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Mercoledì 15 Novembre 2006

New York, 11-13-2006


smoke6.jpgDunque, le cose sono andate così, più o meno…
Dove lavoro io, il dipartimento di Biologia del City College of New York, c’è una segreteria dove i vari corrieri espressi consegnano i pacchi destinati ai diversi gruppi che lavorano lì. Generalmente si tratta di reagenti, piccola attrezzatura da laboratorio, libri. Le segretarie dovrebbero chiamare i proprietari dei pacchi perché se li vengano a ritirare, così la stanza si libera e, soprattutto, i reagenti non vanno a ramengo… Ecco, di solito è meglio non aspettare le telefonate delle segretarie… Se capita, prendendo il caffè, è meglio buttare l’occhio ai nuovi arrivi…
Bene, arriviamo al dunque, qualche tempo fa una solerte segretaria notò un pacco indirizzato a tale Adam Smith (non sono sicuro fosse Adam, ma Smith sì. Come dire il sig. Rossi in Italia…). Va detto che in quel posto le segretarie le cambiano alla velocità della luce e che di solito non conoscono nessuno del dipartimento e, per questo, se ne fottono abbondantemente; questa invece, particolarmente solerte, non sapendo chi fosse il Dr. Smith si mise a telefonare in giro.
Niente.

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Domenica 12 Novembre 2006

Saturday Night Now


lornemichaelsL’anno scorso Neri e Tolomelli e io ci siamo inventati una specie di programma radio vero e notturno che andava in onda il sabato di notte. Si chiamava (la fantasia al potere!) Sabatonotte. Abbiamo fatto tipo cinque puntate o forse quattro. Il fatto di aver scelto la notte del sabato era un omaggio alla sociopatia di tutti e tre e un modo per poter dire non posso a quelli che ci invitavano da una parte o dall’altra il sabato. Ovviamente era anche un omaggio al Saturday Night Live, lo spettacolo comico più prestigioso e longevo della televisione globale. Scemi? Megalomani? Scemi. Sì, forse scemi. Ma veggenti.

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Sabato 11 Novembre 2006

Er sindaco telepatico e er sor Achille


metroVentitre ore a Roma. Succede che ci sia ancora un clima similprimaverile e la città eterna sia veramente bella, tiepidina, con le donne che ti lumano come a Milano nemmeno dopo il decimo amplesso: te staccheno la carne de dosso.
Succede che l’arrivo alla stazione Termini metta di buon umore perché quella sì, altro che la stazione centrale di Milano, è pulita, ripulita, luminosa, moderna, europea e allo stesso tempo calda. Poi però si scende in metrò e ci si trova davanti un po’ di merdazza di sporco e scasciato coi vagoni grigi di scritte e tag e pezzi e graffiti chiamateli come vi pare. Incontro Matteo che mi ospita per la notte e gli dico subito: “Devo dì a Walter che è tutto bbellissimo, ma su ’sta metro dovemo intervenì er prima possibbile“. E si scherza si ride. Poi la città è masticata quotidianamente dal traffico, ma le case, i palazzi, come in Caro Diario, si scoprono belli anche nella loro palazzonità. Il cielo è più grande che a Milano.

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Venerdì 10 Novembre 2006

Royale Politique - Ognuno per sé, tiè tiè tiè


alcidejpgLe reazioni della politica italiana alle elezioni americane costituiscono uno di quei momenti in cui ti dici va bene, inutile fare finta, siamo un paese di quaquaraquà e non se ne esce.
Ognuno dice la sua. E per ognuno non solo le elezioni italiane tutte, dal comune di Ghirla alla provincia di Crotone(KR), sono una conferma della propria politica; ma anche quelle americane di medio termine servono allo stesso scopo, comunque siano andate. Tutto serve a ribadire sé stessi e di niente si discute con un minimo di distanza. E allora se chiedono a Percoraro Scanio cosa ne pensa (perché glielo chiedono?, viene da dire, ma lasciamo stare) lui risponde che Bush paga le sue scelte di politica energetica. Se lo chiedono a Casini lui risponde che le elezioni si conquistano al centro. Se lo chiedono agli esponenti del Polo loro rispondono che la vergognosa finanziaria di Padoa Schioppa mette le mani nelle tasche degli italiani (Dottò questa ‘a dobbiamo rifare. Cortesemente. Oggi la domanda è l’altra, quella de BBush. Questa la teniamo per sicurezza, hai visto mai domani o dopo, ma se mi dice qualcosa de Bbush un minuto e abbiamo finito.), rispondono che nelle elezioni di medio termine, a metà mandato, l’elettorato tende a punire chi governa. Dicono che è successo in Italia, in tutta Europa succede sempre e insomma è normale e non c’è stato niente di rilevante nelle elezioni americane. Comunque la sconfitta è inferiore rispetto a quello che si era preventivato, aggiunge il migliore di tutti, che è sempre Andrea Ronchi.

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Mercoledì 8 Novembre 2006

What changed is the Democrats won the elections


winston.jpgLa goduria per la vittoria dei Democratici americani e per la sconfitta dei loro avversari Repubblicani è enorme da parte mia. Enorme, fiammeggiante e pirotecnica. Ma per quanto si possa pensare che Bush sia un politico da poco, il titolo di questo post è la sua risposta alla domanda: “Cosa è cambiato da ieri a oggi, Signor Presidente?“.
Quando gli chiedono di commentare le parole di fuoco di Nancy Pelosi, nuova portavoce del congresso, lui risponde alla giornalista: “Susanne, sono stato in politica per anni e so cosa si dice nelle campagne elettorali. La mia preoccupazione è fare cose, lavorare insieme. La gente vuole che lavoriamo insieme e la nostra preoccupazione è di riuscire a farlo“.

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Mercoledì 8 Novembre 2006

Royale Politique - Clemente, la sofferenza e Tony Manette


mugsteve.jpgSarò breve. Almeno spero. Il modo di cui la politica italiana si è venduta ai cittadini negli ultimi tempi, fatto di male e bene, di loro sono i cattivi e noi vi salveremo la vita, questa semplificazione bambinesca mo je sta a tornà indietro come un boomerang. Perché capita in politica, e capita spesso, di assumersi delle responsabilità. Vuole dire che al santino del condottiero senza macchia che si è distribuito nella testa della gente in campagna elettorale, bisogna preferire il qui e ora delle scelte. Revocabili, certo, ma scelte.
L’indulto è una di queste. Una scelta politica, che nasce da una necessità pratica e continugente: il sovraffollamento carcerario, per di più in un sistema penale che soffre di ritardi biblici. Le migliaia di persone in attesa di giudizio che vivevano in sei in celle da due, non sono robetta. Anche quelli giudicati che vivono in sei in celle da due non sono robetta. E su questo io e Tony Manette non siamo d’accordo. Lui pensa che “quell so’ criminal(i)”. E lo penso anche io. Ma per lui la condizione di criminali attenua la gravità della loro situazione.

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Martedì 7 Novembre 2006

Quel che è turco, è turco!


ataturk-gulumseyen.jpgIo fino ad ora non ho fatto il post perché pare brutto, fa un po’ rompino del web che ha sempre da dire. Anche perché non avevo niente da dire. Solo che da quando ho visto la pagina myspace di Borat mi è venuto un dubbio. E poi, rintuzzato dal mio vicino e collega Matteo “Trappolino” B. Bianchi che lo sostiene da tempo, mi sono convinto che l’idea iniziale da cui è poi sfociato il personaggio di Borat deve essere venuta proprio dal turco. Ora che anche lui, Mahir Çagri, se ne è accorto, la cosa diventa palese. A Dispenser ne avevamo parlato qualche mese fa, come del più rimpianto tra i personaggi diventati celeberrimi in rete nel giro di pochissimo tempo e riscomparsi nell’oblio poco dopo. Accanto a lui c’erano Ghyslain Raza e Ellen Feiss.
Ora forse un giudice dovrà decidere se c’è trippa per gatti, ma a occhio possiamo porre dei punti fermi. Tutto il contenuto esilarante di Borat, il modo in cui interagisce con la gente, la parodia delle semidemocrazie e insomma la sua idea di comicità dell’imbarazzo è farina del sacco di Sasha Baron Cohen. Ma esteticamente dalla giacca di tre taglie più larga, al baffo, al sorriso di una fissità inquietante, al ping pong, fino alla compiacenza zuccherosa e libertina (che in Borat si sposa con i costumi del suo fantaKazahstan cavernicolo), Borat Sagdiyev è Mahir, il turco di Ismir.
Già che ci siamo. Volete dire grazie al kebabbaro turco? Voi gli chiedete come si dice grazie e lui dice una roba molto difficile da ripetere (il turco è agglutinante, non si scherza). La volta dopo non vi ricordate una mazza. Lasciate stare. Ditegli “To sugar a dream” aprendo poco la bocca, e otterrete una roba che si avvicina molto a “grazie” in turco. A quel punto lui forse dirà qualcos’altro, pensando che sappiate qualche parola della sua lingua. Sorridete e guadagnate l’uscita rapidamente. E non perdete di vista il kebab, che se no la cremina allo yogurt vi cola sulle scarpe e le macchia.


Lunedì 6 Novembre 2006

Mangiato troppo? Mangiato in fretta?


ariglio.jpgC’è un fantasma che ci aggira per la radio. Pare che uno speaker pubblicitario abbia una voce simile alla mia. E pare che in particolare questo emerga dall’ascolto dell’ultimo spot radio del Digestivo Antonetto. Il Digestivo Antonetto. Come potete immaginare, essere erede di Nicola Arigliano sarebbe per me un onore. Mi massaggerei il pancino con quell’aria pallida e dispeptica di chi, bianco e nero, ha bisogno di aiuto dall’industria alcolica officinale. Purtroppo però non sono io quella voce lì. Smentisco a malincuore. Ricordandovi la posologia. La punta di un cucchiaio per digerire. Un po’ di più per dare la mano all’intes…no, merda, quello è l’Amaro Medicinale Giuliani…anzi no, è una polvere, è la Magnesia Bisurata Aromatic (che poi questa storia del bisurato non si è mai capita fino in fondo, no?).


Lunedì 6 Novembre 2006

New York, 11-04-2006


smoke5.jpgUn anno e qualche cosa che vivo a New York.
Finalmente ho fatto visita a Di Palo’s, forse il più famoso negozio di prodotti alimentari provenienti dal Bel Paese di Manhattan.
Risultato?
Prosciutto crudo San Daniele 0,5 lbs
Speck 0,25 lbs
Grana Padano 1 lbs
Taleggio 0,5 lbs
Fontina 0,5 lbs
Ricotta fresca 0,5 lbs
Piave vecchio 0,5 lbs
Un salamino cacciatore
Una mozzarella di bufala
Una scamorza (affumicata non c’era…)
Marmellata di mandarini (per accompagnare il Piave vecchio)

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Sabato 4 Novembre 2006

Lei è sempre stato qui, Gianni


ShiningGrady.jpgIl TG 1 ha cambiato direttore. Adesso non c’è più Mimun: c’è Gianni Riotta. La differenza, negli angolini, si vede. Ma dove conta, la redazione più inossidabile del giornalismo italiano resta sempre identica, incrostata nel rapporto tra stato-tv-politica e catafratta nel guscio sindacale più rigido. Le persone sono sempre quelle. E le persone, giustamente, realizzano i servizi a modo loro. Ma c’è una cosa su cui Riotta potrebbe intervenire, ed è la cronaca istituzionale quotidiana.
Un tempo c’era il panino. Il panino era un classicone della storia del TG1, solo perfezionato e reso norma quotidiana. Il panino era così: prima il governo, poi l’opposizione, poi la maggioranza. Il risultato nella percezione distratta era che al di là di una contestazione marginale, la posizione prevalente e condivisa fosse de facto quella del Polo. Ora il panino è stato abolito (e speriamo non sia ripristinato a parti invertite), ma per essere sostituito con una formula ancora più ossidata, inattaccabile e priva di contenuto.

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