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lunedì 4 dicembre 2006

Forza Chiara e forza tutte le altre


loliLa gente si mette insieme e fa all’amore. Poi si molla e non lo fa più. Alcuni maschi (potrebbe succedere anche con delle femmine, ma la società è storta e non capita) mettono in giro immagini di quando facevano all’amore con le loro ex. Le ex si risentono. A volte le ex sono adolescenti. Il che è normale perché, lo ricordiamo, la maturità sessuale precede di molto la maggiore età. I giornali scrivono periodicamente storie di disperazione di questa o quella giovane donna. L’idea è sempre quella della ragazza sfruttata dal maschio porco, del tribunale dei minori, delle denunce. Sembra quasi un mezzo stupro.


In realtà, fatte salve le garanzie di tutela legale di tutti, come sanno tutti gli utenti maschi di pornografia on-line, il findazato della celebre “forza Chiara”, così come tutti i suoi simili diffusori di porno privato, fanno sempre la terribile figura dei pirla. Le donne in questi filmati sono sempre forze della natura; e gli uomini sono piccoli, goffi e impegnati nella messa a fuoco. L’imbecillità prodotta da un gesto del genere dovrebbe essere sufficiente per renderlo banalmente scoveniente per un maschio pirla che cerca approvazione sociale. Se si sa in giro che sei uno che fa cose del genere, e se la costernazione generale non si concentra sulla piccola fiammiferai privata della sua intimità piccina, femminile e indifesa, può essere che tu non ti metta a diffondere roba intima in rete, temendo che non te la darà più nessuna. Se invece questo materiale si tratta sempre come se fossero trofei di caccia vietata di specie in pericolo, di bracconieri se ne troveranno sempre.
Mentre giravano quei filmati e scattavano quelle fotografie, le ragazze stavano godendo. Era un momento felice, amorevole e porco, nel quale non c’è niente di riprovevole. Se fosse questa la percezione sociale di due consenzienti che fanno l’amore, le ragazze sarebbero solo inferocite contro l’idiota. Se tentano il suicidio è perché sanno che molti le considerano delle troie.


So’ di cosa stiamo parlando, tuttavia non vedo alcun motivo per cui , in questo caso Chiara, debba anche solo minimamente sentirsi troia.
Tuttalpiu’ deve considerarsi sciocca per avere scelto di fare sesso con un decelebrato.

Hai ragione, la colpa di un atto estremo non è unicamente dell’uomo “e’niente” che ha fatto circolare il filmino.
Forse però ,in qualche modo , ad uno stupro ci si avvicina.
E tra uomini?

Certo Marpo, visto che qui l’idea del sesso che è lecito mostrare in pubblico è molto simile a quella di Maria Goretti: ogni ragazza è santa, perchè subisce la passione del proprio uomo e dopo lo perdona. La parola “stupro” viene talmente abusata (stuprata?) da non avere più nessun significato. Eppure, altrove, dove l’idea che i tuoi genitori sappiano che fai sesso non ti spinge al suicidio, cose come queste non le considerano uno stupro.

Touché. Anche se in Francia poi non lo dicono.

e fosse questa la percezione sociale di due consenzienti che fanno l’amore, le ragazze sarebbero solo inferocite contro l’idiota. Se tentano il suicidio è perché sanno che molti le considerano delle troie…quoto e aggiungo: arma terribilmente a doppio taglio lo sputtanamento tramite immagini su internet: vedasi foto sui piselli e conseguente dileggiamento, gasp, se fosse stata più stronza e vendicativa la ragazza per esempio?

Io il video l’ho scaricato e visto.
Non è nulla piu’ di quello che normalmente accade in tutte le case.
Lunica differenza è che vi era un pirla munito di videocamera.
Se mai arrivera’ alla maturita’, codesto pirla, dovra’ fare i conti con se stesso…almeno.

…ci sono anche le 13enni che le loro foto nude le vendono a 3euro.
a me sti ragazzini vittime e carnefici fanno paura

@marpo: se parliamo di colpa, allora sì, la “colpa” o responsabilità è esclusivamente del maschietto, che ha pubblicato il filmato privato senza il consenso della ragazzina.

@Roberto: piano con il dire che la parola “stupro” è abusata… è una affermazione delicata e rischiosa… diciamo che il limite è a volte difficile da stabilire. questo è un contesto in cui di solito si confrontano persone con una certa capacità di giudizio, ma non farei ovunque una affermazione del genere, neanche adesso nel 2006 (rimando al post sulla violenza sulle donne)

la caratteristica degli adolescenti è quella di fare delle cavolate e poi non riuscire a gestirne le conseguenze.
mi sa che io sta cosa su sto blog l’ho gia detta ma mi ripeto: gli adolescenti non sono piu in grado di gestire lo stress e le frustrazioni. in piu non si sentono piu di avere a fianco dei genitori solidi che, nel caso della ragazzina, possano supportarla nella gestione della vergogna; dal lato del ragazzino, che rappresentino un deterrente significativo a compire determinate stron…e.
e in piu farebbero in modo che una adolescente, per farsi notare, non debba arrivare a vendere le proprie foto di nudo, perchè ce ne sono, eccome!

Cara Pupilla:Se la ragazza tenta il suicidio è perchè,perlomeno, le è stato insegnato che la vergogna le è,in quanto donna, doverosa e necessaria.
Non tiro in ballo la società (anche se non sarebbe così vuotamente retorico in questo caso) ma i genitori e l’ambiente che frequenta si.
Certo io mia figlia con uno così non la farei mai uscire,comunque!

mah… è difficile riuscire a conoscere gli amichetti dei figli abbastanza da sapere se saranno o no capaci di fare cose del genere, comunque moooolto diffuse tra i giovani cellularmuniti.

forse sono stata fraintesa… io _do_ in effetti una buona parte di responsabilità ai genitori. e su più fronti anche.
comunque una cosa simile è successa anche nel liceo di mia sorella, qualche anno fa, anche se queste foto erano girate solo attraverso i telefonini. questa ragazza ha comunque continuato ad andare nella stessa scuola e si è pazientemente sorbita tutti gli insulti e le risatine per un anno buono. poi la cosa è passata nel dimenticatoio e non se ne è piu parlato. ora lei ha una vita normalissima (sembra un servizio di lucignolo…8|)

Se non hai come genitori due degni di entrare in un film di Verdone, è ovvio che tutto è più facile!
E la colpa è pure dei pokemon e del wrestling,ecco! ;)

Pupilla, a costo di sembrare didascalico, ti faccio notare che il dizionario de Mauro definisce lo stupro come: “atto sessuale imposto con la violenza”. Pubblicare delle foto private non è uno stupro, ma una violazione della privacy, così come non è stupro raccontare una barzelletta oscena a una collega e perfino toccare le chiappe a una ragazza in metropolitana, dicesi molestie, e tra parentesi, anche li diamoci una calmata.

è molto difficile stabilire dove e su chi cada la colpa…certo è che se i genitori della ragazzina le avessero insegnato un po piu di responsabilità per le sue azioni, e del sano menefreghismo verso la benpensante opinione pubblica, questo fatto non sarebbe accaduto…e il problema secondo me, è in gran parte lì: il perbenismo italiano e in maggior quantità nei piccoli paesi. Ma anche e spero non sia questo il caso, il dover dimostrare qualcosa a qualcuno, come quando a 13 anni vai in discoteca e trovi le file di ragazzini al bagno che aspettano il loro “turno” per qualche lavoretto..in conlusione penso che i figli si possono fare, ma bisogna saperci stare anche dietro.

roberto: sono d’accordissimo che questo non sia un caso di stupro, per di più sta ragazzetta c’ha anche 16 anni mica 12…
solo ho voluto sottolineare che, dopo la discussione di qualche giorno fa sulla violenza sulle donne (ma anche prima), un’affermazione come “la parola stupro è abusata” va dosata sempre e comunque con attenzione.

non credo sia solo una questione di perbenismo, anzi, credo c’entri solo marginalmente. Reggio emilia non è esattamente un paesino sperduto nel cuore della barbagia…

Lo stupro si configura nel momento in cui metti in rete senza il consenso dell’interessata un film girato per scherzo.
E’ comunque una forma di stupro anche quella.

secondo me non bisogna usare certe parole attribuendo loro un significato diverso da quello che hanno. Qui non c’è nessuno stupro e non voglio con questo dire che non c’è nulla di grave. Però non usiamo la parola stupro impropriamente, anche per premura nei confronti di chi (donne, ma anche uomini) ha conosciuto sulla sua pelle questa parola. Per mestiere, mi capita di incontrare persone che l’hanno subito e mi capita purtroppo di dover studiare dettagliatamente la violenza che hanno subito. ho capito che, anche quando l’intento è nobile ed è teso a sottolineare la gravità di un fatto, non si può mai confondere lo stupro con altre vessazioni che con il sesso c’entrano, ma sesso imposto con violenza non sono. Io la penso così, ma sono certa che se aveste occasione di leggere un bel fascicolo di uno stupro di gruppo sareste d’accordo anche voi. Un saluto a tutti, Noralisa

Scusate ma non capisco questo tirare in ballo la Barbagia: sarà che sono sarda ma non potete chiamare in giudizio la Sardegna ogni volta che si devono esprimere giudizi negativi

@Noralisa.
Ripeto che ho purtroppo avuto modo di vedere per intero il filmato in questione.
Ti posso assicurare che immedesimandomi nei panni della ragazza che vede la cosa spiattellata su internet, non posso fare altro se non definirlo uno stupro, non fisico, forse mentale, e per questo piu’ agghiacciante ancora.
Ma è solo una mia opinione personale.

No, ma BLEEK, se ho capito Noralisa, lei dice proprio l’opposto di quello che intendi tu nella tua risposta: “stupro” e’, per definizione, una cosa ben precisa. La violenza subita da questa ragazza, violenza come dici tu soprattutto psicologica, e’ terribile ma non e’ uno stupro. Utilizzare questo termine come la definizione di cosa piu’ abietta che possa accadere a una donna non e’ costruttivo perche’ rischia di appiattire il livello della discussione e contemporaneamente di svuotare di significato il termine stesso.
Ti rimando, anche se in un contesto diverso, al post del Matteo sui paragoni con Hitler e Stalin…
Insomma, come sempre, e’ giusto dare alle cose il valore che hanno, ma e’ necessario anche stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio (i fasci e’ sempre meglio evitarli…).
Ciao BLEEK!
E mi scuso con Noralisa se ho ripreso il suo commento, magari non avendoci capito niente… ;)

Capisco, io effettivamente non sono mai stato vittima di uno stupro e quindi ne ho sicuramente un’idea molto molto lontana rispetto a chi questo atto lo ha subito.
Quello che intendevo dire è che, cercando di mettermi nei panni di quella poveretta, il vedersi tradita in modo cosi’ vigliacco da un demente che magari amava..non so’,cerchiamo una parola che si possa applicare in casi come questi.

Siamo d’accordo, la questione e’ puramente nella scelta dei termini…
Nei contenuti, la tua descrizione della vicenda, direi che dipinge abbastanza bene la situazione, forse non servono altre parole…
Resta che, in effetti, un po’ meno di vuoto stupore scandalizzato (magari ipocrita) della gente stempererebbe un po’ la gravita’ di un fatto del genere.
In soldoni: l’assioma (troppo spesso dato per scontato) per cui se uno viene mollato, lei e’ una zoccola (vedi l’allegare filmato documentario…) andrebbe confutato. Cioe’ se lei ti molla, tu le dai della troia e diffondi un filmato in cui tu fai il porco con lei per dimostrare la tua teoria, la gente dovrebbe dare del coglione a te, invece che della depravata a lei…

“Cioe’ se lei ti molla, tu le dai della troia e diffondi un filmato in cui tu fai il porco con lei per dimostrare la tua teoria, la gente dovrebbe dare del coglione a te, invece che della depravata a lei…”
Letto, firmato e sottoscritto.

avevo già inteso dai commenti precedenti che tutti siamo d’accordo sul fatto che non sia accettabile che una ragazzina soffra la crudeltà gratuita di un idiota adolescente. è una violenza profonda e inutile e tutti qui lo abbiamo riconosciuto e ce ne siamo indignati. quello che Bleek definisce “stupro psicologico” è questo, una violenza inaudita (mettiamoci nell’ottica della ragazzina che mo’si prende della mignotta, per colpa del bastardello ex fidanzato). lo scopo dell’uso della parola “stupro” è quindi nobile. ma Robi ha capito perfettamente quello che volevo dire: non usiamo la parola stupro, per un formalismo che ha molti profili di sostanza. senza nulla togliere alla gravità di episodi come questi, dove spesso la vittima diventa colpevole, dove si sentono cose del genere “bè lui è un pirla, ma se lei non si fosse fatta riprendere…”. niente ma, niente bè. in questo, grande analogia con gli stupri: “se lei non avesse avuto la minigonna!”. spero di essermi spiegata (nel dubbio chiedo scusa per il mio tono un po’ pedante, a volte prende la meglio mio malgrado!) buona serata a tutti, Noralisa

Noralisa, ho capito su cosa obiettavi, la storia dei “se” è in effetti una lunga costante che accompagna le donne vittime di abusi.
Ciao

“può essere che tu non ti metta a diffondere roba intima in rete, temendo che non te la darà più nessuna”

questo fatto non è mai così vero.

so per esperienza quasi diretta che molte ragazze sono attratte dagli uomini “pericolosi”

è quella storia lì trita e ritrita della falena e del fuoco.. lo so…

per la serie: prima di farsi filmare conviene discutere sul copyright…

Se Chiara pensa al suicidio, o nella più comune ipotesi, si vergogna ad uscire di casa perche additata a zoccola; la colpa è da ricercarsi esclusivamente nella morale cattolica con la quale i maggiori dei nostri porci personaggi pubblici si riempoiono la bocca. Se il pirla amichetto di chiara rischia al massimo di non vedere più patanella per un po’, la colpa è da ricercarsi esclusivamente nell’ordinamento patriarcale che la tanto amata chiesa cristiana degli albori ha definito via via nel tempo. Direte, peggio patriarchi dei romani non ce n’era! Vero, esatto, ma loro non si riempivano la bocca di stronzate come il pudore, e poi hanno allevato generazioni intere di uomini e donne che hanno contribuito ad insegnare al mondo a stare al mondo

La Forzachiara del web

Noi tutti sappiamo che cosa sia “forza chiara” cioè un filmato messo in rete contro la volontà di chi ne era soggetto. Dopo molti anni dalla sua comparsa credo sia doveroso compiere un astrazione dal fatto concreto e porre l’attenzione su ciò che rappresenta in generale “forza chiara”: un potere intrinseco del web che noi non siamo in grado di controllare, quasi fosse un primigenio anelito di quell’intelligenza artificiale che ha ispirato molti film fantascientifici come ad es. Matrix.
Come si manifesta questo potere? Qualcuno decide di mettere in rete un filmato, un immagine, uno scritto, un opinione politica, o anche dei semplici dati personali per iscriversi ad una chat o al sito in voga ed ecco che per una serie di meccanismi incontrollabili da parte di ciascuno, quella parte della sua identità sfugge al suo controllo e diventa proprietà di tutti e di nessuno e tutti ne possono disporre a loro piacimento, se vogliono. Questo avviene in pratica per le immagini, attraverso il peer to peer, e per i dati personali attraverso le banche dati dei siti cui ci iscriviamo che come è noto vengono scambiate, cedute, mostrate a nostra insaputa secondo i termini di contratto e le liberatorie che noi avalliamo nelle registrazioni senza (per lo meno è il mio caso) neanche leggere.
La prova lampante che questi scambi, vendite, esistano è la variegata pubblicità che ci arriva via e-mail segno che qualcuno possiede il nostro indirizzo di posta elettronica, un’ altra prova è che questa pubblicità tende curiosamente a riguardare i nostri principali interessi, es. io mi sono iscritto ad una bacheca annunci per trovare un chitarrista per la mia band, mesi più tardi mi è arrivata molta pubblicità in posta di strumenti musicali, anche dall’ america e dal giappone!
Ovviamente il problema non è l’invadenza pubblicitaria ma la mia identità. Tutto questo materiale che vaga in giro per il web se venisse filtrato da un grande motore di ricerca, potrebbe creare un simulacro di chi sono io e di cosa ho fatto nella mia vita senza che le mie obiezioni, i miei cambiamenti rispetto a quelle rappresentazioni possano avere voce in capitolo.
In effetti, non c’è bisogno neanche di un super-motore di ricerca in quanto potrebbe essere sufficiente digitare il mio nome e cognome od un mio noto nome d’arte in diversi motori per avere una biografia saliente della mia persona se ciò che mi riguarda è stato messo sul web, e quello sarei io per tutti e quello che è peggio fisso, immutabile, immodificabile persino dopo la mia morte. E’ questa la “forzachiara” del web, un potere intrinseco ed autonomo della rete distinto dalle singole volontà degli utenti, una forza in grado di condizionare in molti modi le nostre esistenze: chi fra 10, 20 anni potrà dirsi sicuro di non essere finito in qualche filmato divertente su you tube? Chi potrà impedire ai nostri futuri datori di lavoro di andarsi a documentare sul web per sapere chi siamo?
E se abbiamo partecipato ad un corteo antiproibizionista? E se una notte ci siamo ubriacati? E se abbiamo partecipato ad un dibattito in un forum anarchico? E se siamo stati ripresi in atteggiamenti imbarazzanti, in una via o a scuola o in un autobus?
L’aspetto più incredibile di questa vicenda, rimane senza dubbio il fatto che tutto ciò che va nel web vi rimane per sempre, anche dopo la nostra morte non esiste un server centrale in grado di rimuovere ciò che non è aggiornato, di sostituire, di rettificare: le informazioni sul web stratificano, sedimentano, tant’è che si possono trovare di già blogs, forum, siti aperti e mai chiusi con informazioni, opinioni, commenti che risalgono ad anni fa.
Il sistema del libero scambio di qualunque documento tra gli utenti innesca una catena di Sant’ Antonio che non avrà mai fine e rappresenta il pericolo più grande, poichè può portare quelle informazioni nelle mani sbagliate e questo è il principale rischio che a parer mio, stiamo correndo inconsapevolmente un po’ tutti noi internauti, in quanto in internet non ci sono regole e quelle poche che ci sono si applicano con molta difficoltà.
Credete come me che questo problema sia reale? Ci sono eventualmente antidoti possibili?

Mi sembra Ezio che tu stia demonizzando il web: è impossibile attualmente riuscire a filtrare tutto quanto proprio grazie alla libertà che è intrinseca di internet e ringraziamo Dio che è così, senno saremmo come la cina e cuba dove non si può esprimere la propria opinione.E’ proprio questo che molte società stanno cercando di fare, controllare il web, e non credere che se lo facessero tutti quanti dormiremmo sonni tranquilli con le nostre identità celate ma lo userebbero per rintracciarci,bloccarci e istruirci contro la nostra volontà.
Sarò cinico, ma se per essere libero di dire quel che voglio si devono verificare fatti del genere allora sia, e con questo non intendo giustificare il gesto di quel tipo,per me andrebbe internato,ma affermo solo che non bisogna “demonizzare il web” cercandone addirittura un antidoto bensì si dovrebbe cominciare a lavorare sulla famiglia e la società perché questi fatti sono sintomi di un malessere generale indipendente dalla rete ma che in essa ha uno sfogo,oltre al classico bigottismo italiano di facciata che non manca mai.