Lunedì 26 Novembre 2007
Gerusalemme, 18-11-2007
Morte di un trattore
L’automobile che mi ha accompagnata in questi due anni a Gerusalemme, una Punto amaranto, auto-dell’anno-1995, conosciuta dagli amici come il trattore e dai detrattori come la carriola, giace immobile in cortile. Dopo che la pompa dell’acqua e il radiatore avevano tirato gli ultimi, costringendomi ad abbandonarla per un paio di giorni in una zona borderline, in attesa dell’intervento del meccanico, un tossico della sottostante valle di Silwan l’ha ulteriormente vandalizzata dopo aver divelto la portiera e spaccato il finestrino. Il tutto per rubare una radio con mangianastri che non funzionava da almeno un anno e mezzo.
Ora giace, in attesa di non si sa che, con la portiera sistemata alla bell’e meglio, e col finestrino coperto con sacchi della munnezza e nastro adesivo, che i bambini del quartiere si divertono a bucare.
Gli amici e i compagni la piangono: Arturo, che con la sua guida creativa ha percorso la Cisgiordania in lungo e in largo ascoltando Raffaella Carrà ; Christian e Francesco che da libertini del motore affrontavano le buche e i checkpoint come fossero seduti su un 4X4. La Franca, cioè me, che grazie al trattore ha imparato a guidare secondo l’antilogica di questi luoghi, prima andando ai 2 all’ora come la Sora Lella e poi affinando consuetudini da pilota partenopeo. Per non parlare degli autisti occasionali che si sono avvicendati e soprattutto senza dimenticare il meccanico di Wadi el Joz, che accumulando soldi per la manutenzione del trattore è perfino riuscito a costruire un piano abusivo nella casa di famiglia.
E non è detto che la punto amaranto sia morta del tutto, dopotutto da queste parti le risurrezioni non sono improbabili…
Oltre alla peripezie della Punto l’ultima settimana è trascorsa pigramente e con lentezza, l’unico evento da segnalare è stata la celebrazione, passata in sordina, dell’indipendenza palestinese il 15 novembre.
Con un tipico slancio pessottimista il 15 novembre 1988 ad Algeri, Arafat proclamò, l’indipendenza dello stato palestinese.
(Per comprendere al meglio il concetto di pessottimismo nella narrativa palestinese leggete “Il pessottimista†di Emile Habibi)
Mentre la comunità internazionale è in subbuglio per la conferenza di Annapolis che dovrebbe tenersi la prossima settimana l’interesse della popolazione israeliana e palestinese si concentra su altri argomenti piú concreti, poichè tutti sono già convinti che l’incontro in America si concluderà nel fallimento piú totale.
L’israeliano medio (e pure religioso) è piú preoccupato dell’aumento del prezzo delle verdure e qui non è certo per colpa dell’euro, signora mia. Secondo il calendario ebraico, infatti, questo è un anno di shmitah. I campi in terra di Israele, di proprietà di ebrei, negli anni di Shmitah devono essere lasciati a maggese e quindi teoricamente chi mangia kasher per un anno non potrebbe mangiare verdure coltivate.
Fatta la legge e scovato l’inganno e i mercati di Israele sono comunque pieni di verdure, comprate a caro prezzo dagli arabi che non essendo ebrei possono coltivare a piacimento i loro appezzamenti.
7 commenti finora
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mia maritini:
almeno tu nell’universo…
e la Punto dell’anno amaranto…sono commossa!…sinceramente commossa!
” siamo tutti manovali
disoccupati scesi dai ponteggi della torre che volevamo costruire a Babele”.
Ronny Somek
scritto da Giovanna Lunedì.26.11.07 22:30
Oggi la verdura è rincarata,
è l’autunno del Duemilaeseitt,
un chilo vale un litro di benzina,
ma chi ci rinunciaaa,
a digiuno chi staaaa?
LA VERDURA, CHE BONTÃ !
(STACCO)
E L’AUTO CHE COMODITÃ !
Suullaaa Puuuntoo amaranto,
la Frà va che è un incantoooo,
daal duemilaaaEseeeiii….
se le lascia sciolta un pò la briglia,
le sembra un Aprilia
e rivaaali non haaa……
scritto da diazza Martedì.27.11.07 00:37
Uhmmmm… di tutte le trovate geniali che il popolo ebraico ha avuto nella sua storia questa dell’anno di shmitah mi pare un po’ una fregatura!
cioè, capisco la rotazione a maggese dei campi, è fondamentale per mantenere la fertilità del suolo.
ma dire che per un anno tutti i campi non posso essere coltivati non mi sembra tanto furbo!
meglio fare, chessò, che ogni anno tieni un terzo dei terreni a maggese? insomma, come si fa dal medioevo dalle nostre parti…
M
scritto da marcello Martedì.27.11.07 08:52
Comunque non serve arrivare a Gerusalemme per farsi scassinare l’auto da un tossico che vuol rubarti l’autoradio a cassette: basta lasciarla qualche ora nei dintorni della stazione di Pisa S.Rossore. Provare per credere.
scritto da Velvety Scarlet Mercoledì.28.11.07 14:39
Confermo quello che dice Velvety Scarlet: a me al posto dell’autoradio a cassette hanno lasciato una bocca vuota e urlante… Ma poi chi se li ricompra?!
scritto da Nihil84 Mercoledì.28.11.07 15:33
due o tre domande:
che si dice delle notizie di oggi/ieri che arrivano da Annapolis?
“tossici” del medioriente: identità e differenze con gli europei?
non è che per caso il tossico è palestinese?
e se sì, come mai?
PS per il resto, fa sorridere che ci siano dei “detrattori del trattore”, così per puro gioco di parole.
scritto da mario de santis Mercoledì.28.11.07 15:38
Ciao a tutti!
un po’ di risposte in ritardo ma non sono stata davanti a un computer per un paio di giorni.
Giovanna: Ho fatto un riferimento a Mia Martini? Non me ne sono accorta.
Diazza: brava! citazione giusta. Hai vinto una corona di spine.
Velvety e Nihil: empatizzo con chi ha subito il furto dell’autoradio. A me in Italia non era mai successo…
Mario:
Annapolis: l’israeliano medio e il palestinese medio la vedono distante e inutile.
Ci sono state proteste sia da parte israeliana ( i coloni hanno paure che vengano smantellati gli insediamenti in Cisgiordania) che da parte palestinese (il partito della liberazione islamica ma anche organizzazioni della sinistra palestinese hanno organizzato manifestazioni a Ramallah e a Hebron. La polizia palestinese ha impedito a molte persone di partecipare, ha arrestato un po’ di dimostranti e ci é anche scappato il morto).
In generale Annapolis viene vista come la prosecuzione del processo nato ad Oslo (2 popoli, 2 stati; road map ecc). Un binario che per molti é morto giá da tempo ma che i due governi e la comunitá internazionale coninuano a sostenere.
Tossici:
il tossico era certamente palestinese. Nella zona dove ho parcheggiato non si avventurano gli israeliani (neanche la polizia israeliana) e ci sono molti eroinomani palestinesi.
Perché? le cause sono molte. C’é chi sostiene che l’eroina venga distribuita per spaccare la societá palestinese e per poi usare i tossici come informatori, ricattandoli per la dose.
Forse é vero ma in buona parte credo che il degrado sociale, economico e politico e l’assenza di alternative spingano la gente a drogarsi.
Per osservazione empirica direi che a Gerusalemme l’eroina giri tra i palestinesi poveri e pare anche tra gli ultraortodossi.
Le pasticche credo se le facciano indistintamente isr e pal perché costano poco. La coca credo giri piú tra gli israeliani.
Le canne se le fanno tutti, per la par condicio e pare che la “troca” arrivi direttamente dal libano, e in particolare dagli hezbollah. Il ché é abbastanza ironico…
Per quanto riguarda gli altri paesi del MO ho letto da qualche parte che ultimamente sta girando molto l’eroina tra i beduini in egitto (un po’ come l’alcol nelle riserve indiane).
In altri posti direi che si parli piú che altro di semplici canne.
Spero di essere stata esaustiva.
Ciao!
scritto da La Franca Venerdì.30.11.07 11:32
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