Lunedì 16 Aprile 2007
Ecci came se screve le pirola CATTIVO
Vi siete accorti che la traslitterazione delle parole arabe nel lessico dei media italiani è sempre più ondivaga e confusa? In particolare le parole con cui si descrivono quelli che passano per cattivi sono le prime a generare incertezza. Parecchia. Cioè prima è al-Kaida poi diventa Al Kaida, poi al Qaida, poi al Kaeda e al Qaeda. Vi mettete d’accordo, raga? Lo stesso fenomeno su talebani che è stato tale per tutta la prima fase della guerra in Afghanistan (che Calderoli a Otto e Mezzo ha chiamato per tutto il tempo Asganistan, ma questa è un’altra storia, è arte contemporanea e richiedi altri spazi); poi da qualche mese a questa parte è diventato talibani, e dire talebani è da ignoranti capre.
Siccome la forma è sostanziale, sempre, ho chiesto un consulto all’esperto di lingue semitiche di Freddy Nietzsche, il Dottor Gibra’il al-Kashaghii. Ecco la trascrizione della nostra conversazione su Skype, con un paio di miei interventi.
Talebani viene dalla radice ta-la-ba, che significa “studiare” e anche “cercare” in generale. Il participio attivo “colui che cerca/studia” è anche la parola che significa “studente” e suona taalib: la a doppia sta per una vocale lunga. Questa parola ha un plurale normale: tullaab, sempre con la a lunga e una sorta di plurale del plurale - che continua a significare “studenti” - talibaan.
Nella parola araba tu hai: la prima t che non è normale, ma enfatica e andrebbe pronunciata con con la lingua che spinge molto sui denti di sopra;
la a che la segue è lunga e, di conseguenza, nella scritta in arabo c’è e si vede anche se il testo non è vocalizzato per il resto; l’altra lunga è la ultima a, per la quale vale quel che è detto sopra: in più su questa casca l’accento. Le altre vocali, cioè la i e quella della desinenza, non vengono scritte.
Ricordate che l’arabo conosce solo tre vocali: a, i ed u. Possono essere sia lunghe che brevi. Nei dialetti la a diventa spesso e; la u, o; la i, e. Se sono lunghe, lasciano una traccia nel ductus consonantico perchè manifestano la loro lunghezza appoggiandosi alla semivocale di suono corrispondente che le segue. Insomma se sono lunghe, lasciano il segno. E quindi anche se il testo non è vocalizzato, te ne accorgi ugualmente. Quelle brevi invece devi proprio inventartele tu perché in un testo senza vocali proprio non c’è traccia.
Qui intervengo io e insulto pesamtemente il Dottor al-Kashaghii, visto che non si capisce niente di quello che dice. Non ha neanche trent’anni e parla già come un bassotuba accademico. Ecco che, redarguito, il nostro torna sulla terra.
In taliban sulle due a non si discute: ci sono e basta. Sulla questione taliban vs taleban invece gioca la consuetudine dialettale, che ogni tanto fa trasformare la i - che è quella giusta dell’arabo classico - in e.
In realtà secondo me ormai va bene anche talebani (o il modo in cui hanno deciso di trasferirlo nelle varie lingue) perché è stato assorbito. Forse talibani sarebbe più corretto…ma ormai è entrato talebani ed è diventato italiano.
Passiamo ad Al-qaida. Allora, al è l’articolo e si fa bene a metterlo separato con un trattino. La q (e non la k che è un’altra lettera) ha un suono molto calcato… che parte dalla gola. La prima a di qaida è lunga e su di lai casca l’accento. Poi, l’inghippo: c’è una lettera che in traslitterazione scientifica risulta come un apostrofo ribaltato, cioè con la pancia dell’apostrofo verso sinistra, tipo lo spirito aspro del greco, se non mi confondo. Il suono suo è una merda impestata, tipo un colpo di glottide ma muto, una specie di rantolo soffocato. Tendenzialmete si evita di riprodurlo quando si importano parole arabe in altre lingue. Quindi nella scrittura al-qaida non c’è proprio traccia di sta lettera che sarebbe una consonante vera e propria in alfabeto latino. Tutte le altre vocali, salvo la a lunga di cui sopra, sono brevi e quindi un po’ ballerine. Per quello che si legge ogni tanto al-qaeda. Forse mettono la e per dare una idea di quella consonante malefica (la ‘ayn) che non si scrive.
Qui torno a intervenire io con la mia tipica verve: “Ma brutto pirla, al-qaeda è l’unico modo per un anglofono di dire una roba che somigli al suono alcà ida. Che gli inglesi, per fargli dire una A piena è una fatica mortale”.
Ecco svelato l’arcano. In buona sostanza, la scrittura migliore sarebbe al-Qa’ida. Il significato: non so loro - quelli di al-qa’ida - come lo intendano, ma la parola in sé ha un bel range. Il mio vocabolario dice: “base (anche in senso mil.), fondamento (in ogni accez.); piedistallo; telaio (di automobile); principio, regola, norma, massima; metodo, maniera; formula; modello; campione (di misura)”. E adesso esco a bere almeno una merda sennò mi chiudono il bar, soprattutto mi vanno in coma etilico gli amici senza di me.
A nome di tutti, ringrazio il Dottor Gibra’il al-Kashaghii per la sua espertizia e lo lascio ai suoi spritz col Cynar.
24 commenti finora
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il dottor Al-Kash ne sa a pacchi. il solito genietto veneziano. cheers.
scritto da hop hop, I've got to go Lunedì.16.04.07 17:29
L’ho detto di recente in un contesto diverso ma credo si applichi benissimo all’informazione: l’ignoranza è nulla, senza controllo.
scritto da mORA Lunedì.16.04.07 18:07
Tanto: o con noi o contro di noi… come dice il presidente iuesssei, no?
Pensare che l’85% degli statunitensi non sa neanche dov’è l’Iraq sulla cartina geografica….
scritto da Maurone Lunedì.16.04.07 20:28
Se è per quello la stessa percentuale di statunitensi non cosa sia una cartina geografica…
scritto da mORA Lunedì.16.04.07 20:46
A me quello che m’infastidisce parecchio è che quasi tutti dicano Iran e Irà q, quando dovrebbe essere esattamente il contrario (cioè Irà n e Iraq)
scritto da ciop Lunedì.16.04.07 21:46
Ma quindi se le uniche vocali sono A, I e U, anche quando traslitterano “Mohammed” ci infilano dentro due errori, o sbaglio?
Attendo risposta dal dottor Casciaghi [?] (nonché mio omonimo).
scritto da Gab Lunedì.16.04.07 23:04
Spritz col cinar?
Spritz col CINAR??
Ho letto una interessante lezione di fonetica araba e poi scopro dell’esistenza dello spritz col cinar?
Non c’è più morale…
scritto da Divara Martedì.17.04.07 00:41
vogliamo parlare di isDraele?
no, la d non è un errore di battitura, è come pronuncia il nome dello stato il 90% dei giornalisti nostrani…
M
scritto da marcello Martedì.17.04.07 09:33
caro pitteo,
non sei aggiornato. da qualche mese su repubblica sono diventati TALABANI.
saluti alla guardiola di eNZO.
scritto da gladys Martedì.17.04.07 10:42
Ma ce ne sarebbero, uh…
Il punto è che da noi Talibani arriva dalla dicitura “taliban” anglosassone (e a fanculo la filologia…).
chi se ne frega di come si dice veramente.
@gab: se ci fai caso in italia i “Mohammed” (Muhammad credo … ma non ne so proprio niente) si fanno quasi tutti chiamare “Mimmo”… Lo farei anch’io pur non non farmi storpiare il nome continuamente!
scritto da Nandina Martedì.17.04.07 11:19
il mi “chi se ne frega” è ovviamente riferito a chi lo usa… io rompo per molto meno, figurarsi!
scritto da Nandina Martedì.17.04.07 11:21
Per il mio omonimo: sì, la lingua araba classica (al-fusha: “quella chiara”) ha solo le vocali a, i, u - quindi Muhammad. A margine: lo spirz al Cinar è il migliore…bevo spriz da otto anni e sono arrivato a questa coscienza: l’aperol stomaca con la sua dolcezza - ne poi bere due, ma poi ti stufi e la sbronza ne risulta compromessa-; il bitter campari è un po’ troppo agressivo - ne bevi due e sei sbronzo, poi vai a casa da solo e ti intristisci-; il cinar è a base di carciofo, simbolo di benessere (anche sociale). bacio
scritto da al-kashaghii Martedì.17.04.07 12:22
@al-kashaghii:
mona.
scritto da the brothers on the block Martedì.17.04.07 12:48
comunque Cynar, non Cinar
scritto da Nandina Martedì.17.04.07 13:04
Vero. L’avevo italianizzato per affetto. Cambio.
scritto da Matteo Bordone Martedì.17.04.07 14:10
ma se era per affetto potevi lasciarlo com’era
scritto da Nandina Martedì.17.04.07 15:09
Solo una curiosità .
Quando giocavo negli sbirri avevamo non pochi problemi con la archiviazione dei rapporti sulle persone identificate se la loro provenienza era araba, maghrebina o albanese. Infatti capitava di fascicolare la stessa persona anche tre o quattro volte solo perchè i documenti di identità , solitamente smarriti ad arte dal birbaccione e rifatti presso l’ente preposto, riportavano il nome (spesso impronunciabile) trascritto in caratteri occidentali nei più svariati modi. anche se sembra una cazzata per i poveri tutori dell’ordine tutto ciò si trasformava in un bordello inestricabile in cui una persona magari aveva 5 o 6 alias e le procedure subivano i rallentamenti che potete immaginare….
scritto da Tranqui Martedì.17.04.07 18:10
sulla gente che bazzica questi luoghi si scoprono cose inquietanti
scritto da Nandina Martedì.17.04.07 18:18
Ehi Nandina pensa che magari ho fatto attraversare la strada alla tua nonnina…;)
scritto da Tranqui Martedì.17.04.07 22:05
Ehi Tranqui, si scherza eh
comunque la mia nonnina è un bulldozer che al massimo aiuta te ad attraversare la strada 
scritto da Nandina Mercoledì.18.04.07 09:41
x la nonnina di Nandina: ci serve un pilone o una terza linea centro x i play-off possiamo tesserarla?
x Nandina: sono dovunque, che ti sorprende?
scritto da biocrisis Giovedì.19.04.07 15:24
@biocrisis… le chiedo se è libera o se ha il torneo di kick boxing
scritto da Nandina Giovedì.19.04.07 19:17
io mi sono sempre chiesto perchè i giornalisti pronunciano le parole straniere ognuno a modo suo. secondo me fanno un mega gioco segreto a punti dove chi inventa un nuovo modo di dire Afgà nistan o Afganìstan o Afganistà n o Michel Sciumachèr o Sciùmacher, o Maicol, o Miscèl, o Mìscel Sciumà cher, ecco, chi trova un nuovo modo vince e sale di un posto in carriera.
altro che vallettopoli.
vallettopòli.
scritto da Arthur Cravan Domenica.22.04.07 13:15
da ex taleb (che taleban o taliban è duale, né singolare né plurale, ma non chiedetemi perchè me lo aveva spiegato il mio prof, ma l’ho scordato) apprezzo le cose dette, anche se è una lotta impari tra ignoranza e controllo. Infatti l’arabo classico ha diverse varianti regionali di pronuncia, per esempio nel classico si usa la “i” ma quasi tutte le regioni usano la “e”, cioè tendono ad aprire la vocale. non parliamo poi della trascrizione anglofona che noi utilizziamo: sottolineoa allora che stamattina (25) sky inglese “Yeltsin funeral”, con la Y - altrimenti per loro la pronuncia della “I” diventerebbe “ai”.Da noi questo uso della Y è usato, misteriosamente solo dal Messaggero. Misteri della fonetica..
scritto da mario de santis Mercoledì.25.04.07 13:36
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