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venerdì 3 agosto 2007

Tu metropolitana, io metropolitano


videodrome7.JPGAgosto milanese, agosto di riposo e cazzeggio con uomini e donni scelti dal governo per presidiare la capitale morale. Siamo di vedetta, qui. Ci tocca. Per questo, segnalo, come non faccio quasi mai, tre cose che ho trovato nel nuovo sito internet “Tu, metropolitana“. Ho letto su Repubblica.it che i giovani ci vanno e dentro trovano dei filmaggi con gente che picchia donne nude seviziate da minorenni albini, che poi ci vendono le cose nella rete e non era vero niente che c’erano i telefonini alla metà era tutta una truffa africana, e poi tutta una serie di morti stecchiti, che a furia di fare i videogiochi dell’Atari i giovani vogliono solo morte e distruzione nei loro occhi mercificati da Lucignolo e reality. Ho letto così, ma quei video terribili non li ho ancora trovati. Mi riprometto di farlo presto. Continuando a cercare, ho trovato tre cose che mi sono piaciute. E vi dico cosa e vi dico perché. Molti le avranno già viste. Altri no.


Galeotto fu il video e chi lo scrisse – Io non so cosa succeda nelle galere del resto del mondo, né mi voglio mettere a fare una tirata su quello che sarebbe giusto fare o non fare nelle carceri. C’è comunque questo carcere nelle Filippine, a Cebu City, dove fanno fare delle coreografie ai detenuti, come parte di una loro politica di recupero e riabilitazione. E su youtube ce ne sono a mazzi, di queste coreografie. Ecco. Thriller è oltre. Romero e Cronenberg non sarebbero stati capaci di fare niente di simile. Busby Berkeley, dall’aldilà, ringrazia e applaude ridendo. Ripeto, non si parla di secondini, democrazia, condizioni, bla bla bla. È Asia, non ne sappiamo niente, men che meno sappiamo nello specifico di Filippine e di questo carcere. Almeno io non ne so e, per favore, il dibattito no. Ma vedere coi nostri occhi l’unica vera reincarnazione plausibile del video di Thriller, capace di rivaleggiare con l’originale, e vederla prendere forma nel cortile di un carcere, è una di quelle cose che fanno pensare che sarà anche un mondo ingiusto e assurdo, ma noioso proprio no.

Occhi al kajal – Durante la mia permanenza in Giappone ho conosciuto questo video. Si dà il caso che Flavio, l’uomo di Kemuri, sia molto impallinato con l’India. E quindi grazie a lui ho scoperto questa dea travolgente, Aishwarya Rai, e questa canzone perfetta, che viene dal megacolossal Bunty Aur Babli. Il testo è tutta una cosa seducente, che a un certo punto dice una roba tipo “quando starò finendo di stiracchiarmi, tu dovrai arrivare da me” (Devo commentare?) Gli attori sono: l’attrice più famosa di Bollywood, il Mastroianni indiano (il vecchio), il marito (il giovane, maledetto) dell’attrice più famosa di Bollywood. Poi vi segnalo il fischiatore: un eroe dei nostri tempi di cui spero un giorno di vestire i panni. Lei è stupenda e basta. Se vi fa quell’effetto non vi devo spiegare niente. Se vi sembra carina, non posso convincervi. È una questione di sguardo, occhi e kajal.

I miei mobilieri preferiti – Credevo che fosse un video vero. Mi pareva sublime. Ma in effetti alcuni amici precisini mi facevano notare che l’airbag non scoppia così facilmente. Fatto sta che poi ho scoperto che un po’ dei soldi che ho speso all’Ikea per comprare i mobili sono andati nella realizzazione di ‘sta roba. E mi sono sembrati spesi bene. Parecchio.


Mitico Videodrome.

Matteo, santa madonna, ci sei?
Cosa succede alle mail che ti mando?

-Questo commento si potra’ cancellare ad avvenuta lettura del destinatario-

bellissimo quello dell’Ikea!!

Hai ragione tu: Aishwarya è una dea… anche la vecchietta però non scherza

ma nessuno dice nulla sul detenuto vestito da donna con la coda?

vorrei solo sapere il principio con cui hanno assegnato i ruoli