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Mercoledì 12 Marzo 2008

Tokyo, 20-3-6


kem2036.JPGA Tokyo ci sono i colori della primavera, ma il clima è ancora da inverno pieno. Ho fatto male a mettere nell’armadio la stufa a kerosene. Forse ho fatto anche male a tornare dal Laos, dove ho trascorso una settimana in febbraio. Fa molto bene al cuore lasciare ogni tanto questa città artificiosa, troppo pulita, severa, e andare in un posto dove la polvere si impasta con il pollo arrosto e il riso mangiato a pallocchette con le mani. La cosa più importante da fare, comunque, nella Repubblica Democratica Popolare del Laos, è conoscere qualcuno del luogo, farsi portare in montagna col fuoristrada e passare dei giorni tra le galline e i campi di riso, mangiando tutto, bevendo la sgnapa laotiana da ora di pranzo, lavarsi i denti e il corpo nel Mekong.
Facile poi lamentarsi del Giappone, dove ci sono 15 gradi in meno, tira il vento, bisogna lavorare, e non si danno le bevute con sconosciuti al bordo della strada, magari giocando a dama con i tappi di birra (dritti e rovesciati). Passare in un solo giorno da Vientiane a Ginza procura lo shock più pesante che si può provare senza cambiare continente.
Nel frattempo, a Tokyo si aspetta che i fiorellini rosa sboccino, i bambini cominciano la scuola dopo essere stati dal fotografo per farsi fare un ritratto con la cartella, le mamme li guardano orgogliose, i padri sgobbano per mantenerli e su Newsweek esce una storia di copertina dedicata al disastro economico italiano. Così finalmente amici e conoscenti la smetteranno di sbalordire pensando che ho lasciato il paese dei gondolieri che cantano l’opera e dove a ogni disgrazia si reagisce come in un musical col lieto fine dell’amore nell’ottimismo e viva la vita!

12 commenti finora
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Ehh… gli stereotipi sono duri a morire. Se sapessero che qui in Italia dell’Opera e dei gondolieri non frega niente a nessuno, forse farebbero questa faccia O_0

Meraviglia il laos! C’ho passato un mese la scorsa estate e non volevo venir più via. Calma, pace, silenzi e ospitalità. Penso che in japan ci sbroccherei. Sabaidii!!!

basta pensare che per l’americano medio i Soprano sono il risultato dell’incontro tra la nostra cultura e la loro..o forse anche questo è un luogo comune?.. se può interessarti brian ritchie compone delle musiche prendendo spunto da quelle tradizionali giapponesi,lo trovi su my space

Ma certo, e in Italia tutti parlano con un tono non modulato pieno di sali e scendi; per questo son costretti a gesticolare tantissimo e son bravi tenori. Inoltre hanno sempre le bandiere italiane sui balconi.

Italy is so lovely and exciting. People there are so friendly and happy. I’m thinking to but a Casssale (is it right?) in Tuscany or in Pughlia. So lovely.

*
“People there are so friendly” diventa “People are so friendly”
“to but” diventa “to buy”

Mi scuso per non aver riletto.

Matteo, attenzione alla superbia, il più odioso dei vizi capitali

impara l’umiltà e non sputare nel piatto dove hai mangiato, e che ti nutre anche quando sei all’estero

con affetto, tuo, F.

scusate ma come fa ad essere bordone se conduce condor su radio2.
sarà scritto da qualcuno che sta li e riportato da lui.

E’ Flavio, un suo amico che scrive dal Giappone. Poi c’è la Franca che scrive dalla striscia. E Robi (l’amico di eNZO) da Nuova Yorka.

Ot (ma neanche troppo, qualcosa di nippo sicuramente c’è)
http://www.youtube.com/watch?v=mBS8e7QX1zo&eurl=

Robi SCRIVEREBBE da nuova yorka se gli passasse lo scazzo/sistemasse qualche faccenduola in arretrato, vale ancora postare il pezzo che avevo scritto sul giorno del ringraziamento? Se metto Pasqua invece che Thanksgiving?
ciao a tutti ma in particolare a eNZO!

Bello il Laos. Sarà una delle mie prossime mete “pausa dal Giappone”.
Il problema è che per andarci per più di tre giorni, mi devo licenziare!

Questo blog secondo me vi piacerà:
http://stuffwhitepeoplelike.wordpress.com
C’è anche un post sul Giappone.



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