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Lunedì 19 Febbraio 2007

Una storia che fa tanto piangere, anzi due


zivagoSe non fosse cronaca penseremmo di essere nella mente di uno sceneggiatore anni Settanta, di quando a Hollywood c’era la crisi e Love Story aveva sconvolto il mercato spingendo tutti a far piangere il pubblico. Penseremmo magari anche a un lacrima-movie con Renato Cestié. E invece no. Invece la realtà è più lacrimevole e raianonìl di qualsiasi film. Non solo. Batte anche i servizi scritti col mirino per la lacrima. Si parte con una protagonista che fa l’istruttrice di delfini. E già uno sceneggiatore serio farebbe fatica a inserirla in una storia, senza poi ricadere in una scena d’amore nella vasca, di notte, con le luci dal basso e il vapore, con tanto di delfino che alla fine emerge col muso e fa kru kru. E i due protagonisti ridacchiano, complici e anniottanta.


Invece è tutto vero. C’è una ragazza che lavora al delfinario di Riccione. C’è un esemplare di sesso femminile di Grampus griseus che finisce per sbaglio dentro una rete di peschereccio e viene ospitato al delfinario. Non è un tursiope, cioè la classica specie da delfinario; e non è nemmeno nato in cattività. Ma Tamara (che ho visto pochi anni fa, quando sono andato al delfinario coi miei nipoti) insieme al fidanzato si sbatte e tira su a biberon la piccola Mary, orfana e disperata. Poi un vicino di casa va via di testa e ammazza Tamara. Mary resta senza la sua amica e va in crisi, non mangia, si ammala e probabilmente morirà.
E mi è tornata in mente un’estate di tanti anni fa. Al mare, a Gabicce, fuori dal cassonetto trovo tre gattini appena nati. Li prendo. Li porto dal veterinario che li vaccina e mi dà i farmaci, tutto gratis perché è buono. Io metto in piedi un piccolo recinto in giardino. Vado tutte le mattine, i pomeriggi e le sere a nutrirli col biberon, disinfettare gli occhi, somministrare antibiotico, accarezzare la pancia per prevenire occlusioni. Poi i gattini si riprendono, diventano quasi sani, quasi pronti da dare via. Finché una notte i cani da guardia della limitrofa discoteca Baia Imperiale sentono il miagolio, si lanciano in una missione omicida sfondando le reti, sbranano vivi i gattini e lasciano un teatro di brandelli di carne, pelo e sangue, dove prima c’era una cuccia amorevole con cuccioli di mammifero. Il dispiacere è stato tale che per ripensare a dei gatti ho dovuto aspettare altri quindici anni.
Ogni tanto c’è in giro tanta di quella tristezza che poi quando non c’è te ne devi ricordare per ridere più forte.

19 commenti finora
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;_;

a me i gatti hanno mangiato il canarino, come la mettiamo?

io invece racconto questa :

da piccola avevo un coniglio.
l’ho cresciuto fin da quando era piccolissimo, gli compravo le carote del fruttivendolo perchè quelle dell’orto non gli piacevano, lo coccolavo e tutti i miei amichetti venivano a vedere il mio splendido coniglio grigio. poi quando è cresciuto mia madre s’è arrabbiata perchè mangiava le gemme dell’acero giapponese in giardino e me lo ha cucinato.

era proprio buono.

questo post si trasformerà in un servizio di coda di studio aperto, me lo sento, MB! tira fuori un po ‘ di donne nude!! :D

…cazzarola….anche qui ha soggiornato una coniglietta grigia…. è passata a miglior vita da un paio d’anni…. ha sparato palline per otto anni circa….. sono quindi dieci anni che non mangio coniglio….
con le patate era buonissimo…

PERCHE’ Ti ostini a fare cose di schifo?
PERCHE’ sempre cose diu piangere?
Non solo le tasse (MA TU LE PAGHI? secondo me nemmancoo sai di colore sono).
Ma ora pure storie di lacrima.
Ou RILASSATI matteobibbianchi. Il blgo è storia di ridere, ci puoi scrivere barzellette e pure parlare di cose di RIDERE.
Ma siccome ridere è di POPOLO tu, SNOBBS, noooo, io matteobibbianchi non voglio ridere, anzii mi guardo un film cechioslovaccho che il dolore mi SBUDELLA.

NON è cuesta la VITA che meritiamo!
Totò eras principe di RISATA.
Esiste principe di pianto? NO.
Fidati di ENZO che anche se sei MILANESE non ti tratto come il mio amico Ulderico tratta MARCINCUS, il suo cane che gli dà tanti calci sempre, ma è un cane stronzo (scusa la parola ma è proprio stronzo).

ALLORA?
Che facciamo?

Ti racconto una cosa. Anzi due.
C’è del marciume in questa mia azzienda. C’è gente che entra esce atutte le ore e il capo che è vecchio e cattivo a volte mi chiude a chiave nella guardiola. E io che faccio? PIANGO?
NO
No
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Io (ENZO) rido di risate veraci e penso alle cose comiche, tipo i film di pierino, totò il principe di ridere, il principe cerca moglie. Solo i politici non mi fanno ridere. Mi fanno intristare. Allora guardo il calcetto e ci sono certe ragazze di calcetto femminile belle. Ma io ci avrei paura di una che gioca a calcio meglio di me (non sono tanto bravo). Tu invece sei tutto ALBA PARIETTI. Ma lo sai chi ci piaceva a ENZO più di tutte: eduig fenex. Miii troppo bona.
E tutta senza siriconio nella bocca o nelle minne. ERA VERACE Ediug.

LA VERITA’ è che tu sei un TRISTEZZA e eduig incvece è di ridere che la mia vita di ENZo ha stato meno INFELICE grazie a lei che si sposgliava. ERa bellezza pura e verace Eduig fenec, bella senza macchia. Infatti era la donna più pulita del mondo: sempre la doccia si faceva.

Ciao dalla guardiiola
ENZO

Se vieni da me, ti offro una cena a pizza (non ho molti soldi, 800euro a mese io. Ulderico anche meno, ma lui è bestia, come marcincus)

Ciao matteobibbianco

Secondo me eNZO ha letto Ogni cosa è illuminata e si identifica con il giovane ucraino Safran Foer inventato del geniale e reale Safran Foer di NY.
eNZO, ma perché non apri un blog? noi ti si leggerebbe!

Enzo ti prego apri un blog!
Te lo apro io e poi ti do le password se vuoi

Enzo, mettici meno errori, scrivi post più brevi e impegnati di più. Che la formula fa ridere per un po’ ma poi se è sempre quella dà fastidio.

…. e se fosse tutto vero?…. lui,i gatti,la guardiola…. pensa che colpo di scena!!!……

Stavo pensando la stessa cosa: l’ingegno è notevole, ma lo stile ripetuto e allisciato è per forza artificioso (simpa ma artificioso). A questo punto secondo me dovresti uscire allo scoperto :D E’ il monento dell’epifania dai :D
In quanto a tristezze e bestie… io ho imparato il sentimento di odio a circa 4 anni.
Mia madre aveva permesso al mio papero Osvaldo di entrare in casa (lo tenevamo in campagna insieme a tante altre bestiole da cortile). Mi sembrava strano, ma nei bambini il sentimento che prevale, poi cancella l’altro: ero felice di averlo per i piedi dopo tanto tempo (solo i primi 2 giorni era stato sul terrazzo di casa con me). Mi seguiva come una papera :D e io gli facevo mangiare la crusca dalle mani.

Ci vuol poco poi a distrarre i bambini… di fatto dopo pranzo Osvaldo non c’era più.

Ci vuole un poco ai bambini per capire… ma poi ho capito e ho odiato: perchè ero piccola, ma l’onestà non ha età, non sentivo di essere così scema da non poter sapere. Mi avrebbero potuto spiegare.

Osvaldino ;_;

Delfini, gatti, cani, Enzo un post veramente Bestiale!

Comunque Enzo esci dalla guardiola e vai a giocare a pallone !!

Mi sembra che qui si sia un po’ perso il senso del post.

Personalmente ho un’allergia particolare verso chi deve sdrammatizzare a tutti i costi. Forse sono strana.

Ci anche sono cose tristi nel mondo. Punto. Non c’è bisogno di portare subito l’attenzione verso l’aspetto godereccio e simpaticone della vita.

Le storie che hai raccontato sono tristi. E non ho voglia di riderci su.

Ciao.

… certo,definire enzo “aspetto godereccio e simpaticone della vita” pare un po’ eccessivo….

Chiara tu hai capito.

… scusa,matteo,ma capito cosa?…. nessuno ha riso delle storie raccontate… occhei,enzino ha scritto un paio di minchiate….. ma neanche tu l’hai cazziato più di tanto….
quanto al ridere delle tragedie,chiara,non è una cosa così infamante….gli ebrei lo fanno da un mucchio di tempo con dei risultati pregevoli….

concordo.
se proprio ho voglia di crogiolarmi nella tristezza non ne faccio una questione pubblica.

se lo faccio è perchè mi aspetto che qualcuno mi tiri su.

troisi: “Lasciatemi soffrire tranquillo. Chi vi chiede niente a voi? Vi ho chiesto qualcosa? No. Voglio solo soffrire bene. Mi distraete. Non mi riesco a concentra’. Con voi qua non riesco… Soffro male, soffro poco, non mi diverto. Non c’è quella bella sofferenza…”

Enzo hai rotto il cazzo.

Ognuno la vede come vuole e fa come vuole. Chiara ha capito come la vedo io. Che ogni tanto se mi va di scrivere qualcosa di triste, non è necessario ribilanciare subito con della sagacia. Anzi. Ma ripeto se altri vogliono la sagacia, sagacia sia. Chiara ha capito il mio spirito. Tutto qua. Non vince niente. Glielo volevo solo dire.

… dannato cattolicesimo…. ora il senso di colpa mi divora…. davvero…. :(

A gabicce? Ma dai?
Dove? Bagno numero? o meglio bagnino di nome?
Anch’io con mamma e babbo e cuginetta avevamo apprtamentino in rotta verso Gabicce Monte con la Baia che negli anni passo da Baia degli Angeli a Baia Imperiale. Chissà magari abbiamo giocato insieme a palla, o alle pallette che facevano clic-clac o a quel melone di plastica che allargando le braccia correva sui fili da bimbo a bimbo, o mi hai battuto alla gara dei castelli di sabbia o mi hai salvato quando ho oltrepassato gli scogli o mi hai fregato la piadina al molo o rubato il tavolo a mio babbo al Levante o alla Cambusa o forse anche no.
Però Gabicce. C’è ancora?



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