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Martedì 10 Luglio 2007

Tokyo, 19-7-8


kembord.jpgSono sempre contento di avere ospiti dall’Italia. Ascoltare le notizie, cosa si dice in giro, cosa vibra nello stivale. Poi col responsabile di questo blog si è stati bene, si è parlato, mangiato e bevuto in tranquillità. Gozzovigliando, siamo a malapena usciti dalla zona in cui vivo, Nezu. Per tutti quelli che non conoscono Tokyo, si tratta di un quartiere molto tranquillo della vecchia Edo, in cui molte case di legno sono ancora vive e vegete, con molto verde, circondato dal parco di Ueno da un lato, dallo zoo, da Yanaka e dall’Università. Un posto popolare di tokyesi vecchi di generazioni. Quando arrivano gli stranieri in Italia qualche volta ci rendiamo conto di vivere in posti meravigliosi senza farci troppo caso, e così mi è capitato ultimamente. Infatti da molto tempo non frequentavo stranieri e soprattutto gente che non abita a Tokyo. I miei occhi nuovi mi hanno rivelato che abito nel posto più bello di Tokyo: qui regna il silenzio e gli alberi incorniciano tutte le strade, qui si trovano i migliori ristoranti della città, specialmente in fatto di tonkatsu, soba e kaiseki ryouri. Ci sono rigattieri e spacci di cianfrusaglie con un’aria nostalgica e rétro. Molti negozietti e botteghe urlano la parola “japonisme” al visitatore anche locale, visto che il genere va molto di moda e i giovani usano tessuti di vecchi kimono per confezionare articoli postmoderni.
Amo il mio quartiere. Campanilismo in trasferta? sì.
Inoltre in queste settimane di permanenza di Matteo ho potuto imparare benissimo il milanese dal mio ospite. Eccone un saggio: i pinèla, giapunès, se ghé, uè testina, peggio dei bambini di terza elementare abbiam fatto.


Per aggiornarvi sugli avvenimenti di questo paese in fondo alla cartina, la settimana scorsa il ministro dell’autodifesa che usiamo solo se siamo minacciati ha detto che le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki erano inevitabili. In realtà ha usato un’espressione che mi sto dannando da giorni per rendere in italiano. Suonerebbe tipo “cosa ci vuoi fare” o “pazienza”. Ma non credo ci sia un corrispondente perfetto. Per farla breve, sono state inevitabili anche le sue dimissioni, accettate dal primo ministro che a questo punto ha dei buoni motivi per preoccuparsi riguardo alle elezioni di questo mese.
Avete letto la pagina politica.

14 commenti finora
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Puah, giapunès: qui un ministro non avrebbe lasciato neanche se le avesse bombardate lui, Hiroshima e Nagasaki. E nessuno si sarebbe scandalizzato.
Come siamo ad affitti, a Nezu? E il clima? No così, per dire…

Infatti… dicci, dicci!
Non si sa mai…

Confermo, Nezu è bellissima. Ma il Giappone, credetemi, non è per tutti.

matteobibbianchi
ACCETTO i tue scuse e ti PERDONO!

Che scendi su di te il mio PERDONO (perdono di ENZO) per tu che sei stato stronzo (scusa la parola ma è di verità, poi lai anche ammesso).

Adesso, per fare PACe e stare di amicizzia, scirvi un bella scrittura di cavalli anche giapponesi, e smettila diesserre sempre convinto che tu sei il bene e NOI il lato oscuro della forsa
(ho visto ieri da Ulderico a guerre stellari… lo gedi è troppo un vurria essere lui e avere la spada di luce)

attenti a tutti, mangiate no grassi e NO LENTICCHIE.
Il latte solo se bollito 7 minuti

ciao da ENZO il perdonatore

a proposito di parole intraducibili, ti risulta questa storia che gli alleati abbiano misinterpretato la risposta dei giapponesi alla dichiarazione di potsdam ? (e si siano quindi beccati le bombe)

pare che i japu avessero risposto con un “mokusatsu”, che i traduttori yankee hanno preso per un “e chi se ne frega”, mancando completamente il senso della parola che solo un attento conoscitore della cultura nipponica puo’ apprendere in pieno…

Tu come ce lo traduci ??

Il mio affitto sarebbe normale se la casa fosse di dimensioni italiane, ma in realtà è piccola e vecchiotta (circa 35 anni). Però, per essere in una zona che io considero centrale, a me va benissimo, non la cambierei con nessuna delle situazioni di affitto che vedo in Italia. Se volete, scatta il bisnès immobiliare, fatemi sapere.
Per la questioncina di Postdam, non ne so assolutamente nulla. Ma se mi permetti un parere così, alla bell’e meglio, mi sembra una fregnaccia. Mokusatsu significa “ignorare” e forse nella vulgata è stato confuso con mukatuku che invece sta a significare mi hai rotto, mi hai fatto innervosire di bella, tipo. Che Storia.

Il mio affitto sarebbe normale se la casa fosse di dimensioni italiane, ma in realtà è piccola e vecchiotta (circa 35 anni). Però, per essere in una zona che io considero centrale, a me va benissimo, non la cambierei con nessuna delle situazioni di affitto che vedo in Italia. Se volete, scatta il bisnès immobiliare, fatemi sapere.
Per la questioncina di Postdam, non ne so assolutamente nulla. Ma se mi permetti un parere così, alla bell’e meglio, mi sembra una fregnaccia. Mokusatsu significa “ignorare” e forse nella vulgata è stato confuso con mukatuku che invece sta a significare mi hai rotto, mi hai fatto innervosire di bella, tipo. Che Storia.

eNZO sei il mio idolo ti offro uno spazio sul mio blog con posts tutti tuoi. VUOI METTERE QUESTA TUA FOTTUTA RABBIA SOTTO CONTRATTO??

> Sono sempre contento di avere ospiti dall’Italia

Va bene se vengo verso ottobre? :-)

ma Bordone non era tornato…?

cos’è _pinèla_?

Secondo me non è Repubblica che deve migliorare, siamo noi che dobbiamo peggiorare: a costo zero.
Inoltre, come farebbero? Da dove prendere mezzi economici ed intelligenze?

In tempi di TESORETTI sgamati anche un pirata di Mompracem può fare l’economista.

Pinela (inteso sia come singolare che plurale) dovrebbe significare bambini. No? Sbagliato?

oh, fabio,suonatore dioboe!
fico trovarti qui, potere dei link!
saluti
clock (da udine)



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