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Giovedì 13 Dicembre 2007

Irina Palm


segone.JPG**Cos’è.** È la storia di una vedova inglese di mezza età, che deve trovare i soldi per pagare il viaggio della speranza del nipotino Ollie. Infatti esiste una nuova cura sperimentale per la patologia rarissima di cui soffre, ma solo in Australia. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, trova lavoro in un locale di spogliarelliste a Soho, come segaiola. E ha un successo straordinario. La protagonista Maggie è Marianne Faithfull, mentre il proprietario del locale, Miki, è Miki Manojlovic, che alcuni ricorderanno in _Gatto Bianco Gatto Nero_.

**Com’è.** Irina Palm (nome d’arte di Maggie) è girato un po’ come un film di Ken Loach, ma ha una leggerezza che a Loach sfugge spesso. In compenso gode di un equilibrio raro tra momenti comici, veristici e drammatici. L’effetto è che si ride, si lucidano gli occhi o ci si immedesima, ma senza mai rendersene troppo conto. È effettivamente una commedia drammatica, e funziona così bene grazie anche ai due protagonisti, che sono in stato di grazia. Marianne Faithfull è veramente magistrale. (Dico la cosa banale da spettatore milanese che è andato al cinema impegnato Anteo? Se lo stesso livello di recitazione fosse venuto da un maschio, ne starebbero parlando tutti. Ecco, l’ho detta.) Il regista, fondatore dell’agenzia Euro RSCG, è il regista pubblicitario Sam Garbarski. Di solito i film dei registi di spot fanno schifo e sono pieni di formalismi cretini. Qui non c’è niente di smaccato o anche solo percepibile in quel senso.


**Perché vederlo.** Perché è un film anticonformista in un senso vero, non compiaciuto. Per il modo straordinario con cui parla di carnazza senza girarci intorno e senza sfiorare mai minimamente il pruriginoso. E poi perché gli attori italiani fanno pena, mentre in una coproduzione di cinque paesi a basso budget c’è più professionalità che in molti dei film del nuovo cinema italiano. Soprattutto non c’è mai un elemento fuori posto, che storti il tono generale. E infine va visto, francamente, per rendere omaggio a una pratica così negletta dai media, ma tanto amata dal popolo.

**Perché non vederlo.** Vedete un po’ voi che scusa trovare. Secondo me esclusivamente se vi piacciono solo i film d’azione o se avete schifo anche solo all’idea della masturbazione (Allora non andate al cinema. Andate da uno psicanalista e stateci per alcuni anni.)

**Una battuta.**_”Ha il gomito del seghista. Ci ha dato dentro, eh?”_

20 commenti finora
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Grazie , lo guarderò.
Ovviamente non al cinema (già fosse solo per motivi di v.o.).

Sembra interessante: grazie del consiglio. La storia assomiglia un po’ a quella di streaptease, il film con Demi Moore di qualche anno fa.

Gli attori italiani fanno pena ? Tutti ? Perché non ti guardi la ragazza del lago, perfino la Golino presa dal clima sembra recitare..

Dayton e Faris ,Spike Jonze, Michel Gondry, etc , per citare i primi che mi vengono in mente, vengono tutti dalla pubblicità e mi sembrano abbastanza geniali.

Grazie per non aver usato la parola “cliché” nella recensione.
Metterò in lista questo film anche se Marianne Faithfull mi ricorda quel brutto “la, la, la” in The Memory Remains dei Metallica.

Il monologo pipì-cacca-vasca-da-bagno-Giuliano-Ferrara che è costato a Daniele Luttazzi la chiusura del suo programma televisivo non è di Daniele Luttazzi, malgrado lui abbia detto di averci “lavorato per un anno e mezzo”. E’ di Bill Hicks, un comico radicale americano (“sono un Noam Chomsky che fa battute del cazzo”, diceva) morto di tumore nel 1994. Ecco il testo originale di Hicks, rilanciato ieri da numerosi blog italiani e riferito in quel caso al conduttore radiofonico di destra Rush Limbaugh: “Non immaginate anche voi il suo corpo grasso in una vasca da bagno mentre Reagan, Quayle e Bush gli pisciano addosso e poi in bocca?”. Hicks fa entrare in scena anche Barbara Bush e la descrive mentre fa cose irriferibili, una delle quali – riferibile per dovere di cronaca e diritto d’autore – è accovacciarsi in prossimità della bocca al giornalista di destra. Il monologo di Hicks non è andato in televisione, come quasi tutte le sue cose più hard. Nel 1993, anzi, una sua altrettanto ruvida performance è stata cancellata dal David Letterman show.
Visto che ci siamo: il blog 7yearwinter.com ha scoperto che anche il neologismo “giulianone” con cui Luttazzi definisce quel “residuo di sperma e cacca depositato sul lenzuolo dopo un rapporto anale” non è opera di Luttazzi, ma del comico americano Dan Savage che aveva affibbiato alla parola “Santorum”, dal cognome del senatore repubblicano anti gay Rick Santorum, il significato di “that frothy mixture of lube and fecal matter that is sometimes the byproduct of anal sex”.
Non è la prima volta che Daniele Luttazzi, vero nome Daniele Fabbri, viene colto con le mani nella marmellata dell’ispirazione altrui. Anni fa il modello delle sue trasmissioni, delle sue rubriche, dei suoi sketch, dei suoi tic, delle sue battute era Letterman, ma anche Conan O’Brien. Allora lui negava con risentite lettere a Repubblica, ma l’avvento del satellite e della trasmissione su Raisat dello show di Letterman hanno convinto Luttazzi ad ammettere apertamente la fonte d’ispirazione. Da allora i riferimenti sono diventati comici anglosassoni meno noti al grande pubblico: Bill Hicks, innanzitutto, ma anche George Carlin, l’inglese Eddie Izzard, Lewis Black, Chris Rock, Linda Smith e Steven Wright.
Luttazzi si difende dalle critiche dei suoi ex fan spiegando che lui in realtà si diverte a organizzare per i suoi seguaci una specie di caccia al tesoro, “disseminando qua e là indizi e citazioni di comici famosi” in modo che i fan più attenti possano scoprirli e divertirsi con lui. Solo che gli esempi sono innumerevoli e non si tratta solo di “indizi e citazioni”, ma di parecchie battute e di interi monologhi ripresi pari pari dall’originale e poi adattati per il pubblico italiano.
Copiare è un’arte, imitare un po’ meno, ma in ogni caso ciascuno è libero di fare ciò che vuole a patto che le cose si dicano chiaramente e si citino le fonti. Senonché Luttazzi – già consigliere comunale della Dc a Santarcangelo di Romagna, eletto grazie a una piattaforma politica in controtendenza rispetto al suo successivo cammino artistico: risolvere il problema di una fogna a cielo aperto – si imbufalisce quando scopre che qualcuno si ispira a lui. Negli ultimi anni ha scatenato polemiche furibonde contro le Iene e contro Fabio Fazio, colpevoli di aver copiato format televisivi e scenografie da lui, anche se in realtà lui li aveva copiati da Letterman. Lo scontro più rumoroso è stato con Paolo Bonolis, accusato di avergli sottratto questa battuta: “Come si fa a capire quando una mosca scoreggia? Improvvisamente vola dritta”. Luttazzi si indignò per questo e altri furti intellettuali a suo danno. I sodali Marco Travaglio e Peter Gomez, nel libro “Regime”, scrissero che “vista la ferocia e la bellezza delle battute, qualcuno dovrebbe scusarsi con Luttazzi”. O forse dovrebbe essere Luttazzi a scusarsi con il comico George Carlin, il vero autore della battuta “You know how you can tell when a moth farts? When he suddenly flies in a straight line” (in “Napalm & Silly Putty”, Hyperion, 288 pagine, 17 dollari e 90), cioè la stessa identica battuta che l’ex consigliere comunale della Dc sostiene che Bonolis gli abbia scippato.

dal blog CAMILLO di C.Rocca

e il gomito da segaiola dove lo mettiamO?
a fine visione consiglio: SPAGHETTI AIO E OIO con la PILSNER + una wii per amica. ps.grazie ale per le serate vip!! grazie a bordone per l ospitalità e ai gatti per la simpatia.

e il gomito da segaiola dove lo mettiamO?
a fine visione consiglio: SPAGHETTI AIO E OIO con la PILSNER + una wii per amica. ps.grazie ale per le serate vip!! grazie a bordone per l ospitalità e ai gatti per la simpatia.

una notizia per bordone:http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_13/mistero_figlio_britannico_hitler_9ae4e910-a98b-11dc-b997-0003ba99c53b.shtml

ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. io mica lo sapevo che negli strip club esistono quelle specializzate nel fare le pippe. devono essere belli i provini.

Marianne Faithfull, che grandiosa seconda carriera!
lei che è nel mio immaginario mitico, in quanto fidanzata di Mick jagger, non particolarmente fortunata.
Nico non ce l’ha fatta, Marianne è risorta a seconda carriera:grande

ah, off topic:bella la giacca verde.Faceva tanto Woody Allen(non riesco atogliermi dalla mente sta definizione di Gambarotta, ma perchè immagino come l’ha detto)

visto. è vero, è proprio un film che mostra come si può vivere con molta dignità, anche facendo le seghe a sconosciuti.

Il vero “problema” di Bordone è l’ignoranza. Della specie peggiore. Che ti fà credere di sapere le cose quando, invece, non le sai.

Come conduttore di Dispenser era passabile. Il programma era, e lo è ancora, originale e stimolante come una supposta da bambini. Piacere e fastidio allo stesso tempo.

Come co-conduttore di Condor è odioso. Sarà che non sopporto il logopedista Sofri, fatto sta che Il Bordone s’inventa ogni giorno una cazzata bella fresca su un film, un libro, un disco, un videogame. E lo dice come se fosse verità; assoluta verità. Spara date, attori, recensioni, inventa termini, concetti, e tutto con una sicumera da politico d’antan. Tanto per dirne uno? D’Alema.

Non è che la tua lauretta in lettere con percorso e tesi vagamente cinematografici ti spinge a credere di essere collega di Roger Ebert?!? Non sai chi è, vero? Brutta bestia l’ignoranza…

Umiltà ignorantello. Umiltà. Anzi come dice Arrighe, Umiltè!

uè caro ti voglio molto bene mi sei troppo simpatico
ooooooooooh uffa! come faccio a scriverti qualcosa senza che tu lo prenda come un giudizio..
e sul tuo blog poi..
impossibile

A chisciotte
“che ti fa credere”.
Senza accento sulla a…
Con umilté

Caro Chisciotte… vedo che strabordi di umiltà da ogni poro!
Fortunato

Piaciuto, piaciuto, piaciuto…a parte la colonna sonora…disturbante e solo raramente appropriata…

divertito e commosso… dal cuore di mamma (o di nonna) a l’orgoglio della protagonista…

…e poi insomma, quasi quasi provo la carriera del segaiolo…e pazienza per il gomito da seghista…

Dopo mesi finalmente ci si trova d’accordo su di un film.
http://www.smeerch.it/2008/01/08/irina-palm/

visto, lucidato gli occhi, riso, amato. film molto bellino.
http://it.youtube.com/watch?v=44qEgxRn1AU
tanto per…



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