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Lunedì 27 Agosto 2007

Gerusalemme, 25-08-2007


tad 150807.jpgNell’escatologia islamo-giudaico-cristiana la sparizione per un periodo, breve o prolungato che sia, è spesso considerata un evento ai limiti del divino, con caratteri messianici, solitamente accompagnata da una trasformazione dell’individuo, scomparso o occultato, e della sua comunità di appartenenza.
Non è il caso di questa rubrica, eclissatasi temporaneamente per eccessiva alienazione da studio e lavoro, che da oggi riprende il suo corso, senza apparenti trasformazioni o velleità messianiche, tentando solo di dare un quadro, un po’ impressionista, dell’estate che da qualche mese si trascina stanca a queste latitudini.

L’estate a Gerusalemme significa caldo torrido di giorno mentre la sera ci si rinfresca con la brezza gentile che risale dal deserto di Giuda. I bambini moccolosi del mio quartiere, a casa da scuola per le vacanze, vivono in strada per la maggior parte della giornata, si trasformano in parcheggiatori abusivi e chiedono, ai turisti israeliani e agli ortodossi che si avventurano nella nostra viuzza, 5 shekel per controllare la macchina. Nel pomeriggio la gente si ritira in casa per fare la qailula (la pennichella) e la calma irreale viene interrotta solo dal richiamo del muezzin, da clacson nervosi in lontananza e dalla musica orientale che esce dal negozietto di souvenir all’inizio della via.


L’estate, a Gerusalemme e nei territori palestinesi, è la stagione preferita per i matrimoni. Chi non si può permettere di affittare una sala allestisce feste semi improvvisate nella via sotto casa o sul terrazzo, costringendo i vicini a sorbirsi ore e ore di musica habibi. Chi ha un po’ più di soldi affitta una sala e offre succhi di frutta e torte stucchevoli e piene di crema agli invitati. E’ sempre più comune organizzare i matrimoni in una sala unica per invitati uomini e donne ma i più rispettosi della tradizione fanno ancora il matrimonio mafsoul (separato), cioè uomini in una sala e donne in un’altra. Spesso in queste situazioni le donne entrano nella sala velatissime e all’apparenza castissime ma al riparo dagli sguardi maschili si trasformano in mignottone, con capelli cotonati e abiti succinti, e con la tendenza a lanciarsi in balli proibiti, sposa in primis. La musica è un elemento fondamentale del matrimonio palestinese: si comincia con gli ultimi successi habibi, si passa ai lenti e si chiude con musiche e danze tradizionali in un tripudio di fuochi d’artificio e kitcherie (taglio della torta con spade lunghe un metro, cuori infuocati, presentazione dei regali e foto barocche con parenti e amici).

D’estate Gerusalemme, Israele e la Palestina vengono invasi da flussi continui e ininterrotti di viaggiatori responsabili, turisti irresponsabili, pellegrini cristiani cattolici, pellegrini cristiani ortodossi, ebrei della diaspora alla ricerca della patria, sionisti cristiani amici di Israele, gruppi marxisti-leninisti di solidarietà per il popolo palestinese, palestinesi della diaspora in visita alle famigghie ecc ecc
Pur incrociandosi all’aereoporto, nel suq della città vecchia, nei negozi di souvenir pacchiani e in mille altre situazioni, si guardano e si annusano con indifferenza e a volte con malcelato disprezzo, non si curano delle motivazioni che hanno spinto gli uni o gli altri a recarsi in questi luoghi, e spesso sono ciechi di fronte a chi in questi luoghi risiede.

L’estate a Gerusalemme sta lentamente cedendo il passo all’autunno, me ne accorgo la mattina, quando le lenzuola non sono piú sufficienti a scaldarmi e i raggi di sole che entrano dalla finestra sono ogni giorno un po’ piú deboli mentre la sera il tramonto arriva sempre qualche minuto prima, accompagnato dalla brezza leggera del deserto di Giuda.
E i gerosolimitani, con lentezza, si preparano per le feste ebraiche di Rosh Ha-shana, Yom Kippur, Sukkot e per il mese musulmano di Ramadan….

la Franca

8 commenti finora
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stavo per scivere a “chi l’ha visto” e chiedere di tadkhinashen… era ora!

bentornata!

Ho provato a cercare un contatto mail dove poterti stringere la mano con pacca sulla spalla allegata e un sentito ringraziamento, non avendolo trovato ti dirò con un commento all’ultimo post che il tuo blog mi piace moltissimo.

Grazie, mi inchino con riverenza davanti ai miei lettori, anche quelli che mi scambiano per il tenutario del blog! (Matteo: forse danno per assunto che hai anche il dono dell’ubiquitá)

Al daiani: alle volte anche io ho la tentazione di chiamare Chi l’ha visto e vedere se almeno loro mi trovano.

Non è proprio come dici Franca, in realtà mi ero accorta dell’esistenza di rubriche scritte da altri, ma ho pensato che il posto migliore dove lasciare un commento fosse comunque l’ultimo post che, solo per caso, si è rivelato essere il tuo. In ogni caso i complimenti erano al blog in generale per cui fai bene a sentirti in qualche modo presa in causa.
Un saluto.

Post godibilissimo…. ripreso.
http://squareplaza.blogspot.com/2007/08/mafsoul.htm
Cari saluti,
A.

Gerusalememe deve essere un posto molto affascinante in cui vivere, un incrocio di culture e di religioni unico al mondo.
Certo, l’idea dei matrimoni separati uomini e donne fa un po’ ridere…

Come mai il vaffanculo day, giorno per cui migliaia di cittadini si stanno impegnando anche economicamente per una proposta di legge sacrosanta ed una opportunità di informazione e partecipazione unica sia divenuto
“populismo con bava alla bocca e forcone in mano”?

Se qualcuno magari non si sente protagonista come vorrebbe è ancora in tempo per dare una mano.

Scendere in piazza, conoscere gente, portare avanti un’idea con confronto e partecipazione caro MATTEO non è meglio di passare un sabato pomeriggio a vedere DVD in lingua originale oppure perdersi tra Ikea e megasupermercati tecnologici?

uN SALUTO pAOLO



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