Mercoledì 7 Marzo 2007
La Margherita di Jacopone
Non so se sia giusto che nel 2007 una casellina della mia memoria sia occupata dal cilicio. Ma è inutile chiedermelo. Ormai la casellina c’è. C’è perché la scena non è male. Nella noia mortale dell’insegnamento dell’italiano delle origini, questo tormentato caso di cronaca nera resta impresso.
Medioevo. C’è una festa in una casa di Todi. Le solite cose: patatine, chiacchiere annoiate, bicchieri di chinotto, qualche passo di danza demodé. Improvvisamente, forse mentre lo stereo spinge Seven Nation Army, crolla il pavimento. Chiamano immediatamente Jacopone da Todi, il quale accorre preoccupato perché alla festa c’è sua moglie. Spostano le macerie a fatica. Recuperano la donna. È morta e addosso le trovano un cilicio. Un segreto scoperto nel peggiore dei modi, che manda in botta dura il caro vecchio Jacopone. Il quale, vedovo e roso dal senso di colpa, si fa frate. O qualcosa del genere.
Un bicchierino di rosso al bancone ma l’aria che tira non è buona. Tutte e due le salette sono piene, ci sono facce (e pettinature e vestiti) mai viste prima e c’è un senso di stasi - altrimenti detto nessuno alza il culo anche se sono le otto e venticinque. Il Gianni ci guarda per mezzo secondo e dice solo “E’ tardissimo per mangiare”. Noi osiamo rimanere qualche minuto lì davanti, in anni di frequentazione pensiamo di potercelo permettere - che è poi la cosa da non fare mai: all’
C’è questo fatto di
Quando io ero piccolo si faceva così. Si compravano i dischi, si consumavano le copertine rigirandoli, si tenevano sul letto e per terra e nelle librerie che si incurvavano. Per andare in giro si usava il walkman con le cassette. Ma io di quella roba lì alla fine ho vissuto poco. Io ero molto di più nella fase CD + cassetta. Un formato fisso e uno mobile. Uno ad alta qualità e uno a bassa. Ognuno al proprio posto. Non si sa per quale motivo, se per la compattezza dell’oggetto o del supporto e che cacchio, il discman ebbe grande successo, ma mai paragonabile a quello del walkman. Anche se il secondo aveva qualità massima, mentre il primo si portava dietro menate dagli anni Settanta. Se vi ricordate, per queste sergenti, nei negozi non c’era gran che di casse o stazioni audio. Quasi tutti li usavano nella loro configurazione classica, quella cuffiata. Mentre per sentire bene, c’erano il CD e magari il vinile a casa. Oggi invece si verifica un fenomeno particolare.
Un po’ di notizie che portano il buonumore, altre che lo fanno scappare via e altre ancora che lasciano indifferenti i piú.
Non ci sono altre maniere di vedere la conduzione del festivà l della canzone, se non come un intervento di emergenza in una casa stregata, che cade a pezzi, dove si entra sperando di uscirne vivi e si sa che ci si farà male comunque. E allora bisogna prendere una decisione. Negli ultimi anni ci sono stati almeno cinque moduli diversi di direzione: Fazio, Ventura, Bonolis, Panariello, Baudo. Ognuno nella casa ci è entrato a modo proprio e ha ottenuto risultati diversi.