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venerdì 28 settembre 2007

Una cosa rossa


kingcrimson.jpgPer una volta c’è una cosa giusta che non bisogna pensare, non bisogna ragionarci, non si deve nemmeno stare a stabilire se si è contro o pro, quale posizione si ha e che tipo di schieramento politico si è deciso di adottare. Per una volta succede che tutti sono d’accordo di mettersi una cosa di colore rosso il giorno 28 di settembre, per dare un segno e ricordare a tutti che il nostro pensiero va a quelli che cercano di rovesciare un regime sanguinario di militari antidemocratici birmani. Non c’è da distinguersi e dire che ci sta sulle palle. Si fa e basta. Perché quelli sparano in faccia ai giornalisti, torturano la gente, ammazzano i monaci. Più sobriamente si fa e meglio è. Un segno normale, piccolo, come alzare le dita a V, per dire che ingenuamente siamo convinti che i monaci vinceranno. Sappiamo che ci vorranno tempo e morti e sangue, ma vinceranno. Ormai sono riusciti nel loro intento: costringere il mostro a farsi vedere da tutti per quello che è. È bastato essere in tanti e camminare. Oggi vediamo di essere in tanti. Con una cosa rossa addosso. Grazie.