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Lunedì 30 Luglio 2007

Tack


ilpostodellefragole.jpgOggi è morto, sereno, vecchio e soddisfatto, Ingmar Bergman. Bergman ha fatto una marea di film, talmente tanti diversi e ricchi e profondi, che ce n’è sicuramente uno che vi piace parecchio e vi parla dritto in faccia proprio a voi. Se avete voglia, io consiglio i classiconi Il posto delle fragole, Sussurri e grida, Persona, Il settimo sigillo, ma non siete obbligati. Nessuno è obbligato a fare niente. Ma ne approfitto soprattutto per dire che chiunque si metta a fare ironia sulla pesantezza dei film di Bergman, in tipico stile bloggarolo disincantato, tipo “molto meglio Zoolander” e stronzate simili, ecco, sappia che non capisce una mazza (di cinema, ma non solo), è piccolo così, e nessuno gli ha chiesto niente.

15 commenti finora
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Sinfonia d’autunno, il mio preferito insieme a Persona; Bergman rappresenta una delle più significative scoperte della mia adolescenza. Grazie Ingmar

Sinfonia d’autunno, il mio preferito insieme a Persona; Bergman rappresenta una delle più significative scoperte della mia adolescenza. Grazie Ingmar

se vogliam fare i bloggaroli disincantati, vediamo il lato positivo: magari è la volta che dan qualche bel film in TV.

EIO, è improbabile che retequattro e raidue abbiano intenzione di modificare il loro palinsesto estivo per un fatto così marginale, cancellando così la messa in onda di prestigiosi film quali Don Camillo, il ritorno di Don Camillo, Don Camillo contro Gamera, Don Camillo thai-anal experiences, Don Camillo e la notte prima dei tre metri sotto gli esami.

È per commenti come questo di kush che io sono FELICE di Freddy Nietzsche.

Settimo sigillo ed il Posto delle fragole, sono gli unici film in bianco e nero di cui io abbia una memoria a colori.

Per me Bergman è anche la proibizione di “Scene da un matrimonio”.
In prima serata negli anni 70 ne trasmisero alla Rai le puntate ma le annunciatrivci raccomandavano la visione solo al pubblico adulto in modo così minaccioso che i miei non mi permisero di seguirlo.

L’ho visto qualche anno fa.

Matteo, il bello del blog è proprio quello: “Nessuno ti ha chiesto niente”.

Matteo, il tuo post mi ha fatto venire in mente quella scena di Manhattan in cui Keaton e l’amico di Woody Allen stilano la lista dei sopravvalutati inserendovi Mahler, Van Gogh e proprio Bergman. Poi l’ebreo spiritoso e nevrotico sbotta e dice che Bergman è l’ultimo genio del cinema, o qualcosa così.

Matteo, il tuo post mi ha fatto venire in mente quella scena di Manhattan in cui Keaton e l’amico di Woody Allen stilano la lista dei sopravvalutati inserendovi Mahler, Van Gogh e proprio Bergman. Poi l’ebreo spiritoso e nevrotico sbotta e dice che Bergman è l’ultimo genio del cinema, o qualcosa così.

“ecco, sappia che non capisce una mazza (di cinema, ma non solo), è piccolo così, e nessuno gli ha chiesto niente.”

Ecco, sono pienamente d’accordo. Ed avevo una voglia matta che qualcuno lo dicesse. Grazie Bordone.

eh va bene… ci sono quei momenti in cui non puoi proprio farne a meno di un film di bergman e altri in cui e’ la cosa piu’ distante da te…

aggiungerei alla lista…
“monica e il desiderio” e “il volto”

E di Antonioni? Di lui ci lasci dire delle cose tipo “molto meglio Little Miss Sunshine”? No, eh?

Il settimo sigillo è stato uno dei film che, ancora alle superiori, mi ha iniziato al cinema “vero”. Poi Persona, e troppi altri ancora da vedere…

La vita è ingiusta.
Bergman è morto e Pier Francesco Pingitore ora è lì in riviera che gioca vispo a racchettoni.



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