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Giovedì 21 Giugno 2007

Giappone, un paese stretto e lungo in fondo alla cartina


sento.jpgSentō. Una cosa molto tipica del Giappone che ho fatto ieri sera tardi, dopo aver visto gli impiegati sbronzi nel quartiere di Shinbashi, è andare al sentō. Il sentō è il bagno pubblico. Che qui in Giappone prima della Seconda Guerra Mondiale non c’erano le docce e le vasche nelle case e si andava al bagno pubblico. Il bagno sentō di Nezu, dove sta Flavio e in questi giorni sto anche io, insomma questo qui dietro si chiama Sei Dragoni. L’ingresso ha un prezzo stabilito per legge, che attualmente sta intorno ai 2,50€ scarsi. Chiaramente non ci sarei mai andato da solo, ma grazie alla giapponesità di Flavio tutta ’sta roba è bella e atraumatica. Funziona così. Arrivi e ti porti dietro sapone, sciampo, quella roba lì, e una fondamentale pezzuola stratta e lunga, tipo asciugamanino, ma non come quelli del bidet, né come quelli grandi che ci sono in Italia, uno stretto e lungo come dicevo.


Ovviamente non è che uno si metta a fare le foto al bagno pubblico alla gente nuda, quindi la foto che vedete qui l’ho trovata in rete. E devo dire che il bagno dei Sei Dragoni è fatto come questo qui, ma senza gli specchi. Allora, molli la roba agli armadietti, entri completamente nudo e con le tue roba per lavarti. Ci sono quegli sgabellini di plastica verde impilati e accanto c’è una pila di ciotoline gialle. Prendi uno e uno. Poi ti piazzi con uno sgabellino davanti a un rubinetto, meglio se l’ultimo della fila, così, così non ti scivola davanti l’acqua di scolo degli altri, ma agli altri scivola la tua (è tutto pulitissimo e questa è una fisima nippona, niente di più). Ti siedi e cominci a riempire la ciotola di acqua e bagnarti. Dopo un po’ di tempo, dopo che hai buttato delle litrate di acqua rovente, prendi la pezzuola e la insaponi per bene. Ho detto per bene, non di fretta. Poi la prendi, tutta insaponata, la bagni un po’ (altra scodellata), e ti schiumi per bene e ti lavi, e gratti, freghi, rughi, ravani finché non senti che ogni particella anche remota di eventuale sporco non è stata annichilita. Anche il perineo, sì. Anche i meati. Tutto. E davanti agli altri. Senza paura. A questo punto ti sciacqui. Ma ti sciacqui bene. Ma bene. Molto bene. No, no, meglio di così. Non puoi fare un po’ come viene. Perché quando entrerai nel vascone non deve essercene per niente, di schiuma.
Insomma quando sei tutto bello pulito sciacquato e tranquillo, affronti il vulcano liquido. Il vascone contiene acqua termale, o benefica, o non so cosa, insomma scura e calda. Liquida e calda. Calda e calda. In sostanza calda. Molto. Avete presente il bagno più caldo che avete mai fatto in casa vostra? Ecco. Fa ridere. I polli. Dopo trenta secondi DEVI uscire. Escono anche i giapponesi. (Ah, qui c’è una regola. Nel vascone non si danno le spalle agli altri che si stanno ancora lavando.)
Insomma poi te ne esci e ti risciacqui un po’. Se vuoi ti riinsaponi, ma poi devi riimpazzire con la sciacqueria, e torni indietro. Più normalmente fai due o tre pucci, poi ti risciacqui con l’acqua fresca (anche perché nel mio caso il colore dalla pelle era un rosa intenso da dermatologo) ed esci.
Ti senti bene e ti senti pulito. Lì puoi farti fare un massaggio automatico da una vecchia poltrona a gettone, puoi prendere una bibita dalla macchinetta, ti puoi rilassare davanti aun mini giardinetto con una fontanella, di quelli che un italiano definirebbe zen ma di zen non ha una mazza (non è colpa sua, comunque, è colpa di quelli che raccontano il Giappone come se fosse un gigantesco tempio pieno di strambi).
Usciti dal sentō, abbiamo bevuto delle birre. Sul terrazzo in cima a casa. Con le gru addormentate davanti agli occhi. Le birre erano buonissime.

4 commenti finora
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wow! che bello, non sapevo niente di ciò che hai detto…

Matte’, la regola del non dare le spalle a gente che fa la doccia vale sempre, mica solo in Giappone… Eddai! ;)

L’ultima volta che sono stato nel cesso di in un bagno pubblico, ad un festival, sono uscito che vedevo tutto tendente all’arancio. Era un bagno chimico molto potente.
Mentre l’ultimo bagno pubblico, qui a bologna è vicino alla statua di padre pio a porta mascarella. Già Padre Pio a bologna è un bel mistero, poi il bagn oaccanto raccoglie molti più turisti solitamente.

Vogliamo un post sui souvenir che porterai a casa mi raccomando!

e non c’entra nulla. ma mi andrebbe che mi consigliassi un libro. da regalare.
ma poi potrei leggerlo anch’io.
leggo te da un po’ e ci trovo sempre molto che mi piace.
cosa infrequente, negli ultimi tempi. che mi piaccia davvero qualcosa intendo.
bene, direi. dunque.. anche la persona a cui regalo il libro mi piace, senza speranza ma con un senso forte di pura gratitudine.
con avventatezza e prudenza: che possono stare assieme?
grazie se lo fai (di consigliarmi un libro)
buon sol levante



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