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Lunedì 16 Luglio 2007

Ezio come Neo: lettera aperta al direttore


Morpheus.jpgCaro Ezio Mauro, lei dirige un quotidiano che io leggo ormai da una quindicina d’anni. Per questo, come lettore affezionato (sì, rompino e lamentoso, ma affezionato), le scrivo per comunicarle alcune impressioni sul quotidiano in questione.
La Repubblica è il primo o il secondo quotidiano italiano (lo stesso si può dire del Corriere). Fatto sta che da qualche tempo a questa parte la Repubblica sta diventando un giornale tremendo. E questo spiace. Non so bene perché, ma spiace.
Siccome mi pare assurdo che io stia a spiegarle il perché e il percome (in queste situazioni si finisce per elencare solo difetti e risultare insopportabili), ho pensato di limitarmi a dieci cose che credo debbano cambiare nel giornale. Lo so che sono ingenuità e che non è così facile sfidare un’idra pigra dalle mille teste come quella, ma lo stesso mi sembra che ne possa valere la pena.
I primi cinque punti riguardano il giornale in genere. Gli altri riguardano temi più cari alle generazioni più giovani, più o meno dalla mia (1974) in giù.


1 - C’è troppa politica e troppissima politica interna. In nessun altro posto al mondo ci sono fino a venti pagine di politica prima della cronaca. Lo so che ci sono intere legioni di giornalisti che si occupano di quello e lei non sa cosa fargli fare. Lo so che è un sistema ad anello che comprende giornali, politica, editori, e/lettori e spezzare la catena non si può. Ma il direttore è lei. Veda un po’ come fare. Un gesto, un tentativo: io, di sapere per filo e per segno quello che dicono i sottosegretari non ne posso più.

2 - Basta coi virgolettati inventati: il giornale ha perso credibilità anche per colpa delle frasi virgolettate che Berlusconi avrebbe detto ai suoi nella riunione riservata del tal giorno (riunione alla quale non era presente un giornalista di Repubblica, glielo dico io).

3 - Basta con le immagini pixelate. Non è possibile che la qualità tipografica del giornale sia crollata così miseramente, dopo il passaggio al digitale e al colore.

4 - Raccontate storie piccole.

5 - Le pagine della cultura non possono occuparsi sempre e solo di gente morta, di Seconda Guerra Mondiale, dell’oro di Dongo e dei manoscritti di Svevo. La cultura, quando esiste, è fatta di roba che succede qui e ora, non di palleggi tra docenti e intellettuali sull’attualità dei Malavoglia.

6 - Internet non è il paese delle meraviglie. Basta con i titoloni, basta con le rivoluzioni tecnologiche capite male e raccontate peggio. Ci vuole un approccio più sereno, quello che si ha nei confronti di ciò che si conosce e non si teme. E già che ci siamo, Ezio, si fidi: Second Life è palla al piede. Dica ai suoi di piantarla. Internet però non è nemmeno l’inferno. Se il suo giornale evitasse di rilanciare ogni dieci giorni allarmi inconsistenti su hacker, truffatori e pedofili online, forse sarebbe meglio per la serietà del giornale e per il rapporto tra i lettori e la tecnologia.

7 - Repubblica.it fa letteralmente schifo. È un’accozzaglia di roba, milioni di link che non interessano a nessuno, album fotografici di ballerine nude accanto ai morti in un attentato, refusi come se piovesse, accorpamenti di notizie fuorvianti e allarmistici, atmosfera goliardica diffusa. Faccia qualcosa.

8 - La televisione è importante. Non basta lo spazietto di Dipollina. I programmi vanno visti, raccontati, giudicati, criticati, anche al di fuori delle polemiche sulle soubrette o sul CDA RAI.

9 - I videogiochi non sono il male. Non potete parlarne solo quando qualcuno li vuole vietare perché troppo violenti, o quando uno del Kentucky fa il record e poi spara alla nonna.

10 - Per finire, i boxini su come parlano o come si vestono i giovani, si potrebbero abolire per favore? Li fate da quando andavo al liceo e non ci avete mai preso. Sono sempre stati goffi, fuori tempo, vagamente austro-ungarici nell’indicare i costumi curiosi di quella insolita specie che alcuni chiamano ragazzi.

Ecco. Mi limito a questi punti.
Spero che le tornino comodi.
Grazie
Arrivederci
Matteo Bordone

PS - Michele Serra va benissimo. Lo lasci dov’è.

66 commenti finora
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Io non sopporto la deriva centrista che ha preso questo giornale…

Prova a fare come suggerica Caccia a Sabatonotte, telefona e senza nemmeno aspettare che ti dicano pronto dici: vi leggo la lista. Telefonate intimidatorie.
Pieno appoggio su tutta la linea comunque, potremmo quasi repilicare per il Corriere (che però al contrario di Repubblica non ci prova neanche a fare il ggiovane, aggiungendo un 11. Ridurre il formato, non esiste che un giornale sia grande quanto un telo da bagno).

Paro paro quel che pensavo io, che oggi non so perché sono andato all’edicola e dopo anni di militanza repubblichina mi è uscito detto “La Stampa” e l’ho trovato sintetico e ben calibrato, certo lontano dalla perfezione, ma comunque un filo più digeribile.

(forse sarà perché a Kinder circolavano 1,5 copie pro capite di Repubblica, e m’è venuta l’overdose)

Paro paro quel che pensavo io, che oggi non so perché sono andato all’edicola e dopo anni di militanza repubblichina mi è uscito detto “La Stampa” e l’ho trovato sintetico e ben calibrato, certo lontano dalla perfezione, ma comunque un filo più digeribile.

(forse sarà perché a Kinder circolavano 1,5 copie pro capite di Repubblica, e m’è venuta l’overdose)

perfetto.

Si può sottoscrivere ogni parola?

sottoscrivo tutto , e allargherei le considerazioni all’informazione tutta, o quasi tv compresa.

Un giorno stringerò la mano a Matteo Bordone. Giuro.

guarda Bordone forse non serve a migliorare Repubblica (che poi è LA Rep.. ma confidenzialmente tutti dicono solo Repub..) ma immagino che scrivere il post ti abbia già un po’ liberato di un peso… ma la telefonata in redazione… eh beh… quella è un’altra cosa.
gliele dici tutte, tutte di file e sai che goduria nel sentire che anche il redattore dall’altra parte è d’accordo con te!

A me non dispiacciono le gallerie fotografiche sulla destra, in Repubblica.it…
poi, non le guiardo tutte tutti i giorni, però fanno spesso da “intervallo” alle mie pause.

quoto

“…refusi come se piovesse, accorpamenti di notizie fuorvianti e allarmistici…”
Sicuro siano proprio gli accorpamenti ad essere allarmistici? Non saranno piuttosto le notizie allarmistichE? Occhio alla pioggia di refusi…

senti, se non la fai tu la chiamata la faccio io, e leggo la tua lista, e poi come pino scotto gli mimo uno sputo. comunque un giorno ti incontrerò, e ti abraccerò.
E comunque ora faccio una lettera come la tua per XL.

concordo pienamente sulla “stampa”, di cui feci overdose da bambino per via dei genitori torinesi, e che ho ripreso invece a leggere da qualche settimana. anch’io lo trovo più equilibrato e tagliente il giusto. il problema è che alla “repubblica†l’appartenenza politica/industriale è diventata ormai sfacciatissima, intollerabile anche per chi come me ha ancora vaghe reminescenze battagliere da sedicenne. la questione però riguarda come sempre il sistema di informazione italiano in generale, che il legame vizioso tra politica e informazione rende di una miopia avvilente. sono vissuto due anni in spagna, e provo molta nostalgia del respiro internazionale di quotidiani come “el pais†e “el mundoâ€, così come dei telegiornali della Tve, che pur lontani dalla perfezione non danno l’idea che l’universo conosciuto si concluda con le pareti della moncloa/di montecitorio. sempre su “repubblica†vorrei però chiedere a voi: cosa ne pensate di bonini e d’avanzo? io inizialmente li ho apprezzati, perché mi sembrava che provassero a riempire la grande lacuna italiana del giornalismo di indagine, ma ora cominciano a puzzarmi un pochetto…

concordo pienamente sulla “stampa”, di cui feci overdose da bambino per via dei genitori torinesi, e che ho ripreso invece a leggere da qualche settimana. anch’io lo trovo più equilibrato e tagliente il giusto. il problema è che alla “repubblica†l’appartenenza politica/industriale è diventata ormai sfacciatissima, intollerabile anche per chi come me ha ancora vaghe reminescenze battagliere da sedicenne. la questione però riguarda come sempre il sistema di informazione italiano in generale, che il legame vizioso tra politica e informazione rende di una miopia avvilente. sono vissuto due anni in spagna, e provo molta nostalgia del respiro internazionale di quotidiani come “el pais†e “el mundoâ€, così come dei telegiornali della Tve, che pur lontani dalla perfezione non danno l’idea che l’universo conosciuto si concluda con le pareti della moncloa/di montecitorio. sempre su “repubblica†vorrei però chiedere a voi: cosa ne pensate di bonini e d’avanzo? io inizialmente li ho apprezzati, perché mi sembrava che provassero a riempire la grande lacuna italiana del giornalismo di indagine, ma ora cominciano a puzzarmi un pochetto…

concordo pienamente sulla “stampa”, di cui feci overdose da bambino per via dei genitori torinesi, e che ho ripreso invece a leggere da qualche settimana. anch’io lo trovo più equilibrato e tagliente il giusto. il problema è che alla “repubblica†l’appartenenza politica/industriale è diventata ormai sfacciatissima, intollerabile anche per chi come me ha ancora vaghe reminescenze battagliere da sedicenne. la questione però riguarda come sempre il sistema di informazione italiano in generale, che il legame vizioso tra politica e informazione rende di una miopia avvilente. sono vissuto due anni in spagna, e provo molta nostalgia del respiro internazionale di quotidiani come “el pais†e “el mundoâ€, così come dei telegiornali della Tve, che pur lontani dalla perfezione non danno l’idea che l’universo conosciuto si concluda con le pareti della moncloa/di montecitorio. sempre su “repubblica†vorrei però chiedere a voi: cosa ne pensate di bonini e d’avanzo? io inizialmente li ho apprezzati, perché mi sembrava che provassero a riempire la grande lacuna italiana del giornalismo di indagine, ma ora cominciano a puzzarmi un pochetto…

Così, tanto per gradire, vi mando il collegamento ad uno degli articoli che ha trovato la stada nel feed rss di repubblica.it:

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/esteri/louisiana-pioggia-vermi/louisiana-pioggia-vermi/louisiana-pioggia-vermi.html

Strane creature piovute dal cielo nella cittadina di Jennings

Cadute in testa a una donna, una volta a terra hanno iniziato a strisciare

Misterioso fenomeno in Louisiana una pioggia di vermi gelatinosi

è un pezzo degno di finire nella raccolta personale dei lone gunmen…

M

Bravo. Bella lì.
Ma sono quasi certo che entro pochi mesi, con la stessa coerenza e buon senso che ti ha spinto a scrivere questa letteraperta a Mauro, la scriverai anche a Serra, il nuovo moralista.

serra moralista? non sono d’accordo.
Comunque bravo Bordone, qualcuno glielo doveva dire a quelli della Repubblica che con Second Life HANNO ROTTO LI COJONI

dai magari ti ci fanno anche scrivere. da bravo, manda il cv!

Sottoscrivo tutto e aggiungo: repubblica.it c’è un’infinita di loghetti “invisibili” sotto, sopra accanto al principale. In 200 pixel ci sono 17 loghi diversi, 38 voci di menu, 1 animazione in flash, una gif animata, più il cerca. La prima notizia inizia a metà pagina.

Ma quanto siete belli tu e Luca Sofri??!! Siete tanto belli, fidatevi! [infatti tutti ti vogliono abbracciare...]
[sul post: si-si-si...però sabato il "cubo di Kubrick" nell'articolo sulle ipotesi architettoniche per il sistema pensionistico - scalini/scaloni vari - era simpatico!...i refusi hanno i loro lati positivi...]

Da lettore sempiterno de la Repubblica ho cominciato a leggere questo tuo post certo di vomitarti addosso tutti gli insulti possibili entro il quarto punto. Invece devo dire che ho annuito a tutti e dieci.

E aggiungerei un undicesimo che tuttavia è imputabile a tutti i media cartacei italiani: basta col mettere la cronaca locale (seppure nera, nerissima) in prima. Il tizio che a Belluno fa fuori la madre colpendola con un corno tibetano e poi si ammazza NON E’ DA PRIMA PAGINA.

E un dodicesimo punto: basta con la mercificazione di QUALSIASI COSA atta a vendere il quotidiano. Il quotidiano, lo dico da giornalista, deve essere venduto per la qualità delle notizie, per la serietà dei pezzi e per la capacità dei giornalisti di centrare l’attualità: non è possibile allegare a un quotidiano storico come la Repubblica mutande, reggiseni, cotillons, coltelli da prosciutto e forbici da cucina. O, comunque, se si decide proprio di farlo, sarebbe per caso possibile evitare di scriverne in maniera ridondante, tutti i giorni, in seconda e terza pagina o, peggio, all’interno delle pagine culturali? Grazie.
[Ste]

Perchè rimandare l’inevitabile ?
Repubblica, paradigma della stampa italiana, è un malato in coma irreversibile: ogni tanto muove un dito, una palpebra ma più per caso che per volontà o coscienza.
Staccate la spina…

Matteo, adesso tocca all’Espresso.
Facci sognare!

Grandissimo.
Aggiungerei:
- basta con le pagine sulle “tendenze” del momento

Purtroppo non la toglieranno mai: è pubblicità camuffata.

tanto per gradire, io sul mio blog ne ho fatta una per XL, il magazine giovanilistico di Repubblica

tanto per gradire, io sul mio blog ne ho fatta una per XL, il magazine giovanilistico di Repubblica

grazie Matteo!

Concordo, anche se il difetto vale anche per altri giornali. E se posso dire la mia, il direttore di un giornale, di tutti i giornali è a responsabilità limitata. il suo 30% di colpe is somma la 30+30 del combinato tra sindacalismo ottuso da un alto e ideologia e paranoia del fatturato a tutti i costi dall’altra - e io mi sento meno vicino alla seconda cultura che alla prima e non solo per appartenenza d categoria.

tutti e tre i fattori portano la stampa italiana al livello che tu descrivi.
ma più di tutti il problema è in quei 6 italiani su 10 che non solo non comprano ma nemmeno leggono i giornali.

Certo se Repubblica o il Corriere sostenessero le istanze della propria cultura di rifermmento - e magari un po’ più il famoso mondo degli under 40 - con la stessa passione con cui Libero sostiene la sua, avremmo risolto il problema e sarebbe un giornale senza i difetti sopra elencati. Ma sarebbe anche un paese normale e non avremmo visto tutto quello che abbiamo visto fino ad ora.

Si tratta di capire chi per primo spezzerà la catena: o noi lettori abbandonando i giornali del tutto o gli editori, facendo un contratto a Matteo Bordone come critico musicale e spezzando le reni al dissenso… :-)

PS alle chicche di Matteo aggiungo anche ” l’allarmismo metareferenziale” con il quale i giornali parlano della “fine della carta stampata”. Infatti chi è casusa del suo mal piange (presente indicativo di constatazione e non congiuntivo esortativo) sé stesso.

e vogliamo parlare di come ha parato il culo a Visco?? Una roba ignobile… e lo dico da lettore sempriterno visto che è il giornale che leggo da quando sono nato dato che è il giornale che si compra in famiglia.

Tutto vero tutto giusto, sempre. Io pero’, che da un paio di mesi sto dall’altra parte dell’oceano, mi son trovato invece a rivalutare Repubblica, che è l’unico giornale italiano che posso leggere.
Se è vero che il giornalismo italiano è malato di politica, buona parte di quello americano e nel mio caso canadese è malato di cronaca. O per lo meno di quelle che loro chiamano “stories”. Per raccontarti il problema dell’inquinamento della città partono sempre da una storia strappalacrime tipo un bambino che ha l’asma e mille allergie perchè è cresciuto in un appartamento al primo piano e ha respirato i gas di scarico. Eccheppalle! Aridatece Bonini e D’Avanzo!

Come diceva Leonardo, sono d’accordo anche con gli spazi fra una parola e l’altra.
Soprattutto sulle donnine nude. Santamadonna. Non se ne può più.

Leggo Repubblica da almeno 25 anni, credo sia stato sempre così, più o meno. Ma le critiche sono tutte azzeccate, spero servano a migliorare. Ciò non toglie che ci sia di molto peggio.

Forse è vero che c’è troppissima politica interna, ma non è peggio la cronaca che sembra gossip? Vorresti darle più spazio.

trovo matteo un po’ ingeneroso al punto 4, a proposito delle pagine culturali. se gli capita di sfogliare quelle del corriere ci resta stecchito. altro che oro di dongo. e il diario del sabato, il domenicale si fanno leggere. non dimentichiamo il super flop del corriere quando tentò di uscire con un inserto la domenica. da brivido. fecero retromarcia e rotolarono parecchie teste in redazione. le pagine culturali di repubblica ci provano a guardarsi in giro, e non necessariamente solo indietro.

trovo matteo un po’ ingeneroso al punto 4, a proposito delle pagine culturali. se gli capita di sfogliare quelle del corriere ci resta stecchito. altro che oro di dongo. e il diario del sabato, il domenicale si fanno leggere. non dimentichiamo il super flop del corriere quando tentò di uscire con un inserto la domenica. da brivido. fecero retromarcia e rotolarono parecchie teste in redazione. le pagine culturali di repubblica ci provano a guardarsi in giro, e non necessariamente solo indietro.

Noantri sostiene che la cronaca nera non sia argomento da prima pagina (condivido), ma mi pare che il primo punto del decalogo di Matteo, per esclusione, ne auspicasse proprio un avanzamento di grado nell’impaginazione di Repubblica. O mi sbaglio? Matteo, quali notizie e/o editoriali vorresti che occupassero le prime pagine? Perdonami, ma non ho capito. Per il resto, trovo che una pecca del giornale in questione sia l’eccessiva omogeneità delle opinioni di chi ci scrive, ma tutto sommato mi pare che abbia ancora il merito di raccogliere molte delle migliori firme del giornalismo italiano. Non è da poco. Deriva centrista? Comprate L’unità, no? ogni tanto fa bene cambiare. Io comunque, da lettrice di testate orientate a sinistra, qualche volta ho provato ad acquistare Il Foglio, di cui molti, al di là della loro posizione politica, dicono che sia un quotidiano tanto “intelligggente”, sebbene destrorso. Opinione personale: faziosità livorosa ed autocompiacimento. Deludente persino nell’inserto culturale del sabato, che non può competere né con quello di Repubblica (se vi pare retrogrado quest’ultimo, provate per credere), né tanto meno con quello del Sole 24ore della Domenica. Qual è un quotidiano che abbia una pagina culturale al passo coi tempi? Se lo conoscete, rendetemi edotta.

tranquilla annamaria compro anche l’unità :D

tranquilla annamaria compro anche l’unità :D

fugace ritorno a leggerti
UhMMM
io dire, direttore e vice direttore che hai e giornale che ti ritrovi…
sono loro che scelgono i giornalisti di cui circondarsi, no?

Sottoscrivo tutto, tranne la frase su Michele Serra: non fa ridere, non fa pensare. è semplicemente terribile. Sarà l’età.

Sottoscrivo in pieno, soprattutto sulla troppa politica interna e sullo spazio culturale! Non se ne può più! Il sito web poi assomiglia sempre di più a TG COM. E non è un complimento!
Grande post!!!!

I difetti sono altri. C’è troppa poca figa e anche pochi uomini nudi (non hanno ancora capito che con Veltroni e DB sulle quote da Ottobre nnon si scherza più?) La pagina della cultura, poi, parla troppo dei crimini del comunismo, sarebbe anche il caso di ricordare che abbiamo avuto vent’anni di dittatura. Inoltre si parla troppo bene di quel tagliagole di poveri vecchi di Berlusconi e troppo male del governo. In fondo non sarà fantastico se andremo tutti in pensione più giovani?
Infine faccio un appello al direttore: la prego, assuma Furio Colombo e lo piazi sull’amaca (la ribattezzi per l’occasione “Il girello”. Come leader del PD è sprecato e sarebbe un peccato farsi sfuggire una mente così lucida e una penna di cotanta impeccabile eleganza.

Per la pagina culturale Il Foglio e’ il migliore. Per la capacita’ di fare (vera!)inchiesta Libero non ha eguali. Per la costante adulazione e ricerca di consenso tra i politicanti di sinistra…be’ La Repubblica e’ assolutamente imbattibile!

Oltre a La Stampa, non sottovaluterei Il Sole 24 Ore, almeno per il Domenicale e Nova, unico esempio serio - mi sembra - di informazione tecnologica in un quotidiano. Comunque il Bordone ha colto nel segno 10 volte su 10.

Una sola parola:
GRANDE!!!

m PERCHE’ repubblica è giornale?

che di musica è solo multinazzionale cche parla di britnei spirs (o comu minchia si scrive) e MAI di MUSICA più di giovinezza tipo quella che mi passa ulderico: ded chennedi, dottordò, guainz…

eppoi è tutta ROMANA, come TU matteobibbianchi sei MILANESE: scrive di vallette e pupe e isole di famosi ma mai sritture come alla radio quelle del calciatore perduto che era bellissima (rembòn)o quella di cristoforo colombo o quella delle olimpiadi di nuoto di DISPENZER.

BASTA storie di culi e di ricchi!, ma più attenzione al POPOLO (e ai cavalli)

visto che adesso che ti ho perdonato sei a fare scritture più veraci e sentimentaliste? Bravo

ciao da ENZO a tuttik tranne ai BARESI

Posso allargare il discorso? Ho scoperto ieri che Linus era diventato il direttore artistico di tutte le radio del gruppo l’Espresso e per prima cosa aveva cancellato Groove Master e Area protetta da Radio Capital.. Quindi sottoscrivo il tuo post per intero e rilancio

Posso allargare il discorso? Ho scoperto ieri che Linus era diventato il direttore artistico di tutte le radio del gruppo l’Espresso e per prima cosa aveva cancellato Groove Master e Area protetta da Radio Capital.. Quindi sottoscrivo il tuo post per intero e rilancio

Hai dimeticato:
11: non spoilerare il finale di harry potter nei titoli…
Che maleducazione.

Hai dimeticato:
11: non spoilerare il finale di harry potter nei titoli…
Che maleducazione.

Ecco, proprio quel che pensavo, soprattutto su Repubblica.it che è il solo che seguo con costanza ultimamente e mi fa sempre più vomitare, letteralmente!
E lo confondo con la home page del portale “libero”… non so se rendo!

Ecco, proprio quel che pensavo, soprattutto su Repubblica.it che è il solo che seguo con costanza ultimamente e mi fa sempre più vomitare, letteralmente!
E lo confondo con la home page del portale “libero”… non so se rendo!

Se si potesse anche smetterla con la celebrazione di woodstock, rolling stones, beatles, jim morrison… cioè piacciono anche a me, ma stare un po’ di più sulla notizia no eh… Di quel caravanserraglio chi è sopravvissuto ha cinquant’anni per gamba…

Se si potesse anche smetterla con la celebrazione di woodstock, rolling stones, beatles, jim morrison… cioè piacciono anche a me, ma stare un po’ di più sulla notizia no eh… Di quel caravanserraglio chi è sopravvissuto ha cinquant’anni per gamba…

sei il solito primo della classe
e anche per questo ti amo

però dipollina non lo boccerei

“3 - Basta con le immagini pixelate. Non è possibile che la qualità tipografica del giornale sia crollata così miseramente, dopo il passaggio al digitale e al colore.

4 - Raccontate storie piccole.”

Riporto questi che mi paiono i 2 punti piu’ assurdi di questa presunta lettera che purtroppo trasuda tutta la superficialia’ e la vuotezza di questa mia generazione di trentenni o giu’ di li’ che ha deciso di abbandonare anche quel minimo di obiettivita’ e senso critico che dovrebbero guidarci nell’osservare e giudicare (sena darci troppe arie) il mondo che ci circonda.

Davvero questi 10 punti sono i veri problemi di La Repubblica (e per esteso di tutta la stampa italiana)?
Poveri noi.

Cito un mio amico: “Ormai ci aspettiamo la rivoluzione culturale da gente molto peggiore (o meno migliore) di noi.
Vabbè….”

Sottoscrivo ciò che scrive Antonio, questa lettera è lo specchio della vacuità e della inutilità dei tempi attuali.
E sottolinea con evidenza quasi imbarazzante i due aspetti negativi che ci stanno imbarbarendo: l’egocentrismo spinto oltre ogni decenza (v. punto 1 e 5 ad es.) e l’estrema arroganza intellettuale (v. ad es. p.4, 7 e 10).

Sottoscrivo ciò che scrive Antonio, questa lettera è lo specchio della vacuità e della inutilità dei tempi attuali.
E sottolinea con evidenza quasi imbarazzante i due aspetti negativi che ci stanno imbarbarendo: l’egocentrismo spinto oltre ogni decenza (v. punto 1 e 5 ad es.) e l’estrema arroganza intellettuale (v. ad es. p.4, 7 e 10).

Se volete dare un segnale ai direttori dei quotidiani smettete di comprarli.
Il resto è frustrazione.

alessio, dove sta l’arroganza intellettuale nel dire che repubblica.it fa schifo ?
Io saro’ un barbaro, ma la repubblica la leggo solo online, e non e’ una gran soddisfazione, te lo posso garantire.

guarda te se bisogna mettersi a difendere bordone (che poi nel post dopo ci sciorina le sue avventure all’ikea…)
Dai bordone, piscia lungo, fai l’intellettuale come si deve !!
(Cioe’: fai come vuoi, il blog e’ il tuo, ma meno ikeas, e piu’ royale politique, please. Il pezzo sui mobili, comunque e’ leggibile…)

Parola per parola, Matteo. Parola per parola. Seppur con colpevole ritardo.

in quanto 17ene non posso non essere d accordo con l ultimo punto…le descrizioni che sono mooolto divertenti, ma totalmente fuori strada!

Repubblica a me sembra un brufolo sul sedere dell’Italia, rimasto lì per sbaglio dagli anni ‘70.

“e digli che ho sempre voluto più bene a … a tutti e due uguale”
(per dire che sei meglio te del sofri, insomma ;)



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