giovedì 30 novembre 2006
Marie Antoinette
Cos’è. Terzo film di Sofia Coppola, la figlia col nasone di Francis Ford Coppola, Marie Antoinette è la storia di Maria Antonietta: la figlia col nasino di Maria Teresa d’Austria, che sposò Luigi XVI e finì ghigliottinata dalla rivoluzione insieme al marito. Il film racconta la sua storia, da quando quindicenne viene data in sposa al trono del delfino di Francia, fino agli ultimi giorni di vita.
Com’è. È il primo film sulla storia di Versailles ad essere stato effettivamente girato a Versailles. Lontano dal biografismo classico di questo periodo, cerca di ritrarre la persona e non il personaggio storico. Lo spirito è splendido e disperato, come in ogni altro film di Sofia Coppola. All’ingresso alla reggia più sontuosa d’Europa, Maria Antoinetta osserva i locali con un sottofondo musicale targato Aphex Twin. E quando lei, alcune amiche e il principe vanno a un ballo in maschera, la musica è quella dei New Order. Altrove ci sono Radio Dept, Cure, Strokes, Bow Wow Wow. I dettagli sono descritti con una fotografia morbida e realistica, non ipernitida, uno dei tocchi di classe del film, merito dell’ottimo Lance Acord. La regia e il montaggio evitano lo stile geometrico e minuzioso di Barry Lyndon di Kubrick, ma cercano una spontaneità che faccia a pugni con il rigore procedurale, formale e umano della reggia. Costumi splendidi un po’ Vivienne Westwood di Milena Canonero.
Perché vederlo. Per le scarpe, i vestiti, i dolci, tutti questi particolari pop che fanno di Marie Antoinette un film-icona, perfetto per il pubblico attento alla moda, per la comunità gay, per le ragazze che sognano ombrellini e parrucche sontuose. I particolari per cui darsi di gomito tra iniziati dell’immaginario più raffinato, sono moltissimi: un paio di scarpe da ginnastica, i Phoenix nella parte dei musici, un orologio moderno, la colonna sonora. Kirsten Dunst è di quelle che possono piacere o no. A me piace e qui mi pare ottima in tutto.
Perché non vederlo. Per raccontare la noia e l’assurdità di Versailles, Sofia Coppola scade nella noia e assurdità di un film su Maria Antonietta nel 2006. Che funzionerebbe se fosse capace di sfondare, di farsi odiare dai francesi, di mettere, che ne so, i Pixies all’incoronazione e i Ramones al taglio della testa. Ma mancandole il coraggio e la forza immaginifica di Baz Luhrmann, Sofia ripiega su una via di mezzo, ottenendo il plauso degli intellettuali e alternando sfinenti brani per clavicembalo e ampollosità tradizionali, agli elementi trasgressivi. Il risultato è forse il miglior modo di raccontare la vita della principessa di Francia chiusa a Versailles, mantenendo una certa verosimiglianza. Ma così facendo diventa solo un buon film su Maria Antonietta, argomento del quale mi sfugge l’interesse. Sofia Coppola è brava, ma non abbastanza per reinventare le cose da capo. Che è necessario se mi vuoi tenere seduto per due ore davanti a inchini, pizzi e merletti.
Una battuta. Tutto questo è ridicolo.
posso dire che Mary non è francese e che internet mi dice “Marie Antoinette”?
scritto da pupilla giovedì.30.11.06 15:55
Per una volta sono totalmente d’accordo con la recensione del Matteo.
E anche con l’osservazione di Pupilla.
scritto da robi giovedì.30.11.06 16:21
Credo i Francesi lo avrebbero odiato di meno con decapitazione a suon di Ramones.
Anch’io ho scritto una cosa sul film qui
scritto da onanrecords giovedì.30.11.06 16:39
Ma il loghetto della pantera?
scritto da Drioz giovedì.30.11.06 16:46
Si ,in soldoni, è formalmente gradevole ma anche piuttosto noioso; soprattutto l’ ultima mezz’ora.
Comunque, scusa se mi permetto di pignoleggiare, “la battuta” mi pare fosse :
“-Tutto questo è ridicolo.
-Tutto questo, Madame, è Versailles.”
olà.
scritto da Kluz giovedì.30.11.06 16:57
Sì mi sono sbagliato sul nome cazzo. Lo correggo. E anche sulla battuta. Ma ero di fretta.Mi viene l’ansia di postare poco di questi tempi e va curata col posting compulsivo.
scritto da Matteo Bordone giovedì.30.11.06 17:35
Io ho visto il film qui vicino a casa (a Parigi) e devo dire che avendolo visto in lingua originale (tutta la corte parla un perfetto american english) il film ha guadagnato moltissimo: lo spettacolo delle facce degli altri spettatori è valso da solo il prezzo del biglietto
P.s. Il titolo è ovviamente Marie Antoinette… ma forse era davvero più azzeccato Mary.
scritto da Davide giovedì.30.11.06 18:04
non ho visto questo film, ma aspetto con ansia la recensione di SHORTBUS
che peraltro ho gia visto..
scritto da pupilla giovedì.30.11.06 18:17
Nel mio commento precedente segnalavo la mia “recensione” di Mary(ie) Antoinette.
Mi sono accorto che lì non funziona nè il link al post nè quello al blog.
Bravo.
http://onanrecords.blogspot.com/2006/11/marie-antoinette.html
scritto da onanrecords giovedì.30.11.06 18:40
E mo’ che faccio…
vado o non vado?
Tu dici si, dall’altra parte dicono no, terzi dicono forse….
Siamo tornati ai tempi di “Blair whitch project”, dove ognuno diceva tutto ed il contrario di tutto?
…che poi B.W.P. mi è anche piaciuto.
scritto da BLEEK giovedì.30.11.06 20:03
A sto’ punto io il titolo lo scriverei Marì Antuanet…
scritto da robi giovedì.30.11.06 20:39
“@Davide : forse era davvero più azzeccato Mary.” Può darsi, ma anche no. A me quel nome ormai fà venire sempre in mente, oltre alla “tipa” più celebre, “mary, mary per sempre…” o “Mary, sei andata via, t’hanno visto piangere….” ; meglio evitare : l’ appellativo mi suscita quasi ansia. Mi tengo Marie Antoinette .
@MatBord :”Ma ero di fretta”. Eh siii , allora…per di più qui si fa tanto gli esterofili, e poi siam subito pronti ad accampare scuse all’ italiana. Va bon, per questa volta passi.
Bando al dire cazzate, ero ritornato a commentare questo post per chiederti un piacere (sempre MatteoB) : ho combinato un disatro con iTunes, “ho fatto una cappella storica” e ho cancellato tutto, mi sono sparite anche le sottoscrizioni.
Mi puoi dare il link di quel tipo che aveva messo un collegamento per “ricevere” direttamente il PodCast specifico. Capirai che di scaricarmi ogni volta tutto il pentolone di radio2 ne faccio anche a meno.Grazie.
olà.
scritto da Kluz venerdì.01.12.06 01:23
Basta ragazzi, mi inserisco con dello spam. Scusa mBordone!, ma tantissimo vorrei le risposte di tutte a questo quesito: http://squareplaza.blogspot.com/2006/12/morire-oggi.html
Detto questo,
saluti a tutti!
scritto da Andrea Pergola venerdì.01.12.06 12:49
si ok…tutte e tutti…ovviamente!
scritto da Andrea Pergola venerdì.01.12.06 12:51
Scusa, un commento alla descrizione che fai di te stesso: “scrive a Rolling Stone”. E Rolling Stone ti risponde? O forse volevi dire “scrive SU R.S.”?
scritto da maxximilian venerdì.01.12.06 19:23
No: volevo direa “a”, per realizzare un parallelismo con effetto buffo, legato al precedente “parla a Radio Due”. Le ultime disposizioni di legge stabiliscono che l’ironia può essere esercitata anche senza l’apposita faccina di riconoscimento. Pare che ora incollino un decretino in finanziaria per rendere le faccine obbligatorie. Così ci togliamo i dubbi.
scritto da Matteo Bordone venerdì.01.12.06 20:19
Ma sai che la tassa sulle emoticon non è mica una cattiva idea? Io tasserei anche le k negli sms.
scritto da duffogrup venerdì.01.12.06 21:02
Io ho tentato di descriverlo così questo film ma proprio non ci sono riuscito. Complimenti.
http://smeerch.splinder.com/post/10084988/Marie+Antoinette
scritto da Smeerch sabato.02.12.06 03:25
“kirsten dunst è di quelle che possono piacere o no”.
Ti lamenti del relativismo moderno e poi scrivi sta baggianata…
scritto da Berluska sabato.02.12.06 14:28
Ciao Teo, ti colgo in castagna. Già un altro film su Versailles era stato girato a Versailles, e si trattava del trucidissimo film dal vivo di “Lady Oscar” (1979), con Catriona Mc Coll nel ruolo di Oscar (e Patsy Kensit nel ruolo di Oscar bambina). Vedere per credere! =)
scritto da Ivano domenica.03.12.06 22:41
http://unadonnavirtuale.leonardo.it/blog/una_donna_regina.html#leggiCommenti
se vai a vedere quel poco che avevo detto io penso riassume tutto
ma mi sono permessa dicitarti nel mio blog perchè sei troppo interessante
scritto da unadonnavirtuale martedì.05.12.06 01:03
Bè, il film sembra uscire sconfitto dalla tua valutazione ed in effetti è stato parecchio bistrattato dalle sale cinematografiche: per vederlo sono dovuto andare in un cinema che tanto ricordava quelle sale di proiezione della seconda guerra mondiale!
A me, però, è piaciuto proprio per quel tocco frivolo che, quando si parla di storia, si può difficilmente perdere per la strada determinando un allontanamento dalla realtà che è invece fondamentale per capire certi meccanismi ma anche per immedesimarsi e seguire le vicende con maggiore partecipazione.
scritto da Pepenero martedì.05.12.06 12:57
il film è un po’ così così, gran colonna sonora, come nei precedenti film di Sofia Coppola, ma troppo pop a me alla fine, sinceramente, stroppia.
Detto questo, ho definitivamente deciso che Kirsten Dunst sarà la madre dei miei figli, trooooooppo bella!!!!!!
scritto da Francesco lunedì.18.12.06 10:01