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Giovedì 3 Aprile 2008

Cover Boy - L’ultima rivoluzione


tscani.JPG**Cos’è.** Cover Boy racconta una storia di immigrazione e precariato, su uno sfondo di estetica gay. Un giovane romeno, che ha perso il padre nei giorni della destituzione di Ceausescu, emigra in Italia con un amico. L’amico viene fermato sul treno per una questione di documenti e lui si ritrova solo a Roma. Dopo aver vagabondato tra i barboni della Stazione Termini, va a vivere da Giovanni, un addetto alle pulizie della stazione, abruzzese, quarantenne, precario. Luciana LIttizzetto interpreta il ruolo di un’attrice fallita, padrona di casa di Giovanni, che abita al piano di sopra. Mentre Giovanni si innamora segretamente di lui, il romeno Ioan trova lavoro come meccanico. Poi perde il lavoro perché è irregolare, ma incontra Chiara Caselli, che fa la fotografa e lo sceglie come immagine per una nuova linea di abbigliamento. Ioan si trasferisce a Milano (dopo aver ritrovato l’amico, che fa il marchettaro a Roma) e diventa modello.

**Com’è.** La partecipazione amichevole di Luciana Littizzetto e i premi sulla locandina non devono ingannare nessuno: Cover Boy è una terribile sequela di luoghi comuni di una banalità sconcertante, senza appello. Di Roma si vedono Stazione Termini, Colosseo, Circo Massimo, Altare della Patria, San Pietro. Di Milano si vedono piazza Castello e, pensate un po’, via Monte Napoleone. I temi scelti sono quelli dell’emarginazione, del precariato, del cannibalismo finto di cui è capace il mondo della moda milanese (urca). Il tutto è trattato nella più stereotipata delle maniere possibili, tanto che una qualunque puntata di Anno Zero è molto più originale, giuro.


**Perché vederlo.** Per sentirsi meglio. Perché è uno di quei film che danno a chi li vede l’impressione di essere persone sensibili ai temi che gli altri ignorano colpevolmente. Perché è indipendente, è parlato per un pezzo in romeno coi sottotitoli, è girato in digitale e fuori fuoco, è segnalato dai siti di cultura gay. Insomma, se uno ci casca ed è “di sinistra”, finisce che ci va, si annoia, esce e dice carino. Ma non lo pensa davvero. Garantito.

**Perché non vederlo.** Per dimostrare un minimo di salute mentale e senso del limite, o semplicemente per usare tempo e soldi in un modo più costruttivo (tipo andando a vedere qualunque altro film). E anche perché un’accozzaglia così raffazzonata di temi di attualità tradisce un senso del marketing sociale da capelli dritti in testa.

**Una battuta.** _Vergoniati._

16 commenti finora
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Grazie Matteo, l’ho intercettato al Nuovo Orchidea e il pensiero ce l’avevo fatto. “C’ero cascato” insomma.

molto più autentica la mia di storia a livello di precariato , bestemmie ed emarginazione. Che ho scritto per noantri.

http://noantri.splinder.com/post/16583058/Professionisti+del+sociale.

scusa la pubblicità, ma ero in tema

e io che stavo per andare a vederlo…

allora ti SPIEGO io cosa è il vero PRECARIATO.
Ma su una cosa prima voglio dire la VERITA’. Milano è IL LUOGO COMUNE per eccellenza. Il duomo, moratti, il colosseo, la moda e i MAGNACCI SNOBS. Puoi pure dire gne gne gne, ma è così E LO SAI. Vergoniati.

Allora, il vero PRECARIO è il FERROVIERE. I TRENI sono una cacata pazzesca. I pendolari sono SCOMODI e SFELICI, e lui su un TRENO vecchio come la POLITICA. Ma tu lo sai cosa significa AVERE sempre la strada da fare già segnata? Il FERROVIERE non sceglie mai. E’ tutto precario. Si prende l’INSULTO per il ritardo e spera solo che ci sia una GALLERIA dove nascondersi la propria VERGOGNA. Ulderico l’amico mio del cuore ha fatto il FERROVIERE. Poi l’hannop licenziato perchè dovevamno fare i TRENI VELOCI. MInchiate. Pefchè mnon è il TRENO VELOCE, ma è il BINARIO che fa la velocità.
SOLO che voi siete CIECHI e pensate alla mODA o alla pLEISTESCION per capire che tanto la VOSTRA STRADA l’ha già segnata qualcuno.
Voi non siete KEN PARKER. Siete tutti SUPERMEN voi MILANESI. Un TRENO ad alta velocià che HA LICENZIATO ULDERICO.
vaffanculo

ciao da eNZO
ciao robi, attento a matteobibbianhi che HA PAURA del PENZIERO CONTRO mio e pure TUO. Ciao a chi mi saluta che non mi conosce ma lo fa lo stesso come facevo io che da PICCOLo salutavo il treno e no sapevo che un giorno Ulderico c’era ma sentivo amicizzia già da piccolo tra me ed il treno.
C’è il sole, uscite dal TRENO almeno una volta nella vostra vita SNOBS fatta di cochtel e minchiate.
ciao da eNZO

meglio che mi vada a fare un cochtel, va là.

io andrò a vederlo per vedere se dici cazzate.

ma si cita veramente “vergoniati”? nella battuta del film o hai fatto un errore di battitura?

ma non c’è Margherita Buy depressa in crisi coniugale? dev’essere per quello che la critica l’ha definito originale

@kush: facciamo della riduzione a Virz(ì)um?

..e dire che invece a me, è molto piaciuto, sarà che forse il precariato (qui all’eccesso) forse è diventato comune e poco originale.

Quando la tua trasmissione tv non è andata in onda è stata sostituita da un film del cavolo degli anni ‘60. Tale film del cavolo (il treno?)ha registrato uno share maggiore di una qualsiasi delle puntate… Con che faccia ironizzi su un’altra trasmissione non so.

Poi, su Coverboy, concordo.

Accozzaglia di luoghi comuni??
Perchè, cosa credi che si sentano dire i precari nella loro vita reale?
Quando sono uscita dal cinema, io non mi sentivo affatto meglio e della mia sensibilità non sapevo che farmene.
Ti dirò di più, non mi sono per niente annoiata ed ho trovato il film molto interessante sotto diversi aspetti.

“Vergoniatevi”
GN GN GN GN
possibile che nessuno trovi orripilante quel “vergoniati” citato nella battuta?
Mi fa schifo pensare che sia un errore di grammatica del Bordone. Spero sempre che sia una citazione. Inizio a dubitare.

Mi domando quale film ha visto il morale recensore che ha scritto sopra. E’ proprio nel mettere in scena i luoghi, comuni (tutti noi li viviamo quotidianamente) che COVER BOY raggiunge il suo scopo. Come in uno specchio Il film ti porta a riconoscerli e a partecipare in modo emozionante agli speldori e alle miserie di questa ITALIETTA di cui il nostro RE-CENSORE suddetto evidentemente fa parte. Il cuore gli difetta, e le emozioni che il film genera non possono che lasciarlo indifferente. Poco male, io COVER BOY l’ho apprezzato per la sincerità e il realismo che dimostra, altri doti mancanti nell’articolo suddetto. Andate a vederlo e capirete cosa intendo.

sono in accordo completo, scontato che neanche alla lidl della cultura queer, su quel piano, per die un’altra

Assolutamente non mi trovo con quello che hai detto, io l’ho trovato un film splendido. Il precariato c’è ed esiste e anche il razzismo e la paura dello straniero delinquente esiste…ma non sono tutti così. La nostra è una fobia senza fine. Io ho trovato Cover - Boy un film molto raffinato, come in maniera raffinata viene perfino trattata l’omosessualità accenntata nel film. Io consiglio di vederlo, infondo buttate tanti soldi nel consumismo materiale non farà male a nessuno farsi risucchiare anche dal consumismo intellettuale…



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