Domenica 11 Febbraio 2007
Questo sentimento popolare
Ognuno scrive quello che crede e quello che sente. E se alcuni hanno visto il mio servizio alle Invasioni Barbariche e si sono sentiti irritati, mi spiace. Forse non andava bene il servizio; forse mi sono spiegato male io. Ma mi fa specie che quelli che lo trovano snob rivanghino il più trito stereotipo sociologico italiano, lo stesso che Alba Parietti mi ha sventolato davanti.
Essere contro il centro commerciale vuole dire essere uno snob che ama invece l’alimentari raffinato, il delicatessen col caviale in vetrina, il negozietto per ricchi alla ricerca di marmellatine esclusive. Se non ti piace il centro commerciale sei classista, snob, vergògnati, tu prendi per il culo i poveri!
Il paese degli individualisti cronici, il nostro, non vuole che si parli male della gente (di cui nel profondo nessuno si sente mai parte) per ipocrisia. Dell’ultimo Scorsese si può dire che è appena discreto, mentre che Oldoini fa schifo lo devi solo pensare. Perché c’è la povera gente che ci va. L’idea che alla “povera gente” si possa fornire del cinema popolare migliore da vedere nelle feste natalizie, non viene nemmeno considerata.
Si ragiona per macrocategorie: enormi scatoloni in cui abitano persone e cose tutte identiche in qualche modo. Il centro commerciale è popolare, quindi è come il supermercato, che è come avere una FIAT, che è come andare a fare lo struscio il sabato, mangiare la nutella e tifare la nazionale. Una vale l’altra. Se non te ne piace una, sei diverso dal dall’italiano tipo (perché in queste valutazioni la massa è tutta identica e playmobil), quindi stai facendo lo snob. Sei uno stronzo.