giovedì 27 settembre 2007
Perso sull’isola del presente
A me spiace per lui, un po’. Dico che si sia imbarcato in questa disastrosa nuova linea che gli piacciono i telefilm. Mi spiace perché uno quando fa le cose che sa fare è un conto; quando parte per la strada sterrata con le gomme lisce, lo vedi che fa una certa fatica e più accelera più si impantana. Comunque sia adesso gli chiedono delle cose di modernità, per via di questo fatto che ha scritto il libro brutto sulle serie televisive. E questo è un problema serio. Avendo scritto il libro brutto sulle serie televisive (senza un’opinione, senza un punto di vista, tutte le serie belle meravigliose incredibili e tutto piene di errori e refusi e interpretazioni letterarie di roba che spesso di riferimenti letterari non ne ha proprio), ecco dicevo adesso si ritrova a sentirsi fare delle domande sui blog dal Foglio. Ma cosa ne sa lui dei blog? Lascialo stare, Giuliano! Oppure a parlare della “nuova serie di Lost”:http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=5cdf2166-6c51-11dc-ad62-0003ba99c53b&rcsrid=vaschettaMC_corriere_2 che non ha visto bene e nemmeno tanto si ricorda quale sia Hurley. Quindi parla della nuova serie di Lost proprio come come ne parlerebbe chiunque dopo aver letto il riassuntino iniziale su Wikipedia: il naufragio, il mistero, la speranza, la botola, il destino. E si vede che vive nel timore che arrivi qualcuno più giovane, che ne sappia davvero di serie e non le abbia dovute rivalutare a sessant’anni, prenda il suo posto e lo costringa a tornare a parlare bene solo di Report e di una replica alle tre di notte di Le notti della Repubblica di Sergio Zavoli. In effetti, anche se un po’ alla carlona, meglio Lost. Come darti torto, Aldo?