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domenica 11 febbraio 2007

Questo sentimento popolare


homerone.jpgOgnuno scrive quello che crede e quello che sente. E se alcuni hanno visto il mio servizio alle Invasioni Barbariche e si sono sentiti irritati, mi spiace. Forse non andava bene il servizio; forse mi sono spiegato male io. Ma mi fa specie che quelli che lo trovano snob rivanghino il più trito stereotipo sociologico italiano, lo stesso che Alba Parietti mi ha sventolato davanti.
Essere contro il centro commerciale vuole dire essere uno snob che ama invece l’alimentari raffinato, il delicatessen col caviale in vetrina, il negozietto per ricchi alla ricerca di marmellatine esclusive. Se non ti piace il centro commerciale sei classista, snob, vergògnati, tu prendi per il culo i poveri!
Il paese degli individualisti cronici, il nostro, non vuole che si parli male della gente (di cui nel profondo nessuno si sente mai parte) per ipocrisia. Dell’ultimo Scorsese si può dire che è appena discreto, mentre che Oldoini fa schifo lo devi solo pensare. Perché c’è la povera gente che ci va. L’idea che alla “povera gente” si possa fornire del cinema popolare migliore da vedere nelle feste natalizie, non viene nemmeno considerata.
Si ragiona per macrocategorie: enormi scatoloni in cui abitano persone e cose tutte identiche in qualche modo. Il centro commerciale è popolare, quindi è come il supermercato, che è come avere una FIAT, che è come andare a fare lo struscio il sabato, mangiare la nutella e tifare la nazionale. Una vale l’altra. Se non te ne piace una, sei diverso dal dall’italiano tipo (perché in queste valutazioni la massa è tutta identica e playmobil), quindi stai facendo lo snob. Sei uno stronzo.


Vorrei sapere quante persone fra quelle che hanno un blog entrano mai alle 12 al centro commerciale e ci stanno fino alle sei del pomeriggio. Vorrei vedere se non gli viene la tristezza. E quante vanno mai al latinoamericano con gli animatori che fanno le mosse tenendosi il pacco e cantano di come gli gusta la gazolina. Li voglio vedere lì, perfettamente sobri, alla decima ora, a loro agio e in preda allo spasso più sincero. E anche se li vedo (ma non li vedo), mi fa piacere per loro ma non vale per me.
Perché il centro commerciale, nel senso del mall all’americana, quello in periferia, gigante, coi vetroni e i corridoi, mi fa schifo. Non perché mi sembri basso, plebeo o ignorante, ma perché dopo un po’ ci sto male e mi viene la malinconia. Anche l’Hollywood, che è per ricchi ed è in centro, mi fa schifo perché ci sto male e mi viene la malinconia. Se dico una e l’altra cosa però mi prendo dello snob intellettuale. Sono uno sbanfone elitario nel primo caso; sono un poverista con le toppe ai gomiti e il manifesto in tasca nell’altro. Voilà.
Secondo quest’impostazione un filo schematica e stereotipata si desume che io pensi che quelli che ci vanno siano dei cretini e non degli intellettuali, che dovrebbero andare tutti a fare kendo e non calcio, che dovrebbero andare in centro e non in periferia, che dovrebbero vedere Bergman e non Manuale d’Amore 2 e infine che dovrebbero andare alla Scala e non al latinoamericano.
Non è così. L’idea del pop come basso è esattamente quello che contesto da sempre. Ormai a dire che il pop è troppo basso mentre Mozart è arte vera, non c’è più nessuno. Ma da anni. Parecchi. È il caso di accorgersene. È rimasto forse Mughini, ecco, ma non è che faccia proprio testo. Ormai il recupero del tamarro (quello sì spesso compiaciutissimo e snob) ha sfondato a sinistra. A allora siamo a un punto in cui ti danno dello snob classista se dici che Domenica In è una porcheria, che al Bagaglino ci sono le battute sulle corna e sulle sottane, che Gigi d’Alessio non è molto originale e che non proprio tutte le volte che Lino Banfi ha detto “porcaputtèna!” era un momento di grande cinema. È tutto necessariamente bello. Tutto meraviglioso. Solo dei ricchi, che non si sbaglia mai, si può parlare male. Di tutto ciò che è di massa no, perché subito diventi il Visconte Aliprandi In Mezzo Al Mare che deride la plebe dal castello.
A me sembrava assurdo che la Parietti dicesse che lei spinge anche il carrello della spesa, come per far capire bene a tutti che è una normale. Io non lo metto nemmeno in dubbio che uno faccia la spesa. La faccio io come tutti (all’esclusivissimo GS di via Maestri Campionesi) e chi non la fa si perde qualcosa (tipo il Cillit Bang). Stravedo per l’Ikea, per i vari brico, per i negozi monotematici giganti. Stravedo per il pop di qualità e per le cose ben fatte, che arrivano al grande pubblico, mentre detesto chi sfrutta la poca famigliarità del grande pubblico per vendergli robetta.
Ma ribadisco, il centro commerciale immenso, con quella sua natura di finto paesino, coi negozi di gadget, i bambini sepolti nelle palline, la gente che ci passa il pomeriggio e poi esce spompa e confusa, tutto questo mi devasta l’umore.
Ci contrappongo un supermercato e una via piena di negozioni tipo corso Buenos Aires, un filmone hollywoodiano bello in stile Titanic, un normale ristorante col vino sfuso che non si chiami AL VINO SFUSO, una discoteca senza il latinoamericano che è liscio fatto bene ma cazzo è sempre liscio.
Io. Poi ognuno fa quello che preferisce.


“A allora siamo a un punto in cui ti danno dello snob classista se dici che Domenica In è una porcheria, che al Bagaglino ci sono le battute sulle corna e sulle sottane, che Gigi d’Alessio non è molto originale e che non proprio tutte le volte che Lino Banfi ha detto “porcaputtèna!” era un momento di grande cinema.”
…sottoscrivo TUTTO e se qualcuno mi vuol dare della snob, faccia pure, e la parietti pur di “stare in mezzo” direbbe e farebbe di tutto, pure rubare in 1 autogrill!!!!ops, credo che lo abbia fatto e ammesso in 1 talk show, apppperò!!! ;)
comunque a me quel servizio è piaciuto e credo che prenderò il libro di Piccolo, e tu eri assolutamente CARUCCIO!!! :)

Ricordi Mike Buongiorno e Sgarbi che litigano sulle case popolari? Sgarbi diceva che voleva abbattere non so che eco-mostri, e Mike Buongiorno gli dava del classista perchè li ci vivevano delle povere famiglie. “Appunto, ribadiva Sgarbi, sei tu il classista che ce le vuoi confinare”. Insomma, questi animi candidi si considerano tanto fuori dal comune che amano osservare la plebe come vivesse in un giardino zoologico, con occhio da naturalista, e ti rispondono “beh, ogni bestia ha il suo habitat, perchè dare addosso al popolo se ama rotolarsi nel fango?”

A me piacerebbe vedere questo servizio andato in onda. Quando qualcuno mi ha riferito la cosa ha usato termini come “Bordone ha dato dei poveracci a quelli che vanno al centro commerciale al Sabato”. E detto così, si suona snob. Certo le cose riferite non sono attendibili.

Matteo sto racconto su Linus? Ne ho due di bellissimi adatti. Il terzo, uno sul genere apocalittico-intimistico, lo sto giusto finendo. Dammi un indirizzo a cui mandarteli, ti prego ti prego ti prego!!!!!!!!

Nei centri commerciali posso finalmente essere solo. Se voglio, è esclusivamente in quel frastuono che posso essere solo. Senza speranze.
E alle volte sono cose che danno un piacere, in parte, sessuale.

Detesto il latinoamericano, non mi piace Gigi D’alessio, Manuale d’Amore lo guarderò quando lo passeranno su Sky, mi fanno tristezza i negozi di mucche e i bambini immersi nelle palline.

Questa roba penso qui non piaccia a molti.

Il problema del servizio è stato che non è passato l’amore per il pop di qualità, per il Cillit Bang, per ciò che solo l’ipermercato può (l’ipermercato sta spesso dentro al centro commerciale ma è l’opposto di ciò che lo circonda). L’ipermercato ha i Beatles in ciò che lo circonda c’è spesso Trottolino Amoroso. L’ipermercato è molto meglio del negozietto sotto casa che non sa cosa significhi ogni tipo di patatina McCain e magari al posto di Tomato Heinz ti vuole rifilare un MaTomato. Dici di amare Ikea, Brico quella roba lì che in fondo è lo stesso concetto dell’ipermercato. Roba che spesso sta attorno ai centri commerciali. Ecco nel servizio questo non è passato.
Non ci sentiamo vicini ai gusti del popolo ma andiamo pazzi per il Cillit Bnag. Come te.

Io ho rischiato una crisi familiare, quando, nel dormiveglia e facendo zappin sono stata catturata da una voce conoscuta!
Presa dall’impeto ho svegliato la mia dolce metà dicendo:- C’è Bordone!!!-.
Non ti dico gli improperi nei miei, ma anche, nei tuoi confronti.
Sorry

ps
Se facevi l’imitazione li Lea Di Leo… forse non ti prendevi dello snob

non a caso i centri commerciali sono stati un’ottima ambientazione per horror.

Il tuo servizio mi è sembrato, come dire, abbastanza neutrale, una cronaca distaccata, chiusa con una grande verità: i centri commerciali stancano, fisicamente ed emotivamente. su questo non ci piove. Detto ciò mi è sembrato che la pariettona, nel suo populismo disarmante, avesse meglio il polso della situazione. Nessuno si è interrogato sul funzionamento del centro commerciale, che è pensato per far spendere e non per intrattenere o divertire. Non ho ancora letto il libro di Piccolo, ma mi puzza di stantio, nel senso che mi sembra che arrivi un po’ troppo in ritardo su questi temi. Eco ci parla di parchi tematici già dal 1977…

Sottoscrivo ma c’è un neo: hai conferito dignità da polemista ad Alba Parietti…ops, ho scritto una cosa snob…

Ti piacciono i Simpson? Dio, che snob.

Snob > s. m. e f. invar.
chi ostenta raffinatezza, cercando di assumere atteggiamenti attribuiti a classi sociali più elevate o seguendo mode nuove ed eccentriche, con l’intenzione di distinguersi dai più: essere uno snob; fare lo snob || Usato anche come agg. invar. che è da snob, che denota snobismo: maniere, linguaggio snob.

Se i più vivono così, non è forse meglio distinguersi?

Ma non sarà più snob la Parietti, col papà-colto-partigiano, il labbrone e le coscione, che supergriffata passa il sabato pomeriggio al centro commerciale per cercare di piacere a tutti?

Ehy come si fa a vedere il tuo servizio? Vivo all’estero e mi pare che la7 non metta on line niente :(

Il servizo a me è piaciuto molto, però condivido il pensiero di chi parla di cronaca distaccata. Vedevo un Bordone lievemente spaventato dalle cose che vedeva, però che non spiegava molto il suo pensiero. In altri termini: se fossi stato parte di quell’Italia, vedendo il servizio, non avrei capito perchè quel tizio in barba e occhiali avesse tanto da ridire sulle cose che faccio di sabato.

Non vedendo la tv (oddiokesnob- sine nobilitate nell’accezione primaria!) non ti ho visto, ma a me fa sempre molto strano vedere che categorie estetiche (bello/brutto, proporzioni simmetriche/asimmetriche, matematica) appartengono a categorie politiche (destra-sinistra)…mai visto del bel design nei centri commerciali. Mi dispiace, sono molto snob ma io preferisco il mercato al centro commerciale (potrei dire anche l’ortomercato, immenso)…Affermerei che a furia di notorietà qulacuno perde la dimensione sociologica azzeccata (v. Parietti).
Ma se ti cerco su iutiubb trovo la tua intervista?

forse qualcuno ha dimenticato la ragione per cui la “ggente”va nei centri commerciali:costano meno.Non è ideologia,è solo risparmio.

risparmio? non è così, è che è stato creato questo tipo di necessità dato che non esiste più la “piazza”, il “centro di aggregazione” —
non è vero che la roba costa meno, è vero che si tro va più roba (spesso inutile)
di cattiva qualità e di gusto discutibile

io sono d’accordo su tutto quello che hai scritto…capirai io in un centro commerciale ci lavoro (e pure dentro all’iper!!!).
Ma sai perchè io NON mi considero ASSOLUTAMENTE snob?
Perchè io a fine mese prendo 700/800 euro, e i miei acquisti li faccio “a pezzi”, cioè acquisto un prodotto alla volta dove costa meno o è in offerta. E non sempre i prezzi degli iper sono minori!!

anch’io vorrei avere la possibilità di vedere quest’intervista, dato che vivo outside dall’Italia. Matteo, provvedi!

Io sono d’accordo con te.

Matteo io mi sono divertito vedendoti seduto sulla poltrona che hai paragonato all’EUROSTAR

Io non ho visto il tuo intervento, ma concordo al cento per cento col tuo post… credo soltanto che qualcuno ti abbia frainteso perchè non ama che vengano contestate le proprie abitudini. Che lo abbia fatto anche la Parietti, beh, non dovrebbe essere proprio un grande cruccio!

Concordo quasi su tutto ma vorrei spezzare una lancia sul latino americano (sui balli caraibici per la precisione).

Ho seguito un corso di salsa, merenue e bachata per un anno e il balli da animazione non mi passavano neanche per l’anticamera del cervello.

Ballare in coppia è bellissimo, specie quando si sa quello che si sta facendo e si ha la sicurezza di non finire preda di antipatici strusciamenti che di sensuale non hanno niente.

Purtroppo i giovani uomini centro-nord italiensi hanno sempre paura di sembrare inadeguati e non si avvicinano al ballo senza capire il fascino che invece potrebbero suscitare.

Di conseguenza le scuole di ballo si riempiono di donne e uomini over 35, divorziati e disperati.

Appello ai giovani uomini italiani: capisco che i balli di gruppo propinati da tante scuole e discoteche siano poco dignitosi, ma allora perchè non andate ad imparare a ballare in una scuola seria e fate girar la testa a qualche brava ragazza che all’approccio umidiccio della discoteca preferisce una mano tesa, un sorriso e un “Balli?”.

Garantisco che un giovane tra i 20 ed i 30 anni che va a scuola di ballo è assolutamente non nazional-popolare.

dai teo su col morale, pensa io sono talmente snob che nemmeno guardo le invasioni barbariche e ascolto dispenser una volta sì e cinque no.

“cultura pop di qualità” potrebbe essere il motto per chi volesse spiegare questo tipo di approccio al fenomeno culturale. un approccio sbagliato ovviamente. sbagliato per mancanza di conoscenze. “cultura pop di qualità” è un’epifania. non si deve confondere la cultura pop con il trash. con le derive di una civiltà e di un’epoca. questo è stato il grande errore imperdonabile del tuo servizio e piu’ in generale del programma. poi, si puo’ essere piu’ o meno d’accordo su centri commerciali e parchi a tema. ma è un altro discorso. completamente diverso. la cosa irritante è che vi siete messi in bocca parole di cui non conoscete il significato. con arroganza e leggerezza. con la condiscenza che si presta ai bambini vestiti da zorro. ma i veri bambini, vestiti da intellettuali, quella sera eravate voi. tu eri vestito da moretti.

Ok, ti fa schifo il centro commerciale immenso con i bambini sepolti nelle palline. Pure a me. Niente di male. Il problema è che sembrava che a tutto ciò tu non contrapponessi come fai ora un bel supermercato e una via piena di negozioni, un filmone hollywoodiano bello in stile Titanic e il pop di qualità (sul che nessuno avrebbe da ridire), ma appunto l’alimentari con le marmellatine artigianali e la palestra di kendo. Questo sì, un po’ irrita.

Anche io vivo all’estero…
Matteo sei talmente snob che i tuoi lettori sono in gran parte residenti altrove.

Che robba…

Per i racconti, il mio indirizzo, a cui mandarmi il tuo o quello di matteo b bianchi, è ovviamente lucioiac5@alice.it. Ti prego, ti prego, ti prego, una piccola raccomandazioncina e giuro che non tormento più i tuoi post da nerd scemunito.

Eh sì Matteo, mi trovo spessoa fare lo stesso discroso che hai appena esposto ad amici, compagni di università ecc.

E` abbastanza frustrante sentirsi tacciati come grandi snob quando alla fine semplicemente si fa una distizione tra il “pop tamarro” e il “pop fatto bene”.

Ho già avuto modo di complimentarmi con te per la frase sui Beatles, sì perché riassume esattamente il pensiero di tanta gente che ne ha le palle piene di sentirsi dire che dopotutto D’alessio è un grande artista “perchè vende tanto”.

Perché il POP non è quello che deve per forza arrivare a tutti (come certo tipo di televisione) ma quello che va a toccare la quotidianità e lo fa nel modo più diretto ed efficace [mi viene da pensare come esempio alle popolarissime dinamiche d'ufficio smontate e rimontate da ricky gervais per The Office]

Insomma… complimenti per il post, concordo pienamente.

Cultura del centro commerciale = banalità, uniformità, vuoto preconfezionato.
Perchè fa così scandalo ammetterlo?

Matteo, il punto era: perché il c.c. non è semplicemente un luogo dove fare la spesa a prezzi ragionevoli e per molte persone è invece un posto dove trascorrere il proprio tempo migliore, dopo aver lavorato come un mulo tutta la settimana? perché è il luogo della consolazione? nessuno ha risposto.
Sul latinoamericano: niente da dire, per chi ama ballare. Ma, ragazzi alti e legnosi, non preoccupatevi se non sapete muovere il bacino a ritmo: c’è chi apprezza ancora il fascino di chi è capace solo di tenere in mano un cuba libre…

TU sei SNOBS perchè sei MILANESE.
infatti parli di linobenfi che è di BARI, che è SNOBS come te.
Però alla radio sei snobs di meno che in tv, anche se io non ti ho vistoperchè in guardiola non cè.
Io in TV guardo solo le cose di cucina a RAI e i cartonmi animati ai canali privati, tipo dragonbò e ken sciro.
TU INVECE?
che poi se vai a TV che ti vergogni?
ma mi rispondi alla verità?
La parietti è BBONA?
io una volta ho incontrato al supermercato a jessica rizzo, l’attrice dei filmini di VERGOGNA. Non l’avevo riconosciuta però. Era vestita.

Ciao da ENZO, buona domencia matteobibbianchi.

Avevo scritto un commento (troppo lungo e stupido per essere riscritto) e il tuo blog non me l’ha accettato. Ergo, il tuo e’ un blog snob… anzi, uno snobblog! :)

Supercalifragilistichespiralidoso… non sapevo cosa dire.

Mi unisco agli altri, per chiedere l’intervista on-line, please…

Io ho un blog da 4 anni circa. Al centro commerciale ci andavo, quando avevo un altro significante con cui andarci. Da solo mi angoscia. All’epoca invece mi piaceva – non tantissimo ma mi piaceva. Anche se ne uscivo sempre con il mal di testa. In effetti devo ammettere che un bel po’ di tristezza la fa. Al latinoamericano non ci andavo non ci vado e non ci andrei. Una volta ci sono capitato per sbaglio e volevo scappar via.
Comunque io il servizio che hai fatto per le ‘Invasioni barbariche’ l’ho visto. La cosa che mi è balzata subito all’occhio è stata la Grande Punto che usavi per gli spostamenti. Mi sono chiesto: è davvero la sua auto o fa anche quella parte del test?

a me il servizio è piaciuto, semmai sembravi leggermente timido e imbarazzato in studio
by

Condivido al 100%. Nutella e nazionale a parte, ovvio…

da anni aspettavo un post così! Grande e totalmente condiviso. Mi hanno appena costruito un Bennet quà vicino, è il demonio, stà tirando fuori il peggio da tutti noi. certi intrighi, certi starni giri di danaro e creste spaventose… dovremmo fermare il proliferare di certe attività.

Ma poi, quando mai al centro commerciale ci vanno i poveri?? Ci vanno i fighetti a far le vasche. E, badate bene, anche io come l’Alba nazionale mi ci diverto, a volte. Ma, come quello snob di Bordone, spesso quando ci vado mi chiedo cosa mi abbia spinta a farlo.

“ma perché dopo un po’ ci sto male e mi viene la malinconia”
Ecco, scusa se prova a fare il mio mestiere da quattro soldi alle tue spalle, ma credo che il problema sia tutto lì. E mi ci associo. Noi non è che ci si incazzi, ci viene la malinconia. E ci verrebbe magari pure dentro la Cappella Sistina. E’ un qualcosa di più strutturale che mina le periferie del nostro inconscio. Giusto per spararla grossa.

ho passato due anni della mia vita tutti i sabati nei centri commerciali.
poi ho lasciato quello che mi ci portava.

conosco molta gente che ci vive, che ci passa le giornate e le pause pranzo. ci porta i figli e ha tutte le schede punti.
non so se sono persone felici, non lo so perché non mi sono mai posta la domanda.
forse perché preferirei che loro non se lo chiedessero loro di me, che faccio 100 kilometri al giorno in bici tutti i weekend che il sole me lo permette.
però so che se lo chiedono e che io sono quella che “solo i cineforum, solo il cinema impegnato, solo i musei, solo la musica d’autore…”

beh, io sono felice. il resto è solo un problema loro.

ciao matteo bordone io ti capisco,ho visto la trasmissione e sul mio blog ho segnalato la sconvolgente testimonianza di alba parietti riguardante un probabile furto in un autogrill,un tempo un noto giornale le avrebbe detto :ECCHISSENEFREGA! ciao e grazie

più che distinguere tra pop di serie A e pop di serie B, io discuterei di bisogni indotti.
Discuterei del fatto che se la domenica la gente porta i figli a passeggio al centro commerciale, invece che al parco a godersi un filo di sole, qualche problema c’è…
La spesa la facciamo tutti, ma non tutti vi dedichiamo il week end intero.

Sono andata all’inaugurazione di un centro commerciale una volta. Ci sono rimasta dalle 11 alle 17.30 circa, quello è il mio record; durante la settimana ci vado di solito al venerdì, dalle 18 alle 20, e ho un blog, vale? Io e una mia amica (che ha un blog anche lei), ci diamo appuntamento al banco degli assorbenti, prendiamo dei Lines in mano e fingiamo uno spot, è divertente, lo sostituiamo all’orribile aperitivo. Ah, ho anche la perversione degli autogrill, un paio di volte sono entrata in autostrada apposta per entrarci. Detesto balli e musiche caraibiche, non metterei piede in palestra neanche con un ferro alla gola. A fine servizio il tuo disgusto era autentico, ma l’operazione a me è sembrata davvero antipatica. Perché non riprendere un tamarro mentre si straccia i maroni a passare un sabato alla Bordone? :)

ipocrisia e antipatia in italia sono mali trasversali, ubiqui.
semplicemente “fare” un servizio di quel tenore, e poi scrivere (scrivere proprio di mestiere) sono due cose direi imperdonabili. quindi di cosa ti stupisci?
la distinzione, piu´ di tutto, costa.

ps: io come molti altri lettori del tuo blog viviamo all´estero, ovviamente per eccesso di snobismo. sarebbe bello se la7 mettesse online uno streaming come quello di raiclick.rai.it
no?

Per me il discorso di Matteo è ineccepibile; è normale considerare distanti persone che non coltivano i nostri stessi interessi, loro faranno lo stesso con noi, con uno snobismo reciproco e senza alcuna polemica.
Al momento del racconto della Parietti (riguardo il calendario confezionato con tanta modestia e poi regalato agli amici), Matteo doveva darle solo una testata dimostrandogli tutta la sua intelletualità.

Bordone for president.

Credo di essere snob. Sono snob perché leggo il blog di Bordone. Sono snob perché vivo all’estero. Sono snob perché vado al centro commerciale solo perché è sotto casa e solo li trovo la pasta buona e il vino italiano a buon prezzo. Sono snob perché non prendo mai il carrello, piuttosto riempio fino all’orlo il mio cestino. Sono snob perché mi viene l’angoscia quando il sabato pomeriggio dalla mia finestra vedo due pattuglie della polizia per gestire la ressa di gente davanti al c. commerciale. Sono snob perché quando ad ottobre hanno montato le decorazioni natalizie ho giurato che non ci sarei più entrato. Sono snob perché ci sono entrato il giorno dopo visibilemente schifato. Sono snob perché quando ho visto il presepe vivente, un albero di natale blu alto 20 metri e una fila di bambini lunga un chilometro che aspettavano di far la foto con babbo natale ho rischiato di svenire. Sono snob perché se un giorno Alba Parietti mi rivolgerà la parola giuro che gli fisserò solo le tette.

Mah, non ho visto il servizio dato che vivo all’estero. In una piccola nazione tutta centri commerciali e ristoranti (per cui o sciopping o dinner, accidenti). Sono molto molto d’accordo con te, anche se mi ha fatto sorridere la frase “tutti quelli che hanno un blog”: la blogosfera come ogni parte della societa’ ha i suoi minchioni. Comunque sia, complimenti.

La parietti, vabbeh…

Io ho apprezzato il tuo servizio, anche perchè il centro commerciale al sabato pomeriggio è un esempio classico di una società che forse alcuni non vogliono vedere, e le caratteristiche proprie di questa società, non sempre fantastiche, è meglio occultarle sotto il falso nome di “normalità”, piuttosto che domandarsi il motivo per cui un tuo servizio (seppur a mio giudizio critico quanto basta ma non snob) fa cosi irritatre molta gente…

Irrita per la stessa sconsolante mancanza di immaginazione che si imputa alla parte avversa.

peozia,
eri stato bravo a spiegarti ma ricordati che non si può piacere a tutti. nel nostro piccolo, io le pezze, eravamo fiere di te.

Bravo Matteo.
Ti ho capito ed apprezzo quello che dici. Credo di condividerlo per una sua buona parte. La risposta della moglie di Mantellini è molto più snob di te. Ciao.

Poiché quello che scrivi è piuttosto logico e condivisibile, veniamo alle cose che contano: GS Maestri Campionesi. E’ anche il mio super. Ma cos’è il Cillit Bang? E su quali scaffali si trova?

(Quanto al GS, ottima la pescheria. La cantina lascia un po’ a desiderare…)

Scusate se forse sprolquio, ma d’altraparte a che servono i blog?, questa discussione mi ha fatto pensare un pò, diamo come dato di fatto che certa telivisione certi sottopodrotti culturali, ceri luoghi del nostro vivere quotidiano sono confezionati per un target di deficenti, si parlava di centri commerciali ma di gran lunga meglio sotto il profilo archidettonico penso siano glia outlet il giorno che scoprirò che droga prendeva l’archidetto che li ha fatti sarò una persona felice. Ma il fatto secondo me principale è chi produce questa questa robà.Presumo, anzi spero che chi costruisce un centrocommerciale abbia il titolo per farlo, e allo stesso modo gli autori dei programmi televisivivi anche se nn si direbbe il più delle volte hanno studiato per fare questo mestire………..

già visto, già sentito tutto.

la terra utile è al confine tra il senso di inadeguatezza che tutti ci accomuna (non è tempo per noi,e allora mi si escludeva,i’m a loser) e la caritatevolezza solidale di origine darwiniana e dunque di specie.

c’entra anche gesù, credo, e tutte le religioni che suppergiù ci salvano dall’auto estinzione.

gesù, dicevo, o chi per lui. ricordiamo pasolini e la sua pci ai giovani!!.

Scusate se forse sproloquio, ma d’altraparte a che servono i blog?, questa discussione mi ha fatto pensare un pò, diamo come dato di fatto che certa televisione certi sottoprodotti culturali, ceri luoghi del nostro vivere quotidiano sono confezionati per un target di deficienti, si parlava di centri commerciali ma di gran lunga meglio sotto il profilo architettonico penso siano glia outlet il giorno che scoprirò che droga prendeva l’architetto che li ha fatti sarò una persona felice. Ma il fatto secondo me principale è chi produce questa roba, presumo, anzi spero che chi costruisce un centrocommerciale abbia il titolo per farlo, e allo stesso modo gli autori dei programmi televisivi anche se nn si direbbe il più delle volte hanno studiato per fare questo mestiere.
Quindi tutti questi prodotti, o almeno la stragrande maggioranza, sono confezionati dalla stessa elite culturale che a suo modo depreca gli stessi. Quindi perché li fanno? li fanno perché il mercato chiede questo tipo di roba, e se nn si fa questo tipo di roba nn si tira avanti, il mercato per intenderci e la massa che va a fare la spesa. Adesso mi chiedo se questo assunto è vero, e se ci fosse per caso una grande asimmetria informativa tra chi questa roba la produce e chi alla fine suo malgrado la fruisce? Partiamo dal fatto che gli stupidi si fanno molti meno problemi di quelli con un pò di sale in zucca a parlare, lo scontro Bordone Parietti lo dimostra, e che dicevamo questa roba viene fatta da gente che in un certo modo è estranea al grande pubblico, è vero che le tendenze e le richieste di mercato sono misurabili ma parliamo di strumenti in qualche modo fallibili, e quindi anche possibile che questa “elite” si faccia un idea distorta di ciò che realmente vuole la gente poiché si percepisce un feedback falsato dato da ciò che dicevamo prima che gli stupidi fanno più rumore, e cosa più bella di questo modello e che si autoalimenta, se io mi guardo attorno e vedo una certa offerta mi faccio l’idea che la gente voglia questo e questo gli do.

Scusa Marco, ma… un po di punteggiatura???

“Il centro commerciale è popolare, quindi è come il supermercato, che è come avere una FIAT, che è come andare a fare lo struscio il sabato, mangiare la nutella e tifare la nazionale. Una vale l’altra. Se non te ne piace una, sei diverso dal dall’italiano tipo (perché in queste valutazioni la massa è tutta identica e playmobil), quindi stai facendo lo snob. Sei uno stronzo.”

Perfettamente d’accordo; trovo incomprensioni simili ogni volta che parlando viene fuori che non guardo granchè la tv [o che non tifo la nazionale]. La risposta è sempre quella: che snob del cazzo.
Ormai mi limito ad anteporre a questi discorsi una premessa: “Quanto sto per dire ora non suonerà solo molto East Coast, ma elitarista e borioso. Ma i fatti sono fatti.” [D.F.Wallace a proposito di discountari]
E comunque la cosa del kendo un po’ faceva snob.. :)

Trovo solo io da idioti tutte queste fregnacce su una cagata di servizio per una cagata di televisione in una cagata di propgramma… Ma leggervi un bel libro la sera no? Povero mondo.

Poche persone mi stanno sulle palle come la Parietti, ma questa volta ha ragione da vendere.

E poi Bordone, tu che sei contro gli stereotipi, smettila cazzo di mascherarti da Nanni Moretti. Non puoi imitera il Maestro, pur con tutta la buona volontà rimarrai sempre uno stronzo qualunque. Anche Alba ha dimostrato più cultura di te. E senza imitare nessuno.

permaloso Matteo?

“Trovo solo io da idioti tutte queste fregnacce su una cagata di servizio per una cagata di televisione in una cagata di propgramma… Ma leggervi un bel libro la sera no? Povero mondo.”
grande Upupa4

non ti ho visto in tivvù ma ti supporto sulla fiducia. E poi Alba Parietti è morta ma non se n’è accorto nessuno. Tu devi aver parlato con un manichino con le sue sembianze.

….bordone avrebbe dovuto dire parolacce e picchiare la parietti…. guadagnandosi una legittima chance di approdare all’isola!!….

…. imbarazzante albona tutta rifatta che vanta i cazzi colti che ha preso,i nonni partigiani e pure i furti all’autogrill…..ma vaffanculo…..

Ti ho visto. Ho sentito la Parietti. Sono d’accordo con Kush e in parte anche con Deveblog. Già che c’eri all’inizio del servizio a parte Kendo, scrivere e leggere, veder DVD telefilm americani…ho riso un sacco. La tv mi fa come il film porno per l’estraniante senso di banalizzazione che riesce a dare. SEMPRE. Altro che malinconia del centro commerciale. La Parietti che fa la zombi con il carrello nel centro commerciale…Sì ce la vedo proprio. Ha perso la cognizione del senso ‘sinistra’ e ‘intellettuale’…Comunque il look era divino. Davvero cool. Stavi chicchissimo. Cosa ha detto la tua mamma?

ciao matteo. ci siamo visti prima. il tuo blog è sempre più forte. non ho tua mail, ti appiccico qui il link del video del bambino cui rubano gli organi.

http://217.220.124.215/bode/video.htm

1. Sono abbastanza snob da non vedere la tv, ma Gianluca Neri [http://www.macchianera.net/] ha dato la possibilità anche agli snob dichiarati di accedere a questa chicca, segnalandone la presenza su You Tube (qualcuno benedica i byte)

2. Quello che dici, Matteo, è sacrosanto, e come mi capita spesso, non avrei saputo descrivere meglio il concetto (ma è pure vero che mi capita molto poco spesso di discutere sulla malinconia da centro commerciale).

3. L’espressione con cui fissavi la “Signora dei Calendari fatti in casa” era deliziosa, eloquente, ho riguardato quei minuti e mi son chiesta perchè esiste la parola (poi mi son chiesta anche perchè esistono le albe parietti, quelle, che oggetto di uno sguardo cosi non si sciolgono in una scritta intermittente di minchia/chevergogna – minchia/chevergogna)

4. E’ evidente che non sei un abitudinario degli eurostar della tratta Roma-Taranto

5. I centri commerciali sono tutt’altro che economici: inducono bisogni che non si avevano prima di entravici: questo rende poveri (materialmente poveri; sullo spirituale non sono in grado di proferire, ma ultimamente c’è una sovrabbondanza di indicatori etici a zonzo, indi mi faccio da parte a maggior ragione)

6.ultimo. Matteo Bordone… la doppia accezione di pop è stata una concettualizzazione GENIALE, sintetica ed esplicativa… ma avresti dovuto rispondere con cortesia “TROTTOLINOAMOROSO”… ce lo dovevi… maledetta gioventù diplomatica :D

ma perchè secondo VOI i blog sonoo POPOLARE?
Popolare è il prezzzo dii biglietti e la pasta cacio e pepe
non è POPOLARE l’urlo di matteobibbonchi. NO NO NOOOOOO

Non è per inamicizzia ma popolare nemmancoo la sinistra è POPOLARE che non sa nemmeno cuantoo guadagno io in guardiola o i poveri ragazzi poverini vero che lavoro?
DOVE?
e POPOLARE non è la TV che è schifo. I cartoni animanti un pò di più POPOLARE, perchè POPOLO non è scemo.
LA VERITaì è chheh blog pultroppo NON e’ POPOLARE perchè internet costa, e invece ci sarebbe di che GRATIS a tutti per fare vero il POPOLARE che è bello, come un bella donna o appunto l apasta cacio e pepe.

SCENDI DAL PIEDISTRALLO DI SNOBB come uno di bari o MLANESE e parla a noi POPOLO le parole veraci che alal riadio sai.
nno èè POPOLo alba parietti. E’ bona è batsa, ma nessuno che conosco io del POPOLO ha mai stato con una come alba parietti,. LEI non è POPOLARE. E’ televisione, ma è altro

ciao da ENZO (oggi ho straordinari in guardiola, si è ammalato mio collega igor e il capo a detto a ENZO sostiusci? ti pago doppio, io dei soldi ho bisogno e sono qui, Meno male che cè il clacetto fuori, sennò cè proprio di impazziare a leggere certi cose)

Che ti sia offeso tu per “l’intellettuale di sinistra snob”? Le vostre posizioni erano piuttosto trite e ormai persino tipizzate. Ma la tua non è così disperata, come rincuora il tuo post. Io sullo snobismo ho costruito la salvezza e la dannazione della mia adolescenza. Hai ancora una possibilità di redenzione. Non usare mai la parola “migranti” al posto di “immigrati”. Non c’è migliore prova della sinistrorsa intellettualistica beceraggine che definire “migrante” uno che è qui da 2, 6 anni! Non è vizio di grammatica ( sarà mica diventato di destra azzeccare il participio!), ma tabù. “Immigrati” si tira dietro il pregiudizio, ma “migranti” è esotico, letterario, sa di avventura…respect! Parlo da ex-commessa ed ex-cameriera che paga affitti in nero a gente di sinistra in questa Bologna dei compartimenti stagni e che frequentando tra gli altri soprattutto intellettuali – qlno ricerca, qlno pubblica, tutti conferenziano…a me – nota come questi non sappiano viversi una conversazione se non nei loro ambienti. Il c.c. va bene se lo leggi in un libro, ma starci dentro fisicamente e imparare direttamente senza il filtro dello stile, no. Per loro vendevo pantaloni, per me pagavo le tasse ( o le loro borse di studio…?) imparavo dai clienti, dai colleghi, dalla logica generale di quel posto, quel pezzo di mondo di cui mi tenevano ignorante la mia stanza, il cinema, o persino la sagra che il colto post-tutto aveva eletto “antidoto” alla Festa dell’Unità. E tengo fermo il fatto personale che in certi luoghi “popolari” ho avuto attacchi d’ansia certificati.
Anch’io odio questi schieramenti manichei, ma DEVI concedermi che l’intellettuale che “classifica” esiste. Ed è sempre di sinistra. Che l’intellettuale settentrionale con il mutuo pagato da papà che va a fare safari a Napoli ( o in un c.c. è uguale ) per dirne nell’aperitivo o scriverne come di un’avventura di vita, c’è. Ed è sempre di sinistra.
Il nostro sentimento di agio a parte, sorry, ma ammettere che trottolino amoroso ha la stessa dignità dei beatles, fa male, ma è così. Ammettere che è solo una botta di c. che ci fa canticchiare i secondi, è umiltà. Sperare che sia vietato per legge di dignità minima canticchiare il primo è accanimento terapeutico.

Io ho visto Alba incaprettarsi dopo che hai detto che al centro commerciale tutto è scritto in grande. Che non è propriamente l’idea più democratica che si può sciorinare sul tema “grande distribuzione”, e neppure la più intelligente.

Oh, ho finalmente visto il servizio!
Non ne discuto perche’ gia’ si e’ fatto, constato solo che l’Alba parla come mia zia (mano sulla spalla compresa…): inutile tentare di discuterci, con mia zia (e quindi con l’Alba). O lasci perdere o il lanciafiamme… Sono entrambi soluzioni snob ma la prima non contribuisce all’effetto serra…
Soprattutto quella mano sulla spalla!

Ecco la nostra definizione del termine popolare.
http://loungerie.vox.com/library/audio/6a00ccff8ec4c6406400cd96f93f714cd5.html

A me sarebbe esploso il cervello.

-Che poi la Parietti intimidisce. E non si riesce a parlare con la gente che intimidisce.-

Forse il fatto è che non hai avuto lo spazio necessario per esprimerti.

Insomma, invece di parlare del calendario della Parietti -di cui oltretutto non ho ben capito l’inerenza al discorso- si poteva anche approfondire meglio il discorso.

“È il come, non è il cosa.”
Concordo.

(Una curiosità: perché c’è una persona qui che si ostina a chiamarti come Matteo B. Bianchi?)

Matteo, ormai è fatta, tant pis.
E comunque hai anche chiarito la tua posizione.
Quindi se c’è chi si fossilizza nella polemica, non c’è da prendersela.

Ciao,
Chiara.

Bordone sei assolutamente un mito! La prossima volta che lo fai metti un post prima così ti posso vedere. Davvero unico, bravo!

Edificante.

1. ho un blog
2. odio i centri commerciali e non ci vado quasi mai. Lo faccio solo ed esclusivamente quando non so dove altro trovare un bene che mi serve.
3. amo i balli di tutti i tipi. E quelli caraibici fatti bene li adoro
4. non guardo la TIVVU per cui purtroppo non ho visto nulla di tutto ciò. E mi dispiace. Però io mi attacco al PC e per me ormai esiste solo quello, di schermo domestico.
5. La parietti…….. che dire? Sinceramente mentre leggevo il post mi è balzata l’immagine di questa 45ene (e forse più) fasciata di uno strettissimo abito in lamé, dalla scollatura ombelicale davanti e glutea dietro, con spacchi ascwellari ai lati e tacchi a spillo di proporzioni tali da far arrossire le prostitute specializzate in fetish. Me la sono figurata ancheggiando appoggiata ad un immenso carrello pieno di ogni cosa superflua, dispensando strani sorrisi nella speranza di essere riconosciuta per quella gran t…esta che dice di essere…

Sottoscrivo.

Matteo, ne stai avendo da leggere! Ti riscrivo perché tanto qui si è + o – dalla tua e ora puoi dircelo…quello sguardo alla Parietti era incredulo timido o incredulo snob ?!
w i loungerie

Ma che è tutto questo can can? Non te la prendere. Un po’ snob lo sei uscito fuori dal servizio, ma almeno hai detto cose intelligenti (e che penso anche io, per esempio). Quanto alla Pairetti, non mi stupisco: lei è un centro commerciale (nel senso che linguaggio, pensiero ed ostentazione casareccia di entrambi sono da centro commerciale)

Immagino che sei uno che allo stadio guarda disgustato tutti quelli che fanno bu-bu-bu ai giocatori abbronzati.
Sei proprio uno snob,ti devi svegliare!
Svegliatevi!

…hai ragione… cazzo… dovremmo tirar loro delle banane……

Ho trovato per caso il video attraverso un blog e mi son chiesta che cosa fosse..poi l’ho visto e riso,pensato che in Italia non ci torno piu’ e riso ancora perche’ so che non e’ vero.
Io odio i centri commerciali ma non vado nei delicatessen,non sempre almeno,odio i centri commerciali perche’preferisco il negozietto indiano all’angolo,la signora Cesarina per il pane,il macellaio che e’ amico di mio padre.
Non trovo affatto snob il tuo intervento,era la tua opinione,e allora?
Trovo pittosto snob invece chi prima di dire la sua opinione ti sbrodola il cv in faccia e sente la necessita’ di dirti il cognome dei suoi amici..

Qualcuno diceva che voelva vedere il filmato… e nessuno ha dato un link, mi pare.
Eccolo:
http://www.youtube.com/watch?v=8mLRtwAZUu8

Quindici arresti per eversione solo ieri; Massiccia presenza di forze dell’ordine sabato a Vicenza; Matteo Bordone brutalizzato in un salotto da Alba Parietti.

E’la mordacchia dell’ala riformista della maggioranza alla sinistra radicale.

Non credo che non amare i centri commerciali sia SNOB, semmai è preoccupante amarli al punto da eleggerli quali luoghi di svago.
La gente compra nei centri commerciali per praticità, economicità e per pigrizia (e tutto a portata di mano). Quelli che invece ci vanno a fare due passi, che scusa hanno?

ENZO scrivimi che vengo con te in guardiola, c’avrei tanti bisogni nel ridere di questi giorni, amari pemmé.

il latinoamericano è liscio fatto male

l’ho sempre detto che è il liscio del nuovo millennio

Come all’aereoporto… ma senza il decollo…
e con il mal di testa, anche prima di qualche ora.
Mi torna il mal di testa a ricordare quando il Torino Film Festival lo facevano in un centro commerciale: due eserciti di zombie che si incrociavano…
Per altro, come non solidarizzare con uno così:
http://www.flickr.com/photos/41649323@N00/389438758/

E’ da pochissimo che ti leggo, grazie alla dritta di un’amica. Questo tuo articolo mi è piaciuto molto e lo condivido pienamente. Sono originaria di una piccola città del Sud che più popolare non si può: la mitica “San Severo provincia di Foggia” di Lino Banfi ne “L’allenatore nel pallone”. Popolare, dialettale, provinciale, immaginatela come vuoi. Ma da noi nessuno si sogna di trascorrere il sabato al centro commerciale, neppure il più “plebeo”. Il motivo è che non siamo una popolazione di fessi, che la vita sappiamo ancora godercela. Se il sabato pomeriggio al centro commerciale veniamo colti da una sensazione di alienazione e tristezza vuol dire semplicemente che riusciamo ancora a distinguere tra la vera vita e l’illusione che alcuni furbi stanno tentando di cucirci addosso.

vuol dire semplicemente che riusciamo ancora a distinguere tra la vera vita e l’illusione che alcuni furbi stanno tentando di cucirci addosso… passa a vodafon!…lai fisnau!

Non so bene cosa ensare degli snob, forse lo sono anch’io ma di sicuro trovo allucinanti alcuni commenti sulla presunta estetica dei centri commerciali, sull’elitte che vende il brutto alle masse ecc.
Insomma qualsiasi lavoro che comporti un progetto si confronta con i costi: il primo problema è sempre come mantenerli bassi e il secondo è quanta qualità tagliare per abbassarli ulteriormente.
Ma questo in generale, o cd sono campionati su una banda che è esattamente quella udibile dall’orecchio umano più qualcosa di sovracampionamento per il noise shaping, è la prima cosa che mi hanno insegnato ad acustica essere fanatici del suono a certi livelli è più un vezzo che altro. La telefonia mobile da sola è piena di queste cose: metre si ascolta il trasmettitore del vostro cellulare si spegne certo da a chi parla la sensazione diparlare al vuotoma risparmia un sacco di batterie.
Insomma perchè si dovrebbe spendere di più per un centro commerciale?
Non è un monumento ma un contenitore per negozi!

Matteo, basta televisione!

La radio e internet sono molto più snob!

A me il servizio non è piaciuto molto. Non mi sembrava nulla di che. La polemica non sono nemmeno riuscito ad intravederla (quella del Pavone e di Sgarbi è polemica, caro mio, ne devi fà di strada…).

Però, porca miseria bordone,sei sempre il mio Snob preferito!

Il locale è chiuso per ristrutturazione.
Si tratta dell’ennesimo negozio in franchising di calze, divani, gelati, mutande o biancheria per la casa che puoi trovare identico anche sotto casa tua o a cento metri dal tuo ufficio. Nessuno in un centro commerciale dalle mille vetrine si accorgerebbe neanche che quel negozio di calze è chiuso perchè non si va in un centro commerciale per acquistare le calze che potresti trovare anche sotto casa tua ma proprio perchè il centro commerciale è un utero materno protetto dalle intemperie, dall’alternarsi del giorno con la notte, dagli urti della vita.
Un cartello di fronte al negozio chiuso si scusa per il “disagio” arrecato ai clienti e il cliente, l’uomo qualunque con cui nessuno si scusa mai, si sente subito coccolato, accudito, e finalmente “qualcuno”. I clienti non sono mai uomini qualunque, ma clienti speciali e questo è il motivo per cui il centro commerciale non si dimentica mai di te.

http://www.youtube.com/watch?v=8mLRtwAZUu8
il video.

….io non ho visto la puntata ma ho letto il post, 2 concetti si fondono. Essere snob ed avere spirito critico. Sei snob quando dai un commento od un’interpretazione dall’alto di una vita facile senza problemi. Hai spirito critico quando tra tutti sei quello che più di ogni altro hai subito le angherie della vita. Chi ha spirito critico all’angolo della bocca ha sempre l’accenno di un sorriso ironico ogni volta che fa un commento. Infondo se vuoi, è la differenza tra sarcasmo ed ironia. Gli ironici sono sempre simpatici, i sarcastici antipatici ma ammirati perchè temuti ovvero snob.
Tu, sei snob perchè non ho ravvisato nessun accenno di auto-ironia nelle tue parole anzi, il post finisce con una chiusa giustificativa sul tuo non poer essere snob.

Sbaglio?
può essere….mais je m’en fue!!!

nessuno mette in discussione la tua possibilità di essere snob
vieni fuori
fai outing
sii snob
vedrai che sarai molto più simpatico

p.s.
io vivo solo in un palazzo di soli uffici.
Dopo le sei sono solo in un palazzo vuoto.
Oltre una siepe c’è un “mall all’americana” (parole tue….sai cos’è un mall e vuoi che gli altri si accorgano della tua cultura (o nozionismo?)….mooooolto snob!).
C’è un sacco di gente sempre ma proprio sempre ma sono solo.
Mica mi lamento, adoro essere solo….e guardare gli altri con distacco.
Beh a me piace essere un’ombra che si muove tra gli scaffali di nessuno, che se ne ha voglia si taglia i capelli alle 10 di sera, che legge le riviste a sbafo e gioca alla play su un monitor al plasma che magari un giorno qualcuno comprerà.
….non sono povero, ma li sono libero……
….e se a te non piace pace e amore….

…..ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooo
:~)

Ribadisco qui quanto già ho detto da Mantellini, rispondendo a Luca Sofri.

Matte’, tu hai pure una bella faccia simpatica ma la devi smettere di dire: “Noooo, l’intenzione del servizio non era affaaaatto quella di prendere per il culo tutti i fruitori sabatini del centro commerciale”, perché così ti rendi ridicolo TU, ché qui – più o meno – facciamo tutti il mestiere tuo.

In un servizio confezionato come il tuo (ben confezionato, tra l’altro) non serve affatto DIRE (intendo, pronunciare ad alta voce) che quelle persone, quelle del centro commerciale, sono RIDICOLE: è sufficiente il montaggio, l’espressività del soggetto (ti hanno definito un Borat all’italiana), la tempistica della sequenzialità delle immagini, i campi lunghi, gli sfuocamenti, la musica, la voluta ridondanza di certi concetti, i primi piani allungati più del dovuto e tutta un’altra serie di cose che tu sicuramente saprai assai meglio di me.

Quindi dire (come dice Sofri): “non una singola persona è stata messa minimamente in ridicolo” serve a un cazzo, se non a mettere ancora più in risalto che TUTTI quelli che stavano in quel centro commerciale sono stati eccome messi in ridicolo.

Perché era esattamente questo il target del servizio: il commissionante ha detto a te, Bordone, qualcosa di non molto diverso da: “Vai lì e metti in ridicolo tutte queste scimmie da centro commerciale”. Puoi dire che non è vero per tutta la vita: c’è il servizio stesso a smentirti.

Non serve DIRE niente a proposito di quel divano rosso per farci capire che il concetto da far passare è che QUEL divano rosso fa cagare.
[Ste]

Amen!!

è snob chiedersi se i propri ragionamenti siano snob?
però, certo, una trasmissione dove si mettono a confronto la Parietti e il Bordone, dai!
meglio le cosce dell’Alba, eh

il centro commerciale lo reggo, da solo, per circa mezz’ora, ma non mi spiace andarci. Prima di oggi non ci avevo mai pensato. E prima di oggi non mi ero mai sentito così snob. Scaricare quotidianamente dispenser mi sta rovinando?