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Mercoledì 30 Gennaio 2008

Cloverfield


granchio.JPG**Cos’è.** Cloverfield, che vuol dire campo di trifoglio, è un film diretto da Matt Reeves e soprattutto prodotto da J.J.Abrams, che è quello di LOST. È un film catastrofico col coso. Che c’è un coso e ci sono i militari che gli sparano e i civili che scappano urlando. Siccome J.J. non è il primo dei pirla, il film è in realtà la registrazione di una notte, realizzata da un ragazzotto tonto che sta riprendendo la festa di addio del suo migliore amico in partenza per il Giappone. Poi succede il patatrac e lui continua a riprendere. Così la retorica deficiente dei film di Emmerich non c’è. Quindi di fatto Cloverfield è una soggettiva digitale di un’ottantina di minuti, tipo un film di Woody Allen nella fase in cui il direttore della fotografia era Carlo Di Palma (ma più sanguinolento). Di più su quello che succede non ve lo posso dire, se no rovino il tutto.

**Com’è.** Come i giapponesi, che avevano visto la distruzione cadere sulle loro teste e presto cominciarono a raccontarla sotto forma di film con mostri venuti dal mare e dallo spazio pronti a sterminare tutti, così gli americani dopo l’11 settembre. Almeno in teoria, perché finora c’è stato pudore a riguardo, patriottismo, senso di opportunità, politica, scelte industriali, chi lo sa. Cloverfield invece è quella roba lì: il film che va nell’inconscio del paese, nella memoria collettiva, spalanca la porta su cui c’è scritto “Arrivano i jet e ci ammazzano tutti” e tira fuori tutti gli elementi più dolorosi per usarli. Poi di fatto è un film tipo Godzilla o Gamera, con tanti effetti speciali fatti bene e abbastanza credibili, una buona dose di suspence, strilli e strepiti e anche una carrettata di gnocche.

**Perché vederlo.** Perché è divertente (al cinema, perché scaricato e visto sullo schermino diventa “una cazzata, dai! come fai a dire che è un bel film?”, come molti altri), coerente, insensato meno di LOST ma ugualmente avvincente, e dietro c’è un sacco di roba. Anche solo per la prima parte il film merita. Sono state ricostruite un paio di scene che vengono dritte dai documenti video dell’11 settembre che abbiamo visto decine di volte in questi anni, e quando le vedi ti accorgi che ti succede qualcosa di strano (chissà i newyorkesi) e ti torna un po’ su tutto. Poi c’è l’idea linguistica di fondo, che è ugualmente scaltra, cioè che tutto sia il contenuto di una telecamerina ritrovata(di cui tutti vorremmo conoscere marca e modello perché ha batterie infinite, faretto potentissimo, ripresa notturna, non si rompe mai e lo zoom è incredibile su qualunque focale): un’idea che sembrava un ponte di corde reso inservibile dall’attraversamento di Blair Witch Project, e invece tiene ancora bene (anzi, ne stano uscendo altri due girati così). Infine è un film di cui si parla molto e bene con gli amici.

**Perché non vederlo.** Perché è un film col coso, alla fine. Non ci sono altre vere linee narrative o sottotrame. Ci sono suggestioni a strafottere. Ma se uno vuole più ciccia, sappia che il tutto si può condensare così: “Ohmioddio! Un polpogranchio indistruttibile sta distruggendo tutto!”

**Una battuta.** _Mangiava le persone._

(ps - Faccio notare, per quelli che temono di essere stati spoilerati, che la creatura di Cloverfield è imperscrutabile. Ognuno la vede come gli pare, ma non si capisce. Io mi sono inventato polpogranchio. Voi ci potete vedere un pipistrellotalpa, volendo.)


Mercoledì 23 Gennaio 2008

Sfiguratelo in volto con la mazza da golf


ApocalypseLanceKilgore.JPGTra qualche giorno esce AMEN, il quarto album dei Baustelle. Quando è iniziato DISPENSER, il programma che facevo prima (che è ancora in onda dal lunedì al venerdì su Radiodue alle 20 e 35), dedicammo la primissima recensione discografica all’album d’esordio di un gruppo toscano che parlava di adolescenza, amore, droga e malinconia in un modo che ci piaceva molto. Eravamo e siamo fan degli Smiths quasi tutti; eravamo e siamo alla ricerca di musica da ascoltare a volume alto. Il disco in questione era “Sussidiario illustrato della giovinezza” dei Baustelle. Poi i Baustelle hanno fatto altri dischi che ci sono piaciuti sempre di più; noi li abbiamo ascoltati alla nausea, siamo andati a vederli in concerto, ci abbiamo fatto amicizia. Nel frattempo altri si sono accorti di loro, non ultimi gli italiani tutti, nell’anno 2007, quando “Bruci la città”, scritta da Francesco Bianconi e cantata da Irene Grandi, alla lunga ha folgorato tutti (roba che se l’avesse cantata Minghi, anche Mollica e Fegiz si sarebbero sbilanciati).
Ora. AMEN esce il primo febbraio. È stato registrato con grandi orchestre e arrangiamenti sontuosi, cosa che in Italia nessuno di quelli seri si mette mai a fare. Chi ha le canzoni sta sul minimale scarno; chi ha l’arrangiamento e nient’altro è Celentano. Il singolo “Charlie fa surf” sta a metà strada tra il genio puro e la ruffianata, come ogni vero singolo pop che si rispetti. È scritto a immagini e non a discorsi e racconti. E ha un ritornello da cantare a squarciagola. Stamattina l’ho sentita una volta. Poi un’altra. Poi dieci volte a fila, a volume sempre più alto. E l’ho cantata per tutto il giorno. Sono un fan. Ho quindici anni. E vi spacco il culo.


Sabato 19 Gennaio 2008

Tokyo, gennaio 2008


kem012008.JPGNatale non c’è. C’è solo l’involucro di alberi, decorazioni, luminarie, carols, tacchini e pacchi con doni. Ma dentro niente. Capodanno regna, le cose nuove tirano, e quindi anche gli anni, quando sono freschi freschi, non ancora usati. Visto che in Giappone quasi nessuno è di Tokyo ma quasi tutti ci abitano, attorno al 28 si assiste a un ritorno nazionale verso i paesini dove sono rimasti i genitori, i nonni e i campi di riso. Io, fedele alla giapponesità, sono tornato in una campagna non mia, nell’isola dello Shikoku, a ovest. Cibo più dolce, dialetto meno azzimato, ritmo di vita più sciallato. Mi sono concesso il lusso di un Capodanno completamente giapponese con i cibi d’obbligo, le bevande fermentate della tradizione e le peregrinazioni di mezzanotte ai templi. La visita al santuario shinto mi è piaciuta molto. Perché? Perché ad aspettare la nascita dell’anno 20, nel piazzale c’erano centinaia di adolescenti che facevano confusione, scherzavano, ridevano. Poi alle 12 tutti hanno gettato una moneta davanti al tempio dove un sacerdote ballava, sì, ballava benedicendo gli astanti con uno scettro. L’atmosfera mi ha fatto ricordare me bambino alle sagre di un paesino della bassa friulana. Tutta la comunità a festeggiare. Adesso quella sagra non c’è più perché non ci sono giovani e nessuno ha voglia di organizzare. Nemmeno la messa di mezzanotte mi sembra che riscuota un grande entusiasmo. Allora io, da orgoglioso ateo, mi chiedo: quando in Italia è stata levata di mezzo la religione, quella sociale, con cosa è stata sostituita? Tokyo è fatta principalmente per ritornarci. E infatti sono nella capitale, silenziosa, abbottonata, laica, ricca, poco sorridente forse ma esageratamente stilosa. Quanto manca alla primavera?


Mercoledì 16 Gennaio 2008

You can’t always get what you want (ma dai e dai…)


diogene.jpgPrima no. Prima senti quello che sta succedendo, lo senti da lontano, e ti viene da dire state sbagliando, così fate il contrario di quello che volete fare, cioè tenere distinti la religione e la scienza. Poi c’è il telegiornale. E al telegiornale chiedono un parere a Paolo Mieli. Paolo Mieli è uno degli uomini di punta dell’informazione italiana, e non è cattolico. Eppure è amareggiato e scandalizzato, tanto: dice che è un giorno che finirà nei libri di storia, dice che è un giorno in cui e di cui gli italiani si vergognano davanti al mondo, dice che gli studenti si preparavano ad accogliere il papa con “lazzi e sberleffi, e questo è intollerabile”.
Non solo per la gravità del tono, ma anche per l’uso di una terminologia che ha a che fare con l’ermellino, la stola, le tele di Massimo D’Azeglio, le miniature, i dagherrotipi e tutto un mondo ormai sfumato nel ricordo dell’Italia savoiarda e al massimo del buon Guido, insomma per tutti questi motivi ti fermi a pensare e ti accorgi che è successo qualcosa. Perché così rattristato e scosso Mieli non lo vedevi da tempo.
Poi su Repubblica ci sono pagine e pagine su questa questione, sempre troppe e troppo scandalizzate. Poi a Porta a Porta (lo so che non devo, ma poi in questi casi ci finisco sempre dentro) uno vede un conduttore che per tutta la sera ripete a chi sostiene la legittimità di quello che è accaduto, “andiamo, su, è inammissibile”, e fa tutto un movimento di spalle. E lì accanto c’è anche Rocco Buttiglione, professore di non si sa cosa in un’università non si sa quale (e soprattutto quando li tiene i corsi, che è sempre a fare politica e televisione?), che ricorda a Vespa del 77 e di Luciano Lama e delle Brigate Rosse, e fa dei parallelismi. In collegamento c’è Giuliano Ferrara, che sostiene l’argomento inesistente della “libertà di parola”. Quello per cui il papa non c’entra. Tutti devono parlare e la questione è quella, si tratta di LIBERTÀ. Certo. Quindi l’anno prossimo, preparatevi, voglio parlare all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Houston, lo voglio fermamente, voglio parlare dell’embrione, è un mio diritto, so I’m telling you right now, months in advance, you texans, start working on the flight, the hotel, the ermellination and all I’ll need for my right to be fully respected.

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Lunedì 14 Gennaio 2008

Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è


spaceodyssey2001.jpgSul Foglio di qualche giorno fa, tra le altre cose, si parlava di un chirurgo israeliano che ha messo in piedi una organizzazione antiabortista. L’organizzazione si ispira all’episodio di Erode e fa riferimento alla Shoah per trovare la motivazione profonda del proprio agire. Come dire: siccome già Erode voleva ammazzare i bambini, siccome Hitler ha ammazzato sei milioni di persone, adesso dobbiamo intervenire perché ammazzamenti ne abbiamo già avuti abbastanza, quindi non possiamo fare altro che fermare a tutti i costi gli aborti. Il caso del Dott. Eli Shussheim serve per rendersi conto di quanto la campagna di Ferrara non abbia niente a che vedere con un pacato e bilaterale confronto sul tema. Il Dottore che si sente stretto tra Erode e Adolf, preso ad esempio, significa qualcosa di molto chiaro. La lettera che lo stesso giorno Ritanna Armeni ha scritto a Ferrara diceva, quella sì, cose sensate, serie e pacate, ma anche ferme (tra le altre cose nei confronti dell’uso di certe parole legate all’uccidere, come dell’espressione “moratoria” e della disonestà del parallelismo con quella sulle esecuzioni capitali). Alcuni, leggendo queste parole, dicono “Vedi! Vedi che delle cose più misurate e un tono meno crociato ci sono in questo dibattito!” Ecco. Vorrei far notare che la lettera della Armeni non conta, è tappezzeria, perché fin dall’inizio tutto il dibattito è andato avanti con posizioni, forme e toni opposti a quelli della lettera o degli interventi esterni più dialettici (compreso l’obiettivo apparentemente naïf ma in effetti solo dogmatico di “_portare a zero gli aborti_”).

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Venerdì 11 Gennaio 2008

Tarantula drive


lynchspider.JPGSono in una casa molto grande ma abbastanza sguarnita, piena zeppa di bianco sparato e di corridoi e stanzoni, che cosa me ne faccio non lo so e non ci sono nemmeno i gatti, forse non è casa mia o non la mia prima casa, e insomma siamo io e qualcun altro e c’è anche la Mari con qualcun altro (forse Paride) che si sta preparando per uscire o sta provando dei vestiti, insomma ha portato con sé e indossa delle scarpe nere da donna col tacco e la tarantola, le scarpe con la tarantola sono delle scarpe da donna col tacco che hanno una tarantola viva appoggiata sul collo del piede, la tarantola è enorme e nerissima e pelosa con occhi neri lucidi grandi come fagioli, dei laccetti di cuoio tengono imbrigliato il suo corpo grasso e tondo alla scarpa, come cinture di sicurezza da rally, mentre le zampe pelose sono libere si sciabolare nell’aria, quindi Marisa per un po’ le indossa e gira per casa con la tarantola che le si muove sui piedi, e pazzia dicendo scemate di false drammatiche emergenze come suo solito (ma io non la cago come mio solito), poi se ne va frettolosamente forse anche un po’ sbattendo la porta con delle altre scarpe, e lascia lì le scarpe con la tarantola, ora ovviamente quando c’è il piede infilato nella scarpa ogni tentativo della tarantola di muoversi o influenzare la gamba ospite è vano, mentre la forza per trascinare una scarpa la tarantola ce l’ha, e quindi comincia a girare per casa, anche con le palle girate, trascinandosi dietro la scarpa come fosse la gamba di legno delcapitano Ahab, e la stronza mi punta inesorabilmente (non so perché ma ce n’è una sola a minacciarmi), tanto che alla fine sono costretto a scappare di casa, mentre quello che c’era in casa con me è scomparso, e vado dritto agli “Hamptons”:http://en.wikipedia.org/wiki/The_Hamptons, dove Matteo Caccia ha una villetta e mi può offrire asilo…

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Venerdì 4 Gennaio 2008

La differenza tra il grumo e i figli


teletubbies.JPG_Qui si parla di 194, moratorie, figli e parti. Ne parlo io, che non ho figli e tendo al prolisso. Siete avvisati._

Cominciamo con una questione molto semplice. La moratoria è una sospensione straordinaria: la si chiede ai governi o ad altri enti e organizzazioni perché si astengano da una loro pratica o abitudine, generalmente in nome di un principio. Se l’ONU chiede la moratoria delle esecuzioni, sta dicendo agli stati che la pena di morte è sbagliata e che dovrebbero considerare l’idea di rinunciare alla pratica, in nome di bla bla bla. Loro se vogliono si astengono, se no ciccia (o meglio Cina). Chiedere una moratoria degli aborti non è la stessa cosa. Perché stai chiedendo a un singolo di rinunciare a un proprio diritto sancito per legge, in nome di valori tuoi, non suoi. Quindi non è una moratoria, è propaganda politica e morale, sacrosanta: si fanno dei picchetti, si scrivono dei libri, si rompono le palle, ma la moratoria proprio non c’entra.
Le donne hanno il diritto di abortire secondo la legge. Finisce lì. L’unica moratoria possibile sarebbe una fine dello stato di diritto, per cui Giuliano Ferrara smagrito dalla dieta liquida e i suoi sodali Bagnasco, Ruini e Binetti decidessero di far sospendere gli aborti in Italia in pia deroga alla legge dello Stato. (Sto scherzando: nessuno la vuole e non succederà mai. È tutto un trucchetto per mettere in discussione la 194. Bricconi!) L’accostamento tra la moratoria della pena di morte e quella degli aborti è il classico sgambetto ideologico di Ferrara su questi temi: una versione più scaltra e meglio scritta di infinite baggianate retoriche dei cattolici sul tema, tipo la vita, viva la vita, che bella la vita, io difendo la vita, quanto è bella la vita, la vita è vita, senza se e senza ma, chiedi al cardinale che te lo spiegherà. Prosecuzione ovvia del ragionamento è: come l’IRAN impicca la gente in piazza con la gru, così voi ammazzate i bambini nell’utero con la RU. Molto bene. Andiamo avanti.

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Venerdì 4 Gennaio 2008

E intanto…


santos.JPGAll’inizio ti dicono che sei uno sfigato, nemmeno capisci cosa sia esattamente il caucus, poi te lo spiegano e preferivi prima quando non avevi idea, ma comunque ci sono i realisti di ferro che ti guardano dall’alto al basso, che sono tre o quattro giri che lo prendi in saccoccia e sarebbe anche il caso di rendersi conto che non è il caso di fare la volata intera dall’inizio, poi al primo gran premio della montagna sei spompo e fai pena, fatto sta che siccome è un giochino divertente e non costa niente, dopo che a un certo punto ti eri fatto convincere di quanto fosse giusto stare coi piedi per terra e tifare per lo scorfano, poi dici chissenefrega ho già la Binetti in casa lasciatemi divertire all’estero, quindi ricambi idea e dici no ’sta volta sto col fratello, senti i dischi di Stevie Wonder, senti “il discorso della montagna”:http://www.youtube.com/watch?v=o0FiCxZKuv8 di MLK e ti fai venire i lucciconi, insomma alla fine quando questi sotto la neve si mettono a chiacchierare nelle palestre delle scuole medie e decidono che quel gruppetto di casalinghe è più nutrito di quello degli spalatori di neve che invece sono per Edwards, quando tutto il sistemone si dipana nella sua tradizionale assurdità, poi succede che tu arrivi a casa sotto la neve e sono le tre e fischia di notte, e vai sui siti dei quotidiani americani e all’inizio ti dicono che secondo le proiezioni sta vincendo lo scorfano, poi dopo venti minuti la loro versione del Viminale dice no no ci eravamo sbagliati, qui vince a mani basse il fratello Obama, allora sei contento parecchio e pensi non vorrà dire niente, garantito che poi trionfa lo scorfano e ci fanno fare solo il vicesceriffo, ma ci godo parecchio io che abbiamo vinto l’Iowa belli sereni, ecco.


Mercoledì 2 Gennaio 2008

Sì, va be’, è morto Bergman, però…


lekman.JPGMi ricordo delle cose del 2007 che mi sono piaciute. Non così bene, a dire la verità, ma con un po’ di sforzo, sfogliando il blog, mi viene in mente
-che sono “caduto da cavallo”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/03/da_duke_a_luigia_pallavicini_i.php#more e mi sono fatto del male. Ma per curarmi ho scoperto la fantasmagoria rilassata dello shiatsu;
-che ho smesso di fare il programma che facevo, cioè “Dispenser”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/06/easy_like_sunday_morning.php#more, e ho cominciato a fare “Condor”:http://condor.blog.rai.it/;
-che è uscito il disco bellio di Jens Lekman (foto);
-che sono andato in “Giappone”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/06/giappone_un_paese_pieno_di_cos.php#more;
-che ho “cambiato casa”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/07/lingannevole_riparo_della_betu.php#more al piano di sopra;
-che si è ammalato il gatto Takeshi, ma poi è guarito ed è diventato più buono;
-che ho visto “Johanna”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/02/love_love_love.php#more dal vivo a Milano;
-che mi sono unito a una “ballotta ebraica”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/04/sapessi_come_strano_sentirsi_u.php#more;
-che è scoppiato la scandalo di Rignano, ma era “fuffa”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/04/un_vago_sentore_di_fuffa.php#more;
-che sono andato a Torino alla fiera del libro “nell’acquario”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/05/polvere_expo_edition.php#more;
-che ho comprato “l’aspirapolvere nuovo dello spazio”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/05/you_dont_suck_if_you_keep_suck.php#more;
-che ho comprato la macchina “cuociriso”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/08/affinita_e_divergenze_tra_il_c.php#more dell’amica e vicinissima Cina;
-che sono andato alla presentazione di “Halo”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/09/non_ce_la_fanno_3_senza_speran.php#more;
-che ho rotto “le palle”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/09/coi_i_piedi_piatti.php#more;
-che c’è stata tutta la fase “Grillo”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/09/scheletri_armadi.php#more, ma poi s’è sgonfiata;
-che “Californication”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/10/the_l_files.php#more ha spiegato;
-che alle primarie ho provato il brivido del “voto cattolico”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/10/aria_di_casa_mia_1.php#more, anche se preferivo WolksVagen;
-che i tassisti mi hanno “rotto le palle”:http://www.freddynietzsche.com/_2007/11/non_e_che_a_sto_giro_la_capite.php.