sempre con un americano che dice “Gratsie mile. Pitsa pitsa. Ciao bbèla“; che i libri siano cartelle stampa fotocopiate frettolose e pallosissime. Alla politica interessa solo la citazione della politica, lo spazio alla politica, ma non l’analisi politica o il commento. La qualità del TG per loro è irrilevante. Non esigono che il prodotto sia bello, ma duttile.
In questo, soprattutto in questo, Riotta è un Jack Nicholson che comanda su una squadra di Mr Grady. Gente che è sempre stata lì a servire cocktail con il sorriso sulle labbra, che ci fosse la neve o il sole, il terrorismo o l’alluvione, indipendentemente dall’identità del loro capo. Anzi, a dire la verità il capo l’hanno sempre ascoltato e seguito. Perché il capo è sempre stato lo stesso. A memoria d’uomo il direttore del TG1 si è sempre chiamato Gianni Riotta. No?
Caro MB,
io il TG1 lo vedo qualche volta quando vado a cena da mamma. Da quando c’è Riotta mi sembra meglio…poco meglio ma meglio.
Per il resto, se compro un libro magari me l’ha consigliato Dispenser, certo non il TG1 Libri (esiste ancora?); se mi compro un cd l’ho scoperto grazie a Last.fm e non grazie a Mollica. Che ce voi fa’? Il Tg della rete ammiraglia non fa per noi. Punto.
scritto da gromiko sabato.04.11.06 20:21
Viva la democrazia! Morte agli ebrei assassini!
scritto da upupa sabato.04.11.06 21:54
rubo:
Viva la democrazia! Morte a quell’inutile panzone di Mollica!
scritto da w_genzo domenica.05.11.06 01:47
E’ inutile finchè avremo una Rai lottizzata non si potrà mai avere un informazione adeguata dalla TV di Stato. Non l’abbiamo con la carta stampata “schiava” dei contributi statali, potremmo mai averla dalla RAI? E’ impossibile, non avremo mai un BBC come in Inghilterra, perchè da noi la TV di pubblica non funizona perchè troppo direttamente proporzionale ai poteri di partito. La RAI dovrebbe andare ai privati!!!! Che lo stato faccia un bando, stabilisca un minimo di regole, faccia un bando è il più meritevole vince!!! Utopia? Può darsi, ma sarebbe finalmente l’unico modo di avere un minimo di informazione in Italia. Far pagare di più il canone per avere più TV di qualità potrebbe essere un altra soluzione, ma siamo semnpre alla stessa domanda:” se pago di più otterrò davvero TV di qualità o se li mangeranno come al solito?” Ed è la stessa domanda che ci poniamo per la tassazione scellerata che ci sarà in questa finanziaria. Le tasse ci saranno , e copiose, ma avrò dei servizi adeguati? La risposta è NO!!! In Italia non sarà mai possibile, perchè lo Stato (sopratutto questa sinistra) è clienterale e non fa altro che far contenti tutti con il metodo democristi!!!
C’è grossa crisi come diceva “quelo”!!
scritto da Chris domenica.05.11.06 03:24
Sante parole, Gromiko! Mollica – per chi sa quale oscura ragione – non parla mai male di nessuno: non ricordo una sola recensione appena malevola nei confronti di chicchessia e pensare che i recensori incattiviti (leggi: “obiettivi”) sono la mia passione…a me ‘sti buonisti a 360° mi annoiano. Insomma, che se ne rimanga a Paperopoli che è l’unico posto (appunto perché fittizio) in cui ha ragione di esistere!
scritto da daniela domenica.05.11.06 11:53
Io una volta ho sentito Vincenzo Mollica – con le mie orecchie – confrontare i CSI allora stranamente primi in classifica FIMI) con gli Oasis. Era un servizio del TG1 delle 13.00. Gli uni venivano osannati, mentre gli altri venivano sviliti o quantomeno citati con sufficenza.
scritto da Smeerch domenica.05.11.06 17:59
Il TG1 è e resterà lo specchio rotto di Rai 1: un Cugia evirato, un Celentano dopo il crack, un Montalbano senza Catarella, una Venier senza Giucas e senza tette.
Ah dimenticavo: Mollicone forever accàrciarcùlo a fare i servizi su Gamorra, i bbossi di Shcambìa e ‘o rione Sanidà.
scritto da Tranqui lunedì.06.11.06 09:31
non amo molto Zapatero ma ciò che ha fatto con la televisione di stato spagnola lo trovo decisamente appropriato anche per i ns. miseri “giornalisti”.
scritto da miz martedì.07.11.06 20:23