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Venerdì 7 Dicembre 2007

Tempo fuori luogo


Silverman.JPGQuesta settimana ce l’avevo un po’ con Giuliano Ferrara perché aveva scritto “questa cosa”:http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=GIULIANO_FERRARA_-_Gli_editoriali_11&id=1429 a proposito di un tema che mi sembra più importante di altri. E, per quanto io sia molto spesso lontano anni luce dalle sue posizioni, mi ero stupito che lui potesse scrivere una cosa così distante dalle cose, così ridicola e ciecamente ideologica, così irricevibile anche dal più conservatore dei quotidiani stranieri con cui il Foglio si confronta quotidianamente. Allora per un po’ ho pensato a D’Alema che definisce Foglio e Riformista “testate minori”, il tutto a Otto e Mezzo, e così mi sono calmato. Poi ho visto titolo e parterre della puntata di ieri sera di Otto e Mezzo, e lì ho capito che non c’era tanto da discutere. Se uno vuole davvero parlare del tema “La crocefissione fu un atto di giustizia?” con Flores D’Arcais, Gianni Vattimo, Christian Rocca e Paola Binetti, all’ora di cena, nel 2007, allora vuole dire che va bene così. Il mondo là fuori al momento viene considerato poco e si preferisce disquisire di qualunque cosa, come se si fosse gli unici a guardare negli angolini e vedere il vero volto della società. Spesso negli angolini c’è solo polvere, ma questo è un dettaglio e l’atteggiamento non è nuovo né isolato. L’ho fatto anch’io, un sacco di volte. L’abbiamo fatto tutti: per parafrasare Von Clausewitz, certi dibattiti sono la continuazione delle assemblee d’istituto del liceo con altri mezzi.
Poi ieri è successa un’altra cosa: La7 ha deciso di chiudere il programma di Luttazzi con una puntata di anticipo, per una sua vecchia battuta su Ferrara che pare abbia offeso lo stesso Ferrara.


Dentro alla puntata di Decameron di sabato scorso (replicata giovedì) c’era una battuta con cui Luttazzi apriva il suo spettacolo sulla guerra in Irak. È una battuta paradossale, che usa la figura retorica dell’iperbole per dimostrare l’assunto di partenza e allo stesso tempo colpire lo spettatore a freddo e sfondare subito la barriera del buon gusto. Come dire: “Queste sono le regole: non ce ne sono.”
Come fai a sopportare gli orrori della guerra in Irak? Facile, dice il comico, penso a [e qui ci mette un'immagine talmente schifosa da fare effetto in sé e anche da ribadire sottotraccia quanto siano abominevoli e difficili da dimenticare gli orrori della guerra in Irak]. In questo senso la battuta, nonostante quello che sostiene La7 nel comunicato con cui annuncia la sospensione di Decameron, è esattamente satirica. E non fa parte di quel genere tutto italiano per cui non si ride, ma c’è uno spiegone politico che fa sentire indignati e giusti, il che di satirico ha ben poco. Qui si ride, o ci si imbarazza, o si dice bleah per la schifezza, e intanto si riflette sulla realtà. Si riflette in senso letterario, perché le nostre risate rimbalzano sulla realtà, ma di sponda. Quella roba lì è la satira.
Ma se sia o non sia satira è una questione noiosa, che riguarda le cause per diffamazione e i risarcimenti danni, in questo paese col fiatone. Quello che conta è che se qualcuno dice che pensa a me in una vasca da bagno con Gigi e Mengo che mi pisciano in bocca e il Pera che mi caga addosso, mentre Marina in tenuta sadomaso ci frusta tutti (grazie per la generosità ragazzi), siamo nel mondo del paradosso, dell’immaginario. Può dare fastidio, ma può anche suscitare un bel chissenefrega. Se io sostengo che “le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignità e all’onore personale”, come fa La7, mi ritrovo nella posizione ridicola di chi dà veramente credito a quell’immagine. Come fosse una foto.
Per diversi motivi credo che questo sia un errore. Perché offendersi di una battuta a base di cacca e pipì è una cosa da sottosegretari di vecchi governi del pentapartito. Perché la parola “volgare”, usata da Piroso in un suo editoriale del telegiornale de La7 di qualche settimana fa, è lei veramente impresentabile. Perché così se ne parla e torna fuori la questione del martire, che è pessima per l’ispirazione di un comico e ci rompe le palle da anni. Perché all’immagine de La7 forse Luttazzi serve. Perché dei comici si deve occupare il pubblico. Perché se fosse venuta da Ferrara la richiesta di intervento della rete (ripeto, se, perché questo non si sa, anche se il comunicato e la tempistica il dubbio lo fanno venire), sarebbe un gesto che totalizza zero in termini di stile. Perché in quel caso avrei tanto preferito che Ferrara avesse mantenuto lo spirito del suo esordio televisivo, quando nella sigla cantava “Voglio fare il gentiluomo” come Leporello, usciva lercio e con gli occhi spiritati da un bidone di rifiuti, e sapeva bene che i personaggi pubblici fanno una figura migliore quando si fanno rimbalzare tutto sui denti, mentre ridono vistosamente.
Però tutto questo lo posso pensare e credere io, mica posso pretendere che lo pensi Ferrara. E la battuta ha un aspetto, a teatro, che in televisione cambia. Se uno lavora da anni a La 7, ha il potere e la statura che ha Ferrara, detesta Luttazzi e non accetta di stare al suo gioco, allora si torna nel mondo reale. Quello in cui il programma chiude, si tirano fuori parole come “onore” in relazione alla cacca, e si discute di nuovo di cosa sia e non sia satira per settimane.

PS
Sia chiaro. Non cominciamo a dire che c’è la censura. La censura, per definizione, riguarda il potere politico. In senso stretto, cioè con un intervento in ambito pubblico da parte di una carica istituzionale. Qui c’è un editore privato che dice “ti chiudo il programma perché hai offeso uno dei volti della rete su cui vai in onda”. Fine. Poi può starvi antipatico Ferrara e simpatico Luttazzi quanto vi pare. Ma la censura è un’altra cosa. La censura, per dire, è l’editto bulgaro. Non questo.

PPS
È per cose come “questa”:http://www.danieleluttazzi.it/node/316, che lo seguo dai tempi del pigiamino il sabato sera.

31 commenti finora
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però è censura quando la7 trova la scusa per allontanare luttazzi. sembra quando una persona a cui stai antipatico cerca un pretesto per litigare e per dare tutta la colpa a te.
e lo scoprire che la cairo pubblicità (urbano cairo è stato in fininvest, publitalia etc.) è concessionaria pubblicitaria di la7.
a me ferrara fa molto più incavolare perché ha preso soldi dalla cia, ad esempio…

Peccato. Proprio quando il programma stava dando qualche insperato segno di miglioramento.

Caro Matteo BB, rimango perplesso dal tuo modo di vedere le cose. Prima dici che Luttazzi essendo un comico puo’ dire (quasi) quello che gli pare in tv e poi critichi Ferrara che in televisione ci sta da anni perche’ fa una trasmissione sulla crocifissione di Cristo. Mettiamoci d’accordo, o tutti possono dare alla propria trasmissione l’impronta che gli pare oppure tutti sono “censurabili”. Mi sembra pero’ che come al solito tu ti difendi quelli della tua parte politica e dai addosso a tutto cio’ che puo’ in qualche modo essere lontano dalle tuo visioni “progressiste”. Questa e’ censura intellettuale, tipica di coloro che sostengono una superiorita’ antropologica della sinistra. Alla Serra per intenderci…..

La7 questa cosa secondo me la pagherà in termini di moneta.

Ma quindi dite che il perno è Ferrara? Ma sicuri? E’ così tranquillo come persona.
Ieri per esempio davanti alla PDemocratica Binetti ha affermato con imperturbabile certezza, degna di una dimostrazione matematica forse, che siamo tutte creature e non c’è discussione! Vogliamo mettere in dubbio che il mondo sia il Creato? E perchè allora a Napoli dicono ‘a criatura!’ ?

Non fa una piega. Purtroppo per chi non ha visto la scena non sono in grado di rendere la paradossalità di quello scambio.

La7 ha tutto il diritto di sospendere Luttazzi, immagino però che in questi casi si debba pagare una penale e NON minacciare azioni legali per danno di immagine…
Anche perchè l’unico danno lo hanno ricevuto gli inserzionisti pubblicitari che vedono sfumare un investimento.

Caro Matteo,
mi sei molto simpatico e seguo spesso su podcast la tua trasmissione col Sig. Sofri ma questa volta mi stupisci moltissimo.
Io non credo che uno in tlevisione possa dire tutto ciò che gli passa per la testa, anche le cose più schifose, offensive e degradanti, perchè sono “una iperbole” e talmente assude da far capire quanto fosse assurdo il punto di partenza. Mi sembra una spiegazione talmente … iperbolica da essere ridicola. In questo modo tutti potrebbero dire tutto, con la scusa che è talmente assurda da non poter essere creduta …. perciò posso dirla …
Un limite ci deve essere, almeno nelle apparizioni pubbliche: se il signor Luttazzi ha questi pensieri (a me non verrebbero mai in mente neanche pensando Bertinotti) mi fa pena ma dovrebbe comunque tenerseli per sè o andare in una comunità di recupero per imparare a pensare in modo più civile.

Va da sé che il commento a firma “Macchianera” non è mio, ma che lo dico a fare?…

Non ho detto che ognuno può dire quello che gli pare, amici. Leggete bene, cacchio! Ho detto che personalmente trovo tutta questa faccenda goffa e penosa. E mi sarebbe piaciuto che non si tornasse a stabilire se sia la merda a ledere o meno l’onore, e cosa sia satira e cosa no. E visto che immagino molti partecipino e strillino, ribadisco che a mio parere
A - non è censura
B - se Ferrara si sente offeso, fa bene a essere offeso
C - se l’editore vuole segare un programma, non sono fatti nostri
D - la democrazia non è compromessa per questo episodio
E - Luttazzi non è un dio pagano.

Ciao Matteo.
Sono discretamente d’accordo col tuo commento. Ti invito, tuttavia, ad ascoltare l’intervista del Corriere ad Adalberto Baldini del Cdr de La 7.
Sorvolo sulla palese incompetenza di Maria Volpe (sempre del Corriere) che non sa neanche quante puntate di Decameron sono andate in onda.
Riguardo ai cinque punti da te espressi nel commento, concordo pienamente su B e C.
Non concordo affatto su A e D.
Riguardo al punto E, Luttazzi non è un dio pagano, ci mancherebbe. Ma forse è l’unica voce, o una delle poche, che ci ricorda , per esempio, che una giornalista come Daria Bignardi può sbandierare orgogliosamente di non essere mai stata censurata grazie ad interviste in ginocchio fatte a pregiudicati mafiosi come Marcello dell’Utri.

beh, io dico censura perché il motivo di fondo (e lo risappiam) non è certo l’insulto a giuliano ferrara, che tra l’altro ha ovviamente tutto il diritto di essere offeso (luttazzi non ha mai impedito a nessuno di offendersi, anzi…), ma il fatto è che luttazzi è l’unico che parla di berlusconi pd guerra in irak in quel modo. censura perché se una rete vuole sospendere un programma manda un comunicato ufficiale a luttazzi (almeno).
se poi si considera che i programmi di satira non siano la norma in tv si fa presto a considerare il livello di democrazia di questo paese, luttazzi o non luttazzi. certo, non è un dio pagano, ma è uno che accresce il livello culturale della gente, e questo è inaccettabile per una tv che non deve fare molti ascolti per ordini dall’alto.

sono d’accordo con te per quanto riguarda Luttazzi.
Per quanto riguarda Otto emezzo, no.
Per me è il programma migliore che ci sia in gito, Ferrara è il giornalista migliore che ci sia, e il suo giornale quello che leggo più volentieri.
E sono contenta di vedere comparire Langone, Socci, ecc…
Piuttosto, trovo deludente la signora Armeni, che fa una figura veramente poco dignitosa.

Ho letto l’editoriale “Salvati con il preservativo: l’enciclica di Livia” di Ferrara: certo per lui il problema non si pone. E’ facile resistere alle tentazioni quando non ci sono. Visto che lui pratica l’astinenza per scelta (di qualcun’altro), l’invisioso vuole che nessuno faccia sesso.
Quanto a Luttazzi, mi dispiace Daniele!

Invidioso e non invivioso come ho scritto nel precedente post: scusate.

Se è così sono un democristiano governo quella cosa lì insomma, perché per me il problema di quello che ha detto è che è volgare, non che lo ha detto di Ferrara. La libertà non è uno spazio libero, come diceva qualcuno.
Poi sull’atteggiamento de La7 sono d’accordo: per me provvedimento giusto ma per il motivo sbagliato.

Se le cose stanno come è riportato nel comunicato di La 7 non è censura, questo è chiaro…

Ma la censura non si presenta come tale e quindi usa spesso delle semplici scuse.

Dico questo perchè mi sembra abbastanza stupido come motivo quello dell’offesa a Ferrara, mi puzza.

Infatti, citando parte di un post di Sabina Guzzanti che ha seguito la vicenda:
“ora invece sembra che il problema sia che sta sera sarebbe dovuto andare in onda un bel monologo sull’enciclica “s.p.a. salvi” e che sia questo il motivo della sospensione che pare non sia una sospensione ma una soppressione.”

e poi, oggi:
“pare che ferrara non c’entri e forse neanche solo il vaticano, pare non siano state gradite le riflessioni su telecom e geronzi tra le altre cose.”

Per me non si è trattato di un caso di censura in senso generale ma di un esempio limpido di censura aziendale. Giocando con i “se”, se Luttazzi avesse detto che dentro l’immaginaria vasca c’era Berlusconi probabilmente non sarebbe successo nulla. Il problema su cosa sia la satira è secondario. Chi si arrischierà adesso di tirare in diretta un profiterol al cioccolato alla gigantografia di un mostruoso Ferrara in bermuda?

la7 è qualcosa che ha sempre cercato di fare qualcosa di nuovo, fresco, diverso e differente, ma quando si ci è avvicinata è sempre stata bloccata.

E’ come un bell’airone che cerca di volare ma che appena si alza di qualche centimetro viene spinto di nuovo giù. E quante volte è successo… Ma almeno lui ci prova.

E pensare che a me Ferrara a tratti non dispiace nemmeno troppo…
Si , certo anch’io “mi son sempre sentito distante anni luce” dal 66% delle “sue posizioni” ,però non reputandolo comunque affatto un cretino “mi sono” stupito che lui potesse scrivere una cosa così distante dalle cose, così ridicola e ciecamente ideologica, così irricevibile anche dal più conservatore dei quotidiani stranieri.”

Come vedi ti quoto in pieno, anche troppo.
Ancora non mi capacito che l’ articolo sia vero.
La citazione della SILBERMAN poi ???

Che inoltre , pur non volendo per forza scendere a livelli infimi , Ferrara che disquisisce sul trombare fa anche un po’ ridere.
Come minimo mi ricorda alcuni discorsi sentiti in tv, da “autorevolissimi personaggi”, sulle canne.

Sono d’accordo sul tuo secondo commento: onestamente il primo mi è sembrato un pò oscuro.Perciò basta con la solita pallosa tiritera che fa tanto Usigrai di inventarsi un martire di Berlusconi al giorno.
Detto questo secondo me scientemente Luttazzi ha spinto fino al limite con l’inconscio intento di superarlo. Non è da TV e infatti ne viene masticato e cagato fuori in tempi fisiologici al mezzo.

Se definisci “battute” le oscenità di Luttazzi, allora va bene tutto.

Esprimo solo un parere.
Luttazzi mi piaceva poco prima, ma lo rispettavo e la sua furia e audacia mi faceva venire le vertigini.
Riconosco che gli hanno segato le gambe in piena mietitura, però scusate, al ritorno era semplicemente incarognito.
E quando sei incarognito perdi di lucidità e invece di essere affilato sei un po’ triste.
Io poi l’ho guardato.
E poi ho spento (si fa fatica anche a cambiare canale di questi tempi).
E ho pensato che era una vittima e che non si è ripreso. Però se mi dici che la battuta sull’irak è ” paradossale, che usa la figura retorica dell’iperbole per dimostrare l’assunto di partenza…” etc etchù, io ad esempio che non l’avevo capito ti rispondo che in fondo puoi anche avere ragione, ma che tanto non era nè illuminate nè divertente.
Il buon gusto Luttazzi lo sfida e sfonda da mo’, non ti aspetti niente di meno. Epperò nessuno mi toglie quel retrogusto di rabbia furibonda per torto subito che non si placa.
La trasmissione era brutta, si può dire? Sarò una veggente ma immaginavo che sarebbe sparita prima o poi. Onore al merito gli hanno concesso il botto, ancora una volta. Le polemiche e i retro pensieri sulla chiusura son più di quelli che ha suscitato lui con il suo lavoro e questa per me è una sconfitta.

ma davvero era necessario raccontare di immaginare deiezoni su giuliano ferrara (sempre direttore di una testata minore) per farci rendere conto della eventuale assurdità della guerra in iraq?

Ma guardate che la questione qua non è se Luttazzi l’altra sera ha fatto ridere o meno. Non è una questione di gusti. E’ una questione di libertà di espressione. Gliela hanno tolta, punto.

tutti bravi a parlare di CENZURA
eppoi tutti a dire: ah, eNZO no, eNZO no

siete di PATETICITA’ cattiva. Si vede che mangiate pochi manderini

ciao robi

Matteo, domani dinne quattro a L. Sofri, che nel suo post di oggi si è dimostrato un gran paraculo. Non che, vista la situazione familiare/lavorativa ci si aspettasse qualcosa di diverso da lui sulla questione Luttazzi.

che luttazzi non tutti lo capiscano è un fatto.
che le sue battute facciano schifo a qualcuno è più che normale.
tutti i gusti sono gusti.
a me, ad esempio, fa schifo brunovespa.

ma il problema è impedire a delle voci, più o meno gradite, di farsi sentire.

se poi giuridicamente questa non è una censura, chi se ne frega.

è un atto arbitrario, fascista, commesso da chi ha il potere di permettere o meno la fruizione del libero pensiero.

pensiero che può infastidire, divertire, scandalizzare o annoiare.

il pensiero è come l’aria e l’acqua, un bene di tutti, deve essere libero e accessibile a tutti.

una televisione moderna deve essere garante della libertà di pensiero.

è molto triste sentire come siamo diventati, così abituati alla gabbia della censura, del sopruso moralista, da giustificarlo noi stessi, a volte ad invocarlo.

non ce ne accorgiamo più.
E quando improvvisamente qualcosa o qualcuno ci fa respirare per un attimo la libertà, ci spaventiamo e chiediamo subito al custode di ributtarci dentro la gabbia.

a cuccia, gente. l’ora d’aria è finita.

che luttazzi non tutti lo capiscano è un fatto.
che le sue battute facciano schifo a qualcuno è più che normale.
tutti i gusti sono gusti.
a me, ad esempio, fa schifo brunovespa.

ma il problema è impedire a delle voci, più o meno gradite, di farsi sentire.

se poi giuridicamente questa non è una censura, chi se ne frega.

è un atto arbitrario, fascista, commesso da chi ha il potere di permettere o meno la fruizione del libero pensiero.

pensiero che può infastidire, divertire, scandalizzare o annoiare.

il pensiero è come l’aria e l’acqua, un bene di tutti, deve essere libero e accessibile a tutti.

una televisione moderna deve essere garante della libertà di pensiero.

è molto triste sentire come siamo diventati, così abituati alla gabbia della censura, del sopruso moralista, da giustificarlo noi stessi, a volte ad invocarlo.

non ce ne accorgiamo più.
E quando improvvisamente qualcosa o qualcuno ci fa respirare per un attimo la libertà, ci spaventiamo e chiediamo subito al custode di ributtarci dentro la gabbia.

a cuccia, gente. l’ora d’aria è finita.

non è censura. però è tante altre cose: moralismo, ipocrisia, stupidità, leggerezza.

Quella non è un’iperbole. Ed è pressoché slegata dall’assunto di partenza.

La domanda che la introduce non è “come fai a sopportare gli orrori della guerra in Irak” (vogliamo cambiare le carte in tavole su due righe?), ma verte sulla contraddizione di una dichiarazione di Berlusconi.

E’ una battuta talmente sgangherata e gratuita e volgare che in giro per il web se li prova tutte per riabilitarla, finendo persino ad alterarne pezzi.

Inoltre non fa nemmeno ridere. Siamo proprio sottozero.

e siccome non ti ha fatto ridere allora chiudiamo un programma televisivo? del fatto che non faccia ridere risponde luttazzi in persona, con la sua faccia.

Ti seguo fino al punto in cui ci vuoi spiegare la satira. Infatti è questa la vera pratica tutta italiana: la gente che ti spiega a suo modo cosa è satira cosa è censura, cosa è una missione di pace o un mercenario.

Io uso il dizionario e mi sono sempre trovato bene con quello.

E secondo il dizionario lo spiegone ci stà, può far parte dell’invettiva. Poi magari arriva Moore e dice che lo spiegone lo fanno anche in america(tempi televisivi permettendo) e poi Canfora aggiunge che era la parte principale della satira greca. In italia invece è una pratica più unica che rara.

Poi ti stanno antipatiche o simpatiche le persone e gestisci le parole di conseguenza.

La discussione sulla satira non è noiosa, ma solo inutile in questo paese, e serve al massimo a far capire chi ti piace e chi no.



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