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Sabato 21 Luglio 2007

L’ingannevole riparo della betulla scandinava


sole.jpgUn uomo entra determinato nel reparto Consegna Merci dell’Ikea di Carugate, cintura nordorientale di Milano. È apparentemente calmo, carico di buoni propositi. Entra, consegna il foglio del suo ordine all’addetto, riceve un numero, prende un carrellino con sopra una bella scatola marrone che sembra lì apposta per lui, ed esce soddisfatto. È un giovedì di luglio e fa molto caldo.

In questi giorni sto finendo di fare il trasloco. Dal secondo al terzo piano della stessa casa. Scemata, direte voi. Sì, abbastanza. Però c’è il fatto della cucina e delle librerie Billy, che dovevo comprare nuove. Le Billy le ho prese la scorsa settimana, e con grande efficienza le ho montate in sala. Per la cucina invece è andata così.
È andata che mercoledì ho deciso di andare all’Ikea con una consulente fidata, ma poi ora che avevo scelto tutto e pianificato la cucina col mio bel kitchen planner (che va solo su pc e non su mac, il che, specialmente da quelli che per anni sui cataloghi hanno messo solo mac, mi pare una vigliaccata), insomma alla fine non ci stavo più dentro e ho schiacciato il tasto abort mission e sono venuto via senza i mobili.


Ma la mattina dopo, miei piccoli lettori, armato di disegno in tre dimensioni e idee molto chiare, sveglio dall’alba, il nostro parte alla volta di Corsico, sede della più grande Ikea d’Europa, con piglio deciso, che sono circa le nove. Arriva lì in anticipo, ancora prima dell’apertura. Si guarda in giro. Vede che delle macchine già entrano nel parcheggio. Entra anche lui. Si mette fuori dalla porta. Ci saranno trenta persone, l’aria di chi fa parte di un club esclusivo. Quando si aprono le porte, il gruppo sale compatto. C’è anche qualche novizio: un paio di signore che si sono armate di carrello prima di entrare e, arrivate alla prima scala mobile, capiscono di doverne mangiare di Pølvvęrē (sospensione terrosa scandinava, gratis, ritirare alla Bottega Svedese, prima dell’uscita).
Dentro, saliti al livello della partenza del giro, i clienti vogliosi vengono fermati tutti e invitati a consumare una colazione offerta da Ikea. Che sono le dieci meno un quarto e bisogna aspettare il campanaro, prima di addentrarsi nel ventre molle della globalizzazione gialloblù. Succo di frutta. Caffè. “Che è questo, latte?” “È yogurt, signora” “Ah, yogurt, grazie”
Il nostro eroe entra al contrario, dalla fine, per arrivare subito alle cucine senza spararsi tutta l’esposizione (che ormai sa a memoria). Dopo un momento di smarrimento iniziale, che non c’è nessuno, avendo il primissimo numero della categoria ORDINI CUCINE, viene chiamato a ordinare la cucina da una commessa jena delle cucine, che sa tutto ed è bravissima e gentilissima, e dà consigli, capisce la disposizione, capisce gli incastri (forse in effetti ne saprebbe dare anche sull’amore, di consigli, ma non c’è tempo!), poi però prima di congedarlo dice “C’è un problema”. Gli occhi sbarrati di lui la costringono a specificare subito, prima di essere presa a testate. “Lo scolapiatti e il mobile del lavandino ci sono, ma all’Ikea di Carugate.”
Figuriamoci se questo può fermarlo. Tsk. Ringrazia, scende al magazzino, prende tutto quello che gli serve, poi va alla cassa, paga, va al ritiro merci, scende a caricare la macchina, gira come un idiota perché ha sbagliato piano del parcheggio finché un magnanimo del maghreb non lo mette sulla retta via, risale, riscende e carica il secondo carrellino, esce.
All’uscita si rende conto che fa caldo. All’uscita si rende conto che fa caldo. All’uscita si rende conto che porcaputtana quel diciannove di luglio duemilasette fa caldo. Se lo ripete diverse volte, che fa caldo, perché in effetti è un caldo che si può sprofondare nell’asfalto e i telegiornali sono piene di vecchie con la bottiglia fradicia in mano.
Prende la tangenziale, destinazione Carugate. A un certo punto il cruscotto gli dice 39. Fa molto caldo in effetti, cacchio, pensa lui. L’aria condizionata è a palla, ma non si sta tranquilli: è un sole che piglia a schiaffi dal cruscotto.
Quella di Carugate è un’Ikea dove non è mai stato. Scende dalla macchina. Fa parecchio caldo. Entra, va subito alle cucine, consegna il promemoria stampato dalla ragazza di Corsico, spiega la questione, viene servito con grande celerità. Scende al magazzino, prende dallo scaffale lo scolapiatti, poi paga alla cassa, sale in macchina ed esce dal parcheggio. Gira un po’ lì, in preda a una certa confusione, e stupito parecchio di quanto l’asfalto ribolla all’ora di pranzo di questo giovedì di luglio, finché non trova la Consegna Merci, che è in un capannone diverso. Prende il suo pezzo mancante e va a casa. Scarica la macchina con grande sudore, si rilassa, esce per una riunione, ritorna. Fa cose.
La mattina dopo si mette a montare i pezzi della cucina, poi man mano che prendono forma, conta e riconta, controlla e ricontrolla perché non gli tornano i conti. C’è un pensile di troppo e manca il mobile base del lavandino. Presto giunge a un’amara conclusione: il pensile non c’entra effettivamente una mazza e il mobile effettivamente manca. Essendo la giornata ancora più calda della precedente (al telegiornale le vecchie si fanno direttamente di crack, in preda alla disperazione), aspetta le ore sei e mezza, quando carica il pensile in macchina e riparte per Carugate. La radio parla di code vacanziere ovunque, ma la Tangenziale Est (che all’inizio la talpa dei mobilifici prende in direzione Sud invece che Nord, così, per divertire il pubblico giusto il tempo di un’uscita), è abbastanza sgombra. Arriva a Carugate e va al servizio clienti. Non ha lo scontrino. Si spiega. Ottiene di restituire l’oggetto e avere un buono. Prende il buono, va alle cucine, parla con un addetto, spiega. Questo legge le altre cose comprate per sicurezza, riguarda il disegno e alla fine dice sì, ti manca solo quello. Fa l’ordine e glielo dà. Lui scende, consegna il buono, paga la differenza di venti euro, risale in macchina e questa volta in venti secondi raggiunge la Consegna Merci. Lì dà il foglio al ragazzo e si mette ad aspettare.
C’è poca gente in attesa, molto silenzio, ma tra quei pochi ordini ce ne sono di giganti e bisogna avere pazienza. Dopo una ventina di minuti arriva l’oggetto. E mentre il ragazzo con i dread lo fa firmare, improvvisamente, lui si rende conto. Si rende conto di quello che è successo il giorno prima. Dopo aver aspettato venti minuti per il suo mobile base lavandino, dopo preso numeretto-seduto- comprata acqua dal distributore-telefonato cellulare-risposto a chiamata del numero-firmato bolla di consegna-ritirato carrellino con scatola marrone, ecco proprio in quel momento lì lui si rende conto che il giorno prima il tutto è stato molto, troppo più veloce, troppo caldo, troppa tangenziale, troppa Ikea, troppo jingle Ikea nelle orecchie, fatto sta che mancano dei pezzi. Insomma probabilmente qualcuno aveva aspettato per ore un pensile misteriosamente scomparso. E un mobile lavandino è stato estratto una ventina di minuti dopo, e un numero chiamato, mobile e numero abbandonati a loro stessi. Non solo, ma doveva aver avuto una faccia talmente iniettata di caldo torrido e determinazione, che nessuno gli aveva detto niente, e lui con la fermezza delicata del gesto puro aveva preso il primo carrellino che si era ritrovato davanti, e senza nessun motivo per farlo aveva pensato questo è il mio e l’aveva caricato in macchina.

Un uomo entra determinato nel reparto Consegna Merci dell’Ikea di Carugate, cintura nordorientale di Milano. È apparentemente calmo, carico di buoni propositi. Entra, consegna il foglio del suo ordine all’addetto, riceve un numero, prende un carrellino con sopra una bella scatola marrone che sembra lì apposta per lui, ed esce soddisfatto. È un giovedì di luglio e fa molto caldo.

34 commenti finora
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Mi spiace dovertelo dire, ma anche su l’irresistibile leggerezza degli esteri (vista dalla prospettiva di un mobile truciolare Ikea tenuto assieme a colle), avevo già scritto :)
http://sadmood.blogspot.com/2005/11/nuntaareg-nullius-amicus-magis-faber.html

respect! l’ikea il sabato è un’impresa che necessita di grossa motivazione e equilibrio psicofisico.. RESPECT!

..era giovedì.. allora un respect minuscolo..

..era giovedì.. allora un respect minuscolo..

Guarda, nella mia breve, ma pregna, esperienza ikeika posso dirti e documentarti le seguenti cose:
- ogni Ikea, da quello che affermano, è il più grande d’Europa. Tanto sembrano tutti uguali, i percorsi sono idendici, cambia la grandezza del ristorante. Quando hanno aperto quello di Padova hanno subito denunciato la sua enormità superiore su suolo europeo, per questo hanno pensato bene di metterlo SOPRA il casello di Padova Est, giusto per essere discreti e non creare disagi.
- sebbene l’happy ending, tutta questa tua tortura valeva un viaggio ad Hannover: io ci sono stato tipo un sabato mattina alle 11, orario suicida in Italia, ovunque, durante tutto l’anno. Invece lì sembrava di essere in un museo dato il silenzio, l’ordine, nonchè la poca gente. Chiaro che se poi ti mancava un pezzo era drammatico portarlo indietro, ma loro sono ampiamente “error free”.
- non si sa perchè, nel succitato luogo germanico, le cose costano pure meno; sarà che sono più vicini alla Svezia… boh.
- sei stato indubbiamente impavido e coraggioso, ora puoi andare a fare un certificato in comune, la coda dal medico e magari un viaggio in treno sul Mongibello e in aereo su un Alitalia MD80 prima che li tolgano, così ti possono dare la medaglia al valore (in)civile.

L’Ikea-più-grande-d’Europa di Corsico aveva aperto solo da una settimana, ma già mancava un certo copridivano arancione, certe normalissime mensole nere (mancano tutt’ora, del copridivano invece non si sa più niente) e dei graziosissimi appendiabiti da muro. Oppure non era il mio giorno fortunato.

alcune inutili considerazioni:

a) all’Ikea ci si va la sera tra le 20 e le 22. forse a Milano c’è già chi organizza gli aperitivi pre-ikea.

b) quando anche tu sarai ben integrato nel ventre molle della globalizzazione giallo-blu, aprirai gli scatoloni con un gusto reminescente delle scatole del lego

c) un avvitatore elettrico a batteria diventerà il tuo migliore amico, altro che iPhone

d) il fatto che il fondo dei “mobili base” della cucina sia da inchiodare rudemente è senza dubbio una caduta di stile

e) dopo una settimana o due, sentirai che i nomi svedesi dei mobili poco a poco scivoleranno via dalla tua memoria, quella sarà la soddisfazione più grande

E’ sempre meglio prendere cosigli sull’amore.

Peccato che non mi serva un pensile per la cucina… comunque questi sono i casi in cui rivaluto i supermobilifici extralusso in cui ti fanno tutto loro, ti scelgono anche la cucina e con che organo vitale preferiscono essere pagati, è giusto ricordarlo, e non stai in tangenziale il 19luglio con 39 gradi diconsi 39.
Ecco, questi sono i vantaggi del lavoro impiegatizio, all’IKEA ci posso andare solo la sera :-)

Peccato che non mi serva un pensile per la cucina… comunque questi sono i casi in cui rivaluto i supermobilifici extralusso in cui ti fanno tutto loro, ti scelgono anche la cucina e con che organo vitale preferiscono essere pagati, è giusto ricordarlo, e non stai in tangenziale il 19luglio con 39 gradi diconsi 39.
Ecco, questi sono i vantaggi del lavoro impiegatizio, all’IKEA ci posso andare solo la sera :-)

sai solo LAMENTARTI!
Gne gne gne!

E IO cosa dovrei dire? IO (enzo)

Ti spiego, lamentatore milanese e Sbocchioso.

Allora, matteobibbianchi, dove vivo io non c’è Ikea, no c’è esseesse per la spesa e non c’è niente di niente.
La cucina siamo andati a prenderla A CAMPOBBASSo io e Ulderico con una motoAPE125 blu. A Campobbasso non c’era nessuna ragazza carina, ma solo un vecchio con la pancia grossa si soldi e gli occhiali sporchi di vergogna.
Allora io e Ulderico carichiamo la cucina sulla motoAPE blu ma c’è il mobbiletto deipiatti che non c’entra, mannaggia
Allora che succede? Succede che il mobiletto viaggia nel posto guida con Ulderico e io (enzo) viaggio da Campobbasso a casa chiuso dietro, dentro la cucina!!!

E tu ti LAMENTI!

ma per caso hai sangue BARESE?

Qui in guardiola non c’è nemmanco la macchina del caffèm cìè troppo caldo che infatti nessuno gioca al calcetto e l’estate è dura coi lavoratori, è senza pietà come le finansiarie bastarde

ciao da ENZO

Tu senza di me non esisteresti nel mondo di blog, solo PORNO tube senza di me. Ricordatelo. Ma ti ho perdonato perchè hai fatto la scrittura in cui hai chiarito che eri stato vastaso con me e ti ho perdonato senza chiederti di metterti in ginocchio davanti a me, perchè IO sono un signore, io.

ciao

o, ma ci vai in vacanza? Dove? Io forse vado a Paola? Sai div’è? c’è il mare e Ulderico mi insegna a nuotare, ha detto. Scappo che arrivò il capo che è vecchio e bastardociao

Cioè, Matteo, non so se i rendi conto, ma secondo me sì: “gli occhiali sporchi di vergogna”…e quando ti ha detto che ti vuole bene, ma non perchè ti stima, ti vuole bene come un fratello maggiore…sei un uomo fortunato Matteo Bordone!
Ma allora il ragazzo coi dread è in dotazione in ogni Ikea del mondo!
[e comunque lamentarsi è cosa buona e giusta]

Ho spedito il tuo post al feldmaresciallo Kamprad e ha decretato la tua lapidazione a colpi di Kott bullar.
La pena è stata poi commutata in ergastolo da scontarsi agli arresti domiciliari. Ovviamente nella casa ideale (59mq) vicino al reparto utensili cucina.

no no no. Aspetta un secondo:

Il nostro eroe entra al contrario, dalla fine, per arrivare subito alle cucine senza spararsi tutta l’esposizione

come diavolo hai fatto?? Il loro Percorso per Lobotomizzati© non può essere risalito al contrario! Ci sono guardie ovunque, telecamere, raggi infrarossi, scienziati in camice, qualche agente della Cia in pensione che una volta lavorava alla sezione Lavaggio del Cervello. Io ci ho provato, mi hanno placato e credo iniettato del calmante mentre urlavo “Ho già fatto il giro, ho solo dimenticato di prendere una cosa dal magazzino!”. Infine sono stato sparaflashato.

Non so se c’entra ma da allora la mia cassetta della posta è perennemente riempita di cartoline di Scientology.

no no no. Aspetta un secondo:

Il nostro eroe entra al contrario, dalla fine, per arrivare subito alle cucine senza spararsi tutta l’esposizione

come diavolo hai fatto?? Il loro Percorso per Lobotomizzati© non può essere risalito al contrario! Ci sono guardie ovunque, telecamere, raggi infrarossi, scienziati in camice, qualche agente della Cia in pensione che una volta lavorava alla sezione Lavaggio del Cervello. Io ci ho provato, mi hanno placato e credo iniettato del calmante mentre urlavo “Ho già fatto il giro, ho solo dimenticato di prendere una cosa dal magazzino!”. Infine sono stato sparaflashato.

Non so se c’entra ma da allora la mia cassetta della posta è perennemente riempita di cartoline di Scientology.

Sei sempre vivace, ma squesta volta no. Sarà il caldo ma il post sull’Ikea no. BAsta. Bisognerebbe fare una moratoria internazionale per vietare ai blogger di tutto il mondo di raccontare le avventure di un povero singolo alle prese con il dorato e dannato mondo dell’Ikea. Dopo i post che raccontano dell’aperitivo di ieri sera e i post sul proprio gatto, sono i più gettonati. E poi si fanno i convegni sulla fine dei blog…

Sarà che nell’isola felice di Alghero cose come l’Ikea, grazie a Dio non esistono, e non abbiamo gli stessi ritmi e rituali di voi su al Nord, però Bordone, basta con sto mobilificio!Ha scassato l’anima ormai!Tra l’altro, il patron dell’Ikea(lessi una volta)nonera colluso con il nazismo?

non è vero che non si può entrare dalla fine, Zage
Anzi, tutti i veri intenditori IKEA lo fanno, perchè appena prima delle casse c’è l’angolo delle occasioni

…. occhiali sporchi di vergogna è molto poetico….

Si, si era colluso col nazismo e si mormora che se hai culo ti può capitare un POANG fatto di pelle umana.
Matteo, sei banale, palloso e anche un pò boia.

A questo punto, IkeaForDummies.

Volevo solo dire dell’ikea di Elizabeth, New Jersey, USA. Ecco, beh, dicono sia la più grande d’Europa…

Ciao eNZO!

e ancora ancora cn queste pubblicita sublinali che io leggo i posts di fatti tuoie invece vedod gia ke ti 6 comprato la udi TT cn i soldiche hai avuto dalla ikea almeno facess spots x una azienda italianaa e invece basta ke paghano eeeeeeh??????tanto nn sapete ke vuole dire spelarsi le mani dale 6 del mattinooo alle 8 disera x due spicioli…..ho visto muorire alcuni dei mieiei + cari amici cn questi occhii x il troppo lavoro ke li ammazzava…cmq lo sò di dire cose scomode nonostante la peperonata

io stranamente amo l’Ikea, sono 20 anni che per me non esiste altro mobilificio!!! Giusto un mesetto fà ho preso un Mega-Armadio PAX con 4 ante specchiate per pochissimi soldi, lo montato in ca. 2 ore e mi sembra bellissimo!!!

io stranamente amo l’Ikea, sono 20 anni che per me non esiste altro mobilificio!!! Giusto un mesetto fà ho preso un Mega-Armadio PAX con 4 ante specchiate per pochissimi soldi, lo montato in ca. 2 ore e mi sembra bellissimo!!!

Ma che mondo sarebbe senza Ikea? Diciamocelo.

Alzi la mano chi all’ Ikea non ha mai mollato tutta la roba alla cassa scappando a gambe levate dopo aver visto quella lunga fila alla cassa….:O)

L’Ikea più grande d’Europa è quella di Stoccolma. Cerchiamo, caro lumbard, di non tirarcela senza motivo, ok?

E poi, visto che spero tu guadagni più di me (più che altro perché te lo meriti), non ti sembra un po’ esagerato andare a prendere la cucina da Ikea? E poi non hanno belli ellettrodomestici (classe B?). Suvvia!

E poi, visto che spero tu guadagni più di me (più che altro perché te lo meriti), non ti sembra un po’ esagerato andare a prendere la cucina da Ikea? E poi non hanno belli ellettrodomestici (classe B?). Suvvia!

Kush:
“non è vero che non si può entrare dalla fine, Zage
Anzi, tutti i veri intenditori IKEA lo fanno, perchè appena prima delle casse c’è l’angolo delle occasioni”

Conosco bene l’angolo occasioni! Ma ti assicuro che a me quella volta non m’hanno fatto passare sebbene fossi appena uscito per di là…

Prima gli elettrodomestici erano basici ma funzionavano.
Oggi sono tutti otttimi whirpool e comunque classe a.
Ma che modello di cucina hai comprato?
La Lidingo? la Ulriksdal? o una roba più di design?
(commento e richeista di mia moglie)

Matteo credimi, basta IKEA, dopo Lohan e Spears, anche per te Promise può fare qualche cosa. Uno scoop: lo trovarono furtivo, la notte in un rave tra le vetrinette Detolf.

cambio merce a carugate: 10 minuti per cambiare 2 antine e 1 pannello di rivestimento sbagliati (+ 5 min alla consegna merci); 1 ora per 1 confezione di cerniere sbagliate (+ i soliti 5 min alla consegna merci).
però la cucina sta venendo uno splendore!



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