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venerdì 23 febbraio 2007

INLAND EMPIRE


ninasimone.jpgCos’è. Il nuovo film di David Lynch è interpretato dalla moglie di Ben Harper, Laura Dern. Poi c’è la mamma di Laura Palmer Grace Zabriskie, insomma un po’ di facce note della sua filmografia. Il suo ultimo lungometraggio era il capolavoro Mulholland Drive, un sogno lungo come quasi tutto il film e anche un film di cui era necessario scoprire alcuni codici linguistici per capire tutto (o quasi). Qui siamo nello stesso emisfero della produzione di Lynch, quindi siamo lontani dal Lynch narrativo di _Una Storia Vera_ e vicini a quello onirico e subconscio. Si racconta…anzi non si racconta proprio niente. Si mostrano una serie di situazioni che vedono spesso ma non sempre protagonista Laura Dern. Lei è un’attrice che inizia la lavorazione di un film e pare che intorno al film ci sia una maledizione di qualche tipo. Poi la sua vita sul set e fuori sembra la stessa. Poi è una zoccola. Poi c’è la casa dei conigli che fanno paura anche se non fanno niente. Ci sono i polacchi. E il circo. E i titoli di coda.
Com’è. Sono tre ore di film in cui prima e dopo, causa e effetto, questo e quello, Gianni e Pinotto, non hanno a che vedere l’uno con l’altro. Non in senso diretto. Non nel modo in cui sono fatti i film, che poi è la cosa di cui sono fatti i sogni, dicono. In realtà non è così. I sogni sono fatti molto più come INLAND EMPIRE che non come Testimone d’accusa di Billy Wilder. INLAND EMPIRE è girato tutto in digitale e formalmente è molto ricco. Grandangoli e primissimi piani. Poi musiche e suoni come al solito ficcanti e del tutto fuori luogo insieme. Va visto forse arrendendosi al non capire. Almeno la prima volta. E avendo bevuto un paio di caffè. Perché se c’è una cosa che non ha questo film è il ritmo serrato che ti tiene su. Per come è fatto, è un film più da consultare che da vedere di fila: un film da DVD, da tenere lì e far andare mentre si fa altro. Non deve passare dal cervello, la roba. Se no si intoppa. Quello che funziona passa dalla pelle o da qualche altra parte.


Perché non vederlo. Se si tende ad addormentarsi al cinema o si ha voglia di qualcosa di disimpegnato e hollywwodiano nel senso migliore del termine, questo non è il film giusto. Ma nemmeno se si vuole vedere cinema più serio e di sostanza, ma con una certa presenza narrativa. Perché qui non ce n’è. E anche se si detestano gli autori che girano per sé, perché qui è tutto autorale nel senso più europeo e puro del termine che mi sveglio una mattina con quella immagine in testa e la giro (poi nel film in qualche modo ce la facciamo stare). Un’altra ragione per lasciare perdere è il disprezzo per la faccia di Laura Dern, perché di primissimi piani di Laura Dern con la faccia sconvolta ce ne saranno forse 35. Insomma uno è avvisato.
Perché vederlo. Perché è un cinema insieme gelido e sconvolgente, lontanissimo e viscerale, sostanziale e superfluo, furioso e lentissimo. È David Lynch, cazzo. Avete giornate così piene di meraviglie che non gli potete dedicare tre ore? Poi c’è il digitale come non l’avete mai visto, splendido da sbavare. Ci sono tante di quelle faccione in primissimo piano che sembra che la telecamera le violenti a rallentatore. Ci sono una decina di donne che forse sono le più belle del mondo (qui fanno le zoccole). E ci sono i titoli di coda. La sequenza dei titoli di coda è una delle più belle delle storia del cinema. Forse LA più bella sequenza dei titoli di coda di tutti i tempi. Donne che ballano e cantano in preda al delirio delle carni, alla gioia di vivere, al tormento godurioso del peccato. La canzone si intitola Sinnerman.
Una battuta. Era un soldato del North Carolina. Aveva una sorella senza una gamba. (o qualcosa del genere)


Io non lo posso andare a vedere, Lynch mi turba troppo; mi dispiace, ma veramente non posso

Io ho passato l’ultima ora a intravederlo tra le dita della mano piazzata davanti agli occhi. Diciamo che se di tecnica cinematografica non capisci molto (come nel mio caso) ti perdi forse il fulcro del film, che penso sia soprattutto “formale”..
Mi chiedo del resto come un mattone del genere, incomprensibile al 99% della popolazione mondiale (e forse lo capisce solo lynch) possa passare (almeno qui a Parigi) in una mega catena di Cinema multisala.. Lynch è ormai cosi alternativamente trendy e intellettualoide da essere divenuto tremendamente di moda (stile Umberto Eco)?

Fortuna che nel frattempo (sia lodata Arte tv) davano una retrospettiva sul “papa’ di Laura Palmer” e mi sono goduto The Straight Story che mi ha reiquilibrato le percezioni …

bella recensione, la migliore che ho trovato finora, anche meglio della mia ;-) che più che altro era uno sfogo di incazzatura, perchè ormai in generale aver visto ‘l’ultimo Lynch’ è un must del cultural-chic..

‘Per come è fatto, è un film più da consultare che da vedere di fila: un film da DVD, da tenere lì e far andare mentre si fa altro.’ quoto.

Ho trovato la frase che mi mancava quando mi chiederanno nuovamente, “Com’è l’ultimo di Lynch?”: non è un film da capire o far passare per il cervello, ma c’è qualcosa che è grande e passa per non so dove.
Grazie.

x Davide: qui in Italia invece le cose vanno da Dio. Il film è uscito in qualche città e con certezza non rimarrà nelle sale ancora per molto. In Italia il gusto del pubblico non è mai snob, da noi un film del genere lo vede quasi nessuno. Bene?
Qui si vogliono cose che si capiscono ancor prima di vederle. Siamo gente semplice. Mica i francesi!

io ho resistito senza caffè, e me ne sono stupita. ero pronta nel caso anche ad arrendermi al sonno. ho deciso che d’ora in poi se proprio mi viene sonno, io dormo. ma qui no. e poi la scena che laura dern e l’altra tizia si incontrano, ecco quella scena mi ha commosso. era tanto che un film non mi commuoveva così. però, quelli, non erano conigli? a me sembravano enormi conigli marroni…

quoto laragazzadaicapellistrani: sono conigli, Matteo… non topi.

Ho le prove…

“benché si legga con la mente, la sede del piacere artistico è fra le scapole. [...] Ripeto, è completamente inutile leggere un libro se non lo leggete con la schiena.”

Nabokov

(…più o meno… sono andato “a memoria”…)

Poi il film si sopporta meglio se ci si va senza uno che ti si agita di fianco, levandosi le scarpe e grattandosi la testa.

A proposito di francesi,italiani e programmazioni cinematografiche:Da quando mi sono trasferita a Milano, credevo di aver riscoperto per antitesi il fascino della provincia, che mi sembrava tanto claustrofobica quando ci vivevo.Ora che,per contingenze che non sto a spiegare, sono bloccata in provincia da un pò e ancora per un bel pò,pur amando alla follia i vecchi amici,i sapori veraci(sono puglise)e tutte le meraviglie annesse e connesse alla bella terra natia, lo shock da programmazione cinematografica è tale da indurmi a pensare che,niente da fare,sotto un certo punto di vista qui non si può vivere:notti prima degli esami,manuali d’amore,aldi giovanni e giacomi e molto pco altro(vivo a Taranto, eh!)a meno di non essere disposti a percorrere un centinaio di kilometri(e comunque Milano, al cospetto, sembra il paese di Bengodi,con film che qui non troverò mai).Mi sento in colpa per aver pensato una cosa del genere e anche un pò sconfitta,io che a volte mi sono trovata a lottare per spiegare ad alcuni che terra di cultura immensa sia la Puglia..

Lynch, voce fuori dal coro. Come ENZO.
E’ tutto troppo normale tra i commenti a questo post. Dove sei, FENOMENO? Ti sei eclissato? Qualcosa non quadra.

Giusto,bravo Fabietto,eNZO dov’è?

enzo è stato semplicemente cancellato. oops…

il commento di enzo è stato semplicemente cancellato. oops…

il commento di enzo è stato semplicemente cancellato. oops…

…..hanno ammazzato kenny!…

Mi hai convinto. Tenterò l’impossibile e cercherò di vederlo. Cercherò perché nella mia piccola città probabilmente non uscirà nemmeno. … e se non proprio riuscirò, rileggerò le tue parole e lo sognerò.

Da questo post in pratica ho capito che devo scaricarlo da e-mule e non sprecare
a) tempo per parcheggiare, pigliare biglietto e andare al cinema
b) soldi per un dvd di un film che tanto mi pentirà d’aver comprato
THANX

il film è una cosa fuori dal normale…paradossale…è 1 qualcosa d inspiegabile…anche se volessi darne un’interpretazione ne troverei tantissime ma nessuna sarebbe legata all’altra…consiglio di vederlo perchè è stranamente scorcentante…un film che nn si vedono tutti i giorni…

sofi