Domenica 24 Giugno 2007
Giappone, un paese di tremila isole in fondo alla cartina
Japan Railways. Il Giappone è un arcipelago di quattro isolone principali e una tremilata di altre più piccole, che vanno dal sasso disabitato a Okinawa. Per altro, essendo un arcipelago piazzato sopra a una faglia oceanica, il Giappone mi è anche un tantino montagnoso. Tant’è che quello che non è città per loro è montagna, e non campagna come da noi. Nonostante tutto questo, in Giappone esiste la più efficiente rete ferroviaria del mondo: la Japan Railways, detta comunemente JR.
A differenza dell’omonimo personaggio di Dallas, la JR è amata dal paese intero e portata in palmo di mano. In effetti c’è il problema della qualità , che ti impedisce di fare altrimenti. I treni in Giappone sono comodi, puliti, veloci, puntualissimi, e servono ogni anche sfigatissimo agglomerato periferico del paese. Se c’è scritto che parte a una certa ora, tu guardi l’orologio della stazione e quando scatta il minuto esatto, il treno si muove. Arriva all’altra stazione esattamente al minuto previsto. Sembrerà strano a noi, ma è così.
Lavorare per la JR è un po’ come lavorare per le poste inglesi, cioè un motivo d’orgoglio. I bambini vanno matti per i treni e passano il tempo dietro alla cabina del macchinista, sul primo vagone, in fissa dura. Nei treni giapponesi il telefono prende, eppure tutti usano la vibrazione e non si sente casino. Non solo. Anche potendo, evitano di parlare sul treno per non dare fastidio al prossimo. Più che altro giocano col cellulare oppure mandano messaggi. Sui vagoni c’è un angolo contrassegnato dove si siede chi non vuole rompimento di balle: lì il telefono si tiene spento. La sicurezza sociale in Giappone è elevatissima. Per dirla in parole povere, i Giapponesi non fanno i furbi. O lo fanno in una misura talmente esigua, che se una si abbiocca sul treno con la borsa aperta, nessuno pensa che il sonno della proprietaria renda i beni contenuti nella borsa un po’ meno suoi. Quello di Tokyo è l’agglomerato urbano più popoloso del mondo, eppure il traffico è un decimo di quello di Milano. Perché tutti si spostano con i mezzi pubblici. Banalmente si potrebbe dire che i giapponesi sono civili, il che è vero; ma è forse più giusto pensare che l’automobile non è praticabile con milioni di pendolari che tutti i giorni arrivano a Tokyo, e che il treno è un mezzo perfettamente efficiente. Ieri ho accompagnato Flavio a Yokohama, dove lavora il sabato presso un gigantesco centro commerciale (perché i genitori giapponesi non mollano i bambini nel mare di pallette, mentre fanno acquisti, ma in un posto dove giocando imparano l’inglese, per dire), e ho visto cosa significa fare il pendolare qui. Tutto funziona. Sali sul treno e hai finito di preoccuparti. Certo, è pendolarismo e spacca le balle anche ai più litorchici, ma non è come quel safari cui siamo abituati in Italia. Ovviamente non tutti i treni sono Shinkansen come quelli della foto. Anzi. A proposito. Recentemente hanno commemorato le vittime del terribile incidente ferroviario del 2005. Per ogni vittima hanno acceso un lumino. Non c’era un lumino per il conducente. Sulle prime uno, alla cristiana, resta perplesso. Poi riflette e si rende conto che quello lì, sbagliando, ha ucciso 73 persone e ne ha ferite centinaia. Responsabilità , si chiama.
10 commenti finora
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La JR e i treni giapponesi funzionano benissimo, è vero. Forse un po’ meno vero negli sfigatissimi agglomerati periferici dove a volte i ritardi ci sono e spesso sono sensibili. Ma certo, tollerabili. A Tokyo, che è immensa, un piccolo ritardo causerebbe casini pazzeschi: i treni sono obbligati ad essere in orario.
Certo che poi quando sento storie poco piacevoli sui campi di rieducazione della JR, sulle pressioni e sulle violenze psicologiche a cui sono sottoposti i macchinisti, cambio un po’ il mio punto di vista: la puntualità non mi basta più. Io un lumino l’avrei acceso anche per il conducente che, se fosse arrivato anche pochi secondi in ritardo, sarebbe stato spedito in un campo di rieducazione.
Poi diciamocelo: i treni giapponesi saranno puntuali e puliti (anche perché chi li usa è civile), ma sono brutti e costosi.
scritto da baroccogiapponese Domenica.24.06.07 18:52
beh …brutti no!
scritto da mela Lunedì.25.06.07 02:30
chiaro che per noi la puntualità è un concetto lontano.. qui ad amburgo mi emoziono ancora quando leggo che il bus passa alle zero uno ..e poi alle zero uno è veramente lì! ci si sente coccolati!
scritto da monia Lunedì.25.06.07 09:09
A Leeds gli orologi lato binario hanno i secondi. Come dice Monia ti senti davvero coccolato quando alle 10:26:30 si chiudono le porte e alle 10:27:00 il treno inizia a partire.
Forse il Giappone, come ricorda Barocco Giapponese, è una condizione estrema. Sono però convinto che se ci fosse un pò più di senso civico da parte di tutti anche in Italia i treni sarebbero più puntuali.
scritto da Rob Lunedì.25.06.07 11:27
A onor del vero c’è una città in Italia che ha la puntualità svizzero/giapponese: Bologna. Quì i bus spaccano il secondo, anzi addirittura a volte arrivano in anticipo…
scritto da GeiGi Lunedì.25.06.07 12:51
Per i bus qui a Bologna dipende dall’orario della giornata, all’etrata\uscita degli uffici un po’ di ritardo c’è. Ma è naturale per un mezzo che gira per strada.
Contrariamente a quello che succede in Bologna Centrale. Mesi di pendolarismo mi hanno accresciuto notevolmente il volume delle balle, anche se da inizio 2007 le cose sono un poco migliorate.
scritto da bebo Lunedì.25.06.07 13:52
rob ammetto di aver bagnato le rotaie tedesche con le mie lacrime almeno un paio di volte.. ma perdìo hanno forgiato la mia puntualità e, in occasioni speciali, ora bestemmio a voce alta!
scritto da monia Lunedì.25.06.07 14:27
Prima della polemica, a mo’ di captatio benevolentiae: che belli i tuoi racconti nipponici!
adesso polemica:”Sulle prime uno, alla cristiana, resta perplesso. Poi riflette e si rende conto che quello lì, sbagliando, ha ucciso 73 persone e ne ha ferite centinaia. Responsabilità , si chiama.”
Cristianità o non cristianità , sulle prime, sulle seconde e spero anche sull’ennesime rimarrò perplessa, ché punire l’errore come fosse volontà è da bestie. e far finire l’uno e l’altra nel calderone della responsabilità come se si mischiassero formando un sol tutto è pericolosissimo.
scritto da noralisa Martedì.26.06.07 11:02
Belle queste cronache dal Giappone.
scritto da checcot Martedì.26.06.07 14:26
beato turista!
ma lei, ha idea cosa abbiano potuto dire alla JR?
lo sa che i giapponesi credano che la JR sia responsabile dell’ incidente, e non il giovane autista?
e lei sarebbe disposto ad essere multato per non fermare il treno sulla riga gialla?
sarebbe disposto a rinunciare a ferie, ore libere, assistenza sindacale adeguata, e cazziatoni per nulla?
prima di vantare le doti di un paese, ci viva per qualche anno!
nel suo paese, lei e’ immune da colpe?
cordiali saluti
scritto da aru-san Domenica.01.07.07 15:22
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