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lunedì 30 luglio 2007

Tack


ilpostodellefragole.jpgOggi è morto, sereno, vecchio e soddisfatto, Ingmar Bergman. Bergman ha fatto una marea di film, talmente tanti diversi e ricchi e profondi, che ce n’è sicuramente uno che vi piace parecchio e vi parla dritto in faccia proprio a voi. Se avete voglia, io consiglio i classiconi Il posto delle fragole, Sussurri e grida, Persona, Il settimo sigillo, ma non siete obbligati. Nessuno è obbligato a fare niente. Ma ne approfitto soprattutto per dire che chiunque si metta a fare ironia sulla pesantezza dei film di Bergman, in tipico stile bloggarolo disincantato, tipo “molto meglio Zoolander” e stronzate simili, ecco, sappia che non capisce una mazza (di cinema, ma non solo), è piccolo così, e nessuno gli ha chiesto niente.



venerdì 27 luglio 2007

E la chiamano estate: il mocio di Buridano


Flip_Flop_Mop.pngUno dice va bene, casa nuova, dice rimettiamo a posto la questione strumenti per la pulizia, lo fa ovviamente per ripulirsi la coscienza e non per un motivo pratico, anche se il pavimento ha bisogno di una lavatina, comunque essendosi accorto che non ci sono più panni in microfibra Vileda di quelli da adattare al tendipannomicrofibraperpavimenti, va al GS di via Maîtres Championniers per prendere il ricambio. Sciabattando. Fatto sta che sulle prime non lo trova, il ricambio. E allora si guarda in giro. E scopre:

A – che i sistemi di lavaggio dei pavimenti sono sostanzialmente di tre tipi, cioè 1) scopettone e strofinaccio (più o meno tradizionale); 2) mocio; 3) altri metodi avveniristici (tipo il pannomicrofibrafibra Vileda);

B – che l’attacco dei suddetti strumenti al bastone non è più a vite, come fino a qualche tempo fa, ma varia a seconda di marca a modello, in una messe di standard incomprensibili;

C – che gli stessi secchi hanno diverse forme, beccucci per svuotare sì o no, un vano due vani.

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mercoledì 25 luglio 2007

Now everything is easy ’cause of room (Auguri spaziosi!)


CrosbyStillsNash.jpgIl blog ha due anni. Lo dirò così. Auguri a tutti. Evviva. Continua a piacermi avere il blog, continua a piacermi chi lo frequenta. Alé.
Nel frattempo sono successe una sacco di cose, a ridosso di questo anniversario. Tipo che in questi due anni ho cambiato vita, città, lavoro, tre case, alcuni lavori, e un po’ di tutto questo è successo in queste ultime settimane. Nello specifico ho cambiato casa e ora ho qualche metro in più.
Tutto è mutevole però. Come capire se agisco per il meglio?
C’è un solo modo. Guardare i gatti, Fiona e Takeshi. E li vedo più sereni in questo periodo.



sabato 21 luglio 2007

L’ingannevole riparo della betulla scandinava


sole.jpgUn uomo entra determinato nel reparto Consegna Merci dell’Ikea di Carugate, cintura nordorientale di Milano. È apparentemente calmo, carico di buoni propositi. Entra, consegna il foglio del suo ordine all’addetto, riceve un numero, prende un carrellino con sopra una bella scatola marrone che sembra lì apposta per lui, ed esce soddisfatto. È un giovedì di luglio e fa molto caldo.

In questi giorni sto finendo di fare il trasloco. Dal secondo al terzo piano della stessa casa. Scemata, direte voi. Sì, abbastanza. Però c’è il fatto della cucina e delle librerie Billy, che dovevo comprare nuove. Le Billy le ho prese la scorsa settimana, e con grande efficienza le ho montate in sala. Per la cucina invece è andata così.
È andata che mercoledì ho deciso di andare all’Ikea con una consulente fidata, ma poi ora che avevo scelto tutto e pianificato la cucina col mio bel kitchen planner (che va solo su pc e non su mac, il che, specialmente da quelli che per anni sui cataloghi hanno messo solo mac, mi pare una vigliaccata), insomma alla fine non ci stavo più dentro e ho schiacciato il tasto abort mission e sono venuto via senza i mobili.

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lunedì 16 luglio 2007

Ezio come Neo: lettera aperta al direttore


Morpheus.jpgCaro Ezio Mauro, lei dirige un quotidiano che io leggo ormai da una quindicina d’anni. Per questo, come lettore affezionato (sì, rompino e lamentoso, ma affezionato), le scrivo per comunicarle alcune impressioni sul quotidiano in questione.
La Repubblica è il primo o il secondo quotidiano italiano (lo stesso si può dire del Corriere). Fatto sta che da qualche tempo a questa parte la Repubblica sta diventando un giornale tremendo. E questo spiace. Non so bene perché, ma spiace.
Siccome mi pare assurdo che io stia a spiegarle il perché e il percome (in queste situazioni si finisce per elencare solo difetti e risultare insopportabili), ho pensato di limitarmi a dieci cose che credo debbano cambiare nel giornale. Lo so che sono ingenuità e che non è così facile sfidare un’idra pigra dalle mille teste come quella, ma lo stesso mi sembra che ne possa valere la pena.
I primi cinque punti riguardano il giornale in genere. Gli altri riguardano temi più cari alle generazioni più giovani, più o meno dalla mia (1974) in giù.

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martedì 10 luglio 2007

Tokyo, 19-7-8


kembord.jpgSono sempre contento di avere ospiti dall’Italia. Ascoltare le notizie, cosa si dice in giro, cosa vibra nello stivale. Poi col responsabile di questo blog si è stati bene, si è parlato, mangiato e bevuto in tranquillità. Gozzovigliando, siamo a malapena usciti dalla zona in cui vivo, Nezu. Per tutti quelli che non conoscono Tokyo, si tratta di un quartiere molto tranquillo della vecchia Edo, in cui molte case di legno sono ancora vive e vegete, con molto verde, circondato dal parco di Ueno da un lato, dallo zoo, da Yanaka e dall’Università. Un posto popolare di tokyesi vecchi di generazioni. Quando arrivano gli stranieri in Italia qualche volta ci rendiamo conto di vivere in posti meravigliosi senza farci troppo caso, e così mi è capitato ultimamente. Infatti da molto tempo non frequentavo stranieri e soprattutto gente che non abita a Tokyo. I miei occhi nuovi mi hanno rivelato che abito nel posto più bello di Tokyo: qui regna il silenzio e gli alberi incorniciano tutte le strade, qui si trovano i migliori ristoranti della città, specialmente in fatto di tonkatsu, soba e kaiseki ryouri. Ci sono rigattieri e spacci di cianfrusaglie con un’aria nostalgica e rétro. Molti negozietti e botteghe urlano la parola “japonisme” al visitatore anche locale, visto che il genere va molto di moda e i giovani usano tessuti di vecchi kimono per confezionare articoli postmoderni.
Amo il mio quartiere. Campanilismo in trasferta? sì.
Inoltre in queste settimane di permanenza di Matteo ho potuto imparare benissimo il milanese dal mio ospite. Eccone un saggio: i pinèla, giapunès, se ghé, uè testina, peggio dei bambini di terza elementare abbiam fatto.

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lunedì 9 luglio 2007

A taste of stronzo (se non somigliate, ma molto, a quella della foto, questo post non è per voi)


Delaney.jpgInsomma, cosa devo dire? Sarà magari la stanchezza. Sarà la stanchezza e il jet lag. Sarà al limite la stanchezza e il jet lag unito al trasloco. Sarà magari anche la stanchezza e il jet lag, insieme al trasloco e al fatto che il contatto prolungato coi vestiti produce asperità puntute. Oppure anche la stanchezza, il jet lag, il trasloco, i vestiti asfissianti, il tutto in un contesto di gatti in ansia, valigia ancora non pervenuta e impianto ancora staccato che nemmeno ti puoi sentire una canzone. Per non parlare dell’assenza della cucina, che se ti sale quella cattiveria non ti fai neanche una tazza di latte caldo per tranquillizzarti.
Magari, insieme a tutto questo, c’è il fatto che a volte il Baikinman che c’è in tutti noi, l’omino fatto di muffa che manda a male le cose senza un motivo, prende il sopravvento sull’Anpanman.
Fatto sta che sono stato maleducato. Parecchio.
Mi dispiace e ti chiedo scusa.



lunedì 2 luglio 2007

Sedadavo?!


martyfrank.jpgAdesso va bene, è ovvio che tutti dicano che no, che loro no, che non se ne parla nemmeno, che piuttosto votano Berlusconi, che non gliela dovevano fare, che si tagliano fuori, blah schifo ribrezzo e sputazza. È normale e uno se lo aspetta. Poi più uno è buono, più lo si prende per il culo. Figuratevi la macchina del popolo: un bersaglio burroso che non dargli contro è quasi un insulto. Ma uno ha pazienza e aspetta.
Per anni dici che la politica è difficile, lenta, è fatta di parlamento, di lavorio noioso delle commissioni, ma soprattutto di assemblee di partito e ore a convincere Angius di qualcosa (quando se ne va Angius, c’è sempre Parisi). Per anni litighi con tutti, che sono convinti che davvero la rovina della sinistra italiana sia stato Massimo D’Alema. Per anni ripeti che per te è il miglior politico italiano, e in una certa fase ti guardano addirittura male, ma tanto, con la faccia di quelli che forse devono rivedere certi loro giudizi su di te. Insomma passa tutto questo tempo, e tu un po’ soffri, un po’ dici va be’, aspettiamo che passi il fortunale, poi qualcosa succederà.

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domenica 1 luglio 2007

Giappone, un paese pieno di libri in fondo alla cartina


Essere uno che legge i libri, compra i libri, maneggia i libri, vorrebbe scrivere dei libri, parla dei libri, consiglia dei libri, si sente a proprio agio in mezzo ai libri. Essere uno così ed essere in questo paese lungo tutto isole. Essere uno così, essere in questo paese bislungo e isolano e pieno di isole, e vedere uno di quei negozi che in tutto il mondo riconsoci subito e ti fanno subito sentire un po’ a casa e sereno e curioso, con la voglia di scoprire tipica dei grandi viaggiatori del passato. Ovvero, per fare un esempio più specifico, per evitare di vivere nel regno del possibile e calarsi invece nello specifico del qui e ora, io che entro in una libreria a Tokyo. Una delle esperienze più frustranti della mia per ora abbastanza scintillante vita.

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