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Giovedì 24 Maggio 2007

New York, 5-21-2007


smk529.jpgDon’t ask how long I’ve been waiting here?Yeah, you can probably guess.
Oh, finalmente la bella stagione! Finalmente qualcosa da fare!
Potrei raccontare di rilassanti pomeriggi passati a leggere dopo un picnic a Central Park, di divertenti gite in biciclette, seguite da un picnic a Riverside, sotto l’ombra del George Washington Bridge… Potrei parlare di picnic, insomma! Ma ho di meglio!
Giovedì sono andato ad assistere alla registrazione di The Colbert Report negli studi di ComedyCentral. Non so se il programma sia conosciuto in Italia (io non lo conoscevo), ma praticamente è una cosa in stile Luttazzi in cui il comico/presentatore interpreta la parte di uno sfegatato Repubblicano, dando un po’ di notizie, politiche e non, sparse e intervistando ospiti più o meno famosi, per lo più politici. Ovviamente il risultato è un’atroce presa per il culo dei conservatori americani!
La roba è funzionata che il mio amico Daniel aveva prenotato dei biglietti e mi aveva chiesto di andare; essendo io notoriamente uno che mette di tutto davanti al lavoro, catafottendomene del fatto che si trattava di un giorno lavorativo ho risposto prontamente di sì. Nonostante la prenotazione però, la logica del programma è che “chi prima arriva meglio alloggia†così fanno overbooking e bisogna essere lì presto per riuscire effettivamente a entrare.


Ecco forse dovrebbero specificare meglio quanto prima! Sicuri di essere in largo anticipo, noi ci eclissiamo dal luogo di lavoro alle 3:00, in fondo lo studio dista solo una decina di fermate di metropolitana… Sul sito le istruzioni spiegano che la registrazione comincia intorno alle 6:00, che i cancelli apriranno alle 5:15 e che per sicurezza è meglio essere lì un’ora prima. Insomma, le 4:00 ci sembrava un buon orario, ma siccome Daniel è un preciso, noi si arriva alle 4 meno venti.
La coda riempie già praticamente tutto lo spazio disponibile e, più tardi, saremmo venuti a sapere che la prima era arrivata alle 2 meno un quarto! Fatto sta che sembra che ce la si faccia comunque a entrare, in fondo poco dopo il nostro arrivo la coda si è praticamente raddoppiata. Vabbe’, siamo lì alle 4 e bisogna aspettare due ore per lo spettacolo, cheppalle! Il tempo passa parlando di ogni possibile cazzata dal lavoro alla politica a World of Warcraft, non sempre gli argomenti sono parsi slegati, comunque.
Poi si entra, controlli da aeroporto: se hai un’arma, anche un bazooka, non ci sono storie! La lasci lì perchè è una zona “weapon-freeâ€, ti verrà poi riconsegnata all’uscita. Mi dimentico le chiavi in tasca, l’affare suona, giustamente, il tizio mi chiede e io faccio: “Boh!â€, mi fa ripassare, risuona. Finisce lì passo e chissenefotte. Altra attesa per andarsi a sedere.
Finalmente, alle 6 bell’e passate ci fanno accomodare nello studio di registrazione. Perchè la zona regia di un programma satirico alternativo deve necessariamente rispecchiare il mio immaginario e sembrare la versione reale del salotto di Wayne’s World?
Poi va un po’ come mi aspettavo, c’è uno che ti spiega che lo show fa ridere quindi loro non aggiungono niente alla naturale reazione del pubblico, solo richiede l’accortezza di applaudire a doppia velocità e di ridere più forte del normale per far sembrare che ci sia più gente (?!?). La puntata è praticamente registrata in presa diretta, i tempi sono quelli della messa in onda. Prima però arriva il tizio che deve scaldare l’audience: un comico, peraltro abbastanza divertente, che prende per il culo qualcuno del pubblico. Io rido solo quando dice le parolacce, ma mi diverto. Infine, arriva lui: Colbert! Per scaldarsi ed entrare nel personaggio spara quattro cazzate e risponde alle domande del pubblico, ma arriva in fretta l’ora di cominciare la puntata.
Il pezzo pregiato di giovedì consisteva nell’avere ospite Tom “The Hammer†DeLay, quello che era il capogruppo Repubblicano al Senato e che sta per finire in galera per una storia di riciclaggio di denaro. Ovviamente ha scritto un libro sulla sua persecuzione. Ovviamente le accuse sono una montagna di sonore palle (come l’Olocausto… No, cioè come che l’Olocausto non esiste… No, no come dire che l’Olocausto non esiste… Parole sue!). Ovviamente lui si è sentito come Gesù. Nota bene che lui non si è proclamato innocente, ha detto che il reato di riciclaggio in Texas non esiste. Vi ricorda qualcuno? A me sì.
Si ride, a volte di brutto. Lo spettacolo è bello, Colbert canna una volta sola perchè scoppia a ridere e la scena si rifà. Nelle pause della pubblicità, la regia mette su i Clash, i Sex Pistols e altre cose punk che Colbert canta e balla come il giovincello che non è più! L’altro ospite è uno che ha scritto un libro su come sia stato riabilitato dal carcere e la domanda più interessante è se abbia qualche consiglio per un bianco del Sud che si trovi in procinto di essere ingabbiato, chi sarà?
Meritano un citazione i cameramen: uno è stato richiamato dalla discreta ma presente sicurezza perchè ballava con una del pubblico (quella che era lì dalle due meno venti), l’altro sembrava avere un passato nella Banda della Magliana!
Alle 8:00 siamo fuori, più tardi, verso le 11 e mezza rivedo lo spettacolo in tele mentre mi mangio un Iskender Kebap (alla turca) e mi sembra un po’ diverso: la storia degli applausi funziona e DeLay sembra meno a disagio e coglione che nella realtà.
La notte poi rivedo il kebap che mi viene a far visita in sogno, la mattina ho i topi morti nello stomaco. Quindi niente consigli su dove mangiare stavolta.
Robi

9 commenti finora
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Ma chi è il bianco del Sud che sta per essere messo dentro? Voglio dire tu lo sai e hai fatto un riferimento allusivo o anche tu non lo sai??
Fico comunque, tutto!

bellissimo sto post! e poi le kebap si sa… quando le mangi già sai. sei consapevole insomma che nello stomaco si comporta come un ospite invadente che non va mai via nonostante tu gli faccia capire in mille modi che preferiresti andare a letto. e credo che ci sia una certa assonanza cosmica fra lo show a cui hai assistito e la storia della kebap… cioè, gli ospiti dello show erano come la kebap: saporiti ma indigesti!

Tom “The Hammer†DeLay credo sia il bianco del sud…..ceci…

Ah, bè…giusto!
Grazie.

Astrosio, vedo che ci capiamo!
Si’ Caci, proprio lui! :)

Sorry, CECI!

Trust We are scientists :) Bella la citazione !!! E che nostalgia NY :( L’anno scorso di sti tempi quasi preparavo le valigie !!

Hasta

Mau

é vero che dove si registrano quegli show la temperatura è sempre bassa per far si che il pubblico si riscaldi battendo le mani e ridendo? (lo diceva giorni fa alla radio luttazzi)

ps: checchè se ne dica, per me letterman resta il re incontrastato

In effetti faceva freschino… Ma sai, a NY come arriva la primavera, negli ambienti chiusi tentano di raggiungere lo zero assoluto con l’aria condizionata, quindi non credo fosse premeditato!



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