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Venerdì 26 Gennaio 2007

La memoria degli smemorati cronici


kafkaOggi sono andato a fare la carta di identità. Ché quella vecchia che avevo prima era tutta scasciata. Allora prendo la bici a vado agli uffici del comune in via Larga. Lì mi trovo in un paese straniero: le Filippine. E evidentemente c’è una notevole ondata migratoria verso le Filippine, perché la gran parte del pubblico è ovviamente locale, filippino, ma ci sono anche parecchi stranieri italiani, cinesi o africani. Prendo il numerino. Aspetto. Arrivo allo sportello. Guardo le foto e dico fanno schifo questa foto ho la faccia da cretino. Mi dicono esca a farle se non le piacciono, che c’è il fotografo qui di fronte; poi torni e non le faccio rifare la coda. Esco. Foto (sempre cretino ma meno). Torno. La tipa si mette a preparare la carta e vedo che estrae la solita vecchia menata, non la carta digitale che contiene tutti i dati vitali, il dna, il gruppo sanguigno, un campione del tessuto cutaneo, anticorpi sintetici, numero di assistenza sanitaria e una stecca di enervit al cioccolato. No. La solita vecchia similpergamena di cartoncino. Dico ma non si può avere quella nuova? Lei si ferma e mi dice per quella nuova deve prendere appuntamento e c’è da aspettare fino a giugno. A giugno, dico io. Sì, a giugno, fa lei. Va benissimo questa vecchia, dico io. Sorridiamo beffardi. La metropoli. La moda. La performance. Sì sì.


Torno a casa e dico faccio un post su questo fatto della figatella Milano dove la carta d’identità nuova prevede una fila di sei mesi. Che foto ci metto, penso. Be’, ovvio. Il caro vecchio Franz. Che è un pilastro della cultura europea ed era un ebreo praghese. E mi ricordo che mi devo ricordare. Che c’è il giorno della memoria domani.
È un po’ assurdo che quest’anno sia di sabato e quindi ci siano ebrei che non potranno partecipare alle commemorazioni per rispettare shabbat, ma è una legge civile e non religiosa e quindi forse prevede una data fissa. Comunque si ricorda il tentativo fallito di cancellare dalla terra gli ebrei d’Europa. Ci provarono Hitler (di più) e Mussolini (di meno). Fallirono tutti e due. Ma ci si misero d’impegno. Si chiama, quella roba lì, shoah. È una parola ebraica che significa calamità o desolazione. L’uso della parola olocausto per descrivere quegli eventi è irresponsabile e vi chiedo di pensare di toglierla dal vostro vocabolario. Almeno pensateci. È una parola religiosa, greca, che descrive un grande sacrificio di animali per ingraziarsi gli dei. Nel progetto di distruzione degli ebrei non c’è nulla che abbia a che fare con la sfera religiosa. Ciascuno ci si può accostare come preferisce ed è facile che trovi le risposta nella religione, se ci crede, vista la profondità dell’abisso che la shoah rappresenta. Ma il nome deve descrivere quello che è per tutti. E per tutti è stata calamità e desolazione. Non sacrificio. Non religione.
Per come la vedo io, quella della memoria è una celebrazione commovente, dolorosa e doverosa. A DISPENSER, se ne avete voglia, abbiamo trovato una signora che era tra le campionesse di nuoto dell’Akoah Vienna. Era la società sportiva ebraica più grande d’Europa. Erano grandi nuotatrici e le campionesse austriache erano tutte dell’Akoah. Un documentario intitolato Watermarks racconta la storia dell’Akoah e qualche tempo fa ne abbiamo parlato al programma. La signora Anna Ottavi ci ha contattato dicendo che c’era anche lei all’Akoah, prima che Hitler annettesse l’Austria, che i record fossero cancellati dalla federazione austriaca e tutte le atlete con le loro famiglie scappassero in giro per l’Europa. L’abbiamo intervistata e domani nella puntata riassuntiva, dalle 17 alle 18, potrete sentire l’intervista intera. Oppure in podcast qui, c’è la puntata del 25 gennaio (appena lo mettono). La signora Ottavi è una forza della natura.
Nel frattempo c’è stato il dibattito in parlamento a proposito della legge, poi istituita, che prevede un reato di opinione in più nel nostro paese. Sono contro i reati di opinione e quindi sono fermamente contrario alla legge. Non credo che le idee debbano avere a che fare con il codice penale e penso che la negazione dei genocidi sia una pochezza che non merita una legge, ma pernacchie e cultura più alta.
Si è anche discusso del rapporto tra antisemitismo e critiche al governo di Israele, un argomento che molti usano a sproposito, da una parte e dall’altra. Poi di chi è peggio tra Hitler e Stalin, con un senso dell’opportunità politica che solo la destra italiana. E infine del primato del genocidio ebraico sugli altri genocidi, un concetto che trovo offensivo, terrificante e disumano anche solo da formulare (figuriamoci se posso sostenerlo).
Infine, dei fascisti hanno fatto i fascisti al cimitero ebraico ad Arezzo. Un gesto offensivo e spiacevole, ma nella sostanza irrilevante. Possono fare quello che gli pare. Le forze dell’ordine interverranno e li prenderanno (le tombe non si possono profanare). La comunità li disprezza e li disprezzerà di più. Gli eredi delle persone che erano sepolte lì piangeranno e saranno furiosi. Poi l’episodio rientrerà lasciando solo una scia di amarezza profonda e un procedimento penale.
Resta il fatto che gli ebrei sono parte dell’Europa dal II secolo avanti Cristo, quando si è formata la prima comunità ebraica romana; mentre i fascisti sono robetta esistita per qualche decina d’anni, ora in fase di estinzione. Quindi tutti gli italiani, anche solo culturalmente, sono un po’ ebrei. Capisco la frustrazione per i fascisti, ma i fatti stanno così. Se ne facciano una ragione, si facciano crescere i capelli e sperino che li prenda la polizia. Se no li trovano i toscani ed è peggio.

23 commenti finora
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Purtroppo i fascisti non sono in via d’estinzione…

Comunque il disegno di legge è stato discusso e approvato solo in consiglio dei ministri, e non (ancora) in parlamento. E *non* prevede divieti specifici riguardanti la Shoah, ma quelli generici che già esistevano prima per atti e propaganda discriminatori (poi, a parte, ci sono delle norme a favore dei reduci della Shoah, e l’istituzione di un oseservatorio sull’antisemitismo).

Sì lo so che non è passato il discrimine, dal punto di vista legislativo. Ma se ne è discusso, di primato della Shoah. E personalmente, prima ancora di ragionarci, quello del primato tra i genocidi mi sembra un argomento inammissibile per definizione. Ma mi rendo conto che si tratti di un’opinione forte. Invece per quello che forse diventerà legge, mi pare che non sia il momento di inasprire reati di opinione. Anzi, mi pare che non sia proprio il momento per reati di opinione. Anche solo metterci mano è un errore, per quanto mi riguarda.

l’altro giorno stavo andando dal dottore e sul muro della casa di fianco c’era una grossa svastica.
mi sono sentita veramente tristeedesolata.
quando poi sono ripassata di lì e ho visto che c’avevano aggiunto una croce celtica e una falce e un martello m’è uscita una risatina isterica.
ricordiamo pure. penalizziamo pure tutto il penalizzabile. tanto gli ignorantirazzistifuoriditesta ci saranno SEMPRE. e quindi anche il pericolo di rivedere cose già purtroppo viste. certo non per mano di quei quattro sbarbatelli del quartiere che si divertono a imbrattare il muro della casa della perpetua. è solo qualcuno di più grande e di alto, hm diciamo così.
cheschifezza.

….una catena di negozi tamarri supporta il nuovo estremismo di destra??!….

tornando alla parte meno importante del post, sei mesi per avere la carta d’identità elettronica, mi chiedo: perchè?
è questione di addetti? di dirigenti? di pochi soldi?
e me lo chiedo sapendo di cosa parlo, conoscendo da vicino una piccola parte di quella cosa che si chiama pubblica amministrazione
“perchè?”

Io sono affezionato al termine Olocausto e me lo tengo, che è stato il termine usato da tutti i massimi intellettuali ebrei del dopo-Olocausto. Sta storia d cambiare le parole come a girare di vento è una cagata insopportabile. Tutta prodotta dalla moda di seguire le mode che ha partorito quelli come te.

parlo da ignorante e da ateo: perchè in qualche modo la shoah non può essere teologicamente concepibile come sacrificio?

voglio dire, nell’insondabile disegno di Dio, non è concepibile che il massacro degli ebrei sia stato una qualche forma di sacrificio richiesto?

così come la diaspora etc.?

immagino che i teologi ebrei ne avranno parlato.

la legge in discussione in parlamento è un boiata: confermo la necessità di rispondere alla stupidità con le pernacchie, non con leggi, che danno ai cretini la qualifica di “perseguitati”. siano e restino solo cretini spernacchiati.
quanto al fascismo, è doversoso purtroppo ricordare che, se è vero che il movimento così chiamato e riconducibile al pelato è cosa di pochi decenni - e mi auguro che spofondi nella polvere dei libri di storia e sparisca dalle cronache e dalle pagine della politica -, è altrettanto invetibile riconoscere che gli atteggiamenti che vengono definiti classicamente fascisti, ossia l’intolleranza, la violenza, il culto della personalità e patria, e minchiadura ecc ecc sono devastanti comportamenti che fanno parte della nostra intollerante europa da sempre. purtroppo. vorrei essere ottimista. vorrei che il futuro fosse veramente privo di qualsiasi fascismo - anche di sinistra - ma a volte proprio non ci riesco.

è altrettanto invetibile riconoscere che gli atteggiamenti che vengono definiti classicamente fascisti, ossia l’intolleranza, la violenza, il culto della personalità e patria, e minchiadura ecc ecc sono devastanti comportamenti che fanno parte della nostra intollerante europa da sempre.

fanno (e faranno) parte della nostra intollerante umanità da sempre.
siamo esseri gerarchici, xenofobi e violenti per natura. ce l’abbiamo scritto nel dna. basta studiare gli scimpanzè.
che poi riusciamo anche a superare queste cose, fortunatamente, è altro discorso.

ma non diamo la colpa all’europa. non più di quante ne abbia qualsiasi altro continente/popolo/civiltà.

hai ragione, ma dal continente in cui è nato il concetto di diritto, in cui c’è stato l’illuminismo e dove, più che in ogni altro luogo al mondo, politica e filosofia vanno a braccetto, da praticamente 2500 anni, ci si potrebbe in teoria aspettare qualcosa di più. per questo meritiamo uno giudizio più severo di quello destinato agli scimpanzè.

scusate se mi dilungo: aggiungo che oltretutto l’europa è il continente non solo della Shoah, l’unico genocidio organizzato scientificamente e in maniera industriale, ma anche di quegli assolutismi che hanno avuto lo sterminio nel loro DNA. Quando poi noi cari europei ci siamo affacciati negli altri continenti abbiamo portato anche lì la nostra avidità violenta - poi che il nazicattolico Gibson spieghi proponga idee alternative di colonialismo è un altro discorso. L’Europa è stata nella storia degli ultimi secoli la patria della violenza più terribile. non credo sia una vergogna riconoscerlo.

… il film comunque va giù in scioltezza!!…. rambo e predator gli fanno una sega!!…..

“l’unico genocidio organizzato scientificamente e in maniera industrialeâ€

si è trattato solo di applicare degli strumenti preesistenti a un antico istinto dell’uomo.
non che questo giustifichi o minimizzi alcunchè. esplicito un dato di fatto.

“ma anche di quegli assolutismi che hanno avuto lo sterminio nel loro DNA.â€

consideri pacifici e democratici l’impero azteco, o quello mongolo? suvvia.

“Quando poi noi cari europei ci siamo affacciati negli altri continenti abbiamo portato anche lì la nostra avidità violentaâ€

per carità, verissimo.
ma non è che tutti gli altri poverini fossero pacifici paciocchini.
questo non significa che dovessimo sterminarli o neppure difenderci da loro, visto che siamo andati noi a frantumar loro gli zebedei. però piantiamola col mito del buon selvaggio, ecco.

“L’Europa è stata nella storia degli ultimi secoli la patria della violenza più terribile.â€

l’europa (l’occidente, diciamo, includiamo anche gli USA) hanno avuto l’opportunità di usare, durante gli eventi bellici e/o nel loro espansionismo, una tecnologia e organizzazione economica superiori e l’hanno fatto.
se l’atomica, il carroarmato e lo zyklon B l’avessero inventato giapponesi o sudanesi, ora sarebbero loro a scrivere che “il giappone/il sudan è stata negli ultimi secoli la patria della violenza più terribileâ€.

il sunto è: gli uomini sono figli di puttana ovunque. noi abbiamo avuto (e abbiamo) i muscoli per vincere la gara. tutto qui.

“non credo sia una vergogna riconoscerlo.â€

non la è, ma riconosciamo che è coincidenza storica, non qualcosa di intrinseco all’essere europei.

Concordo con Brullo e aggiungo…
Siamo gli animali più feroci del pianeta.
Non ci stupiamo della nostra stupidità mista ad aggressività.
Siamo solo animali, a volte un po’ civilizzati, altre volte solo animali.
L’importante è lavorare perché non si ripeta…
Ma non sembra che si stia facendo molto.
Posso ricordare il Ruanda?
Troppo lontanti e troppo neri per far clamore?

Pienamente d’accordo con jogiu87. Hanno cambiato il colore della camicia, ma ce ne sono ancota tanti, troppi: prima di tutto è una forma mentale e a-culturale.

caro Bruno, se ribattiamo riga per riga non finiamo più. ti chiedo però di non farmi dire cose non ho scritto. finiamola qui. solo una cosa: che cavolo c’entra il mito del buon selvaggio? suvvia…

Varese Off Topic

[Ieri sera, a 27 anni, ho conosciuto una persona di Varese. Era una coetanea al limite dell'obesità e quando le ho detto, nell'ordine, che
a) pure se lombardo, m'ero dimenticato dell'esistenza di Varese;
b) non vedevo motivi per sprecare un giorno della mia vita a Varese;
c) molto più di Varese, conosco Sondrio...

Beh, lei quasi si è messa a piangere ed ha cambiato stanza -singhiozzante- ripetendo "beh fai male perchè Varese... Varese è bellissima."]

E qui casca l’asino.
Perchè di cascare si dice adesso.
Che fa?, ora dopo che io dico che la puntata di dispenzer mi era piaciuta ora la citi?
e poi che fa?, parli di una cosa brutta come genogidio di ebbrei e scordi tipo gli indiani d’America?
uno che era più intelliggente di te, non so se lo conosci: fabrizio de andre, cantante di genova bravissimo, ha pure messo gli indiani in copertina al disco. Poi arrivi tu e cosa? cosa?
io non voglio fare bile contro te, non voglio ma tu mi provochi: prima scrivi delle cose di dispenzer della puntata bella che era un pò di piangere un pò di ridere, poi viri tutto e inizia a sbagliare.
Io se sarei te, inizierei ad avere un pochettino di vergogna.
La verità e chi si dò la parola A CHI NON LA MERITA.
Enzo.

Anche io avevo assimilato il concetto che Shoah fosse più giusto di Olocausto per le ragioni che hai correttamente spiegato tu. Poi ho visto che - magari lo sai e non ti importa, magari no - in Israele lo chiamano tutti Holocaust (quando parlano in inglese). Per dire: allo Yad Vashem è sempre scritto “Holocaust”.

nessuno mi aggiorna quindi sul dibattito teologico sulla shoah/olocausto in seno alla teologia ebraica?

Appena arrivata, due domande fondamentali : “mangerò il goulash?â€,
e poi, “ma quanti cazzi di italiani ci sono?†Persino il bancomat
sputava banconote in astigiano.
> Da subito ho capito che Praga è una di quelle città che cambia
moltissimo a seconda dell’ora in cui la incontri e, soprattutto, insieme a
chi la incontri. E’ una di quelle città che dovresti vedere con “o’cor
dint’o zucchero†(traduco per i nordici: con il cuore nello zucchero,
alias= innamorato). E’ l’atmosfera che ti colpisce, suggestiva, quegli scorci
affastellati di case, cattedrali e dietro, il castello, quello sì, mi ha molto
affascinato, così la finestra della famosa defenestrazione che impari
sui libri e poi, oops, all’alba di un piovoso 2007, finalmente incontri.
> Il quartiere ebraico mi è rimasto impresso più di ogni cosa.
> In ogni città in cui vado mi è toccato abitarci in uno.
Il museo con i disegni dei bambini del ghetto è il posto in cui sono
stata commossa e in silenzio e, senza retorica e apologie di sorta, è la
cosa che più mi ha fatto pensare. Bambini distratti dalla morte, giusto
per qualche mese; la ‘potenza pedagogica’ di quella maestra dal viso
smunto che li faceva disegnare e che poi sarebbe morta lo stesso.
> Ma anche lì ero distratta, vociare di ignoranti signore strette
nelle loro pellicce (perché a Praga fa freddo, sai?!?) a rassicurarsi tra
loro:â€certo..la cattiveria umanaâ€. “Ah, sì?!â€-avrei voluto
ribattere-“no, perché qui si discute di quella ornitologica, non lo sapeva?â€.
> Poi il cimitero, c’entra nulla, ma mi ha ricordato “I sepolcriâ€
quelli per cui ci ho rimesso un pezzo dei miei 18 anni perché di
Foscolo mi piaceva tutto, intelligente, colto e sciupafemmine, così i suoi
versi. La cagna raminga però non c’era.
> Anche li, uno strazio: accenti vari a commentar sassi, a
pavoneggiarsi con il capogruppo di turno: â€Te hai visto Schindler’List?†“ma
comeee…sulle tombeeee??â€. No comment.
>Poi, Teatro degli Stati Generali a sorbirci un’oretta di Mozart
(Cosi fan tutte, Nozze di Figaro), ad ammirare la prima soprano bella e
secca, anche se con qualche stecca ;).
> L’idillio, però, finisce presto,mentre mi arrotolo le calze ben
benino, (sono in bagno),irrompe un avambraccio nerboruto di ossigenata
ceca a far scendere giù la porta,giuro: mi son cagata sotto( …tanto, ero
lì ;)!! All’inizio ho taciuto pervasa ancora dalla musica e dal torpore
di velluto blu in cui ero avvolta qualche istante prima, poi ho
balbettato in tedesco (che non conosco affatto) un “klein momentâ€. Sembra sia
corretto (ho verificato), ma giuro, mi sono sentita come un cane ebreo
con i riflessi, condizionati si, ma rallentati (battuta
rispettosissima, si intenda).Esco e l’ossigenata di cui sopra mi ripete che sono le 18.05 e insomma…si chiude! Ma dimmi un po’, come fai a spiegare a una cosi, con
tutto il rispetto per i SACRI ritmi di lavoro, che se ti scappa, ti scappa
e che tu saresti terrona e hai i ritmi messicani, almeno cosi dicono? Meglio mangiarti il sushi e continuare a far cose che non c’entrano un beato ….. con la città, perché quando sembri che vuoi andarLe incontro, ecco, questi sono i
risultati. E finalmente ponte Carlo! Detto così, in italiano, suona come le
patatine S.carlo, ma lui è bello e come tutti i belli sa di esserlo e
,visto all’ora in cui i connazionali cenano, è ancora più bello.
> Guardo il fiume e mentre mi convinco che non è mare, sento una
stretta al cuore fortissima, quelle di cui sono specialista, mi fingo
praghese, piccolo piccolo dentro di me e, mentre la ruota del mulino gira e
piove in diagonale, immagino un abbraccio che mi sorprenda di schiena,
una corsa adolescenziale a bere una birra e portare poi
quell’abbraccio, molto naturalmente, con me, a nasconderci da qualche parte, sotto, per fare l’amore e immaginare che quella stessa notte, da qualche parte,
Kafka scriva. Tutto fatalmente banale, ma struggentemente vero. Ecco, Praga, io
ora la ricordo cosi.

Quello appena riportato è un mio modesto contributo, per meglio dire una promessa fatta ad una persona che ho capito di aver perduto, anche se non è possibile perdere senza avere, ma per me è possibile tutto.
E’ la prima volta come Caterina, qui, ma è come mi scrivevo con questa amica che mi scriveva di questo sito e mi diceva che la “mia Praga” le era piaciuto.
Non so manco se fosse vero, però io mantengo le promesse e scusate se approfitto di questo spazio, magari anche fuori tema (ot si dice, vero?). Sì, sicuramente fuori tema, anche fuori luogo, forse.



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