venerdì 30 maggio 2008
Spezzeremo le reni a Guevara
È buffo come nel nostro paese ogni tanto la gente cominci a bere parecchio e non lo dia a vedere. Anzi, ubriachi, i giornalisti si mettono a diffondere idee strampalate, che incredibilmente attecchiscono. Certo, anche la politica ci mette del suo, ma sono loro a battere un chiodo storto in partenza e ripetersi orgogliosi quanto stia entrando bene nel legno di noce nazionale.
Dopo un raid punitivo anti-immigrati al Pigneto, una spedizione classica (in stile britannico anni Settanta), comincia a diffondersi l’idea per cui siano stati dei giovani xenofobi fascisti. Per xenofobi fascisti, come è ovvio ai sobri, non si intendono persone che sventolano croci uncinate e portano sotto braccio un busto del duce in marmo. In genere i comportamenti di un gruppo che attacca degli immigrati in un quartiere popolare con bastoni e sberle sono quanto basta per definire gesto e artefici.
A causa dell’alcol però tutto questo perde consistenza, a favore di un approccio empirico, quasi naïf, per cui uno va e chiede: “Sei fascista?” Se quello che ha coordinato la spedizione dice sì, allora è un fascista (meglio comunque che mostri delle prove, come tessere di gruppi estremisti, fasci littori in tasca, un cambio di camicia nera sempre appeso in macchina come i rappresentanti). Se invece dice no, allora no, ci eravamo sbagliati. Se poi ha un tatuaggio di Che Guevara (amato dai fascisti che tutti abbiamo conosciuto ai tempi del liceo per il suo eroismo tenace), be’ allora è proprio stata una cantonata. Che addirittura ci fosse, come pare, un negro tra i picchiatori, be’ questo è un jolly che taglia la testa al toro. Non ci sono negri fascisti, mai stati. Buffo, perché la curva fascista della squadra di basket della mia città d’origine ha sempre intonato un coro eloquente sulla questione. Diceva “Non ci sono negri italiani”. Si vede che le cose cambiano. Adesso forse cantano “Non ci sono negri littori” (immemori dell’Abissinia, va detto).
Comunque i fascisti non hanno il tatuaggio del Che. I fascisti hanno il tatuaggio di Mussolini. Quelli del Che sono i disinistra (anche se di sé dicono “né didestra né disinistra”) E non ci sono mai stati atti di razzismo e xenofobia non rivendicati consapevolmente da gruppi organizzati e inquadrati in strutture di partito. Non si capisce proprio come qualcuno abbia potuto pensare che la xenofobia senza cartelli fosse xenofobia, o che i prati senza l’insegna “PRATO” siano pieni di fili d’erba.
c’era una volta al PAESE di zia Pietra uno che vendeva il pasce, si chiamava BARTOLO ed era di BARI (era odioso infatti). Una volta zia PIETRA ci ha chiesto indicandoci dei pesci: come si chiamanao questi pescetti, Bartolo?
e lui, il BARESE ha risposto: si chiamano 20milalire al chilo, signora.
HAI CAPITO la mia parabbola?
Laddove zia Pietra vedeva il pescetto, BARTOLO di BARI vedeva lo SGUBBO dei SOLDI.
Ulderico me l’ha spiegato. Mi ha detto (parole di Ulderico, io non ci ho questa giustizzia di PAROLA): eNZO, la BELLEZZA non è nella cosa in Sè ma nell’occhio che vede.
Ecco.
Tu hai pure gli occhiali, matteobibbianchi. Penza che magari cambiandoli ti accorgi che anche il MONDO ha i colori, mica solo i COCKTEL SNOBS che voi VIPS vi bevete a MILANO eppoi dicete dei lavoratori che li rispettate ma siete solo GNE GNE GNE
ciao robi, capisco che sei TUTTO SAMARITANO con matteobibbianchi, che santo sei
ciao signorine, è bello che quando apro questo BLOG BARESE per SBOCCHIA, c’è vostra parole gentile come l’IMPROFUMO di gelzomino.
ciao a tutti da eNZO, tranne a chi lo sa che non lo sto SALUTANDO
buuuuuu ai SUV
siiiiii alle BARZELLETTE sporcone ma divertenti, belle eh
scritto da eNZO venerdì.30.05.08 16:43
Come diceva Giobbe Covatta facendo Ramaglia:
Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro a essere napoletani!
Solo che lui lo diceva per ridere…
robi
scritto da robi venerdì.30.05.08 16:48
peccato.
peccato che non ci creda alla storia del vendicatore ne didestra ne disinistra.
peccato che c’erano tutti i luoghi comuni a disinistra.
peccato che il tatuaggio dello Che sulla foto sembra fatto ieri.
peccato che una notizia cosí la fai pubblicare ad un giornale sospetto di sinistra; prima degli altri.
peccato che tutto sembra una comica di Verdone.
peccato che io spero nessuno ci creda.
scritto da Massi venerdì.30.05.08 18:03
Ok, questo vuol dire che quelli del Pigneto erano fascisti senza saperlo, fascisti non nel senso strettamente politico, ma in quello di violenti, xenofobi, razzisti. Ok, prendiamo per buona questa definizione. Ma allora non è meglio chiamarli delinquenti? E se io, invece, volessi chiamarli polpottiani?
scritto da Massimo venerdì.30.05.08 21:38
Potresti se loro avessero menato, recluso, ucciso o torturato qualcuno perché munito di un orologio o di un libro. Non è tutto uguale, anche nella categoria delle canaglie assolute.
scritto da Matteo Bordone venerdì.30.05.08 22:03
meglio. meglio benicio.
scritto da la malmostosa mercoledì.04.06.08 21:26