sabato 5 maggio 2007
New York, 05-02-2007
I needed money ‘cause I had none
I fought the law and the law won (twice)
Dopo lunghe riflessioni ho finalmente deciso di affrontare uno degli argomenti più scottanti per il mio ruolo di “non-resident alien” negli Stati Uniti, New York in particolare.
The tip, la mancia.
Di solito, la posizione degli italiani (e io non faccio eccezione) nei confronti della mancia è ben rappresentata dal punto di vista di Mr. Pink delle Iene.
Niente da dire. Credo sia universalmente riconosciuto che la mancia sia un “di più” che si lascia a qualcuno che ha svolto il servizio richiesto particolarmente bene, un extra che vuole essere una gratificazione per la qualità del lavoro. Va da sè che questa definizione implichi una forma di selezione meritocratica soggetta all’insindacabile giudizio del fruitore del detto servizio. Va anche sottolineato come tale giudizio si possa basare su criteri di valutazione assolutamente arbitrari e personali, che possono comprendere una stima obiettiva del lavoro svolto, una particolare attenzione agli aspetti collaterali del lavoro stesso (disponibilità, simpatia, presenza dell’operatore in questione, per esempio…), ma anche fattori pregressi riguardanti la storia personale di ognuno di noi, che possono essere metaforicamente riassunti nella lunghezza degli arti superiori; l’essere più o meno “braccini corti”, insomma.
Riassumendo, la mancia è una roba che uno la lascia se vuole, ma anche no.
Ecco, non qui. Non a New York.
Qui la mancia si lascia. Il 15%-20% (più venti che quindici) al ristorante, 10% al tassista, almeno il 15% da parrucchieri/estetisti/quelle robe da donne (ma qui da quel che ho capito è una gara al lasciare di più, facendo finta di non farsi vedere per farsi vedere il più possibile, understand?). Si lascia la mancia anche allo staff del palazzo in cui vivi quando vengono a fare i lavoretti nel tuo appartamento (sennò non ci vengono più!).
Sembra una roba da niente, ma è una differenza culturale non da poco… Entrare nell’ottica che quello che da noi è una sorta di premio facoltativo per la qualità del servizio, qui sia un’istituzione imprescindibile, peggio dell’IVA, risulta piuttosto arduo; nonchè una delle principali cause delle figure di merda degli italiani nella Grande Mela.
Personalmente, con estremo sforzo, mi sono fatto persuaso che è così e basta, non penso più alla mancia, quanto piuttosto al “coperto” o a una tassa che va aggiunta al prezzo indicato. In questo modo per me funziona. La roba però che non riesco assolutamente a digerire è come l’usanza della mancia, che in origine coincideva con il nostro concetto attuale, possa essersi fossilizzata in questa società al punto che ormai il servizio non conta più: anche se uno ti serve di merda e tu per questo non gli lasci niente, alla fine è lui che è legittimato a protestare nei tuoi confronti e non viceversa! Addirittura, in alcuni posti dove si paga in anticipo, la mancia la si deve lasciare prima! E affanculo alla garanzia del buon servizio nella speranza di ricevere un extra.
Detto questo, la motivazione, che qualche altro Signor Colore opponeva a Mr. Pink, secondo cui le cameriere qui praticamente campano solo delle mance che tirano su, rimane valida ma non giustifica il fatto che io la debba lasciare per questo. Checcazzo, è colpa mia se a te non ti pagano abbastanza? Parla col tuo capo! E, come diceva Mr. Pink, a McDonald’s non si lascia la mancia e il lavoro è lo stesso.
Insomma, un po’ di ragione dalla loro parte ce la vedo, ma non sono mai convinto quando vedo delle usanze fossilizzarsi in modo acritico nella società. Mi fa molto che ‘sta cosa la si fa perchè la fanno tutti e poi sennò la gente pensa male e tu ci fai brutta figura… Salvare prima (e al di là) di tutto le apparenze. Una roba a paesello della Brianza, tipo mia zia di Villastanza, no da New York City.
Pensarci su un po’ a volte non guasterebbe. Ma qui pensare non sembra andare per la maggiore.
Allora, al Goblin Market se ci volete andare, prenotate prima. Io non ci sono ancora riuscito. In compenso, ho deciso che l’hamburger più buono lo fanno da High Life, di cui ho già parlato. Se ci andate, ricordatevi la mancia.
Robi
Prendo nota. Casomai un giorno mi ritroverò nella Grande Mela.
scritto da LucaIsrafil sabato.05.05.07 15:28
non so perchè, ma quando penso alle ragazze che per vivere fanno affidamento sulla mancia mi viene sempre in mente britney spears….
ot: sto pensando di passare qualche giorno da solo a new york dopo la maturità. è un’idiozia adolescenziale o si può anche fare?
scritto da giacomo sabato.05.05.07 15:41
Non era il Signor Colore interpretato da Harvey Keitel?
scritto da Ceci sabato.05.05.07 18:51
No Giacomo è un colpo di culo pazzesco. Io uscito dalla maturità avevo i soldi giusti per arrivare sino a Sassari(ed abito ad Alghero)
scritto da LucaIsrafil sabato.05.05.07 18:53
Ma stai ancora a espatrià?
scritto da upupa5 sabato.05.05.07 19:46
Robi, ma tu ti occupi di grafica-illustrazione-colori-disegnetti nella vita? Che fai di preciso? Puoi svelarlo o sono inopportuna?
scritto da sarah sabato.05.05.07 22:16
Ciao Robi
io una volta sono andato a MATERA e siccome che non avevo monetine ho lasciato di mancia 2 gettoni per le tefonate, valore 400lire
e la signora mi fa: grazzie sei gentile
è bella MATERA
mi ricordo che c’era un cavallo di farmacia che intrizziava tutto!
che ridere
robi, ma new york è vero che c’è un museo tutto a discesa?
Ho visto un documentario che c’è un museo tutto a discesa, e ho pensato: mii che stanezza!
Poi nel documentario c’era un museo ma tipo museo, tipo quello di animali morti a sessa aurunca
matteobibbianchi, quando una scrittura di CHINOTTO?
e quando una scrittura di MATERA?
piove, ma tanto la guardiola è coperta
scritto da eNZO domenica.06.05.07 03:00
Io, quando mi trovo in America, ho serissime difficoltà a calcolare le percentuali per le mance.
Sommo tasse provinciali, sottraggo, divido, estraggo improbabili calcolatrici,strappo fogliettini dai menu, invoco terne pitagoriche, prego lo spirito della prof. di matematica delle medie,etc., etc.
La mia fortuna è quando esco con il mio amico “indigeno” (se la vede lui, io metto solo a disposizione “il capitale”
In ogni caso, nulla da eccepire, le mance posono anche irritare i clienti stranieri, soprattutto se un giorno dovessi sentirti inseguito dal cameriere “ncravattato” che, ricordandoti della tua dimenticanza, ti genera sensi di colpa a vita, del tipo: “Senza la mancia, cara signora italiana, io non campo”. Understood?
scritto da Caterina domenica.06.05.07 04:01
I casi della vita. Leggevo su un blog di kataweb forse – linkato da qualche parte su repubblica.it – della questione del “coperto” in Italia. Si discuteva di quanto fosse italiano questo costo, e quanto fosse poco apprezzato dai turisti. Poi però ognuno vive il suo mondo, e in USA c’è il pit. Leggevo che la Regione Lazio ha abolito il coperto, e i ristoranti non dovranno più inserirlo e i clienti più pagarlo. Nelle altre regioni è stato imposto di renderlo visibile e pubblicizzato anche nei menù messi in vetrina per attirare il cliente indeciso se entrare o meno.
NP: Jessica Bailiff – Hour Of The Trace By Parasign (1999)
scritto da Pier domenica.06.05.07 21:20
Premetto: sono tornato da Manhatta pochi giorni fa (la mia prima volta) e per quanto riguarda la bene/maledetta mancia mi è successo:
di essere inseguito da una cameriera a Chinatown
di essere deriso abbondantemente da una cameriera a Time Square
e altre varie faccine strane (io ho sempre lasciato la mancia ma non stavo a fare i calcoli del 15 o del 20%, comunque mai meno di 10/15 dollari…)
Mi sono sentito “un’elegantone” quando mettevo i soldi nel menu ed un “taccagno” all’uscita.
ABOLIRE QUESTA USANZA IMBARAZZANTE!
scritto da Francesco lunedì.07.05.07 04:04
Confermo
a “Villastanza” è tristemente così!
scritto da catapulcher lunedì.07.05.07 10:53
Just cough in your goddamn buck like everybody else. Thank you.
scritto da matteo lunedì.07.05.07 19:42
bisogna anche dire che la mancia del 20 per cento è una bella mazzata. mi viene in mente la teoria del servo-padrone. però quando me la spiegarono al liceo ero distratto dalle tette della compagna al banco avanti al mio. (e chi non si spiega come possa succedere… non è mai andato a scuola!)
ho divagato. chiedo venia.
come si può capire da quanto ho detto in precedenza, è un mio difetto peculiare…
scritto da astrosio mercoledì.09.05.07 15:56
Una spiegazione c’è: la mancia in Usa è un’elusione fiscale istituzionalizzata. I camerieri hanno uno stipendio ufficiale bassissimo (su cui si pagano le tasse) o addirittura pari a zero, e ricevono gran parte del compenso attraverso le mance. Il sistema funziona solo se la mancia è più o meno obbligatoria. Sulle questione ci sono state anche dotte discussioni tra economisti e varie polemiche nel tempo. Di fatto, se il sistema della mancia obbligatoria fosse abolito, quel costo sarebbe subito incorporato nel costo delle portate (o del caffé). Anzi, sarebbe maggiore perché bisognerebbe calcolarci l’iva. Detto questo sono d’accordo: è irritante
scritto da lucien mercoledì.09.05.07 18:42