Mercoledì 15 Novembre 2006
New York, 11-13-2006
Dunque, le cose sono andate così, più o meno…
Dove lavoro io, il dipartimento di Biologia del City College of New York, c’è una segreteria dove i vari corrieri espressi consegnano i pacchi destinati ai diversi gruppi che lavorano lì. Generalmente si tratta di reagenti, piccola attrezzatura da laboratorio, libri. Le segretarie dovrebbero chiamare i proprietari dei pacchi perché se li vengano a ritirare, così la stanza si libera e, soprattutto, i reagenti non vanno a ramengo… Ecco, di solito è meglio non aspettare le telefonate delle segretarie… Se capita, prendendo il caffè, è meglio buttare l’occhio ai nuovi arrivi…
Bene, arriviamo al dunque, qualche tempo fa una solerte segretaria notò un pacco indirizzato a tale Adam Smith (non sono sicuro fosse Adam, ma Smith sì. Come dire il sig. Rossi in Italia…). Va detto che in quel posto le segretarie le cambiano alla velocità della luce e che di solito non conoscono nessuno del dipartimento e, per questo, se ne fottono abbondantemente; questa invece, particolarmente solerte, non sapendo chi fosse il Dr. Smith si mise a telefonare in giro.
Niente.
La goduria per la vittoria dei Democratici americani e per la sconfitta dei loro avversari Repubblicani è enorme da parte mia. Enorme, fiammeggiante e pirotecnica. Ma per quanto si possa pensare che Bush sia un politico da poco, il titolo di questo post è la sua risposta alla domanda: “Cosa è cambiato da ieri a oggi, Signor Presidente?“.
Sarò breve. Almeno spero. Il modo di cui la politica italiana si è venduta ai cittadini negli ultimi tempi, fatto di male e bene, di loro sono i cattivi e noi vi salveremo la vita, questa semplificazione bambinesca mo je sta a tornà indietro come un boomerang. Perché capita in politica, e capita spesso, di assumersi delle responsabilità . Vuole dire che al santino del condottiero senza macchia che si è distribuito nella testa della gente in campagna elettorale, bisogna preferire il qui e ora delle scelte. Revocabili, certo, ma scelte.
Io fino ad ora non ho fatto il post perché pare brutto, fa un po’ rompino del web che ha sempre da dire. Anche perché non avevo niente da dire. Solo che da quando ho visto la
C’è un fantasma che ci aggira per la radio. Pare che uno speaker pubblicitario abbia una voce simile alla mia. E pare che in particolare questo emerga dall’ascolto dell’ultimo spot radio del Digestivo Antonetto. Il Digestivo Antonetto. Come potete immaginare, essere erede di Nicola Arigliano sarebbe per me un onore. Mi massaggerei il pancino con quell’aria pallida e dispeptica di chi, bianco e nero, ha bisogno di aiuto dall’industria alcolica officinale. Purtroppo però non sono io quella voce lì. Smentisco a malincuore. Ricordandovi la posologia. La punta di un cucchiaio per digerire. Un po’ di più per dare la mano all’intes…no, merda, quello è l’Amaro Medicinale Giuliani…anzi no, è una polvere, è la Magnesia Bisurata Aromatic (che poi questa storia del bisurato non si è mai capita fino in fondo, no?).
Un anno e qualche cosa che vivo a New York.
Il TG 1 ha cambiato direttore. Adesso non c’è più Mimun: c’è Gianni Riotta. La differenza, negli angolini, si vede. Ma dove conta, la redazione più inossidabile del giornalismo italiano resta sempre identica, incrostata nel rapporto tra stato-tv-politica e catafratta nel guscio sindacale più rigido. Le persone sono sempre quelle. E le persone, giustamente, realizzano i servizi a modo loro. Ma c’è una cosa su cui Riotta potrebbe intervenire, ed è la cronaca istituzionale quotidiana.