Lunedì 30 Aprile 2007
Aldo, l’oracolo distratto
L’Italia è un buffo paese a forma di stivale, che nessun quotidiano racconta. Per esempio negli altri paesi i media, che sono fatti in gran parte dalla televisione, non guardano alla televisione come a una pattumiera con la quale sei costretto a fare i conti. Non sbuffano, i critici. Al massimo si incazzano, come fanno i telespettatori quando si sentono presi per il culo, ma non sono mai scocciati e non fanno i capricci. Secondo logica, il critico musicale dovrebbe vivere immerso nella musica ed essere felice quando esce un disco bello; lo stesso per il critico cinematografico, che si prevede passi le sue giornate al cinema; così come ci aspettiamo che quelli che fanno i programmi su come si invasano i gerani abbiano la casa piena di fiori.
Un discorso che sembra non valere per Aldo Grasso, l’unico critico televisivo veramente rilevante d’Italia. Sì, c’è Antonio Dipollina di Repubblica, ma per qualche strana ragione, forse per il suo tono meno da barone della cultura, viene preso meno sul serio.
Oggi Aldo Grasso è scocciato e ha scritto un pezzo in prima pagina per dire che Luca Mercalli, il meteorologo di Che tempo che fa, sarebbe troppo politico e troppo schierato per il suo ruolo. Parlare di riscaldamento globale, di TAV, di clima e non di bello/brutto tempo: tutto questo secondo Grasso sarebbe segno di una nuova inclinazione politica dello stesso Mercalli e forse del meteo in genere.
Chiunque abbia visto il programma di Fazio in questi anni sa che quello delle previsioni del tempo è sempre stato un pretesto, una metafora dello spirito del programma, più che un vero punto di forza. L’idea che anche di quello si potesse parlare con un po’ più di aderenza alle cose, allarmi veri compresi, e non con quel tono “peccato piove-evviva c’è il sole” delle meteorine di Fede, ha sempre dato tono e forma al programma, altre che contenuto.
In realtà Paolo Sottocorona (TMC prima e La7 poi) cerca da anni di mettere un po’ di senso della realtà nelle previsioni del tempo. E Mercalli non è una figura, ma una persona e un personaggio, quindi è normale e giusto che dia spazio al problemi climatici che conosce e di cui si occupa. Lo stesso succede per esempio da anni a Gaia, perché Mario Tozzi non è Cecchi Paone e si preoccupa dei temi che gli stanno a cuore come scienziato, non di quello che scrivono gli autori. Se poi anche al pubblico Mercalli sembra “un invasato, un profeta di sventure noioso“, guarderà altro. Siccome pochi programmi vanno bene come Che tempo che fa, evidentemente al pubblico interessano programmi con carattere e continuità . Non non è interessato, invece, al “grimaldello ermeneutico” di cui parla Grasso, mentre cerca di formalizzare l’evoluzione delle previsioni del tempo televisive in Italia. Né va pazzo per il TG4 o per i tenenti colonnelli dell’Aeronautica.
Lo so, vi state chiedendo perché io ce l’abbia con Grasso. Tranquilli, ve lo spiego, rapidamente. Ce l’ho con Grasso perché non ha una posizione. Mai. Non si sporca le mani. Non si scompone. Anche qui, non è che si scagli contro Mercalli o lo critichi esplicitamente: ne registra le caratteristiche con aria vagamente infastidita e niente di più. E così fa sempre. Non solo sul giornale.
Aldo Grasso ha appena pubblicato un libro sulle serie televisive, cioè i telefilm. Il libro è uscito per Strade Blu Mondadori, la collana pop e giovanile del più grande editore del paese. Di pop e giovanile, Buona maestra non ha niente, se non gli acquirenti potenziali (ma figuriamoci!). Il punto di partenza è questo: basta cinema, basta libri, basta passioni del passato, è arrivato il momento di buttarsi sulle serie televisive, che sono la vera forma narrativa contemporanea. E giù di schede, serie dopo serie, con lo stesso piglio coraggioso dei pezzi del Corriere. Lost, The West Wing, E.R. o CSI sono tutti belli perché hanno delle caratteristiche individuali, e servono tutti a fare della sociologia. Ma alla fine una vale l’altra, tra un refuso e una svista, e nessuna si prende le staffilate che arrivano automaticamente a qualsiasi programma (peraltro senza una motivazione diversa dalla “volgarità ”, signora mia).
Non è roba sua, mi dispiace. I telefilm non li conosce, non li ha mai seguiti, e li riscopre ora con l’attrazione banale e indistinta del convertito. Una serie aritmetica come CSI sta accanto all’ottovolante narrativo di 24; le panzane di Alias non si distinguono dallo slancio metafisico (e furbastro) di LOST. Insomma, chi è nato dagli anni Sessanta in poi, le serie le mastica di continuo, le ha sempre viste con passione e le ha sempre giudicate senza triangolazioni, sponde, arzigogoli. Il problema di vederle o meno, che fossero una perdita di tempo, che rubassero le energie ai romanzi, tutta ’sta roba non ci ha mai toccato. E non ci servono le capriole per parlarne adesso. Perché sulla TV noi abbiamo delle posizioni, delle idee, da sempre. La guardiamo da davanti. Ci siamo nati, davanti. Noi.
21 commenti finora
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Sottoscrivo le ultime frasi.
Aldo Grasso al massimo può capire di telenovela, che generazionalmente gli è più vicino e più congeniale.
Non credo proprio intuisca la profondità politica di West Wing, la meta-televisiva di Studio 60, l’analisi antropologica di Lost etc etc.
Ho scritto sottoscrivo? meglio dire: sottolineo con il pennarello fluo.
scritto da lapiccolacuoca Lunedì.30.04.07 13:08
No, Tozzi no. Tozzi è indifendibile.
scritto da Smeerch Lunedì.30.04.07 13:34
l’estate scorsa, se non sbaglio, tutto quel trambusto baricco-citati e paginoni su repubblica. senza entrare nel merito delle qualità di baricco, era interessante il merito della questione, il modo di certi critici di criticare, di lasciar cadere, abbozzare, senza fare quel pò di fatica in più per spiegare, argomentare. risatina sprezzante. e di questo uno che se ne fa? cioè, io niente. e poi la cosa che uno può criticare senza aver “visto”…mah. io ho visto reality, serie tv da love boat a lost con tutto quello che ci passa in mezzo. ho visto maria de filippi. ho letto baricco. riuscendo a mantenere uno sguardo critico, riuscendo a distinguere. sarà , appunto, che ci siamo nati.
mi viene in mente francesco piccolo e il suo libro. ecco,quello è lo sguardo che mi interessa.
scritto da laragazzadaicapellistrani Lunedì.30.04.07 14:14
Ma in che merda è precipitato sto Paese…
scritto da upupa5 Lunedì.30.04.07 14:25
Ho sognato le meteorine a cavllo del grimaldello ermeneutico; Ho letto troppi libri di Henry Miller o ho guardato troppi serial?
scritto da Tranqui Lunedì.30.04.07 14:37
Oggi turno in giuardiola di pomeriggio che domani è UNOMAGGIO.
festa di LAVORATORE!
con Ulderico vado al mare, che è bello e profondo.
La TV fa un pochettino cacare, ma è nulla a paragone con FABBIOEFIAMMA alla radio.
BLEAHAAHHH!
Eppoi fa ancora più di VOMITARE la poca geltilezza per le piante!
Perché tu VEGETARIANO difendi animali tipo il cavallo che è bello e MAI una parola gentile per le piante?!?
E’ che l’animale ti fa PAURA perchè ha gli occhi, ma se tu sentissi l’URLO della pianta… BUON APPETITO, vegetariano ASSASSINO. Sei come la TV, vuoi sempre la raggione, ma con le pIANTE non ci parli mai!
W le piante!
W i cavalli!
W il chinotto!
Cornuto chi ha inventato il lavoro
ciao da ENZO, a gladix, robi, matteobibbianchi e ai lavoratori VERI e non MILANESI
ciao
scritto da eNZO Lunedì.30.04.07 16:58
grasso mi fa venire in mente i tanti che lavorano per la tv satellitare,producendo documentari e programmi,e poi ti dicono , :”ma io non guardo la tv, preferisco un bel libro”. siamo d’accordo ma non stiamo parlando di hobby , questo e’ il un lavoro e devi conoscere cosa offre il mercato per proporre qualcosa.
scritto da tico Lunedì.30.04.07 17:10
Da anni leggo/seguo Aldo Grasso e sempre più frequentemente cresce in me l’idea che sia un critico da COITO INTERROTTO.
scritto da Seymandi Lunedì.30.04.07 17:22
Ahahahah! Grande! Pensavo le stesse cose stamani mentre leggevo l’articolo. Peraltro la cosa che più mi rattrista è, oltre alle critiche assurde al buon Mercalli, il non carpire la petestuosità delle previsioni (e il titolo stesso) della trasmissione di Fazio hanno. Mah.
Ieri sera a Parla con Me della Dandini c’era Achille Bonito Olivo, critico d’arte, che ha detto una frase che mi ha fatto un gran piacere: “la critica o serve o sparecchia”. Mi sa che di sti tempi Grasso sparecchia.
scritto da bebo Lunedì.30.04.07 19:06
Leggo poco i grandi quotidiani nazionali. La linea la fanno gli editori e gl’inserzionisti. Tutta gente che mi disgusta. Comunque Mercalli dice, in parole semplici, quello che molti scienziati dicono da anni e che Bush e altri spernacchiano bellemente. O con loro o contro di loro. E Aldo Grasso ha scelto, altrochè non schierarsi….
scritto da Maurone Lunedì.30.04.07 19:17
Matteo, ti dimentichi il buon Sebastiano Messina, che ho preferito più di tutti quando faceva su Repubblica quello che ora fa Dipollina, sempre là . Ora è tornato a fare i BONSAI, ma quando era là dove ora c’è Dipollina, si è comportato da vero critico, forse unico in Italia.
scritto da edoardo Lunedì.30.04.07 20:10
Ha detto bene Maurone, Grasso si e’ schierato: con il qualunquismo.
Mettere nello stesso articolo Mercalli e le meteorine e’ come paragonare Twin Peaks con Casa Vianello.
Con tutto il rispetto per Sbirulino.
scritto da robi Lunedì.30.04.07 20:21
E perche’ mai Tozzi sarebbe indifendibile. Lo e’ pure Umberto Tozzi, difendibile figuriamoci il mio amico Tozzi (che ora vedo solo in Tv che non lo vedo da una vita). Anche perche’ nel caso sarei il primo, dopo aver gentilmente appoggiato la mia mano destra sulla spalla sinistra dell’aggressore fingendo di farlo ragionare e con repentina mossa sipingerne il suo viso verso di me, a partirgli di capoccia sul nasino. Vedi che e’ difendibile.
scritto da FRa' Martedì.01.05.07 11:16
Parli di Grasso che butta merda alla tv e poi fa il relatore per la tesi di laurea della toffanin, scandolosa conduttrice di verissimo nonchè fidanzata di piersilvio berlusconi?
fra l’altro la tesi della fabiana trattava gli stessi argomenti del libro. quindi chi lo compra potrebbe leggere la tesi della toffanin…
si sa come funzionano queste cose, no? il relatore usa per le sue pubblicazioni il tesista…ma usare ad usare la toffanin ci vuole coraggio..
AIUTO!
bordone grasso è stato anche direttore della tua radio e ha fatto anche parecchi danni. infatti l’hanno trombato dopo dopo mesi! mi chiedo come mai si dia tanto credito ad un soggetto del genere!:(
scritto da simbax Martedì.01.05.07 14:55
Mi aggiungo alla lunga lista.Recentemente ho letto “Una vita da lettore” di Hornby e mi ha fatto arrabiare non solo perchè tre quarti dei libri recensiti non sono usciti o non usciranno mai in Italia (grazie, Amazon) ma perchè la premessa per queste recensioni era quella di non massacrare nessuno dei libri recensiti, dato che la tendenza contemporanea era quella di recensire con estrema cattiveria i libri in uscita; dentro di me sentivo una voce, dal fondo della sala,che urlava per un po’ più di sangue, magari qualche bagno di sangue in più (metaforico) ci aiuterebbe.
Ma perchè non si puo’ essere cattivi? siamo tutti dei grandi canederli di bontà come la grande palla di pane di Rai 1?girano solo gattini con artigli levigati, comodi per il soggiorno?
Ultima nota, dato che mi occupo anche di restauro di film muti fra qualche decina di anni saranno i telefilm i nostri soggetti da preservare e recuperare, indirettamente stà già avvenendo.
scritto da Areknames Martedì.01.05.07 15:17
Il libro di Hornby non era di critica, ma del tipo “i libri che mi sono piaciuti”. Hornby, infatti, fa lo scrittore, principalmente (o mi sbaglio?).
Grasso fa il critico televisivo… per questo fa particolarmente incazzare
scritto da Nandina Mercoledì.02.05.07 10:32
No, please non mi toccate il mio ultimo punto di riferimento, che vitaccia. Lo spazio del forum è superiore per interesse di a tutti quei blog di pseudo onnivori televisivi. onnivori come noi, of course
scritto da Sposa Giovedì.03.05.07 16:32
Una lieve precisazione (non acida…va beh un po’):
In realtà il libro di Hornby è ma una raccolta die suoi articoli per la rivista “the Believer” in cui racconta quello che ha letto in quel periodo (un po’ più di un anno) nel bene e nel male.
Certo con molta ironia e un po’ di santa cattiveria.
E’ stato spacciato come raccoltadeilibridelcuore ma in realtà è molto pungente preciso,conciso ed abordabile, come dovrebbe essere la critica.
scritto da Areknames Giovedì.03.05.07 17:24
sì, ok, ma nello sceglierli, gli articoli, hanno scelto quelli “preferiti” o erano proprio tutti?
scritto da Nandina Venerdì.04.05.07 10:04
Erano proprio tutti perchè sono numerati per mese ed iniziano con la lista dei libri comprati e letti da lui; qualche rara volta aveva dei problemi perchè non aveva etto nulla oppure “solo” Dickens!
Comunque ci sono sia cose datate trovate per caso sia ultime uscite;divertente notare libri che passati dal comprato (con motivazione) al letto perdono la loro magia
scritto da Areknames Venerdì.04.05.07 12:44
Allora avevo letto una recensione di qualcuno che non l’aveva letto!
grazie Areknames.
A me capita invece di comprare quasi senza motivazione e poi che i libri acqusiscano magia (o anche solo valore, interesse) nell’essere letti, visto che la motivazione, se c’era, è stata dimenticata.
Però direi che siamo completamente OT…
scritto da Nandina Venerdì.04.05.07 15:24
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