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Giovedì 3 Luglio 2008

Auguri e riccioli maschi


Ciao, sono una ragazza cattolica non praticante e da due anni sto con un ragazzo ebreo conosciuto per lavoro che vieve ad Istanbul. Nonostante la distanza riusciamo spessimo a vederci e siamo vermante innamorati… Parlando del nostro futuro è emerso il problema, non da poco, della religione.
    Sono ben cosciente di come l’argomento sia serio e delicato sia per me che per lui però non riesco a capire come mai nell’anno 2008 eventuali matrimoni misti tra una cattolica ed un ebreo non sono ben visti/accettati. Ecco… la mia domanda è la seguente: è possibile fare un matrimonio misto? È possibilie rispettare il volere di due persone senza intaccare la suscettibilità e senza deludere nessuno ma solo rispettando onguno il proprio credo nell’ossequio della democrazia? È qualcosa di troppo illecito?
Grazie anticipatamente per la risposta e l’attenzione concessami.
Rassegnata

Cara Rassegnata,
sposare una persona di un’altra religione democraticamente e nel rispetto del credo di ognuno è più che possibile: si va da un ufficiale civile, si dice “sì”, si è sposati secondo le leggi dello Stato. I matrimoni misti non sono mai stati ben visti dalle religioni, certo non dalla democrazia, per i problemi che sorgono a posteriori. Il pupo lo si circoncide o lo si battezza? Natale dai nonni materni, Pesach dai nonni paterni? E così via. Le statistiche, tuttavia, dimostrano che sempre più persone nelle comunità ebraiche contraggono matrimonio misto. Allo stato attuale le cifre si aggirano intorno al 40% (in Italia). Per riassumere, è possibile contrarre un matrimonio misto, ma di certo le comunità e le famiglie di appartenenza non faranno salti di gioia, e questo vale tanto per il prete che vorrebbe vedere il bimbo in bianco a fare la Cresima quanto per il rabbino che vorrebbe vederlo con manina e papalina a fare il Bar Mitzvah. È il concetto, squisitamente trasversale e laico, della “botte piena e moglie ubriaca”.
Yankele


Ciao Yankele,
volevo chiederti se questo articolo relativo ai non meglio precisati “ultraortodossi” possa essere vero o meno. Vero non in relazione al fatto che ci siano ultraortodossi che odino gli mp4, quanto piuttosto che vi siano degli “ultraortodossi” (…chassid?…) che risiedano a Gerusalemme: per questi, chiamiamoli ortodossi, infatti, non è sacrilego lo stato di israele perché costituito prima della venuta del messia?
   In ultimo, potresti indicarmi quali sono le “frange ultraortodosse” che rifiutano lo stato di israele e quali invece, se ce ne sono (e a questo punto la notizia è vera) che risiedono lì e dunque lo approvano?
Grazie.
Rodolfo

Caro Rodolfo,
i gradi di ortodossia in Israele sono quasi infiniti: si va dall’ ortodosso che rispetta il sabato e passa una tranquilla vita di studio e famiglia, fino all’ortodosso hardcore che ritiene che qualsiasi cosa non corrisponda al tenore di vita di un villaggio polacco del settecento sia empio e blasfemo. Questo articolo con ogni probabilità corrisponde al vero. Gli “ultraortodossi” di cui tratta sono proprio questi ultimi, che differiscono dai Chassidim per il fatto che per il Chassid la religione è innanzitutto gioia e trasmissione della gioia, mentre questi altri si sono dovuti creare dei quartieri-ghetto nelle principali città, persino israeliane, per non mescolarsi con gli ebrei più laici. Il discorso della venuta del Messia si inscrive in questo tipo di ragionamento: lo Stato d’Israele è stato un prodotto dell’uomo e del tempo dell’uomo, dei litigi fra socialisti, religiosi, hegelisti, nazionalisti eccetera. Niente Re sull’asina bianca, niente ricostruzione del Tempio, niente regno sacerdotale retto dalla Torah come unica legge. Quindi un po’ gli rode. Un discorso di catalogazione delle frange dell’ortodossia ebraica richiederebbe fin troppo spazio, ma va detto che queste frange estreme (che come al solito sono i pochi che fanno casino) non sono viste di buon occhio dagli stessi ortodossi che, pur vivendo una vita di studio e preghiera, partecipano alla vita dello Stato. Facendo i medici, gli insegnanti, il servizio militare, pagando le tasse e non vivendo solo dell’assegno di sussistenza alle famiglie numerose. A nessuno, in fondo, piace vedere la gente sputare nel piatto in cui mangia.
Yankele

9 commenti finora
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C’è sempre uno più puro che ti epura, come diceva Nenni, no?
Non solo ci sono gli ortodossi che non riconoscono lo stato d’Israele perché non è arrivato il messia, ma ce ne sono alcuni - più puri - che non parlano neanche l’ebraico (lingua sacra), appunto per il mancato ritorno del messia, comunicando fra loro in Yiddish.

OT: ma perchè si cambia il feed senza dire niente?????? E chi usa GoogleReader????? vabbè per stavolta…

Caro Yankele, riguardo i matrimoni misti mi sembra, ma non ricordo dove l’ ho letto, che ci sia un altro problema se un nubendo è israeliano, lo stato non riconosce automaticamente il matrimonio civile. E’ vero ?

..Mha, io inizio a credere ( ? ) che tutte ’ste differenze tra ebraismo e cristianesimo non è che siano poi tante, eh ?! In fondo se anche i cattolici dovessero rispettare i dettami dell’antico testamento.. hai voglia !!

@Corrado: Spero non ti offenda se provo a rispondere io.
La questione che poni non mi pare, devo dirlo, ne’ molto centrata ne’ molto chiara, ma e’ interessante.
Non mi pare molto centrata perche’ il tema del post era la difficolta’ di convivenza fra religioni diverse all’interno della stessa famiglia, e la cittadinanza israeliana non c’entra necessariamente con la religione ebraica (non tutti gli israeliani sono ebrei e certo non tutti gli ebrei sono israeliani).
Non mi pare molto chiara perche’ tu parli di riconoscimento del matrimonio civile se un nubendo e’ israeliano, ma una cosa e’ il riconoscimento di un matrimonio già celebrato, ed una cosa del tutto diversa e’ la possibilita’ di celebrare in Italia un matrimonio civile di cui sia parte uno straniero. Il primo problema e’ trattato dagli artt. da 26 a 37 della legge 218/1995, che da’ risposte diverse a seconda degli aspetti che vengono presi in considerazione (rapporti personali fra coniugi, rapporti patrimoniali ecc.). Il secondo problema e’ trattato dall’art. 116 del codice civile che dice che lo straniero puo’ sposarsi civilmente in Italia se presenta all’ufficiale di stato civile una dichiarazione dell’autorita’ competente del proprio paese da cui risulta che non ci sono impedimenti al matrimonio.
E qui viene la parte interessante (per le considerazioni che suscita, non per il pippone giuridico che sta facendo addormentare tutti …). Perche’ mi pare che in Israele non sia ammesso il matrimonio civile, e pertanto, siccome il matrimonio ebraico puo’ avvenire solo fra correligionari, credo che per un israeliano ebreo sia impossibile farsi rilasciare un certificato di “nulla osta” al matrimonio all’estero con un non ebreo. Ancora piu’ intricata sarebbe la questione se un cittadino israeliano ebreo volesse sposare civilmente una persona ebrea in Italia; in tal caso infatti non vi sarebbe l’ostacolo della differenza di religione ma non so se l’autorità competente israeliana sarebbe disponibile a dare il nulla osta ad un matrimonio che sarebbe comunque solo civile e non religioso.
Se qualcuno ha informazioni piu’ precise…
Certo che ci fosse una volta tanto una risposta facile! ;)

Io davvero non capisco come l’uomo abbia bisogno di credere in un dio… Il mondo sarebbe di gran lunga migliore senza le religioni che friggono il cervello della gente.
Saluti

Caro Luzmic, grazie dell’ informazione che mi sembra esaustiva. Posso dire, ma me ne vergogno un po’, che è consolante sapere che non siamo il paese meno laico (nell’ ambito delle democrazie ovviamente)

Marmottone, il nuovo testamento serve ai cristiani a evitare di seguire i dettami dell’antico testamento. Grazie a Gesù ci si può ingozzare di pancetta agliata e ubriacarsi di Bonarda senza troppe menate.

@lilo:
RocK’n'r0ll!!!



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