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Venerdì 16 Marzo 2007

Gerusalemme, 13-03-2007


tad3.jpgÉ da poco trascorsa la festivitá ebraica di Purim, una specie di carnevale circonciso durante il quale ci si veste in maschera ed é obbligatorio ubriacarsi.
Quest’anno ho scoperto, con metodo empirico, che a Gerusalemme Purim dura un giorno in piú perché é una cittá con le mura.
(Per informazioni piú accurate sulla festa di Purim: Yankele se ci sei, batti un colpo!)
Effettivamente da queste parti vi é una tale abbondanza di mura, muri e muretti che Purim potrebbe anche durare tutto l’anno.
Il muro piú famoso é il muro del pianto (in ebr. Ha Kotel Ha Ma’aravi, il muro occidentale), dove a qualsiasi ora del giorno e della notte si trova sempre qualcuno che si dondola pregando davanti ai pietroni millenari e alle piante di capperi spioventi.


Poi ci sono i 3,8 km di mura imponenti della cittá vecchia, fatte costuire, tra il 1536 e il 1541, dal Sultano Solimano il Magnifico, per gli amici Al Qanuni (il legislatore). Racchiudono 1 km² di case fitte fitte, un labirinto di stradine ancora piú fitte, 40 mila persone e un bel po’ di pietre con storie millenarie, per non parlare delle pantegane. Se venite a Gerusalemme e vi viene un’irrefrenabile voglia di salire sulle mura di notte, dovete cercare il passaggio segreto dietro la porta di Jaffa, scavalcare la cancellata e abbassare di tanto in tanto la testa per non dare troppo nell’occhio.
Dopo qualche tempo trascorso in cittá si impara a riconscere il muro immaginario che taglia Gerusalemme in due, lungo l’asse Nord-Sud. Questo muro invisibile é il retaggio di un muro vero costruito dopo la guerra del ’48, per separare Gerusalemme est (araba e sotto sovranitá giordana) da Gerusalemme ovest (ebraica e sotto lo stato di Israele). L’unico passaggio ufficiale era la porta di Mandelbaum, ma era facile in altri punti scollinare dall’altra parte sempre a tiro di cecchino! Il muro vero venne abbattutto nel ’67 dopo la guerra dei 6 giorni ma ancora oggi si percepisce una netta separazione tra le due parti. La divisione sussiste non solo per quanto riguarda la collocazione fisica delle due popolazioni (raramente gli arabi vanno a ovest o gli ebrei vanno a est) ma anche per le utenze (diverse compagnie dell’elettricitá, di internet e degli autobus), vita notturna (discoteche, ristoranti da gourmet, cinema con film di hollywood a ovest; narghilerie, falaferie e hummuserie, cinema con film egiziani a est) ecc ecc
Da pochi anni c’é un nuovo muro a Gerusalemme. É fonte di cosí tante polemiche che non c’é nemmeno accordo sul nome. Gli israeliani lo chiamano “gader hahafrada†(recinto di separazione), i palestinesi “al Jidar al Fasel al ‘unsuri†(muro di separazione razzista) e la comunitá internazionale “barriera di separazioneâ€. In alcuni punti la barriera consiste di una rete e di una zona cuscinetto pattugliata ma a Gerusalemme c’é un muro di cemento, alto 8 metri e largo 3, che separa la cittá da quartieri e paesi arabi circostanti (Al-Ram, Abu Dis, Shufat, Bet Jalla, Betlemme e molti altri) e ti toglie il respiro da quanto é alto. Si auspica sempre un bel cataclisma divino di quelli da Antico Testamento che lo faccia cadere con qualche effetto speciale.

3 siti tra il serio e il faceto sul muro, nel senso della barriera/recinto:
Ocha
Baksy
Face 2 face project

6 commenti finora
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Franca, diventi immediatamente la mia giornalista preferita. Avanti così!

A Torino recentemente ho visto una mostra sul muro tra Israele e Palestina, è già colmo di graffiti, per questo il rimando a quello di Berlino è naturale, mi ha fatto impressione sapere che nonostante questo precedente la comunità internazionale sia rimasta defilata e remissiva con Israele. Poi c’era una poesia, che diceva:

“Avete preso il nostro paese
ed ammazzato i nostri bambini.
Avete distrutto le nostre case,
divelto i nostri campi e costruito
i vostri insediamenti,
che cos’altro volete ancora?
Perchè il muro?…
Volete intrappolarci come topi,
volete erigere la porta della nostra prigione
ed iniziarci a contare
come se fosimo animali?!”
(Ghariba Dauood
del villaggio di Beit Duqqu
devastato dal muro dell’Apartheid)

o mio dio franca, ma scavalchi le mura di notte?
non farci preoccupar, ti prego…

Grande Franca, finalmente inizio a capire qualcosa. Racconti di gesti quotidiani, piu’ chiari di pagine di articoli di giornale sull’argomento. Grazie.

Complimenti, ho appeno scoperto questo blog, e i tuoi post sono eccezionali, sono sempre stato molto interessato a tutta la storia moderna dei casini tra israeliani e palestinesi, ma una visione sulla vita reale quotidiana non l’ho mai avuta. E questi post con questi link fortissimi mi piacciono molto.

US pet grooming…

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