giovedì 23 agosto 2007
Una questione di responsabilità, o una formalità (non ricordo più bene)
Succede che scoppino degli incendi e ci siano morti, feriti, disastro ambientale, danni alla proprietà. Succede che la prima reazione della gente intervistata sia quella della polemica sui soccorsi, che lo stato ci ha abbandonato e siamo l’ultima ruota del carro, come quando ci sono i terremoti o i nubifragi. Succede che nessuno pensi che se una serie di criminali aspetta le giornate di vento per commettere un reato (che ha l’aria di una disgrazia incredibile, ma della grazia o del suo contrario non ha nemmeno lontanamente la faccia), forse i mezzi saranno sempre, comunque, insufficienti. Succede che prendano a volte i piromani e poi li rilascino, in attesa di processo.
Insomma io ho la netta impressione che ci sia qualcosa che non va nel nostro sistema giudiziario, effettivamente; che i giornalisti ne scrivano sempre pensando ad altro, sempre con la politica in testa, senza un’idea delle cose; che i politici ne discutano partendo dalle posizioni delle lobby degli avvocati e dei giudici; che la riforma la possa fare, a strappi, la destra, perché se la sinistra avesse voluto e potuto fare la riforma, ci avrebbe messo Anna Finocchiaro a fare il ministro.
Comunque, senza fare i destroni e senza il populismo con bava alla bocca e forcone in mano targato Beppe Grillo, si possono dire delle cose. Sulla giustizia, ma anche sul gradino precedente. Un po’ come vengono. Come mi vengono, per al precisione.
Il nostro è diventato un paese dove la responsabilità è scomparsa. Sbagliare non è previsto: si fanno delle cose che secondo alcuni non si sarebbero dovute fare, certo, ma proprio errore errore di sbaglio che uno può dire con certezza quella volta ho sbagliato…be’…insomma…naaa. E non è il caso di prendersi carico dell’errore e delle conseguenze: si rischia di tirarsi la zappa sui piedi, prematuramente! Chi mi dice che si trattava di errore vero e non illusorio, momentaneo, fallace, piccola svista nell’occhio di chi giudica? (E chi giudica il giudice?) Guarda meglio. Poi alla fine non aveva tutti i torti, bisogna capire il perché e il percome, e c’è tutto un contesto intorno che non ti dico, amico caro, e quelli che allagano la scuola in fondo, e poi comunque io sai cosa?, io vado al TAR del Lazio, il TAR del Lazio, che meraviglia, il TAR del Lazio è una grande madre accogliente, con enormi tette ope legis, sotto cui ognuno trova posto e si accoccola felice, come quella volta che non aveva fatto i compiti e la mamma ha detto non piangere vieni qui. Quando un errore effettivo viene commesso, diciamo un errore incontestabile (posto che ne esistano), diciamo il giorno successivo alla cattura di uno che ha ucciso dei quattrenni a colpi di martello perché si annoiava, sui giornali possono succedere due cose, che depistano la ricerca della responsabilità.
Sui giornali di destra cominciano a parlare del raccoglimento dei parenti delle vittime, del dolore indescrivibile (e quindi descritto per filo e per segno), del silenzio degli affranti (“Ti ho detto che ci ho parlato con la madre, le ho fatto un milione di domande, ma questa proprio non parla: piange e basta. Sì che ho insistito. Il fratello a momenti mi mette le mani addosso! Cosa ti devo dire? Vorrà dire che faccio il pezzo sul silenzio. Non c’è alternativa”), tutta ‘sta manfrina per poi approdare alla questione centrale per uno stato di diritto: perdòno sì, o perdòno no? Sarà perdonato l’uomo del martello? E il prete? Cosa ne pensa il prete del paese? Chiediamoglielo. Lui troverà le parole giuste per chiudere la faccenda come una conferma dell’imperfezione umana e della capacità di dio-patria-e-famiglia di abbracciare tutto e tutto comprendere e incorporare in un grande disegno naturale.
Sui giornali di sinistra invece è una questione di scollamento sociale, c’è l’intervista al sociologo o al filosofo, che parla di quando c’erano i contadini coi piedi nudi nella terra tiepida, e di come la società di oggi manchi di colla, colla vinilica, tutto un pianeta disattaccato che non si sa come tenere insieme le cose, e poi la povertà il precariato i call center la fine delle ideologie e l’isola dei famosi, tutto questo spinge invariabilmente l’uomo a prendere il martello e, vittima di quel nastro trasportatore che è la vita, bang bang, in testa ai piccolini.
Passare da come vediamo le cose a come è fatto il codice risulta sempre molto pernicioso, però c’è un riflesso concreto di questo modo di pensare. La galera è sempre una vergogna per mostri. La galera dura sempre tanto e non ci si va mai per poco. La galera e qualunque misura restrittiva servono a collocare le persone in una categoria, non a risolvere un problema tra l’individuo e la società. Se nessuno sbaglia, nessuno è mai responsabile, e nessuno paga mai (dal 4 nella versione che la Prof. è una stronza perché il compito era troppo difficile “e stai tranquillo che quella lì al prossimo consiglio di classe mi sente”, fino a Gustavo Selva e alla sua ambulanza ambulante), insomma finisce che il meccanismo per cui chi ha pagato ha pagato si scardina e non funziona più. Il recupero, senza l’idea del debito da saldare nei confronti della collettività, diventa un marchio a fuoco indelebile, oppure un perdono urbi et orbi immediato, che per ragioni tecniche viene diluito nel tempo, ma di fatto è automatico.
ps – Mi è venuto un post serioso. Lo so.
Certo, come al solito anche se l’analisi è seriosa il buon MB centra la questione, però anche la tirata del sempre un po spocchioso Luca Sofri su Grillo e i politici inquisiti (il post citato da MB) mi lascia interdetto: va bene il populismo di Grillo, va bene che chi è stato in galera ha “pagato” il suo debito con la giustizio, e bla bla bla, ma LS lascerebbe sua figlia sola per un un pomeriggio con un “ex” criminale, mettiamo un pedofilo, che ha “saldato” il suo debito con la giustizia? Spero di no, ed allo stesso modo io non lascerei la politica in mano a chi ha commesso reati, anche se poi si è sdebitato (che brutta parola…).
Forse perchè ho un idea troppo nobile della politica e di chi gestisce la cosa pubblica?
Scusate lo sfogo, forse anche OT, ma mi stava un po su questa cosa.
Spero che anche il saggio MB condivida.
scritto da Marco Berti sabato.25.08.07 10:19
Certo, come al solito anche se l’analisi è seriosa il buon MB centra la questione, però anche la tirata del sempre un po spocchioso Luca Sofri su Grillo e i politici inquisiti (il post citato da MB) mi lascia interdetto: va bene il populismo di Grillo, va bene che chi è stato in galera ha “pagato” il suo debito con la giustizio, e bla bla bla, ma LS lascerebbe sua figlia sola per un un pomeriggio con un “ex” criminale, mettiamo un pedofilo, che ha “saldato” il suo debito con la giustizia? Spero di no, ed allo stesso modo io non lascerei la politica in mano a chi ha commesso reati, anche se poi si è sdebitato (che brutta parola…).
Forse perchè ho un idea troppo nobile della politica e di chi gestisce la cosa pubblica?
Scusate lo sfogo, forse anche OT, ma mi stava un po su questa cosa.
Spero che anche il saggio MB condivida.
scritto da Marco Berti sabato.25.08.07 10:19
No, non condivido. Per niente.
La politica, proprio perché è nobile, non ha niente a che vedere con la paure di pancia e l’indignazione collettiva. Quello è populismo grillesco. L’ex pedofilo, in democrazia, non viene eletto per la gravità del reato che ha commesso, nel senso che la gente tendenzialmente non lo vota. Ma se non è stato condannato all’interdizione dai pubblici uffici, ovviamente può essere eletto. È un giudice a decidere se deve perdere alcuni o tutti i suoi diritti; non è un gruppo di persone con gli angoli della bocca rivolti all’in giù. Il gruppo di persone può spingere perché sia varata una nuova legge (salvo poi rendersi conto che la legge ha in sé qualcosa di fascistello). I princìpi sono molto importanti in democrazia, mooolto più della forza di un un vaffanculo. Per inciso, anche alla luce del fatto che è mio amico (lo dico esplicitamente, così la cosa è chiara) la natura del tuo esempio e soprattutto il tono del tuo “spero di no” sono perfettamente in linea con forconi e atteggiamento fascistello. Se ne sei consapevole, fatti tuoi; altrimenti, forse è il caso di riflettere.
scritto da Matteo Bordone sabato.25.08.07 11:01
Allora.
Il populismo grillesco, il suo vaffanculo day e tutto il resto stanno molto sulle balle anche a me.
Comunque non mi piace prendere del “fascistello” così facilmente.
Penso che sia moralmente opportuno (va bene così?)che chi ha subito condanne o ha commesso reati non stia nel posto più alto in cui si opera la democrazia, e mi piacerebbe che questa fosse una specie di regola non scritta ma condivisa da tutti: ecco, mi piacerebbe che fosse un principio.
Poi, scusa la mia ottusaggine, ma non capisco perchè la natura del mio esempio è fascistella. Forse è un esempio troppo cattivo, ovviamente non intendevo offendere nessuno, chiedo scusa se l’ho fatto, ma mi sembrava calzante.
E’ che -ripeto- prendere del fascista per un pensiero del genere mi sembra esagerato.
scritto da Marco Berti sabato.25.08.07 12:27
Marco Berti, a ritenere che ciò che lui è “moralmente opportuno”, come dici tu, diventi legge, c’è già il papa, vediamo di non allargare la categoria.
L’hai mai letta la lista di Grillo? Dentro c’è Vincenzo Visco, per “allargamenti abusivi” della sua casa di Pantelleria (si sarà costruito una veranda). C’è Daniele Farina, per una serie di reati da scompisciarsi, immancabili per chi ha passato una vita al Leoncavallo. C’è anche Sergio D’Elia, che 30 anni fa faceva parte di Prima Linea. 30 anni fa. D’Elia si è fatto la galera, si è ricostruito una vita, ha fondato Nessuno tocchi Caino, ecc.
Perché Cicchitto può andare in Parlamento e lui no?
scritto da masaccio sabato.25.08.07 12:37
Ovvio che non bisogna generalizzare, e ho già detto che in linea generale non condivido Grillo: gli esempi che citi tu sono sicuramente delle forzature.
Però ho parlato di principi, non di legge.
Dovrebbe essere condivisa l’idea alta della politica, non dovrebbe essere la legge che indica ciò che è etico, ma l’etica stessa. Se no facciamo davvero come il papa.
scritto da Marco Berti sabato.25.08.07 12:50
allora ti spiego io.
Il problema di GIUSTIZZIA è il boia e la COSCENZA.
Il boia faceva male, tagliava le teste ma la sua coscenza stava male, poveretta.
Adesso che è? Il giudice manda lo innocente al gabbio e a nessuno ce ne fotte niente, il calciatore sbaglia il rigore e lo stipendio è quello sempre lo stesso.
Io (eNZO) sbaglio il controllo di guardiola e ho il LICENZIAMENTO.
ecco il problema di GIUSTIZZIA. NOn c’è (la giustizzia dico, no il problema). Sei giù nella scala del mondo e ti prendi gli sputi di ARROGANZA di quelli sopra la scala.
la vogliamo tagliare ‘sta scala allora?
Poi. Matteobibbianchi, perchè MI CENZURI dalla guardiola? Peerchè mi compare pagine INDIANA di apache che non posso mettere il mio PENZIERO illuminato? Io i ho perdonato come GIUDICE buono. Devo essere boia di carneficinità?
Adesso vado a comprare i calamari che è l’unica giustizzia possibbile oggi.
scusa se mi è venuta una scrittura un pò tristolina. Lo so.
ah, ultima cosa. Grillo è come l’insetto. Salta e dà fastidio. Ma col saltello ti fa vedere dove è la merda, almeno. Ed è sempre vicina alle macchinone grigge e di finta eleganza. ONORE al grillo salterino
ciao da eNZO salterello
scritto da eNZO da casa di Ulderico sabato.25.08.07 13:26
allora ti spiego io.
Il problema di GIUSTIZZIA è il boia e la COSCENZA.
Il boia faceva male, tagliava le teste ma la sua coscenza stava male, poveretta.
Adesso che è? Il giudice manda lo innocente al gabbio e a nessuno ce ne fotte niente, il calciatore sbaglia il rigore e lo stipendio è quello sempre lo stesso.
Io (eNZO) sbaglio il controllo di guardiola e ho il LICENZIAMENTO.
ecco il problema di GIUSTIZZIA. NOn c’è (la giustizzia dico, no il problema). Sei giù nella scala del mondo e ti prendi gli sputi di ARROGANZA di quelli sopra la scala.
la vogliamo tagliare ‘sta scala allora?
Poi. Matteobibbianchi, perchè MI CENZURI dalla guardiola? Peerchè mi compare pagine INDIANA di apache che non posso mettere il mio PENZIERO illuminato? Io i ho perdonato come GIUDICE buono. Devo essere boia di carneficinità?
Adesso vado a comprare i calamari che è l’unica giustizzia possibbile oggi.
scusa se mi è venuta una scrittura un pò tristolina. Lo so.
ah, ultima cosa. Grillo è come l’insetto. Salta e dà fastidio. Ma col saltello ti fa vedere dove è la merda, almeno. Ed è sempre vicina alle macchinone grigge e di finta eleganza. ONORE al grillo salterino
ciao da eNZO salterello
scritto da eNZO da casa di Ulderico sabato.25.08.07 13:26
In Italia c’è una malattia che riguarda il dibattito.
Difficilmente leggo discussioni che vanno al nocciolo dei problemi.
Siamo coinvolti dal contorno e lasciamo la bistecca ad ammuffire.
scritto da lud_wing sabato.25.08.07 14:09
I politici rappresentano il popolo, ok? La gente vota chi preferisce. Chi è sottoposto a un procedimento giudiziario è in una situazione delicata, tanto che c’è quell’istituto controverso, ma sensato, che è l’immunità parlamentare. Ma se uno è stato condannato, senza interdizione dai pubblici uffici, e ha scontato la pena, perché non mi può rappresentare a priori? Ha senso puntare il dito contro le persone disoneste, certo. E ha senso soprattutto con una legge elettorale che impedisce di eleggere, letteralmente, cioè scegliere le persone. Ma creare un meccanismo automatico è in contrasto con un’idea di giustizia democratica. Lottare per una legge elettorale che permetta di scegliere le persone, conoscendone anche i trascorsi, invece è giusto e democratico.
scritto da Matteo Bordone sabato.25.08.07 15:30
Populista, Grillo, è populista, ma io un imputato in attesa di processo (o a maggior ragione un condannato all’interdizione dai pubblici uffici) non ce lo voglio in parlamento. Prima ti risolvi le tue beghe e mi dimostri che sei innocente, poi ti puoi candidare. Esiste una pena, scontata la quale un giudice stabilisce se hai ripristinato i tuoi diritti di cittadino (compreso quello di essere eletto). Scegliere il candidato che ti pare dovrebbe essere un diritto, ma che a candidarsi siano persone almeno decenti.
scritto da Gio sabato.25.08.07 16:03
grazie eNZO che mi spiega ogni volta il mondo in cui vivo.
MB, darei rubrica fissa a eNZO, genio assoluto
scritto da ics sabato.25.08.07 16:14
che poi, alla lunga è la solita decrepita disputa tra determinismo e libero arbitrio, la responsabilità individuale e le colpe della società. E l’altro versante del dibattito, il garantismo e il formalismo giuridico e la sostanza della legge. Che però: liberi gli incendiari presunti, ma in galera quello che ha tagliato gli ormeggi di mastelli, che se non era mastella no. E comunque, se il no al garantismo è quello di sartori che dice “incendiamo gli incendiari” o diamo i gatti ai giudici, beh allora no
scritto da stamparassegnata sabato.25.08.07 16:31
…per quest’anno…
… non cambiare….
…stessa spocchia,stesso mare…..
…. anche io trovo il v-day poco fine…. ma,come al solito,ha ragione eNZO… e grillo fa bene ad indicare il problema…. far finta di non vederlo o ritenere le leggi già esistenti più che sufficienti è da finti ingenui…. è da spocchiosi…. è da ferrara…
scritto da mavvia sabato.25.08.07 16:57
Matteo ti stai sofrizzando un po’ troppo.(fra un po’ chiuderai i commenti ?)
Siamo d’accordo con il V-Day, molto poco costruttivo,ma mi spieghi dove sono gli spazi per chi vorrebbe partecipare ? Il pd con veltroni già incoronato (il mondo ci ride dietro) che zittisce gli altri candidati? ,o fini e belusconi che hanno già designato i delfini. Ma non era il popolo sovrano che decideva ?
Nei paesi civili se ti beccano con le mani nella marmellata la gente si dimette , chiede scusa e si dimette, in giappone si uccide dal disonore e si dimette, in italia paga la claque per sostenere che è una vittima dei giudici e finisce li.anzi si ripresenta alle elezioni.
In genere si e’ innocenti fino al giudizio, in italia si e’ innocenti vita natural durante.
Preso atto che siamo diversi dagli altri, abbiamo una sensibilità inferiore ( vogliamo parlare di previti ?), penso invece sarebbe utile l’interdizione dai pubblici uffici per tutti quelli che si sono macchiati di reati diciamo incompatibili con la gestione della cosa pubblica. hai preso tangenti ? non sei compatibile, ti dispiace ? a me di più visto che mi hai fottuto i soldi ! es: visco hai fatto un abuso edilizio, non puoi fare il deputato, perche ti sei comportotato come l’ultimo dei camorristi, sei li anche perche devi dare l’esempio. punto. Hai ragione, col tempo si può cambiare , ma per fortuna c’e’ tutto un mondo di possibilità che non passa per montecitorio o palazzo madama, si posso fare cose egregie anche fuori dal palazzo.
scritto da scors1 sabato.25.08.07 18:01
Matteo ti stai sofrizzando un po’ troppo.(fra un po’ chiuderai i commenti ?)
Siamo d’accordo con il V-Day, molto poco costruttivo,ma mi spieghi dove sono gli spazi per chi vorrebbe partecipare ? Il pd con veltroni già incoronato (il mondo ci ride dietro) che zittisce gli altri candidati? ,o fini e belusconi che hanno già designato i delfini. Ma non era il popolo sovrano che decideva ?
Nei paesi civili se ti beccano con le mani nella marmellata la gente si dimette , chiede scusa e si dimette, in giappone si uccide dal disonore e si dimette, in italia paga la claque per sostenere che è una vittima dei giudici e finisce li.anzi si ripresenta alle elezioni.
In genere si e’ innocenti fino al giudizio, in italia si e’ innocenti vita natural durante.
Preso atto che siamo diversi dagli altri, abbiamo una sensibilità inferiore ( vogliamo parlare di previti ?), penso invece sarebbe utile l’interdizione dai pubblici uffici per tutti quelli che si sono macchiati di reati diciamo incompatibili con la gestione della cosa pubblica. hai preso tangenti ? non sei compatibile, ti dispiace ? a me di più visto che mi hai fottuto i soldi ! es: visco hai fatto un abuso edilizio, non puoi fare il deputato, perche ti sei comportotato come l’ultimo dei camorristi, sei li anche perche devi dare l’esempio. punto. Hai ragione, col tempo si può cambiare , ma per fortuna c’e’ tutto un mondo di possibilità che non passa per montecitorio o palazzo madama, si posso fare cose egregie anche fuori dal palazzo.
scritto da scors1 sabato.25.08.07 18:01
Primo. Tornare a una legge elettorale uninominale in cui tu voti uno che ha un nome e un cognome.
Secondo. Candidare delle persone.
Terzo. Votare chi si vuole votare.
Quarto. Se la gente smette di votare gli indifendibili (e quelli che li fanno rientrare dalla finestra), questi se ne vanno.
scritto da Matteo Bordone sabato.25.08.07 18:19
ha ragione MB quando dice che la colpa di questa situazione assurda è della legge elettorale che di fatto blinda le candidature.
In un paese normale una persona condannata in passato per fatti gravi si potrebbe in teoria candidare, ma è di fatto impresentabile. Anche per il ruolo (quarto potere ?) che dovrebbe rivestire la stampa, ma che in Italia si è perso da tempo.
Sulla questione dell’immunità parlamentare faccio notare che in Italia è diventato un istituto molto controverso dopo tangentopoli. Siamo credo l’unico paese che è incorso in uno scandalo politico-giudiziario di tali proporzioni.
Per farla breve siamo un paese molto controverso e parecchio amorale. Bisognerebbe prenderne atto (e forse fare qualcosa per migliorare)
ps fare il populista alla Grillo è uno dei tanti modi per campare…
scritto da enrico sabato.25.08.07 18:20
ha ragione MB quando dice che la colpa di questa situazione assurda è della legge elettorale che di fatto blinda le candidature.
In un paese normale una persona condannata in passato per fatti gravi si potrebbe in teoria candidare, ma è di fatto impresentabile. Anche per il ruolo (quarto potere ?) che dovrebbe rivestire la stampa, ma che in Italia si è perso da tempo.
Sulla questione dell’immunità parlamentare faccio notare che in Italia è diventato un istituto molto controverso dopo tangentopoli. Siamo credo l’unico paese che è incorso in uno scandalo politico-giudiziario di tali proporzioni.
Per farla breve siamo un paese molto controverso e parecchio amorale. Bisognerebbe prenderne atto (e forse fare qualcosa per migliorare)
ps fare il populista alla Grillo è uno dei tanti modi per campare…
scritto da enrico sabato.25.08.07 18:20
“Se la gente smette di votare gli indifendibili (e quelli che li fanno rientrare dalla finestra), questi se ne vanno.”
non facciamo le anime pure, sono votati perchè danno qualcosa in cambio, lavoro favori soldi, e finchè sarà così non cambierà nulla , se faccio un abuso e voto per chi lo ha già fatto mi sento più protetto, se non pago le tasse..lo stesso e così all’infinito.ripeto In un paese civile si presenta un farabutto, quasi sicuramente non verrà eletto, diciamo che ci sono già gli anticorpi che lo impediscono, l’italia non è in una situazione “normale”, è malata e gli anticorpi non funzionano, che vogliamo fare aspetiamo che muoia o gli diamo un antibiotico, che subito indebolisce tutti (siamo d’accordo) ma poi ci guarisce.
scritto da scors1 sabato.25.08.07 18:41
eNZO,
tu che te ne intendi di giustizzia (o no???)puoi aiutarmi per un caso un pò difficiletto che mi strappa il cuore ogni giornio di piu???
scusa per il messagio delle 20 e trenta. starai mangiando nella guardiola no?
scritto da eNZINA sabato.25.08.07 21:11
Non credo che la gente smetterebbe di “votare gli indifendibili”. Intendo: a Milano-centro nemmeno troppi anni fa è stato un plebiscito per Dell’Utri, e non entro nemmeno nel delirio dei voti di scambio o per minacce di mafia altrove.
Molto più facile sognare che “quelli lì che sono grossi e potenti” facciano una legge che ti difende da te stesso – e ovviamente odiarli perché non lo fanno, come ogni bravo adolescente odia mamma e papà.
Sulla questione della responsabilità: concordo. Facendo l’università in Inghilterra mi hanno colpito tre cose. La prima è come tu sia tenuto a fare delle cose, spesso molto concrete, e il non farle porti conseguenze: devi consegnare compiti a casa, essere presente alle lezioni, intervenire ai seminari; se lo fai e come lo fai conta. Hai possibilità di recuperare eventuali cazzate, ma devi lavorare come un mulo. Poi mi ha colpito come tendenzialmente tutti si fidino del fatto che tu farai quel che devi. E infine ho scoperto che la burocrazia può funzionare per tutelare i soggetti più deboli, e tutti allo stesso modo. Ad esempio, se sei stato male durante un esame (e c’è una sola sessione) porti un certificato medico e compili l’apposito modulo, e il tuo stato di salute sarà preso in considerazione all’atto della valutazione: la procedura è la stessa per il figlio di un tranviere e per il figlio del sindaco di Londra (e tanto il tuo compito è anonimo).
[Ah, io mio figlio con un ex-pedofilo da solo forse non lo lascerei, ma con un ex-carcerato potrei non aver problemi. E comunque in Parlamento vedo pochi minorenni.]
scritto da restodelmondo domenica.26.08.07 00:00
cioè se quando hai vent’anni ti fanno il culo perché avevi appresso dieci grammi di fumo, o perché ti scaricavi gli mp3 senza pagare (entrambe le cose sono reato penale, o sbaglio?) a quaranta non sei degno di rappresentare il paese? a me sembra una posizione demagogica e insostenibile. davvero grillo la sostiene?
poi, sarò una permissiva del cazzo, ma per me pure un parlamentare che la sera tromba con una mignotta o un travestito, o che si fa dei gran tromboni d’erba, o che si mette davanti al computer a farsi le seghe sui bambini, sulle vecchie, sui montoni in calore, la mattina dopo può contribuire a far passare delle leggi degnissime sull’intervento in afghanistan o sulle pensioni.
altro è roba come la corruzione, la concussione, la bancarotta fraudolenta, l’associazione mafiosa, il clientelismo e l’abuso di potere; o semplicemente prendere lo stipendio di parlamentare e non presentarsi alle sedute del parlamento. queste sono cose gravi, che dimostrano disprezzo per la comunità che quella persona dovrebbe servire. insomma la statura di un uomo politico per me si misura soprattutto sulle battaglie che porta avanti, le leggi che fa passare, i dibattiti costruttivi che produce, per il servizio che in concreto fa al paese. se vent’anni fa ha spaccato le ossa a uno ma oggi paga le tasse, promuove i pacs e sostiene la scuola pubblica, io, in fondo, da lui mi sento rappresentata.
non so, mi sa che sono andata fuori tema.
scritto da martina domenica.26.08.07 01:14
beh forse in un paese dove la legge elettorale é stata vergognosamente riproporzionalizzata, dove la sinistra, beh in fondo ci sta anche bene cosí, questa legge, preoccuparsi di quale che sia la composizione del parlamento forse non é un problema populista, é un problema di giustizia di un popolo che non ce la fa piú
scritto da daddah domenica.26.08.07 02:19
La legge elettorale in vigore è l’ennesima che non funziona ed è stata votata da un parlamento eletto con l’uninominale. Quindi che cazzo ci aspettiamo? Far votare una legge elettorale davvero funzionale a garantire una rappresentanza parlamentare e un ricambio decorosi (potendo tenere lontane dagli scranni le mele marce) è come pretendere che i parlamentari si diminuiscano lo stipendio. Non mi venga nessuno a dire che ebbene ora si lo stanno facendo, perchè mente sapendo di mentire e non credo ai veltroni animati.
Ma è un’illusione ottica che le leggi in questo paese sono votate da chi rappresenta se stesso o gli interessi di qualche gruppo di potere.
Questo è un paese dove il parlamento è espressione del popolo e il popolo di questo paese ha il più basso tasso di coscienza civica d’Europa. Questa è la verità. In quel paesino tedesco dove hanno fatto fuori i calabresi si sono precipitati tutti alla polizia per cercare di favorire la cattura dei colpevoli. Pensate se fosse successo a Reggio Calabria.
Qui se devi 17 milioni di Euro al fisco traccheggi e chiudi a 3, ma se devi 100 euro ne paghi 150.
Non è vero che questo popolo non ce la fa più.
E’ che qui vige la legge della giungla anche quando fai la coda in posta. Qui se ti sequestrano la macchina il custode giudiziario ti offre lo sconto se gli paghi il deposito senza fattura.
Qui non c’è alcun problema a riconoscere il podio dell’opinion leader (comprando milioni di giornali e riviste del cazzo) ex aequo a Corona, a chi chiede al fidanzato della morta “come si sente?” infilandogli il microfono nel culo e a chi stigmatizza le affermazioni di un’attrice francese un pò cretina quando trent’anni fa inneggiava alle stesse cose.
E’ un parlamento di criminali e, legge o non legge, ci rappresenta perfettamente.
Chi può accettare lezioni di responsabilità se questo è il pane e companatico che accettiamo di mangiare ogni giorno?
Ah, personalmente i piromani li condannerei a trent’anni di lavori di rimboschimento forzato laddove vi siano vittime. Senza appello, senza cassazione. Possibilmente a calci nel culo.
Lo so, è fascista. Ma da fascista me ne frego.
scritto da Tranqui domenica.26.08.07 22:04
Secondo me Matteo Bordone, in linea teorica, ha ragione. Il problema e’, come qualcuno ha sottolineato, che la linea teorica in Italia non funziona: Cuffaro e’ chiaramente un indifendibile, ma ha stravinto le elezioni in Sicilia… non per meriti politici o personali, ovviamente. Quindi la gente lo voterebbe anche se passasse una legge elettorale come quella auspicata da Bordone.
Il problema e’ piu’ grande, riguarda la democrazia tutta (quella che noi chiamiamo tale, almeno), e non si risolve con una legge elettorale.
scritto da Brimo martedì.28.08.07 14:56
Secondo me Matteo Bordone, in linea teorica, ha ragione. Il problema e’, come qualcuno ha sottolineato, che la linea teorica in Italia non funziona: Cuffaro e’ chiaramente un indifendibile, ma ha stravinto le elezioni in Sicilia… non per meriti politici o personali, ovviamente. Quindi la gente lo voterebbe anche se passasse una legge elettorale come quella auspicata da Bordone.
Il problema e’ piu’ grande, riguarda la democrazia tutta (quella che noi chiamiamo tale, almeno), e non si risolve con una legge elettorale.
scritto da Brimo martedì.28.08.07 14:56
Se chi e’ sotto processo (o condannato con pena da scontarsi) non fosse piu’ eleggibile, allora forse la giustizia sarebbe presa in considerazione piu’ seriamente di oggi.
scritto da Gio martedì.28.08.07 16:22
Se chi e’ sotto processo (o condannato con pena da scontarsi) non fosse piu’ eleggibile, allora forse la giustizia sarebbe presa in considerazione piu’ seriamente di oggi.
scritto da Gio martedì.28.08.07 16:22
non ho avuto tempo ancora ti legere l’ articolo,pero mi pare che il titolo e da una canzone indie rock italiana.
mi potrei dire qualle programma presenterai sulla radio??
grazie in anticipo!
scritto da diana martedì.28.08.07 23:15
Come mai il vaffanculo day, giorno per cui migliaia di cittadini si stanno impegnando anche economicamente per una proposta di legge sacrosanta ed una opportunità di informazione e partecipazione unica sia divenuto
“populismo con bava alla bocca e forcone in mano”?
Se qualcuno magari non si sente protagonista come vorrebbe è ancora in tempo per dare una mano.
Scendere in piazza, conoscere gente, portare avanti un’idea con confronto e partecipazione caro MATTEO non è meglio di passare un sabato pomeriggio a vedere DVD in lingua originale oppure perdersi tra Ikea e megasupermercati tecnologici?
uN SALUTO pAOLO
scritto da PAOLO PILONE venerdì.31.08.07 12:35