|
|
|
|


Sabato 30 Giugno 2007

Il buongiorno si vede dal cretino


carnera.jpgLe buone notizie a volte arrivano così, inattese e pienamente soddisfacenti. Non è che il wrestling sia proprio quella vergogna nazionale contro cui battersi come fosse il male assoluto, intendiamoci. Anzi, di cretinate da piccoli ne abbiamo viste a pacchi. Però ci sono cretinate fatte bene e cretinate fatte male, ci sono cretinate formalmente interessanti, e altre che sono la stanca ripetizione di un immaginario vecchio. E poi, nello specifico, c’è la questione di quello che raccontano le cretinate, il che è sostanziale. Il wrestling è uno spettacolo da baraccone, da circo: i bestioni che si danno le manate e si fanno malissimo saltano con tutto il peso sulla testa dell’avversario eppure si picchiano ancora, diamine qualcuno li fermi. Ecco. Con quel retrogusto di pipì di cavallo asciugata con la segatura, e zucchero filato venduto a palle rosa, e contadini friulani diventati eroi e simboli di un paese intero, quell’aspetto lì ha una sua dignità e un irresistibile gusto dolceamaro (vedi Davide Toffolo). Invece quello che da qualche anno vedono maschi italiani molto piccoli e non, è tutta un’altra cosa.

continua a leggere »


Giovedì 28 Giugno 2007

Facce ride


armistizio.jpgBeppe Grillo è andato al Parlamento Europeo a tenere un discorso. Cosa ci fa Beppe Grillo al Parlamento Europeo? Semplice. Fa, comprensibilmente, Beppe Grillo. Ovvero sottolinea un problema del nostro paese con il suo stile paradossale e populistico, sostenendo poi che non ci sia niente di paradossale in quello che dice quando lo prendono per un comico e rivendicando la sua natura di comico quando dice qualcosa di impreciso o sbagliato. Io non ho visto ancora tutto il filmato, perché per ora ce n’è in rete solo un estratto. Ma ne parlo adesso.
Grillo racconta che la mafia è un problema secondario, perché il vero problema è quello dei parlamentari condannati o inquisiti (risate); dice poi che la percentuale di pregiudicati in parlamento è di uno ogni dieci, mentre a Scampia è di uno ogni quindici (risate, applausi); racconta che in Italia non c’è democrazia a causa di “un colpo di stato fatto due anni fa da un signore che si chiama Berlusconi, che io chiamo lo psiconano (risate); e continua: “Io pensavo che la sinistra che andava al governo potesse cambiare questa cosa, ma la sinistra ha avallato esattamente come ha fatto lo psiconano, Al posto dello psiconano è arrivato quello con l’encefalite letargica (grandi risate e applausi)”; infine Beppe propone che venga istituita una giornata dedicata alla rivolta contro la natura oligarchica della politica italiana, il giorno 8 settembre “che è il giorno della liberazione”, detta V-Day, ovvero Vaffanculo Day.

continua a leggere »


Giovedì 28 Giugno 2007

Dalla terra alla luna (The making of VolksWagen)


vwveltroni.jpgA una certa distanza dall’Italia, ho scaricato la registrazione del discorso di Walter Veltroni (che ribattezzo qui e ora, sia messo agli atti, “VolksWagen”, o “la macchina del popolo”). Si può dire quello che si vuole, si possono fare i distinguo, questo e quello, tempismi e facilonerie, piacionate eccetera eccetera, ma alla fine la cosa funziona proprio. Per una volta sono ottimista e sorrido magnanimo quando sento le parole “teodem” o “Binetti”. Davanti a un discorso come questo, io sono un semplicione, quindi sul finale VolksWagen mi ha strappato anche l’occhio lucido (non che la leva emotiva fosse appena accennata, a dire la verità). Mentre ascoltavo mi sono segnato un po’ di parole che mi hanno colpito, in ogni senso. Poi le ho rilette e ne ho eliminate. E l’ho rifatto altre tre o quattro volte, fino ad arrivare a questa marmellata di speranze. Se c’è qualcuno capace di mettere in piedi ’sta roba, adesso, mi sa che sono questi. Quindi, andiamo.

continua a leggere »


Mercoledì 27 Giugno 2007

Giappone, un paese pieno di cose in fondo alla cartina


nippocolor.jpgDopo un po’ di giorni qui capisci cosa cambia. Cioè a dire la verità ci sono cose che cambiano e cose che sono identiche o quasi all’Italia. Ma c’è una differenza sostanziale di cui ti accorgi dopo un po’. Ed è che qui vige assolutamente la sicurezza degli oggetti. Nel senso che qui le cose sono le cose e sono così come le vedi. E c’è tutta una cura nelle cose e per le cose che all’inzio non riconosci, ma poi sì. Non dovete immaginarvi quella roba lì che i giapponesi sono riflessivi, che guardano un sasso e ci trovano un mondo, mi sembrano più o meno tutte stronzate. Piuttosto qui non esiste l’aureo e magnifico concetto espresso così bene da René nella serie Boris: qui nessuno fa mai niente a cazzo di cane.

continua a leggere »


Domenica 24 Giugno 2007

Giappone, un paese di tremila isole in fondo alla cartina


shinkansen.jpgJapan Railways. Il Giappone è un arcipelago di quattro isolone principali e una tremilata di altre più piccole, che vanno dal sasso disabitato a Okinawa. Per altro, essendo un arcipelago piazzato sopra a una faglia oceanica, il Giappone mi è anche un tantino montagnoso. Tant’è che quello che non è città per loro è montagna, e non campagna come da noi. Nonostante tutto questo, in Giappone esiste la più efficiente rete ferroviaria del mondo: la Japan Railways, detta comunemente JR.
A differenza dell’omonimo personaggio di Dallas, la JR è amata dal paese intero e portata in palmo di mano. In effetti c’è il problema della qualità, che ti impedisce di fare altrimenti. I treni in Giappone sono comodi, puliti, veloci, puntualissimi, e servono ogni anche sfigatissimo agglomerato periferico del paese. Se c’è scritto che parte a una certa ora, tu guardi l’orologio della stazione e quando scatta il minuto esatto, il treno si muove. Arriva all’altra stazione esattamente al minuto previsto. Sembrerà strano a noi, ma è così.

continua a leggere »


Domenica 24 Giugno 2007

New York, 6-6-2007


smoke6607.jpgAnd smiles as the Puppets dance

In the Court of the Crimson King

E mi ritrovo ancora a stupirmi dell’America fuori da New York.
Non che le occasioni di entrare in contatto con i paesotti, popolati dalla maggior parte degli americani, mi siano mancate finora; non che non mi sia reso conto che vivere a New York City sia un po’ come stare in una città stato, realtà differente da ciò che la circonda; non che non conosca tutta quella filmografia sulla “vita di campagna” americana. Però…
Il contrasto tra quello che la grande città offre e quello che si può trovare soltanto a un ora di treno da Penn Station, in una zona che tutto sommato è ancora un sobborgo di New York, mi colpisce veramente. E come le persone possano essere così diverse da quelle che incontro per la strada qui in giro è ancor più sorprendente.
Questa volta, l’occasione di gita fuori porta ci è stata offerta dal Tour of Watermelon dei Court, che si sono esibiti al Who-Ville di Bethpage (Long Island). I Court, oltre che autori di un ottimo album, la cui copertina è senza dubbio la più bella di sempre (modestia a parte e senza che nessuno si scomodi a ricordare piramidi che diffrangono la luce o sommergibili gialli!), sono amici. Quindi io e Stella abbiamo organizzato volentieri la gita finesettimanale per andarli a sentire. Ulteriore motivazione, piuttosto mal celata, è la vicinanza di Bethpage alle spiagge di Fire Island.
Non mi soffermo sulla cittadina che, come largamente anticipato dalla mia immaginazione, era composta da un incrocio di due grosse strade impossibili da attraversare a piedi, un passaggio a livello a controllo del transito dei treni della Long Island Railroad (niente stazione, solo le sbarre e una banchina per prendere il treno), pochi negozi in cui non comprerei niente nemmeno se fossi il proprietario e una sequenza di case bianche in finto legno con finto giardinetto curato, con 3-4 macchine parcheggiate fuori, con pacchianate di ogni genere affacciate alle finestre e sparse per il finto giardino.
A spezzare la monotonia del luogo, due pub. Uno di questi, il più squallido, è il Who-Ville. La nostra meta.

continua a leggere »


Venerdì 22 Giugno 2007

Caccia all’uomo 2


clockwork.jpgQualche giorno prima di venire a Tokyo, sono andato a Londra a provare un videogioco. Quel videogioco era Manhunt 2, il titolo di cui tanto si parla in questi giorni perché è stato considerato troppo violento dall’ente di controllo britannico. In seguito a questo fatto, anche il Ministro delle Comunicazioni Gentiloni ha chiesto e ottenuto dalla Take2 (l’editore e distributore dei giochi Rockstar, come Manhunt 2) che il gioco non esca nemmeno in Italia. Prima vi racconto com’è Manhunt 2 e poi vi dico cosa ne penso.
Manhunt2 è un gioco violento, sì. Parecchio. Ma non è realistico in niente. Non c’è niente di normale in quello che fa il personaggio, nella storia, nell’ambientazione, nelle luci e nel testo. Tutto è horror dall’inizio alla fine. Avete presente Saw, 1-2-3? Ecco, quella roba lì. Tutto fosco, tutto perverso, tutto estremo e sanguinosissimo. La versione per Nintendo Wii, poi, è ancora più chiaramente slatter. Lo scopo del gioco è attraversare un mondo di pazzi e assassini, farli fuori per uscirne (farli fuori a cariolate, farli fuori con la sega, la pistola, la spranga, il pugnale, la pressa e il volo dal quinto piano), per scoprire il perché e il percome. Perché il protagonista è uno scienziato che sta in un manicomio criminale, ne esce in una notte tempestosa in cui un blackout fa aprire tutte le celle, e segue degli indizi a ritroso alla ricerca del proprio passato.

continua a leggere »


Giovedì 21 Giugno 2007

Giappone, un paese stretto e lungo in fondo alla cartina


sento.jpgSentō. Una cosa molto tipica del Giappone che ho fatto ieri sera tardi, dopo aver visto gli impiegati sbronzi nel quartiere di Shinbashi, è andare al sentō. Il sentō è il bagno pubblico. Che qui in Giappone prima della Seconda Guerra Mondiale non c’erano le docce e le vasche nelle case e si andava al bagno pubblico. Il bagno sentō di Nezu, dove sta Flavio e in questi giorni sto anche io, insomma questo qui dietro si chiama Sei Dragoni. L’ingresso ha un prezzo stabilito per legge, che attualmente sta intorno ai 2,50€ scarsi. Chiaramente non ci sarei mai andato da solo, ma grazie alla giapponesità di Flavio tutta ’sta roba è bella e atraumatica. Funziona così. Arrivi e ti porti dietro sapone, sciampo, quella roba lì, e una fondamentale pezzuola stratta e lunga, tipo asciugamanino, ma non come quelli del bidet, né come quelli grandi che ci sono in Italia, uno stretto e lungo come dicevo.

continua a leggere »


Martedì 19 Giugno 2007

Vota Fukaya, vota Fukaya, vota Fukaya


fukaya.jpgDai e dai alla fine ci sono arrivato, qui nel paese da dove sorge il sole. Il viaggio è andato benissimo e anche i primi giorni di permanenza. C’è un po’ di jetlag, quello sì, che mi fa scrivere alle tre di notte bello tranquillo come un lemure. Ma Tokyo senza il jetlag è un po’ come le terme senza la puzza di uovo marcio. A cominciare da domani (per noi, a ’sto punto credo che per voi sia un giorno a caso della primavera del ‘2003) ci sarà un bel Kemuri e poi un po’ di aggiornamenti diaristici su quello che succede qui. Nel frattempo ho messo su un album di foto che potete consultare se vi va. Le aggiungo poi man mano, quindi tornateci ogni tanto. (E nel frattempo ho scoperto che quelli di google danno otri di spazio più di quelli di flickr, come al solito. E quindi saranno anche il grande fratello, ma è un fratellone cui si vuole bene, cacchio. Sì sì, la paranoia, lo so, la libertà d’informazione e il nuovo ordine mondiale, ma tanto se non mi vince Takashi Fukaya io che speranze ho per il domani?)


Giovedì 14 Giugno 2007

Easy like sunday morning


graduate.jpgVi sarete accorti che sto scrivendo molto poco in questo periodo. E un po’ è pigrizia. Un po’ è che sono stato in giro tra Riva del Garda e Venezia a fare il radiofonico ombra e il giornalista fantasma, un po’ è che sto per partire. Ma questo lo spiego dopo. Adesso spiego che domani sera va in onda l’ultima puntata di DISPENSER condotta da me. Dopo sette anni sette, ho deciso che basta. Mi sono reso conto che stavo cominciando a non divertirmi più e pensare che palle devo fare DISPENSER. Siccome prima di quest’anno non era mai successo, non si era mai dato niente per scontato e nessuno era stato mai preso da quel senso impiegatizio che è vietato alla mia età, insomma ho preso la decisione.
E allora domani sera è l’ultima con me, infatti l’ho confezionata come una puntata fatta apposta per i goccioloni. Se vi piace avere gli occhi lucidi come piace a me, insomma, vi prometto una certa dose di soddisfazione.

continua a leggere »