Mercoledì 3 Ottobre 2007
Di tutti non vuol dire mio
Oggi Michele Serra dice una di quelle cose che io pensavo da tanto tempo e che poi alla fine non ho mai detto così precisamente, perché poi ti guardano strano. Anzi, l’ho detta agli intimi, ma non in pubblico. Codardia? Coniglismo? No, è che poi devi spiegare troppe cose (non hai voglia tu e non ha voglia l’altro). E allora eviti. Oppure essendo tuoi amici sanno già perché già li hai asciugati a riguardo, e quindi va bene. Insomma, ecco cosa ha scritto.
Il Municipio di Bologna ha fatto ripulire via Zamboni dai graffiti. I graffitari hanno già annunciato che la ridipingeranno come pare a loro, e che l´odioso sindaco Cofferati non si permetta mai più. Il Municipio di Bologna rappresenta la città. I graffitari rappresentano loro stessi. Ovvio che negli ultimi vent´anni i graffitari abbiano stravinto: gli interessi privati e le pulsioni individuali hanno travolto gli interessi pubblici ovunque e ad ogni livello. I muri di molte città italiane sono stati di fatto privatizzati da chi desidera lasciare traccia del proprio passaggio, e francamente se ne fotte se altri preferirebbero vedere quel muro pulito, o appena velato da quella bava di fuliggine alla quale siamo tanti affezionati. Per colmo della confusione, un gesto di destra come l´appropriazione di ciò che è di tutti, passa per “libertario”, mentre il disperato tentativo di una città di difendere la sua identità pubblica viene bollata di “repressione”. La morte del concetto di collettività fa sì che molti dei gesti compiuti nel nome di evidenti interessi pubblici (per esempio, pulire i muri di una via) passano per mostruoso arbitrio del Potere. Forse l´unica scappatoia che resta, per uno come me, è scrivere di notte sui muri: “i writers sono di destra”. Michele Serra, L’amaca, la Repubblica, 3 Ottobre 2007.
25 commenti finora
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Ah quindi l’appropriazione di ciò che è di tutti sarebbe di destra? E secondo quale base, a parte quella del sinistra=buoni e destra=cattivi, il buon serra non ce lo spiega? La destra - almeno certa destra - non è quella invece del rispetto del diritto di proprietà, che sia individuale o collettivo, salvo certo tendere per il primo, ma con mezzi legali?
scritto da Lorenzo Venerdì.05.10.07 16:51
Lorenzo, mi sembra ti sia gia’ dato una risposta da solo… Di legalita’ o illegalita’ Serra non parla, parla del gesto in se’.
Quanto alla distinzione che proponi tra sinistra e destra, beh se sottintende che sinistra->collettivita’=buoni, destra->individualita’=cattivi, allora forse sotto sotto sei d’accordo anche tu…
scritto da robi Venerdì.05.10.07 16:59
Io non so se i writers sono di destra o di sinistra oppure se questo pensiero/attività/stile di vita sia riconducibile all’una o all’altra fazione, ti dico soltanto che abitando a Bologna e avendo il fidanzato con un’attività proprio da quelle parti, nonostante sia una persona di mentalità *abbastanza* aperta e soprattutto amante dei graffiti, mi sono sempre domandata ogni volta che sono passata: perchè, mentre state facendo la vostra scritta e “vi scappa”, non entrate nel primo bar, anzichè rendere l’ambiente un, pardon, grosso pitale? Allora benvenga la pulizia, ogni tanto, più che a scopo repressivo, a scopo depurativo.
Un caro saluto, Daniela
scritto da Daniela Venerdì.05.10.07 17:44
In effetti tenere la città pulita è di destra, mi dispiace ma per un Cofferati con quella barba un pò così (cinquant’anni fa i comunisti retti come lui, dalle sue parti finivano nelle fosse con i preti) ci sono altri 100 sindaci che ancora sotto l’eschimo si domandano se impiastrare i muri di cagate non sia in effetti un atto di alto valore civico.
E’ troppo facile rimuovere trent’anni di consorteria coltural-filosofico-giornalistica-sociologica
tutta lì a stigmatizzare e a chiamare fascista chiunque si permettesse di criticare i nobili imbrattatori, incarnazione di importante disagio sociale.
Rivendico questo fieramente, da persona di idee politiche di una destra che non esiste più. Non esiste più al punto che non è neppure in grado di rivendicare valori di cui, ahimè, la sinistra fa di giorno in giorno appropriazione indebita.
Mi spiace Matteo, penso che Serra come al solito giochi a chi crede di poter fare fessi tutti: ma prendendo a emblema l’irregolare Cofferati per sdoganare se stesso e tutti i neo democratici con la barba finta fa un trucchetto delle tre carte un pò furbetto e un pò vecchiotto…non siamo tutti bamboccioni…
scritto da Tranqui Venerdì.05.10.07 19:10
Non mi piace fare il blogger pignolo e rompiballe. Ma mi tocca farlo. Lo faccio:
“Non tutti i writers sono dei vandali che sfregiano palazzi”. Ecco, l’ho fatto. Ora linciatemi.
scritto da edoardo Venerdì.05.10.07 20:49
la questione secondo me é distinguere il graffitismo con spirito individuale e quello con spirito collettivo. perché se un ragazzo, anzi un artista riesce a dare colore e riallegrare le mura grigie della cittá (che grigia lo é di per se) se condo me fa nient’altro che un servizio alla comunité, a prescindere che abbia chiesto o no il permesso. nessuno lo farebbe al posto suo. sará pure una banfata ma se quello che rimane sul muro é esteticamente valido non vedo perché toglierlo (poi non so quale senso estetico abbiua il diritoo di deciderlo, forse il vicinato? bah). quello che mi fa schifo sono le schifose tag che riempiono i muri di tutta la cittá ormai. quelli sono atti individuali che vanno ripuliti: primo perche almeno il 90 per cento sono esteticamente discutibili, sgrifi schifi, ma soprattutto perche non si tratta piu di un atto collettivo, di un (di)segno che abbellisce, ma di un segno lasciato ai posteri della propria inutilitá. io sto in olanda quindi non so che tipo di graffiti abbia tolto cofferati quindi magari parlo a vanvera, ma una distinzione mi sembra d’uopo, anche se non sono un writer (anche se in tempi di impunita legale le bombole l’ho usate pure io) certuni sarebbe un peccato perderli. poi ci sono i geni come banksy, in italia la percentuale non sara poi diversa
Ps: l’amaca comunque resta sempre la manna dal cielo
scritto da felix Venerdì.05.10.07 21:52
Haring: c’è un suo bellissimo murale a Pisa, quasi sconosciuto purtroppo perché si trova in un punto sfigato e defilato della città.
Spero che per le ragazze che scrivono(ma piccolopiccolo, negli angoli quasi nascosti) poesie sui muri ci sia un po’ di indulgenza
Anzi, visto che qui c’è dello spazio bianco…
“…Ed è libero ognuno di condannarmi a morte,
purché lasci a natura di eseguir la sentenza.”
Robert Frost
scritto da eus Venerdì.05.10.07 22:49
Per me sui muri possono disegnare o scrivere tranquillamente, quello che mi fa incazzare è quando lo fanno sui vetri dei treni: poi non si vede il panorama.
scritto da ciop Sabato.06.10.07 00:47
Sono d’accordo con Felix.
A bologna ci sono alcuni gioielli di arte murale sul ponte di via Mascarella, per dire.
Ma se parliamo di via zamboni, parliamo di un’inutile parata di tag (che sono l’equivalente umano della canina pisciata territoriale) la cui perdita nessuno credo rimpiangerà.
scritto da alessandro Sabato.06.10.07 10:25
Serra ha ragione sugli spazi pubblici, solo che poi chiude con quel tono da povero cittadino incompreso che non ci sta proprio in questo caso:
“gesti compiuti nel nome di evidenti interessi pubblici (per esempio, pulire i muri di una via) passano per mostruoso arbitrio del Potere. Forse l´unica scappatoia che resta, per uno come me, è scrivere di notte sui muri: “i writers sono di destra”.”. Ma no, non c’è bisogno. Chiariamo: gli unici che si sono opposti al provvedimento di Cofferati sono Mancuso che è il campione di benaltrismo della politica bolognese e si sapeva già come avrebbe commentato, e i centri sociali che, anche lì, ti fan cascar le braccia, ma lo sai. Poi basta, l’opinione generale è tranquillamente favorevole. Non c’è bisogno di scene madri.
Comunque Alessandro ha ragione. Che sia chiaro, non si sta parlando d’arte. Ma neanche lontanamente. Cose tipo i lavori di Ericailcane e Blu sui muri di Bologna nessuno li toccherà mai. [e se avete dei dubbi sul valore artistico di certe opere murali fate una ricerca su google con quei due nomi e vedrete che vi passano.]
scritto da sarah Sabato.06.10.07 12:01
Per me in italia c’e’ un problema con i colori, nel senso che il colore dominante quasi ovunque e’ il grigio,
qui anche la capanna col tetto di paglia, e’ dipinta con un colore acceso, che “migliora” senz’altro l’insieme. Bisognerebbe vietare il grigio, il giallino il rosa pallido e colorare di più le citta’.
Nella mia prima visita a roma mi sorpresi dei rossi e dei gialli di certi palazzoni “piemontesi” all’esquilino o san giovanni, colori forti che diminuivano l’impatto visivo e scaldavano un po’ l’ambiente. Pochi ricordano roma grigia come milano o torino, e ti dicono “qui la luce e’ diversa”, balle, e’ semplicemente più colorata. Se la citta’ si migliora, anche esteticamente forse anche i writers si sentiranno meno “indispensabili”.
Sacrosanta però la distinzione tra tags (vandalismo) e graffiti.
scritto da scors1 Sabato.06.10.07 16:37
Quelli che “le mura grigie della cittá” mi hanno veramente rotto definitivamente il cazzo.
Saranno grigie le VOSTRE di citta’, e francamente non me ne puo’ fregare di meno se vivete in un quartiere di merda dove i ggiovani sfogano il proprio ddisagio pisciando spray sui muri.
La mia citta’ NON E’ grigia e i graffiti sui muri le donano quanto una cicatrice di 20 cm sul viso di Michelle Pfeiffer.
Echecazzo.
(un po’ di sano egoismo una volta tanto fa bene)
scritto da ste Sabato.06.10.07 21:13
Eppoi se il grigio è brutto allora cos’è, Edimburgo fa schifo? Londra fa schifo? Parigi fa schifo? Ah Ah Ah zeccacce impunite!!
scritto da Tranqui Domenica.07.10.07 09:28
io che sono nato in montagna e ti posso assicurare che tra il bianco dei sassi e il marrone scuro del legno invecchiato il grigio della malta ci puo ancora stare, ma ti diro che il grigio della città è la cosa che piu la tristifica e caratterizza rispetto al resto del mondo (ok forse alcune zone cittadine no, come il fortunato ste dalla citta colorata ci conferma) ma il colore della città, sia nei muri che nei cieli, resta il grigio. quindi benvengano gli artisti, quei pochi ce ci sono
scritto da felix Domenica.07.10.07 12:00
@ste : e’ proprio il sano egoismo che fa si che “ggiovani sfoghino il proprio ddisagio pisciando spray sui muri.”
pensi che faccia tanto bene ? o solo una volta ogni tanto ?o solo nella tua coloratissima citta’ ?
@tranqui
Infatti parigi londra ed edimburgo sono libere da graffiti, vero ? ah ah bacarozzi a piede libero
scritto da scors1 Domenica.07.10.07 16:48
Sono una persona che pensa e vota a sinistra (nonostante quello che dice MB); tra le altre cose, ritengo che sia giusto tutelare e difendere le istanze delle categorie più deboli: tra i writers che disegnano cose loro sui muri DI TUTTI, e chi chiede semplicemente di vedere i muri (alcuni muri) puliti e per questo viene insultato, mi viene più facile stare dalla parte di questi ultimi. Credo che sia anche questo il senso di quello che ha scritto Serra.
scritto da MarcoBerti Lunedì.08.10.07 09:52
@scorsi
Senza polemica: prova a graffitare o spruzzare non dico il Place Vandome o a Princes Street o a Savile Row, ma diciamo pure nell’area corrispondente a… la nostra beneamata cerchia dei navigli nelle città suddette (fai conto Maida Vale a Londra, o St. Germaine a Parigi): ti fai come minimo un anno di carcere, perchè stai rovinando la roba di tutti. Questo è il concetto. E a denunciarti è chi ti vede farlo perchè quel palazzo è tenuto ordinato anche con le sue tasse.
Io ho visto, non dico in piazza Belgioioso ma in Porta Venezia (che non è proprio periferico, diciamo) cagare sul marciapiede nel disinteresse generale.
Credo di aver reso l’idea e di non dover procedere con i soliti discorsi che annoiano persino me, figurarsi certa elite neokennediana che anima questo spazio.
scritto da Tranqui Lunedì.08.10.07 11:06
Siamo d’accordo il centro storico e’ una cosa ma le periferie parigine, scozzesi o inglesi non sono certe prive di graffiti, o almeno c’erano quando passai da quelle parti.secondo me in alcuni luoghi i graffiti ci stanno bene migliorano il contesto in altri no, e mi sembra sbagliato fare di tutta l’erba un fascio.solo questo.
Mi sembra di ricordare che via zamboni sia anche il cuore universitario di bologna, pieno di studenti , con i muri tappezzati di volantini, poster di concerti, manifestazioni, offerte di camere etc ,, non e’ che si vuole solo bonificare una via del centro storico, da studenti e affini, per farne un quartiere bene?
Non preoccupatevi, tanto tra venti o trent’anni’anni i ggggiovani saranno così pochi che il problema sara’ risolto alla radice, un grande ospizio bello pulito e senza graffiti per 60 milioni di vecchi italiani brontoloni.
scritto da scors1 Lunedì.08.10.07 17:32
Io sono d’accordo con Serra e con te e con questa cosa, su cui sono d’accordo anche i writers stessi (parte di loro) anche se i iloro ragionamenti stanno sul filo di una lama. Scusate l’autocitazione,
scrivo sotto il link di un post solo per dare un contributo e riportare notizie e opinioni sui “writers anti-taggers”
http://mariodesantis.blog.deejay.it/mario_de_santis/2007/10/not-with-your-n.html#comments
scritto da mario de santis Martedì.09.10.07 14:34
@scors1:
“Mi sembra di ricordare che via zamboni sia anche il cuore universitario di bologna, pieno di studenti , con i muri tappezzati di volantini, poster di concerti, manifestazioni, offerte di camere etc ”
Per l’appunto: è un ricordo.
Fatti un giro da quelle parti e sappimi dire.
scritto da MarcoBerti Martedì.09.10.07 16:00
PADANIA LIBERA
BASTA TASSE MGP
..siamo sicuri che siano dei ragazzini a scriverlo….
DIO C’E’
..ormai non conta più stoner ha vinto il mondiale
(battuta che voi matusa difficilmente capirete)
DAX VIVE
chi vuole cancellarlo è uno stronzone (dx sx centro)
scritto da Berluska Martedì.09.10.07 18:38
@marcoBerti
vivo in centroamerica, hai ragione,sono anni che non bazzico bologna, probabilmente la citta’ che conoscevo io non c’e’ più.
scritto da scors1 Mercoledì.10.10.07 02:28
scorsi….ma ito e’ un akita?
scritto da Giovanna Mercoledì.10.10.07 16:30
@giovanna
qui lo chiamano “gran cane giapponese”, dicono che sia il risultato di un incrocio fatto durante seconda guerra mondiale in giappone tra akina inu e pastore tedesco , unici cani non sacrificati durante il periodo bellico, poi portato dai soldati in usa una volta terminata l’occupazione. E’ un cane grande, tranquillo e affettuoso.
scritto da scors1 Mercoledì.10.10.07 18:54
Si..conosco bene la storia..ho avuto la fortuna di vivere con tre akita giapponesi..che mi mancano immensamente! Ho una passione smodata per questi cani!! Il tuo quindi e’ quello che si dice un akita americano..
un bacio a ito : )
scritto da Giovanna Mercoledì.10.10.07 19:20
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