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martedì 29 maggio 2007

The Babylon System doesn’t read books


Marijuana-Not-Crack-Magnet.jpgVorrei che fosse molto ben chiaro al mondo dei missionari del bene, che noi dell’esercito del male ce la stiamo mettendo tutta, ma ancora la materia non siamo riusciti a padroneggiarla come nei fumetti. Tipo che una barra d’acciaio è una barra d’acciaio anche per noi, purtroppo. E se ci tirate un pianoforte in testa, moriamo in un clangore di tasti e note, molle e legno. Ai cartoni Warner viene meglio, il numero del piano. Noi siamo solo pionieri del male, e nemmeno così bravi. Chi siamo noi? Ma come non lo sapete? Certo che avete capito. Noi siamo quelli che non credono ai valori, intesi come parole piccole e facilissime da capire; siamo quelli che vedono un bambino e non vedono una vittima del mondo cattivo o un dono del cielo, ma un bambino; siamo quelli che non concepiscono il senza se e senza ma; siamo quelli che vengono da una famiglia e non si sentono di doverla difendere; siamo quelli che sentono parlare delle droghe e sono convinti che siano sostanze, non strumenti infernali o treni superveloci verso Shan-gri-la. Siamo gente normale, che dubita che un gruppo di maestre si travesta da mostri satanisti per rapire classi intere di bambini piccolissimi e coinvolgerli in riti misteriosi. Per noi, per le nostre vite, francamente, il satanismo è irrilevante. È una scemata di gente che si veste di nero. E se in nome di satana c’è uno stupro, noi vediamo lo stupro; lo zoccolo caprino, no.


E ci si chiede come per gli altri, quelli del bene, tutto invece sia possibile e il fine supremo giustifichi qualunque mezzo. Istituire dei Comitati per la Vita non sembra loro assurdo, evidentemente, mentre a noi verrebbe voglia di mettere in piedi dei Circoli per la Morte, così per dare un po’ di senso al tutto; i preti anti pedofilia, poi, ci sembrano la versione Disneyland di quello che tutti i preti devono naturalmente e per statuto essere, come ministri del culto cristiano cattolico, cioè uomini contrari a pedofilia, stupro di massa, omicidio seriale e molte altre forme di violenza, senza che ci sia un numero verde dedicato a questi temi o una targhetta fuori dalla parrocchia.
È così forte la convinzione che il male esista, nell’Esercito del Bene, e che vada oltre l’evidenza fisica delle cose, che quando un rampollo di alta società va in arresto respiratorio dopo che col travone Patty ci ha dato dentro di naso, loro puntano il dito contro l’ultimo emissario della fine dei valori, cioè la cocaina. Questo nonostante depressione e arresto respiratori siano effetti tipici dell’assunzione di oppiacei, tipo eroina. E quando un ragazzo fuma qualcosa in classe e poi muore improvvisamente, salta fuori che è stato uno “spinello”. Poi passano i giorni, si rimpicciolisce il corpo tipografico dei titoli e la notizia va in fondo al la cronaca. E solo allora salta fuori che non era stato uno spinello, ma il crack. Dire crack però fa troppo strano. Poi tocca spiegare. Allora si dice che è cocaina, comunque, anche se la differenza tra le due sostanze è enorme. Quello che conta è che la droga fa male. E che chi consuma la droga, la Droga, poi se guida il pullman dei bambini li fa morire.
Tutti d’accordo, no?


Il problema però non è crack o marijuana, è il fatto che in una classe, in una scuola, un ragazzo possa fumare roba pesante, fare violenza su un compagno, molestare un insegnante(o nella variante intransitiva: venire molestato da)e riprendere le malefatte col telefonino. Sarò reazionario, sarò molto Sarkozy, ma nella scuola italiana ci vuole una camionata di ordine (oltre ad una sana meritocrazia che non guasta)
http://scandaloalettere.blogspot.com/2007/05/sarkozy-batte-pecoraro-15-0.html

Sì, sei decisamente reazionario. Perchè, IMHO, il problema è proprio quello. Perchè la differenza tra una canna di erba fumata nell’antibagno ed una pipa di crack fumata in bagno, non sta sicuramente tra il bagno e l’antibagno. La differenza tra un rapporto sessuale tra consenzienti nell’ora buca ed una violenza sessuale durante l’ora di religione, non sta nel periodo in cui si è consumato l’atto.
la scuola è un pezzo di società, esattamente come l’ufficio, la redazione, il cantiere. Non si può – in nome di una sacralità inesistente – pretendere che in essa non si verifichino le medesime dinamiche comportamentali che avvengono in qualsiasi altro luogo in cui un gruppo di persone passa parte della propria giornata.
Piuttosto, quello che si può pretendere è che in essa non accadano fatti che ciascuno di noi non indugerebbe a condannare per quello che sono.
Lo stupro è stupro: che sia consumato in un bar od in una sacrestia. La canna d’erba, in fondo, è una canna d’erba e non certo un indicatore statistico di come vanno le cose in un Paese.
Quanto alla meritocrazia: scusa, ma ‘cazzo c’entra?

Carissimo, mi trovi d’accordo e per quanto trovarsi d’accordo non aiuti il dialogo spero ti faccia piacere. E spero ti faccia piacere sapere che t’invidio, perché se anche penso le stesso cose non le so dire così bene.
Michele

Sottoscrivo il commento di @Michele:Pavese diceva che “leggendo non cerchiamo idee nuove,ma pensieri già da noi pensati che acquistano sulla pagina una forma e un suggello di conferma”.
Ecco,vale per questo bellissimo post. Mi sento “dell’esercito del male” anch’io e ringrazio Bordone per aver scritto queste cose e per averle scritte così bene.
M.Caterina

@Tommaso:Nulla, ma già che si parlava di scuola. Comunque no, non sono per niente d’accordo:definire la scuola come un “pezzo di società”non è un buon motivo per fare quello che un po’ cavolo ci pare, perchè la società non funziona così.Uno stupro, o drogarsi, poi, non mi sembrano “dinamiche comportamentali”, ma reati,caro mio

Gironzolando ho visto il servizio, o meglio i servizi, di StudioAperto sul ragazzo morto a scuola. Una cosa allucinante, degni delle migliore annate di blob. Chissà se le trovo… vedremo… in caso vi faccio avere il link.

Quindi…
la droga fa male, io che mi feci lo so!
“Ma noi la cureremo!”
Ti viene da strofinarsi, e inoltre può darsi
che farsi fa si che si fa mi re do.

caro matteo, mi trovi pienamente d’accordo. In perfetto stile scafroglia: droga=brutto!

si perchè, come spiegherebbe verosimilmente buttiglione, se iniziamo a dire ai ragazzi che c’è differenza tra l’hashish e il crack chissà dove arriveremo! forse a dire che la cocaina è pur sempre meglio dell’eroina!…dai, e lo chiamano filosofo…

Non vorrei far polemica, ma da chi è composto l’Esercito del Bene?

Dai Mastella-BenedettoXVI-StudioAperto?

ci terrei a sottolineare che -according to our politicians- dare le notizie nel tono descritto dal Matteo (pedofili, preti, canne e travoni) e’ normale; chiedere perche’ in Parlamento siedano dei pregiudicati, invece, e’ essere populisti e attentatori della Democrazia.
People are no good. And I’m proudly part of ‘em…

Un momento, LucaIsrafil: da quando drogarsi è reato? No, perchè c’è una bella differenza se una cosa è reato e/o se non lo è. Sarai d’accordo con me, credo.

io quando scrivi questi post qui ti voglio veramente bene

@Tommaso”Abuso di sostanze stupefacenti” a me risulta un reato. Così come “detenzione illegale di stupefacenti” che siano a fine di spaccio o meno

l’abuso di sostanza stupefacenti non è un reato, può essere un’aggravante. la detenzione è reato fuori dalle dosi “tollerate”.

Come Noralisa. Aggiungerei che non esistono preti pedofili esistono professioni ad alto tasso di rischio e sono tutte legate al ruolo di educatori: un prete per quanto mi riguarda vale allo stesso modo di un maestro di tennis.

Ieri sera ho visto un film di Sordi (si a me piace e me lo merito),”Io so che tu sai che io so”.
La storia sarebbe intrigante (un padre di famiglia scopre da una serie di filmati clendestini la dopppia realtà della sua famiglia), però a parte l’immensa MONICA VITTI si vede la mano alla regia di Albertone.
Rapida descrizione su come la figlia dei cui sopra sia diventata eroinomane a 13 anni:
Il padre per toglierla dal giro dei suoi amici la manda in vacanza dal suo migliore amico che la seduce e la inizia alla droga; “eh sai dallo spinello all’eroina il passo è breve”.
Questa concezione per l’effetto cascata (il mondo è troppo complesso per cui deleghiamo ad altri la conoscenza) resta e viene tramandata; una diffidenza soffuso,dogmatica e categorica

per quanto riguarda la droga mi sembra calzante la frase:
“se provate a scalare il monte Everest a piedi scalzi e precipitate, la colpa non e’ della montagna , e’ solo vostra:”
O. Janinger

I giovani e la droga.. la droga!!! e i ggiovani!! e la droga!!

manuale per la scuola:

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quà il manuale:
http://www.scoutit.it/magnapasta/magnapasta.html

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questo post lo leggo e lo rileggo e lo mando a memoria!