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Mercoledì 15 Agosto 2007

Non Vale


pasolini.JPGCaro Valentino Rossi, non mi conosci e non conosco te, ma vado in vacanza a Gabicce da quando avevo cinque anni. Gabicce e Tavullia sono lì, no? Quindi c’è una contiguità territoriale. Qualche volta sarai anche andato a bere delle birre al Rabuki. Ecco. Io ci sono andato un sacco di volte. E allora, un po’ per questo motivo e soprattutto perché i fatti che ti riguardano toccano un tasto per me molto importante, ti do il mio punto di vista. Tu non lo leggerai, ma così almeno scrivo in seconda persona, che viene meglio. Insomma questa è una finta lettera. Va be’. Cominciamo.
Delle due, una: o la Guardia di Finanza rende pubblici dei dati falsi, oppure hai pestato una merda. (Non fisicamente, dico. A Milano si dice così, con un’espressione di quelle lì un po’ cagone e milanesi, per dire che hai fatto una cosa che non avresti dovuto fare e ormai l’hai fatta. Cioè non puoi tornare indietro, chiedere scusa alla merda pestata, o a chi ha visto la scena. Non puoi nemmeno argomentare. Quindi in genere quando pesti una merda ti pulisci, con fastidio e schifo, e aspetti buonino che il ricordo scivoli via dalla memoria della gente. Anche io, per dire, una volta al battesimo di mia cugina Sofia, che ero molto piccolo, ho pestato una merda davanti a San Marco, qui a Milano. E ci sono le foto di mia madre che pulisce la suola coi fazzolettini, e io ho anche quella faccia che hanno i bambini in quelle situazioni lì, una faccia che dice solo “Eccomi quaâ€. Nonostante questo, non è che universalmente io sia quello che pesta la merda sul sagrato di San Marco a Milano. Ormai mi si identifica in altri modi. Tremendi, certo, ma diversi.)


Be’, se la Guardia di Finanza apre un procedimento contro di te, che sei uno degli italiani più noti al mondo e probabilmente il più amato, do per scontato che non sbagli. Perché non è che gli italiani adorino i finanzieri, e se i finanzieri toppano con Valentino Rossi gli ritorna indietro tutto come un boomerang e gli italiani gli sputano in bocca, ai finanzieri. Quindi temo che le tue dichiarazioni rilasciate ieri al TG5 e al TG1 non vadano da nessuna parte. (Anzi, già che ci siamo ti dico un’altra cosa. Le dichiarazioni così le rilasciano i presidenti in occasioni ufficiali, i calciatori che si ritirano, i rapiti e gli sfigati italiani. Perché negli altri paesi quello che si rilascia è un’intervista. Si cerca magari un giornalista affidabile e gli si permette di fare il proprio mestiere, dimostrando così implicitamente che non si teme niente, perché è ovvio che il giornalista in un caso come questo chieda a un certo bel punto una cosa come “Le ha pagate le tasse, Rossi, o no?â€. Invece così, scocciato, che metti insieme le foto con la Canalis e l’evasione fiscale, fai l’indignato ferito nella morale, ecco, così un po’ di italiani magari li freghi, ma un po’ si convincono che tu stia cercando di fare il furbo. E non è bello.) Anche perché a quanto pare non ci sono grandi questioni da chiarire. Tutto sembra di una semplicità elementare. Ricapitoliamo.
Posto che tu guadagni diversi milioni di euro all’anno, devi aver pagato diversi milioni di euro di tasse. Devi, perché le tasse si pagano. (Sarà retorico, ma almeno una volta me lo farai dire, no?) Le tasse, uno che guadagna tantissimo come te le paga in una misura che sta oltre il 40% del totale. Poi può cambiare un po’ da un posto all’altro, ma più o meno siamo lì. Diciamo, per venirti incontro, dal trenta al cinquanta. E diciamo, per non andare nello specifico, che tu hai guadagnato, in uno degli anni di cui si parla, dieci milioni di euro. C’è un pezzo di carta (non di quaderno, dico uno ufficiale) dove c’è scritto che hai dato al fisco di uno straccio di paese una cifra intorno ai tre, quattro, o cinque milioni di euro?
Ecco, Vale, sei tanto simpatico e bravo in tutto quello che fai, ma se non tiri fuori questo foglio sei anche un ragazzo disonesto, furbastro, meschino e piccolo così. Perché andare in moto, in sé, non serve a niente e non conta niente. Anche rischiare la vita. Anche vincere. Tu vai in moto, rischi la vita, vinci e vieni incoronato d’alloro, solo perché c’è il pubblico che ti segue e ti adora. Il pubblico non solo guarda le gare, viene sui circuiti, compra i prodotti che reclamizzi e le moto su cui sfrecci, ma paga le tasse. Vedi di mostrare un po’ di senso della realtà e pagarle anche tu. Resterai ricco e felice, ma potrai guardare in faccia pubblico e giornalisti, senza dover mettere lì un broncio che ti sta francamente molto male. E non interessa a nessuno.
Se poi non è vero niente e questi soldi li hai versati, ovviamente ritiro tutto, continuo a trovarti bravissimo e a gioire delle tue ricchezze.
Ma se, come temo, ’sti soldi non li hai mai pagati, da’ retta, fai ’na roba, stai in silenzio per un po’. Poi paga quello che hai rubato allo stato italiano (o a quello inglese, deciditi) e dopo qualche mese rilascia un’intervista in cui chiedi scusa.
Vedrai. Le scarpe sembreranno come nuove (della merda nemmeno l’ombra) e tutto tornerà come prima. Anzi, meglio.
Magari un’estate ci prendiamo un cascione a Tavullia, eh? Offro io.
Stai sereno. E vai forte.
Matteo

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