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Lunedì 22 Gennaio 2007

All families are psychotic (Nomen homini lupus 2)


bradfordRecentemente il governo Prodi ha varato una legge che prevede la possibilità di dare al proprio figlio sia il cognome della madre, che quello del padre. In Spagna è un costume diffuso universalmente, mentre in molti altri paesi si sceglie: padre, madre, entrambi. La reazione di una parte del mondo cattolico e conservatore a questa notizia è stata a mio parere del tutto priva di argomenti, se non le care vecchie tradizioni di una volta. Alcuni hanno sostenuto che fosse complicato; altri hanno fatto ironia sul problema del passaggio dei cognomi ai figli, dimostrandosi provinciali e ignoranti, visto che ogni genitore trasmette un solo cognome dei due che ha (generalmente quello paterno); poi c’è stato chi ha obiettato che questo governo in materia di famiglia sia in grado di legiferare solo su una sciocchezza del genere, oppure, al contrario, che con tutte le cose che ci sono da fare, ci si metta a varare una legge così marginale per fare contenta la sinistra; infine si sono risollevate le paure sul disfacimento della famiglia, sul patriarcato, sulla figura di riferimento.
Penso che la leggerezza con cui il mondo politico e culturale italiano si occupa dei mutamenti profondi della società, sia uno dei grandi problemi della nostra politica autoriferita e di palazzo. Ma siccome la politica è specchio del paese, qualche giorno fa ho scritto questo. Alcuni hanno contestato le mie posizioni. Altri le hanno sostenute, difendendo la mia eventuale libertà di pensarla da conservatore sulla famiglia. Altri ancora (pochi) hanno sospettato si trattasse di uno scherzo.


Cosa ho fatto.
Ho preso una foto dal film Omen - Il presagio, capolavoro di Richard Donner con un enorme Gregory Peck a fine carriera, come rappresentazione di una famiglia felice tipo. Una famiglia in cui il figlio è l’anticristo. Questo era il primo indizio, ma nessuno ha colto. Il titolo in latinorum, Nomen homini lupus, è un accrocchio tra Nomen omen (nel nome c’è il destino) e Homo homini lupus (l’uomo si guardi dall’uomo): il risultato è “l’uomo si guardi dal nome”. Era il secondo indizio. Poi ho messo un gioco di parole sull’alcol denaturato, ho messo il Nintendo e altre innocenze buffe. Poi ho descritto una famiglia con una serie di luoghi comuni che nemmeno nelle illustrazioni degli anni cinquanta dell’american dream. E infine ci ho messo una frase come:

La famiglia è il nucleo fondamentale della legge dei nostri nonni del nostro paese della bibba naturale di nostro signore e tutti insieme appassionatamente la dobbiamo difendere.


Bene. Non è bastato. Su questi temi siamo talmente abituati a sentire posizioni retrograde, che non ci accorgiamo di quanto lo siano quando le leggiamo, se non hanno la forma dei vaneggiamenti millenaristici di Socci o Binetti.
Tutto quello che ho scritto è l’opposto delle mie convinzioni. Io ho una famiglia grande, piena di figli e nipoti. Non la vedo come un fortino da difendere e nemmeno so contro cosa si dovrebbe difendere. Conosco famiglie che sono l’inferno sulla terra e conosco persone felici perché sono scappate dalla propria famiglia; conosco persone che nella palude marcescente di famiglie misere stanno perdendo il proprio tempo e dovrebbero andarsene ADESSO; e conosco altri che hanno famiglie leggere come carta velina; conosco bambini orfani, ragazze che non hanno mai conosciuto il padre, coppie gay, coppie lesbiche, divorziati e figli di divorziati, risposati e figli di risposati coi fratelli tutti misti. Nessuno di questi si preoccupa della famiglia degli altri o vuole distruggerla. Nessuno nega a me il diritto di avere sei nipoti. Tutti vogliono semplicemente che, mentre la società conosce queste famiglie nuove da decennni, le istituzioni le riconoscano ufficialmente e non si mettano loro a irrigidire una istituzione che, in forme diverse, accompagna l’uomo sul pianeta da molto prima che esistessero cravatte e clergyman.
Infine. Sono ben altri i problemi non è un argomento. È sempre stato così nemmeno è un argomento, perché A-non è vero e B-prima del motore a scoppio c’era il vapore. La confusione è il modo in cui i coservatori dicono “mi scoccia“. E nella società contemporanea, che è complessa e ricchissima e multiforme, non basta essere scocciati per mettersi di traverso. Se qualcosa ti scoccia, te la fai passare.

ps - grazie a tutti quelli che hanno commentato, rendendo possibile ’sta roba

34 commenti finora
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Il fatto è che modifiche sostanziali passano per marginali il tutto mentre il cardinale di turno si esibisce nel solito turbine di boiate.

peo,
meno male che hai scritto ’sto post di spiegazione. ieri, leggendo l’altro, mi ero un po’ spaventata.
fiuuuuuuuuu

No, davvero, la gente ha preso sul serio l’altro post?
Sono un po’ interdetto.

M

Touchè ! Beh adesso son bravi tutti a dire che fosse chiaramente ironia. Dopo venti righe di orrore per la “confusione”, sfido io a pensare ” ma questo fa convinto!?”…cmq da me il nomen homini lupus era stato inteso correttamente alla rovescia (!): l’uomo si guardi dal nome, quindi non lo tocchi, perché si mette male.
Almeno ti ritrovi l’inatteso(?) sondaggio sulla nostra assuefazione ai moralismi..

concordo con marcello,
intendere alla lettera il post precedente significa non conoscere neanche un pò il nostro matteo “ferrato” bordone! ;-)

La famiglia Bradford!
No, dico, la Famiglia Bradford!!
LA FAMIGLIA BRADFORD!!!
Mi ha sempre fatto schifo, ma quello schifo che poi al mattino, con 37 e 5, a casa da scuola, non puoi non vederla…

ecco! bravo MB, la seconda che hai detto! Cosi’ mi piace di piu’!

a la lenny bruce: depotenziare le parole ( i nomi), che la realta’ e’ quel che e’, e se la mamma scappa col postino che hai 6 mesi e tuo padre ti mena fino a che non fuggi di casa hai voglia a pensare al cognome. stitch ti vuoi chiamare.

….ho letto su focus che stitch non ha voluto riconoscere il figlio avuto da lilo…..

lo avrebbe fatto ma gli sono venuti dubbi sulla paternita’ quando ha visto che assomigliava al tedesco color maialino col gelato e canottiera

Bordone FAINA, per il resto…avevo provato a scrivere 2 righe su ciò che avevi scritto…ma non me le hai postate…speravano in un attacco al caro ratzy…e a tutto il resto…bhe non l’hai letto..ma l’hai fatto comunque..ergo…Bordone ha i poteri…Bordone super eroe..Bordone for president..

mi spiace solo che abbia dovuto spiegare il post a cui fai riferimento.
Non avevo colto le citazioni nella foto (non avendo visto omen) e ne il nome (avendo fatto il classico il latino non lo capisco) però dal tono del post si vedeva che era volutamente scherzoso/provocatorio.
..avresti dovuto lasciare il dibattito aperto per vedere come sarebbe andata a finire :D

Ah, dicevo io che non poteva essere che per UNA VOLTA nel tuo patetico blog tu ci avevi preso.
E che fa?, ti criticano in due tre quattro cinque sei e tu ti spevanti che non c’hai il consenso e allora spieghi?
Sei tutto democristiano.
La verità è una è sola: li dovrebbero VIETARE i blog in Italia.
Non ho parole ma solo rossezza di vergogna.
E non sto sgherzando.
Ah, se hai coraggio, come dici alla radio, non scamcellarmi.
Uno deve avere coraggio delle critiche e non solo coraggio degli applausi, come iio che ho il coraggio e ti scrivo e tu hai la mia e-mail per attacarmi se vuoi, io gentilmente ho espresso il mio parere.
VERGOGNA!

@”ah ecco” : non voglio screditare il tuo effort, ma mi spiace, GianniPecio (che fine ha fatto ) è ancora inarrivabile.

Dai. Riguardo all’ altro post, chi segue un minimo MB, che avesse colto l’ indizio o meno, non poteva cascarci, almeno non con le scarpe.

Ovviamente sono favorevole all’ iniziativa. Figurarsi, non mi pare a big deal. Tutt’altro.
Lol, l’ unica “problematica”, relativa, potrebbe aver luogo per i figli di seconda, terza, generazione.
es. il figlio di Luca Rossi Bianchi e Luana Verdi Neri che cognomi si appioppa ?
Si rischia di avere un numero di cognomi 2^n… : non è che quelli della quinta generazione possano averne 32 di cognomi. Sennò diventa un lavoro a 8 ore.

Non so… si potrebbe prendere la linea paterna dal padre e quella materna dalla madre ? O viceversa ?
Boh.

olà.

approfonditamente i tuoi post

comunque cioè, no, cazzo son d’accordo con te

“Se qualcosa ti scoccia, te la fai passare”, se fossi gay vorrei farre coppia di fatto con te

(fanculo com’è difficile commentare qui, sembra di chiamare la Carrà. riesco a prendere la linea e internette si mangia metà commento. Oh bè)

Ci terrei a far notare che se tu fossi gay, ci mancherebbe un altro gay per fare coppia di fatto con me. Perché io sono Matteo Bordone. Quello gay è Matteo B. Bianchi. Che è mio amico fraterno, vicino di casa (di muro!), collega e sodale. Tutti e due ci chiamiamo Matteo, il che mi rendo conto complica le cose. Ma lui è basso ipercinetico e gay; io sono alto logorroico e mi piacciono le ragazze.

vedi com’è complicato? lasciamo perdere i pacs, meglio la famiglia tradizionale, matrimonio, figli, mazze e panelle

Povero Bordone: colpa della confusione è anche mia, perché non solo siamo amici fraterni e adiacenti di casa, ma lui si lascia pure trascinare a ballare in discoteche gay alle due di notte. Poi si sa, la blogosfera è piccola e la gente mormora. Ma gli ambiti sono definiti da tempo: a lui le ragazze, a me i ragazzi. Che poi ci piaccia uscire insieme la sera e che la gente assurdamente ci confonda è un altro discorso.

…insomma,quale dei due ha ingravidato lilo?!….

“La reazione di una parte del mondo cattolico e conservatore a questa notizia è stata a mio parere del tutto priva di argomenti” forse sono di memoria corta, ma mi sfugge l’ultima volta che una reazione da parte del mondo cattolico e conservatore fosse argomenteta in modo fondato.

only for living in Milan … M.B. + M.B.B. + J.R.(†) =
VENERDI AL PLASTIC…
http://www.thisisplastic.com/
Prosit..

Vabbè, siete TROPPO milanesi:
sbocchiosi
superbi
e vanitosi.
NON c’è gusto a scrivere senza dialettica.
E voi a livello dialettica: ZERO.
Non solo dovrebbero chiudere i Blog in Italia, ma col governo che cè…
in più dovrebbero PER LEGGE vietare il KENDO.
E tu sai che sto parlando a te, piccolo varesotto triunfio e saccente.
Solo perchè io non ho come VOI figli di papà il titolo di studio di raggioniere, voi neanche cercate il dialogo.
BRAVI!
siete proprio milanesi e varesotti.
rendete bassa e normale una bella provocazzione di dialettica come la mia che era solo per parlare con, credevo, degli amici.
Un tuo ex ascoltatore.

Ah, scrivetelo che vi fate la chiat solo per laureati.
Figli di papà mi fate schifo.
Enzo.

Ah, conosco un blog di BARi che è MOLTO meglio di questo

Ah, ultima cosa: io fatto tutto GENTILMENTE, voi no, mi avete emarginato e reso un ragazzo emarginato

caro matteo era un po’ che non ti leggevo.. rosico moltissimo, perché il post precedente con la tua affermazione soccian-binettiana meritava di esser visto senza quest’altro post esplicativo! purtroppo però il mio tempo s’è ridotto notevolemente. comunque sei proprio simpatico e non è una cosa molto comune. ora mando il link del vecchio post ai miei quattro genitori e ai miei 3 fratelli (dei quali solo una ha il mio stesso cognome). secondo me, mia madre ti invita al nostro pranzo della domenica..un saluto, buona giornata, noralisa (la turca)

Ma io lo avevo capito subito!

Io conosco un blog di Foggia che è molto meglio di questo

sì sì vietiamo il kendo i blog e la gayscene. non c’è gusto ti adoro. conosco molte cose meglio di tutto questo. allora perchè lo leggo?
ah il venerdì sera al plastic c’ero pure io, solo dalle tre alle cinque. che chic.

Non capisco la necessità di esplicitare chi è omo e chi no…ma chi se ne importa…
Ai due Matteo: DA VOI PROPRIO NON ME LO ASPETTAVO…LE DIFFERENZE DI GENERE ORMAI LASCIANO IL TEMPO CHE TROVANO!

Non sei gay ???
E tutto quello che c è stato tra di noi cos era solo un gioco???

ps solo adesso scoprite che i milanesi sono dei bauscia ???

La necessità di esplicitare serve a tutti e due per rimorchiare sul lato giusto della strada. Le differenze di genere invece non sono un tema. In quel senso sì, lasciano il tempo che trovano (finché qualcuno non ha da ridire e allora di devi mobilitare bla bla bla). Ma nel concreto ti assicuro che le differenze ci sono. Si vedono anche abbastanza. Tipo che i maschi non hanno le tette, per dirne una.

…ma allora tutti quei discorsi sulla crisi della identità sessuale erano solo masturbazioni mentali da settimanale modaiolo??? Oh Bordone! E poi io conosco delle donne che hanno le palle e degli uomini senza attributi…preferisco però lasciar perdere altrimenti finisco di sconfinare nel vetero femminismo.
Naturalmente la mia è tutta invidia perché non ero al Plastic..però non sono di Milano

Non mi sarei mai aspettata una buriana del genere. Cioe’, immaginavo che le persone che si prendono il disturbo di venire qui per leggere cio’ che scrivi fossero almeno sulla tua stessa lunghezza d’onda. Se non d’accordo, almeno in grado di capire quando, se e come scherzi.
Giuro, questa cosa fa riflettere.

E invece no…c’è anche chi non conosce Matteo Bordone. Fatevene una ragione: c’è chi mentre cerca una cosa in rete, ne trova un’altra, si incuriosisce, se ne va, ritorna dopo mesi, insomma non “segue” e poi lascia un post. Il bello di ’sta rete non è anche questo ? Altrimenti facciano i blogger un registro presenze. E si palesino i gruppi di sostenitori fissi. Per la miseria, è un campo minato! Mi è accaduto altre volte, di scrivere istintivamente, senza essere un fan intendo,non di travisare . Ma tutte le volte ho avuto la fastidiosa impressione di osare…il blogger “opiniona” e guai a dire qualcosa che stoni leggermente, tutti si deve essere dello stesso umore,tutti si deve aver passato la stessa giornata… altrimenti il gruppo si indigna (e gli dispiace che il padrone di casa debba ripetersi)! E che sarà mai!? A me leggere certi post, anche qui, piace. E non esiste un solo modo di leggere lo stesso post, tutti gli istanti uguali, nella stessa condizione emotiva o che ne so io…

Non c’è nessun gruppo qui, Maura. Ci sono gli abitué ma sono molto docili e gentili. Tutti sono benvenuti (basta che abbiano voglia). Le partigianerie bloggarole sono vietate, così come le dispute prese sul serio. Se ci si scanna, è sempre col senso del ridicolo ben presente. Nei limiti…



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