Martedì 25 Marzo 2008Quanta roba si fa |
L'altra sera c'è stato un rave (meglio, un teknival, ma diciamo un rave). Al rave c'erano alcune migliaia di persone. Erano giovani e ballavano. Probabilmente avevano bevuto e/o fumato e/o pippato e/o preso dei pastiglioni. Erano in un capannone fuori città. La cosa era stata organizzata più o meno segretamente, cogli sms all'ultimo momento passaparola, si rompono i lucchetti e si entra e si mette il soundsystem e si balla. Un ragazzo ha preso qualcosa, probabilmente ha preso parecchie cose ed è morto per arresto cardiaco, dopo essere stato rianimato mille volte.
La stampa italiana ne parla. E ne parla come al solito, senza avere l'idea.
Lo stesso Michele Serra, che di solito è molto misurato e non cade nella retorica piccina dei grandi che parlano dei piccoli, a 'sto giro non ci prende proprio e racconta di un mondo triste e sfigato.
Nei vari articoli si legge il concetto della musica assordante, la parola sballo, il disagio, la sporcizia, tutta roba che non interessa mai a nessuno, tranne quando c'è il morto.
Io non faccio parte della scena dei teknival e non ho mai partecipato a un rave, ma so che non funziona così. Non si tratta di sballo, non si tratta di fuga, non c'entra niente il clangore dei suoni industriali delle catene di montaggio che diventa musica martellante. Tutti questi sono pensieri automatici, senza ragionamento, senza lo sforzo di capire né la capacità di un approccio laico.
Come ogni altra volta, anche qui si parla del fenomeno per condannarlo e non per raccontarlo, si intervista Claudio Coccoluto che lavora nei club da millenni e con quella roba non c'entra niente, si fa della sociologia da cinque minuti pensando di affrontare temi irrisolvibili. Si parla della droga come di un male triste e autolesionistico. E la droga, come sanno tutti, non è triste né autolesionistica, altrimenti la userebbero solo i nevrotici masochisti per farsi male. E i nevrotici autolestionisti sono pochissimi. Invece milioni di persone ne fanno uso tutti i giorni da secoli per divertirsi e per avere piacere. Solo che ci vuole responsabilità, conoscenza, testa per avere a che fare con questo come con qualunque altro aspetto della nostra esistenza. Anche la distinzione naturale/chimico, stantia e scientificamente ridicola, torna regolarmente fuori (chi ci crede assuma pure del curaro, che io mi strafaccio di vanillina).
Nello specifico, principio attivo, dosaggio e concentrazione: vale per il caffè e per qualsiasi altra sostanza, ma diventa un dettaglio irrilevante quando si deve parlare dei fenomeni sociali giovanili. In quel caso diventa tutta una questione ontologica, quindi si discute di droga/nodroga drogato/nodrogato. E non si va da nessuna parte.
Per fare un esempio, prima di fare della sociologia nel Regno Unito hanno cominciato a separare l'MDMA dall'alcol, a distribuire l'acqua quando la gente prendeva l'ecstasy, a mettere in piedi sale di chillout e fare di tutto per togliere l'elemento distruttivo dalle pastiglie. E a punire severamente chi guida sotto l'effetto di sostanze, quindi a punire i comportamenti e non le identità.
Da noi no. Da noi si descrive lo sballo in cui si rifugiano i giovani esclusi da questa società che li relega nel precariato, che li priva dei valori che i loro padri smantellarono nel '68 (vedi boxino anniversario), che li lascia abbandonati nelle periferie a inseguire un sogno artificiale...cosa dite, vado avanti?
ps - ci tengo a precisare che Claudio Coccoluto è tutt'altro che uno sprovveduto, ma quando lo usano come testimone del "mondo dei giovani della notte" lo fanno suonare vecchio e istituzionale

Comments
Scusa, non c'entra niente, ma 'charlie fa surf' non è riferito al pezzo dei clash (charlie don't surf)?
Posted by: zingalamaduni | 25.03.08 14:11
Bel post.
Posted by: duffogrup | 25.03.08 14:12
Scusa, ma c'è qualche incongruenza. Critichi chi parla senza esserci mai stato, poi fai una gran filippica affermando fin dall'inizio di essere tu il primo a non esserci mai stato. Allora ti basi anche tu sul sentito dire.
E sei così sicuro che siano "giovani esclusi da questa società"? Perchè spesso, molto spesso, si tratta di figli di papà a cui piace fare gli alternativi con i soldi del babbo. E non si tratta di drogati cronici che usano l'eroina per sfuggire a una realtà che gli fa male (ma ce ne sono ancora di questi?), ma perlopiù di gente più o meno giovane che non ha il carattere e la fantasia necessaria a passare qualche ora divertendosi senza usare qualcosa, droga o alcol che sia.
Posted by: logan71.myopenid.com
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25.03.08 14:43
Santo cielo, cos'è questo post? La retorica dell'antiretorica?
Posted by: angela dust | 25.03.08 15:14
ti prego matteo vai avanti!
bel post davvero peccato che chi non lo capisce subito o chi scrive senza averne un'idea non lo userà come incentivo a documentarsi.
Posted by: matt butter | 25.03.08 15:37
ti sei dimenticato di dire "rave = ipermercato della droga".
bello "preso dei pastiglioni", però. vedrai che david sassoli te lo ruba adesso.
Posted by: gb | 25.03.08 15:47
Mi sento di rispolverare un Manuel Agnelli d'annata ma sempre attuale: "sui giovani d'oggi ci scatarro sopra".
Posted by: ste | 25.03.08 16:24
si vabbè Matteo, mi raccomando, sforzati ogni volta ad avere l'opinione piu fuori dal coro che puoi, in modo da essere cool al punto giusto. Ma ti prego, cioè uno deve essere intelligente nel drogarsi, ma forse ti dimentichi che noi non avremo mai il controllo totale del nostro corpo; quello che ad un individuo non fa nulla, ad un altro può farcelo rimanere sotto. soprattutto con la chimica non si scherza, a mio parere. e se proprio vuoi esprimere giudizi appunto, prima ci vai ad un rave, e poi ne parli.
Posted by: of montreal | 25.03.08 18:28
sono anni che rompono i coglioni. musica/sballo. sballo/musica. ora, in mezzo ad un gruppo di ragazzini c'è sempre il coglione sfigato o lo sfigato coglione. uno su 700 mila dicono le cifre. ripeto 1 su 700.000 muore di overdose da quella merda lì. parliamo di cifre. ecco i numeri. che poi chi si droga è un coglione, questo è un altro discorso.
Posted by: p.s.v. | 25.03.08 18:49
Come darti torto...
Posted by: Zobbi | 25.03.08 19:46
guarda come si scalda subito la gente a parlare di cose che non si conoscono...che paura!...ma fateve na'canna!
Posted by: Azio | 25.03.08 20:31
Sono anche d'accordo sul fatto che per affrontare il problema lo si deve conoscere, non ci si può riempire la bocca di luoghi comuni che non sono nemmeno attuali. Ed il problema è di tutti, non solo di quell'idiota che su 700.000 ci resta secco sul colpo. Gli altri 699.999 restano belli vivi e strafatti, e magari poi pigliano la macchina e si vanno a schiantare sul primo platano, o sulla prima auto che trovano, magari guidata da gente come me che non sa nemmeno cosa sia un teknival, e però ci resta lo stesso. Ed anche questo è un triste luogo comune. Ecco perché il fenomeno non è solo costume, o materia di cicaleccio giornalistico, ma andrebbe studiato a fondo.
Posted by: Ipazia | 25.03.08 22:37
apostrofo?
Posted by: mavvia | 25.03.08 23:54
@Ipazia: i drogati che si schiantano contro i platani? e perché non quelli che si mettono al volante mentre stanno crollando dal sonno? e perché non gli stronzi che ti tagliano la strada?
Posted by: hooverine | 26.03.08 00:02
Non lo capisco il fascino dei rave, eppure a differenza tua ci sono anche stata una volta. Non capisco il desiderio macabro di colonizzare spazi spesso squallidi, per poi caricarli di rumori musicali.
Credo che il mio sia un problema generazionale, insormontabile. Non giudico ma vorrei capire senza retorica o anitretorica. Capire, basta.
Posted by: La_Sposa | 26.03.08 08:45
era ci scatarro su, giusto?
Posted by: sarah | 26.03.08 12:53
Nel romanzo di Aldous Huxley "Il mondo nuovo" del 1932, che consiglio vivamente di leggere, c'è un rito religioso a base di bevande energetiche, musica e sesso che ricordano i rave.
Una "funzione" trascendente nella società dei consumi.
P.s. La canzone recita "sui giovani d'oggi ci scatarro su" e non per i rave.
Posted by: cefe | 26.03.08 13:06
la DROGA è cosa che fa sentire i suoni SPAZZIALI e vedere i NANI.
Ma l'uomo si avvicina alle PORTE e le APRE! Lo diceva uno dei DOORS, gim morrisone. MOrrisone era uno che si credeva TUTTO POETA ma alle persone FEMMINE ci piacevano i suoi GINZ DI PELLE stretti.
CHe c'èntra allora la DROGA?
Che c'entra il GIOVANE?
Perchè, i VECCHI non ci hanno le DROGHE di vecchi, tipo l'OMELIA o brunovespa? o La COcaina?
Ulderico mi dice sempre: enzo (cioè io) non importa quello che prendi ma PERCHé. Infatti se prendi ASPIRINA che non ci hai nemmeno un lineetta di FEBBRE, ti buca lo stomaco, e se ci bevi la COCOCALO sopra, esplodi e MUORI.
Non avevo DUBBI che facevi però una SCVRITTURA di un argomento che non ne sapevi NIENTE, Snobs vizziato e milanese che non sei altro
ciao da eNZO
(sono stato al CIRCO! era a forma di cerchio e senza ballerine. Peccato)
Posted by: eNZO | 26.03.08 14:34
no la droga fa male, bisogna trovare un alternativa sana e per il divertimento dei giovini.
la mia proposta:
pesca al pesce siluro
Posted by: kush | 26.03.08 14:59
Eh no. Stavolta non sono proprio d'accordo con te, Matteo. La droga è fuga dalla realtà (come del resto lo è qualsiasi tipo di dipendenza )ed è sempre dannosa. E non raccontiamoci le solite storie del tipo "tanto smetto quando voglio" oppure "vanno prese con intelligenza". Tutte balle.
Forza eNZO!
Posted by: Velvety Scarlet | 26.03.08 16:01
E ci vuole qualcuno che le dica certe cose. Menomale che Bordone ancora c'è.
Posted by: edoardo | 26.03.08 16:05
Sono d'accordo sull'approccio laico e scientifico, ci mancherebbe. Abbasso gli opinionismi e viva lo sguardo onesto.
Proprio per questo non possiamo non dire che quel povero stronzo c'è laicamente e scientificamente crepato. Possiamo anche non scandalizzarci, se vogliamo fare quelli sgamati e col pelo sullo stomaco, però è così. Mor-to. Kaput. Cibo per i vermi.
Allora secondo me qualcosa bisognerebbe fare, per fare in modo che la gente non crepi di pastiglioni. E non mi sento un bacchettone, anzi, a qualificare da "matusa" chiunque si preoccupi del fatto che un povero stronzo è morto di pastiglioni, si fa la figura dei SuperGiovani, non altro.
Posted by: masaccio | 26.03.08 17:34
ma basta con ste cazzate
andate a lavorare barboni, invece di parlare della droga e del peccato
Posted by: don Flavio carugati | 26.03.08 18:10
Ai rave ci sono stato e posso dire che è impossibile fermare il fenomeno (in piedi da 30 anni o di più). Un gran motto di questa realtà è CHI PROIBISCE NON EDUCA e ci hanno ragione. In sè il rave è una festa illegale, perciò proibita, ma esiste. La droga è illegale, è proibita ma fa parte dei costumi di qualsiasi strato sociale. Proibire non funziona, se la cosa esiste, esiste e basta. Mi trovo d'accordo con te ad accusare l'allarmismo retorico e inutile (ridicolo) che passerà, come il ricordo della morte del ragazzo a Segrate. I ragazzi torneranno ai rave e si drogheranno come hanno sempre fatto finché non si capirà dove puntare realmente il dito.
Posted by: Chardonnay | 26.03.08 19:34
Bho, cioè, io non è che voglio fare quella cinica col pelo sullo stomaco per forza, però il fatto che un ragazzo sia morto-kaput-cibo per vermi di overdose non mi scandalizza particolarmente, e tanto meno risveglia in me il sacro fuoco dell'impegno sociale per i giovani...non arrivo a dire "cavolacci suoi", ma quasi...insomma, se ti fai troppo, di troppa roba, stai male, e forse muori, si sa no? sei morto? eh, io rispetto la situazione e la tragedia e tutto, ma che non mi si parli di "vittime della droga" "della società" "DEI RAVE!" "della musica che tum-tum-tum ti fotte la testa e allora-allora" [fra parentesi, voi ve ne siete accorti vero che i Beatles inneggiavano con dedizione all'LSD e che Lou Reed si bucava un giorno si e l'altro pure? ah, si, tutto un altro livello culturale, ovvio...], zero vittime e zero allarmi sociali in 'ste situazioni, solo adulti che decidono di loro stessi.
Poi si, ai rave di norma ci si droga un sacco e si sta con gente un sacco drogata, [anche no a dire il vero, se devo parlare per me, ma io non sono statisticamente rilevante], ma lucidamente, al di là di Paolo Del Debbio, al di là del fatto che voi non capite com'è che 'sti giovani fanno 'ste cose, vi sembra davvero una situazione che necessita di particolari restrizioni? Vi sembra tutto così fuori controllo e pericoloso per la società?
[...Matteo...Coccoluto non è uno sprovveduto, però, insomma...un po' vecchio, istituzionale e a tratti ridicolo lo è al di là di come lo fanno suonare...mi pare.]
Posted by: sarah | 26.03.08 22:33
Premetto che sono "di parte", mi occupo quasi vivendoci di musica elettronica, dalle cose più pettinate ed innocue come Murcof ad eventi per cui si spostano prefetture e sindaci. Osservo, suono, scrivo anche.
L'articolo di Serra dal mio punto di vista si commenta da sé quando si lancia nella filippica sui valori crollati, sulla presunta controcultura che i rave non sanno sostenere (scena, quella dei rave, che comunque ha partorito eminenze come Orb, Autechre e altre cose di immensa bellezza e arguzia), e quando cerca di dare un quadro storico errato (nomina gli states, ma è nel Regno Unito che i rave hanno preso forma).
L'educazione, ancora prima che la prevenzione dello spaccio e dell'uso, penso sia l'unica arma seriamente efficace che le istituzioni possano utilizzare nei confronti degli utilizzatori di droghe. Imbonirli o spaventarli saltuariamente non genera nessun effetto se non quello di preoccupazione dei genitori e demonizzazione di un musica che di colpe non ne ha.
Lo scarto lampante è proprio sulle campagne di prevenzione, si pensi a quelle che hai citato tu questa estate (se non sbaglio), da un lato la provocazione del barista e dall'altro lo scempio del corpo che causa l'eccesso. Eccesso che, con l'inevitabile percentuale di insuccesso, verrebbe drasticamente ridotto con un metodo efficace di comunicare il messaggio, martellando anche, chi deve recepirlo.
Ne ho visti tanti sinceramente contenti mentre mettevo i dischi, e penso che in quel momento nulla potesse scalfirli, ma non è demonizzando chi come me cerca di portare avanti piuttosto pacificamente una cultura musicale che questi episondi cesseranno di esistere, ma è facendosi carico delle proprie irresponsabilità e cercando una via migliore per fissarle (there's not a problem that i can't fix, 'cause i can do it in the mix! :D ).
P.S. Coccoluto è una buona memoria storica, dei club. Volendo si poteva chiedere a Marco Passarani (che viene addirittura citato dall'epica Hyper Hyper di Scooter, e scusa se è poco).
Posted by: bebo | 27.03.08 01:33
Ecco, Sarah, rispondimi così e vedrai che va tutto a posto.
Il problema è esattamente l'opposto di come lo metti tu: non è che "non capisco 'sti giovani" e che voglio porre restrizioni. Molto probabilmente sono più giovane di te e non voglio proibire niente a nessuno. Ma proprio per questo l'idea che un mio coetaneo, ballando, a una festa, crepi, mi preoccupa.
Sto demonizzando i rave, Lou Reed e addirittura i Beatles (per fortuna che Matteo aveva chiesto di distingere tra sostanze e di evitare l'assurda categoria "droga", tra l'altro)? No.
Sto dicendo che un problema, per me, esiste. Che si risolva con l'esercito o con le bottigliette d'acqua non lo so. Ma esiste. Se no, per carità, la gente crepa in mille modi, va tutto benissimo. Giriamoci dall'altra parte e siamo a posto.
Posted by: masaccio | 27.03.08 02:26
Masaccio, per chiarezza, io ho 22 anni, non so te, comunque direi che sono piuttosto giovane.
Guarda, ciò che più mi infastidisce nell'allarmismo, nelle reazioni del tipo "dobbiamo evitare che accada di nuovo" è la mancanza di realismo. Certe cose esistono e punto. L'uso e abuso di droga esiste e punto. Di conseguenza capita che di overdose si muoia. Ecco, questa è la realtà, oggettiva, che secondo me non va caricata di nessun tipo di valutazione morale o emotiva. Preso atto di una situazione ineludibile, un soggetto razionale e intelligente non va alla ricerca di modi per evitare il fatto, ma cerca di gestirlo, di ammortizzare i danni potenziali. Per quanto riguarda i rave, che sono un'altra cosa, come ha detto Matteo, gestire la situazione significa bloccare l'accesso alle zone nelle quali passerà il rave, controllare che la situazione non degeneri, che il rave segua il percorso stabilito, assicurare la presenza del soccorso medico, ripulire lo schifo che ci sarà il giorno dopo, e cose così. Ma quello che è successo a Segrate già non c'entra un tubo, perchè era illegale, zero conrolli, zero soccorsi, zero tutto, quindi? che si fa? Mettiamo delle guardie a sorvegliare tutte le eree industriali d'Italia tutte le notti? Controlliamo i telefoni di tutti i giovani sbrindellati d'Italia perchè così loro il teknival non lo fanno, e se il teknival non lo fanno si drogano meno, e non muoiono?
No, lì uno ne prende atto e riga. Il tuo coetaneo non è morto ballando ad una festa, il tuo coetaneo è morto perchè si è fatto l'impossibile, in tutta consapevolezza.
Poi, sempre per chiarire, il "non capisco 'sti giovani" era riferito al commento di La_Sposa, e il discorso su Luo Reed e i Beatles lo hai frainteso, mi riferivo al fatto che spesso la musica viene demonizzata così, perchè è brutta e allora è anche cattiva [la techno, manson, il metal...], e poi nella raffinatissima discografia degli stessi che hanno tanto da dire su che schifo 'sta roba qui, spesso troneggiano i Beatles belli lavati e stirati, e questi magari si ascoltano Lucy in the Sky with Diamonds a ripetizione senza averci capito una mazza.
Posted by: sarah | 27.03.08 09:59
Non ci provavo nemmeno Sarah a contraddirti, non mi sembrava si parlasse solo di droga, perché di droga si fanno grandi e piccini e il discorso si allungherebbe più del necessario.
Posted by: La_Sposa | 27.03.08 17:13
Cosa ne pensate di Skins, il telefilm ambientato a Bristol che va in onda su Mtv? Non avete l'idea che riesca meglio degli altri a parlare di questo tipo di situazioni? Sembra che nessuno sia più capace di "raccontarle". Sembra che l'unico modo sia piazzare una telecamera nascosta.
Posted by: Lorenzo | 28.03.08 10:17
Skins, ha ragione il commentatore sopra, le racconta bene.
Va detto però, Bordone, che uno stato non deve garantire l'illegalità, e preoccuparsi di far star meglio chi lo fa.
Questo, nella mia opinione vale per le pastiglie come per il falso in bilancio.
Demonizzare equivale a uccidere, ma lasciar fare produce i medesimi risultati. Stante il fatto che non dovrebbe essere illegale.
Posted by: Fan di Magdi Allam | 28.03.08 10:24
[Capisci che sei invecchiato quando cominci a perderti fra i commenti e l'unico che trovi davvero interessante è quello di eNZO.
Scusate, era un pensiero ad alta voce. Ora vado a farmi vedere.]
Posted by: ubu | 28.03.08 11:45
zingalamaduni no, è la citazione di un'opera di Maurizio Cattelan, anche se presumibilmente quest'ultimo si sarà ispirato ai Clash.
Scusate, sui Baustelle non resisto, li amo troppo. Ora vado a leggere il post.
Posted by: Ladra di Caramelle | 28.03.08 16:30
Ciao a tutti è il mio primo intervento in questo blog.
Il problema vero, a monte di tutto, è quello della distinzione netta, scientifica che deve essere fatta tra droghe leggere e droghe pesanti.
Cioè tra quelle che non possono provocare la morte e quelle che la possono provocare, o che provocano danni cerebrali permanenti.
Conosco e frequento molte persone che hanno fatto abitualmente e fanno tuttora saltuariamente uso di hashish e marijuana. Tutte lavorano e hanno famiglie normalissime. Ma non ne conosco più che hanno fatto uso di eroina. Sono tutte morte.
Quando manca la consapevolezza dei propri limiti, succedono le tragedie. Inoltre, chi spaccia morte, oltre ad essere una grantestadicazzo, deve andare in carcere e rimanerci un bel pezzo.
Sradicare e colpire il commercio della merda, questa è la prima cosa che dovrebbe essere fatta, dopo un'informazione equa e capillare sulle sostanze stupefacenti che circolano per le strade e si usano per le strade e in discoteca o ai rave.
Infine, il post a monte mi sembra ragionevole e consapevole.
Posted by: Plessus | 28.03.08 21:27
Ma di cosa ci preoccupiamo??? Del modo in cui si sceglie di morire? Esiste un livello di consapevolezza più o meno sviluppato, ma le varianti sono infinite. Sono più nobili e rassicuranti l'infarto da stress, il cancro ai polmoni provocato dal fumo, gli incidenti sul luogo di lavoro? Sono solo socialmente meno riprorevoli. E chi lo stabilisce? Fa paura l'idea del rito, dell'ossessione per il vuoto, dei codici di comportamento che sembrano contro e sono altrettanto omologati e consumistici rispetto a chi trascorre i propri w.e. in un centro commerciale? E la società non capisce i ggggiovani e i gggiovani non capiscono la società. I gggiovani non si integrano, non si omologano, non comunicano. E che pallllleeee! Woodstock 1969 è stato il primo "rave party" della storia e di robina interessante in quell'occasione ne girò parecchia. Ma che musica, che ideali, che infinite possibilità, poi smentite dai fatti... Allora Jimy Hendrix suonò la chitarra con i denti e lanciò note nell'etere che vibrano ancora oggi. Al rave di Segrate (ti rendi conto, Segrate...) giravano pasticconi, ma della musica in scaletta non rimarrà alcuna traccia. Chi e cosa suonava al rave? Roba interessante, sperimentale? Oppure robaccia inutile. Chissà...
E' bello, utile, importante morire ad un rave? Si poteva fare qualcosa per evitarlo? Ha senso fare qualcosa per evitarlo?
La differenza tra il 1969 ed oggi forse sta tutta qua: la società non è cresciuta, non è cambiata, non è migliorata, non è più democratica, non è più libera. Fa solo un pò più schifo.
Enzo presidente.
Posted by: nicogio | 29.03.08 10:39
ho letto molti commenti interessanti, oltre al post principe del Bordone. Quanto meno fa piacere non sentirsi l'unico irritato e schifato dall'abituale manicheismo e perbenismo giornalistico quando vengono toccati questi temi e che in generale troneggia ovunque. In questi casi mi sorge sempre la domanda se dietro il reportage della notizia e gli eventuali commenti ci sia davvero una persona pensante in carne ed ossa, oppure un semplice bot che riporta la risposta confezionata/convenzionale/superficiale di maniera. Poi immagino divertito la percezione di questi temi, dato come vengono riportati, da parte delle nonne di una volta, casalinghe e chiesa maniache, che chiuse nella loro vecchiaia priva di vere letture oltre che dalle pareti della casa, avvertono i "drogati" come membri dell'esercito di Lucifero.
Sto divagando, ma dato che sono in tema ne approfitto per dar voce alla analoga frustrazione, che spero condividate, causata dal modo in cui vengono riportate dai mass media le notizie di cronaca nera. Pensate a studio aperto e alle musichette di sottofondo con lo zoom sfocato sulla foto del deceduto della giornata...brr se esiste qualcosa di immorale e sporco, è questo!
A parte lo sfogo: ho deciso di scrivere perchè "scandalizzato"(ecco, straparlo) da una frase lasciata qualche post sopra che diceva "la droga è fuga dalla realtà". Non riesco a capire il suo significato, sembra avere lo stesso marchio TM dei luoghi comuni del giornalismo da serie b (ossia quello che va per la maggiore oggi)."Fuga dalla realtà,fuga dalla realtà,fugadallarealtà" Come se esistesse una REALTA' asettica, fissa, immutabile, univoca. Come se le droghe e il loro uso non fossero semplici componenti di questa, come andare all'università, conoscere un vagabondo, "mangiare per un anno intero pasta al tonno"(cito il demonio). Magari fa riferimento al senso di alienazione dalla routine quotidiana socialmente riconosciuta che il tossico (e parzialmente anche il consumatore d'ashish abituale) può provare. Chiamarla però "fuga dalla realtà" mi sembra almeno improprio. Anche io ho letto, come tutti, "le porte della percezione" di Huxley. Non starò a ripetere il discorso scontanto delle droghe come scorciatoie per esperienze della realtà più profonda. E' del resto lo stesso discorso "con la chimica non si scherza", ma rovesciato di senso. Bene, il filone di pensiero di quel libro straccia ogni equazione "droga=fuga dai problemi e dalla realtà"
affermando "droga=fuga dai rapporti sensoriali abituali per una percezione più ampia della realtà".
Anzi, ritengo (e mi sembra che anche nicorgio la veda così) che la questione sia proprio rovesciata: le droghe non fanno fuggire affatto dalla realtà, nel senso di fuga dalla società e dai suoi schemi di pensiero. Le droghe sono ormai consumi comuni, omologanti, risposte già preconfezionate per domande ancora da farsi. A livello sociale non hanno più lo scopo di "aprire" gli individui ma di bloccarli. Diavolo, persino la casta politica (esempio di ignoranza e imbecillità) ne fa un uso smodato. Sostenitrici dello status quo. Come direbbe un mio amico: le droghe sono diventate reazionarie. Forse è così che è sorto lo straight edge, mi piace crederlo. Ecco però che anche questo è diventato commerciale, strumento per smettere di pensare. Ed ora?
Ed ora siamo punto e a capo? Forse no, c'è stato uno sviluppo di cui tener conto. Sviluppo ignorato da frasi come "la droga è fuga dalla realtà". Cazzo, dalla realtà non si fugge, ci circonda, è noi stessi. L'unica fuga dalla realtà è il non pensare, che può manifestarsi nell'andare tutti i santi giorni a lavoro, vedere "uomini e donne", pure nel leggere Das Kapital.
Posted by: buzz | 30.03.08 22:01
io ai rave ci andavo nei primi anni 90, e prendevo anche i pastiglioni. poi ad un certo punto ti accorgi che ogni tanto, magari a due settimane di distanza dall'assunzione, ti viene il cosiddetto "svarione" e provi delle vampate di calore che ti disorientano temporaneamente, magari mentre stai guidando o mentre stai lavorando un pezzo al tornio (situazioni in cui non è difficile farsi male), oppure ti svegli di soprassalto di notte col cuore che ti batte a mille: siccome questo non mi piaceva, ho smesso di prendere i pastiglioni e di andare ai rave (i sintomi di cui sopra sono ovviamente scomparsi). prima di apprendere della morte di questo tizio non credevo esistesse ancora una "scena dei rave illegali", pensavo si fosse estinta da almeno dieci anni. qui c'è un sacco di gente che scrive, parla e commenta senza aver mai provato quello che provano i frequentatori dei rave.
non può esistere che uno balla tutta la notte in un posto simile a una discarica senza assumere droghe sintetiche. la droga sintetica "endogena", come l'extasy (MDMA), favorisce l'isolamento interiore, quello che accade attorno a te non esiste più, è come se aprisse un canale diretto fra la musica e il cervello, le frequenze musicali danno scariche di piacere quasi sessuale. è per questo che i rave illegali si svolgono in aree generalmente degradate e isolate, perchè ai fruitori di queste droghe non serve il contesto, suoni, luci e
colori esplodono nei loro cervelli senza mediazione, non hanno bisogno di arredamenti alla moda, cubiste e dj famosi (si sballano anche quelli che vanno nelle discoteche con arredamenti alla moda, cubiste e dj famosi, ma generalmente assumono cocaina+alcol, droghe "esogene" - che disinibiscono e favoriscono i rapporti interpersonali). tutti i discorsi sul disagio sociale vengono quindi a cadere, queste droghe danno piacere fisico e chi le assume le prende per questo, non perchè "sta male". non sono molto ferrato sulle ultime novità in fatto di droghe, comunque le droghe da rave contengono sempre una buona percentuale di anfetamina, che ti permette di ballare per dieci-dodici ore senza fermarti e senza sentire fatica. ho conosciuto molti raver che si pigliavano le pastiglie a manciate senza preoccuparsi delle conseguenze, un paio sono anche morti, molti sono rimasti col cervello bruciato e preda di paranoie, c'è gente che fa dentro e fuori dagli ospedali psichiatrici da dieci anni perchè, come si dice in gergo, "sono rimasti sotto". queste droghe hanno effetti devastanti,
per uno che muore ce ne sono magari duecento che finiscono in terapia - e non si guarisce, perchè il danno è fisico, non psicologico. l'mdma, quello fatto in laboratorio e assunto in dosi stabilite scientificamente, in teoria non dovrebbe lasciare strascichi fisici o psicologici sull'organismo umano - ma parlo degli esperimenti clinici condotti da un biochimico come Alexander Shulgin, ad esempio (per maggiori info cerca qualche numero della rivista "Altrove" - organo ufficiale della SISSC, società italiana per lo studio degli stati di coscienza - interessantissimo). il problema non secondario è che le droghe che si acquistano per strada non provengono dall'asettico laboratorio di shulgin, chi le compra non sa nemmeno cosa c'è dentro. mi stupisco che in tutti questi anni ci sia solo un morto balzato all'onore delle cronache. comunque tu, serra e tutti quelli che hanno commentato parlate parlate ma non avete la minima cognizione dell'argomento. ed ecco che scatta il moralismo. a me sinceramente che muoia della gente non frega molto (ripeto: avendo visto cosa e quanto prendono i frequentatori dei rave mi stupisco che ne sia morto solo uno) - ma forse un minimo di informazione diffusa senza morali e senza preconcetti poteva evitare questa morte. se poi te ne freghi e ti prendi otto pasticconi, sono anche un po' ca**i tuoi. qualunque moralista-commentatore-opinionista deve però rendersi conto di una verità semplicissima che sposta completamente il nocciolo della questione: drogarsi è bello! è bellissimo! non è degrado, lo fa soprattutto chi non ha alcun problema - per puro divertimento.
saluti
Posted by: fuco | 31.03.08 18:19
Un mio amico (quasi un mio coetaneo)un giorno mi rispose alla mia domanda perche ti droghi con un "meglio bruciare subito che spegnersi lentamente" aveva 25 anni io ora ne ho 41 qualche volta lo vado a trovare al cimitero la sua foto è di un giovane ragazzo, forse è quello che voleva il fatto è che se non ci si arriva da soli non ci si arriva
Posted by: Marco | 31.03.08 22:30
La relazione dell'uomo con la droga mi sembra senza tempo. Ha a che fare con le scelte personali,la pericolosità sociale, l'efficienza produttiva,l'eticità, le responsabiltà. Non si è vili se si sceglie di uscire consapevolmente da qualcosa per entrare in qualcos'altro, di uscire da se' per perdersi, non si è vili quando si ammette di faticare, di aver paura, non si è vili se ci si concede una pausa, non si è vili se si cerca un'emozione. Lo si fa con il paracadute, con la moto, con la bibbia, con la musica, con la droga. Si è vigliacchi quando si preferisce condannare qualcosa perchè lo si teme, perchè è meglio dire "è merda" piuttosto che pensare con calma e onestà. E' facile così, è semplice pensare che il rischio che si prende chi si droga sia meno buono del rischio che si prende chi vola, scia, arrampica, combatte guerre. Chi si droga decide che in quel momento ciò che è meglio per se' è prendersi una pausa, scappare, volare, arrampicare, concedersi un pò di serenità o di vuoto. Questo è, come è sempre stato, l'uomo che fugge dalla sua condizione ineludibile di uomo. Il paradosso è, semmai, che nemmeno l'uomo riesce a essere uomo senza desiderare almeno un po' di non esserlo. A questo non siamo educati: a vivere il paradosso. A ben guarare, lo vedo in ogni angolo, e lo vedo sempre, sano, malato, drogato o sobrio che sia.
Posted by: sleepingbatzu | 02.04.08 00:38
Attenzione a Michele Serra, attenzione. Michele Serra è tra i i giornalisti più di regime che io abbia mai letto. Non puoi fare satira se poi della realtà dei fatti non capisci un cazzo. Leggetelo quando parla delle curve, degli ultras, del tifo, del disagio giovanile, di Berlusconi (del quale è ossessionato in maniera psicopatologica). Attenzione a Serra.
[Ste]
Posted by: Noantri | 02.04.08 17:09
Sì mi piace un sacco la campagna di sdegno su tutti i media: rendiamoli illegali i rave, facciamo la legge, questo schifo deve finire! Sì ok, come se prima dell'altro giorno nessun giovane fosse mai morto "diddroga" in Italia e, anche e soprattutto, come se non fossero già illegali, sia i rave sia le droghe.
Posted by: morgenstern | 03.04.08 22:32