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Domenica 24 Febbraio 2008

Vogliamo il terribile moscovita


scalfarotto.JPGTenete presente che io ci smeno. Nel senso che io avevo previsto di andare a Mosca prossimamente, non essendoci mai stato, e avevo già chiesto asilo (politico e non) a Ivan Scalfarotto. Ivan mi aveva concesso il visto per pernottare gratuitamente nella città degli zar e avere anche un sightseeing personalizzato con tanto di cicerone candidato premier (scusate se è poco). Quindi, per tacitare le critiche eventuali di Beppe, io remo contro la marea dell’antipolitica e sono disposto a fare a meno di un vantaggio tangibile personale. Però siccome lui è bravo e capace e intelligente e laico e ricchione io penso che averlo candidato da qualche parte per il Partito Democratico sia una bella cosa. Quindi Freddy Nietzsche sposa la causa “Scalfarotto candidato”:http://www.imille.org/2008/02/appello.html. Anche a costo di rinunciare al piedaterre moscovita. (Tanto per darvi la misura dell’inossidabile etica politica del sottoscritto. Mica casta.)


Sabato 23 Febbraio 2008

Gerusalemme, 08-02-2008


tad08-02.JPGDopo le vacanze invernali sono tornata a Gerusalemme piena di buoni propositi: in testa a tutti quello di non farsi alienare dal lavoro e quindi oltre ad andare al cinema, a cena fuori e alle feste e a sforzarmi di leggere, rinunciando a ore di sonno, ho iniziato ad andare in palestra (dopo almeno 12 anni che non mettevo piede in una, e si preannuncia un’esperienza antropologica!), prendo lezioni di ebraico (con l’idea di riprendere a studiare anche arabo classico) e vorrei anche iscrivermi a un corso di percussioni (cosí se qualcuno vuole vendicare il Medio oriente mi puó sfondare le darbuke). Moriró non solo per alienazione da lavoro ma anche per iperattività…

Gerusalemme invece è tutt’altro che iperattiva. A un primo sguardo sembra sempre immersa in uno stato di calma apparente ma se si scende un po’ in profondità si osservano movimenti interessanti.

Da quando sono tornata è già nevicato tre volte. Sia gli israeliani che i palestinesi hanno una paura folle e irrazionale della neve, fanno scorte come in previsione di un attacco nucleare e si tappano in casa per tre giorni, nonostante la neve tenda a sciogliersi dopo poche ore. Anche gli stranieri che vivono in città vengono colti da attacchi di intolleranza alla neve e per reazione si rinchiudono in casa propria, rinnegando gli anni passati in Nord Europa o in America dove queste deboli nevicate non potrebbero mai essere usate come scusa per saltare un giorno di lavoro…

Il 2007 è stato l’anno dei 40 anni dalla guerra dei 6 giorni (per gli Israeliani) e dalla Naksa (per i Palestinesi). Nel 2008 invece da una parte si celebreranno i 60 anni della fondazione dello stato di Israele e dall’altra ci saranno le commemorazioni dei 60 anni della Nakbah (la catastrofe) che ha portato all’espulsione di 400 mila profughi palestinesi (ora circa 4 milioni). Ma di questo sarete ormai edotti visto le polemiche che imperversano sulla fiera del libro di Torino.

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Domenica 17 Febbraio 2008

Ti sorride la pasta col tonno


heidi.JPGIo lo dico. Giovanni Allevi mi ha rotto le palle. Vi spiego perché.
Giovanni Allevi è un musicista e suona il piano. Anzi. Giovanni allevi è un musicista classico che si è messo a suonare il piano, ma non per il pubblico della musica classica, bensì per quello della musica pop. È vero che il pubblico è uno solo e la musica è musica, ma dal punto di vista commerciale, essendo quello della musica colta un universo chiuso e settoriale, in genere non si sta da una parte e dall’altra, ma o da una o dall’altra. Il jazz, in certi casi, fa da tramite, nel senso di Keith Jarrett. Ma in quel caso devi fare jazz (o qualcosa di simile) che piaccia la grande pubblico, nel senso che devi fare un concerto a Colonia e venderlo a camionate. C’era Petrucciani, c’è Brad Mehldau, c’è Stefano Bollani, ma per il resto i pianisti jazz fanno jazz per il pubblico jazz. Oppure i pianisti, jazz e non, fanno musica applicata.
“Musica applicata” è il modo serio per dire “musica per il cinema” o “colonne sonore”. Morricone stesso, nel ricevere l’Oscar alla carriera, parlò l’anno scorso del proprio lavoro nel campo della “musica applicata” (e tutti, Clint per primo, lì accanto, pensarono “E che cazzo è?”, ma questa è un’altra storia). Per ultimo c’è il campo della musica contemporanea, ma non essendo io una fondazione o un teatro o uno che è cresciuto con il dogma della musica classica, lasciamo stare i passatempi per ricchi annoiati e andiamo oltre.

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Mercoledì 13 Febbraio 2008

La granitica esperienza dei gufi di mare


gregory peck as captain ahab moby dick.JPGCome cantava Lucio Battisti, troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante. E allora magari poi c’è il colpo di coda in Texas e cambia tutto, magari succede che la nuova responsabile della campagna elettorale di Hillary assunta in corsa si rivela un drago e ribalta tutta la situazione. Fatto sta che Obama è in vantaggio e voi ci prendevate per il culo. Io non lo dico adesso per dire tiè tiè telavevodettoio tirulero tirulero. Lo dico perché quest’idea secondo cui le cose andranno come è naturale che vadano, come sono andate l’ultima volta, figurati cosa stai dicendo ma tu davvero vuoi pensare che realisticamente, insomma tutta ’sta roba non ha molto a che vedere con la lungimiranza o con il realismo, ma piuttosto con quella buffa aderenza alla risatina rassegnata che trasforma tutti in senatori settantenni della Repubblica Italiana impermeabili allo stupore. Saranno gli anni a seguire le mosse del Pds, saranno le batoste elettorali, sarà la mortadella in bocca, sarà la lodevole disciplina incarnata da Piero Fassino, fatto sta che ci siamo abituati a pensare che non possa succedere anche dell’altra roba.
Ripeto. Poi vince Hillary di sicuro. Figurarsi. Ma non è automatico. Non c’è la cospirazione del passato, almeno non più di quanto ce ne sia una del futuro altrettanto scalpitante.


Lunedì 11 Febbraio 2008

CONDOR In The Night - La notte del duemilasette


winehouse.JPGStanotte, su “Radio Due”:http://www.radio.rai.it/radio2/index.htm, che è il posto dove lavoro, inizia un’edizione straordinaria di “Condor”:http://condor.blog.rai.it/, che è il programma che faccio con Luca Sofri. Si chiama Condor In The Night. Va dalla mezza e un quarto fino alle due, da oggi a venerdì compresi. Si mette della musica e ci si parla poco in mezzo. Per il primo giorno, si tratterà di canzoni tratte dai dischi che ci sono piaciuti di più fra quelli usciti nel 2007. Quindi ci sono molte cose che se uno è attento alle uscite ha già sentito. Ma magari si è perso qualcosa. Magari gli fa piacere recuperare. Magari gli piace quel tipo di radio fatta a quell’ora lì. Che poi è la radio morbidosa. Se qualcuno vuole accoppiarsi mentre siamo in onda e poi “dircelo”:mailto:condor@rai.it, la cosa ci fa molto piacere. L’energia universale cresce di un po’ e noi stessi ci divertiamo di più, anche a millanta chilometri di distanza dal coito.


Giovedì 7 Febbraio 2008

Segnali di Laura dovunque


bigwednesday.JPGSiccome poi uno dice va be’ sei un fan, allora viene da dire le cose chiare a costo di sembrare un fan lo stesso. Perché uno può pensare quello che gli pare, mica i dischi devono piacere tutti a tutti, ma di dischi come Amen dei Baustelle in Italia non ne escono da parecchio tempo. E per parecchio si intende qualche anno. Non uno. Qualche.
Quello che è AMEN lo giudicate da voi. Un po’ di cose che non è provo a elencarle.

Non è un disco col singolo da suoneria e alcuni riempitivi.
Non è un disco che suona italiano, cioè con la voce tutta fuori e gli strumenti sullo sfondo.
Non è un disco con gli assoli.
Non è un disco minimale.
Non è un disco alternativo.
Non è un disco povero.
Non è un disco celebrativo di una carriera.
Non è un disco con la foto dell’artista in copertina.
Non è un disco impegnato.
Non è un disco poetico in quel senso lì.
Non è un disco consolatorio.
Non è un disco che si occupa di suddelmondo.
Non è un disco che verrebbe meglio lontano dall’Italia.
Non è un disco con grafica sfigata.
Non è un disco che dici va be’ questo lo sento in macchina.
Non è un disco comprensibile per Vincenzo Mollica o Mario Luzzatto Fegiz.
Non è un disco che funziona al primo ascolto distratto.
Non è un disco che ha stufato dopo due, cinque, dieci giorni.
Non è un disco che costa troppo.


Martedì 5 Febbraio 2008

Memento mores


alfredo.jpgLa signora Rosa era molto vecchia ed era la mamma di Berlusconi. A un certo punto, come capita ai più fortunati, solo dopo aver raggiunto i 97 anni d’età è passata ai più. A me fa schifo suonare indignato, ma mi sembra semplicemente che gli articoli sul fatto fossero troppi, che l’intervista alla psicologa che parla di quanto ora Silvio vorrà essere amato non facesse onore alle parole Corriere-Della-Sera. Lo stesso vale per la fotogallery del funarale su Corriere.it.
È morta la vecchia mamma di Berlusconi. Lui è naturalmente affranto. Le persone che gli sono vicine partecipano al funerale. Non è il caso di lasciarli in pace, visto il momento e visto che il tutto non costituisce una notizia? Certo che va data, va bene, ma farne del colore è sbagliato. Sbagliato giornalisticamente, dico, almeno per quotidiani che vanno fieri della loro distanza da Diva & Donna. L’infotainment, quando notizia e intrattenimento non ci sono, diventa paraculata: non ha senso, dimostra un’idea piccina e suddita delle personalità politiche e se ne fotte bellamente della correttezza. Lo stesso giornale che esibisce, come fosse un tabloid inglese, il dolore di un figlio al funerale della madre, poi pubblica in prima pagina i commenti di quel cuordileone senza peli sulla lingua di Angelo Panebianco.


Martedì 5 Febbraio 2008

Senza Sem e senza Cam


naomi.JPGCome avranno notato i più attenti lettori di Freddy Nietzsche, questa rubrica, in cui la gente scrive delle domande e il buon Yankele risponde, è in pausa. Prima o poi riprenderemo, ma Yankele è un ebreo molto occupato e io sono pigro e devo richiamarlo e tampinarlo e chiedergli se ha ancora tempo. Vedremo in futuro. (Magari, se Yankele1 non può, cercheremo uno Yankele2.)
In ogni caso questo post serve solo intervenire su un tema. Questa questione della Fiera del Libro di Torino e la polemica relativa all’invito di Israele come paese ospite. Ecco: la polemica è una buffonata. Israele è un paese e ha una cultura. Se ne facciano una ragione sia Tariq Ramadan che quelli che gli vanno dietro e fanno dei distinguo di ’sta minchia.
Le richieste di boicottaggio o di bilanciamento vanno rimandate al mittente con una pernacchia. Da qualunque posto vengano e in qualunque lingua siano.
Questa è la posizione di Freddy Nietzsche. Shalom. Salaam. Arrivederci.
_(Nella foto, Naomi Russell: pornostar ebrea americana.)_