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Martedì 8 Luglio 2008

Milano da ballare (altro che Mitrokin)


Stavo chiacchierando con alcuni amici retromarcia, fuori da un bar equivoco di Milano, quando la discussione si è posata su un brano storico del repertorio di riscoperta delle tavanate camp degli anni Ottanta: Io ballerò, musica di Pino Caruso e testo si Sergio Bardotti, sigla di Festival 1987, ballata e cantata da Lorella Cuccarini. Il bello è che sono stato io a definirla una delle migliori sigle di tutti i tempi, cosa che ha molto preoccupato gli amici, i quali mi hanno subito consigliato di non dire in giro queste cose se voglio mantenere una credibilità etero. Fatto sta che abbiamo ricordato la sigla e il Pippo di quegli anni per qualche minuto (sempre massimi sistemi, noi, come vedete).
   Poi, tornando a casa, mi sono accorto che l’attacco del cantato di Io Ballerò mi ricordava qualcosa. Ma cosa?

   Pensa che ti ripenso, mi sono ricordato: lo spot televisivo dell’Amaro Ramazzotti, quello della Milano da bere. Sono corso a controllare. Anche quello 1987. C’è sotto qualcosa, mi sono detto con una certa aria furbina, c’è una trama oscura che finora era sfuggita ai servizi segreti di tutto il mondo.

   Vi espongo la mia teoria? La mia teoria è questa. Pippo Caruso si era del tutto dimenticato di Birdland dei Weather Report. Secondo me la conosceva, perché se sei un direttore d’orchestra di quel tipo lì, che lavora in televisione, dirige l’orchestra della RAI e deve avere un suono al passo coi tempi, è normale che i dischi dei Weather Report tu li abbia e conosca tutti. Ma il pezzo aveva una decina di anni abbondanti, non era l’ultimo singolo (per dire). Poi Pippo ha visto lo spot dell’Amaro Ramazzotti, come tutti, magari in primavera, e lì ha sentito Birdland. Sono passati i mesi e in previsione dell’autunno si è messo a scrivere la sigla del programma. L’avrà fatto apposta o l’avrà fatto senza rendersene conto? Non lo sapremo mai, ma molto probabilmente la seconda. Fatto sta che l’attacco è quello, il tempo è quello, e senza gridare allo scandalo e al plagio, mi piace vedere un fil rouge tra le cose.
   Parte dai Weather Report e da un loro disco degli anni Settanta; passa per il creativo milanese appena scomparso che sceglie quel pezzo per uno spot destinato a fotografare un momento sociopolitico meglio di qualunque articolo di Eugenio Scalfari; rimbalza nella testa di Pippo Caruso, che deve comporre la sigla per lo show del suo sodale omonimo Baudo; finisce nell’espressione sorridente e gattesca di Lorella Cuccarini, che la canta in playback mentre balla.
   La tratta Zawinul-Cuccarini transita da Belpasso (luogo di nascita di Caruso) e anche da Montenapo e da Bettino Craxi con la sua bella piramide celebrativa. Insomma il mondo a volte è tremendo, ma riserva anche sorprese deliziose.

10 commenti finora
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lorella CUCCARINI era meglio se RESTAVA a SCAVOLINI, il paese delle cucine.

PIppo CARUSO era quello con NEO e i capelli che pareva uscito da un film di TINTOBRASS col politico demichelis, quello di DISCOTECA.
Suo fratello, di pippo, invece era PINO CARUSO, che era un pò comico un pò no (meglio renatoPOZZETTO)
SUo cuggino è CARUSO quello sportunato comunista che dice schifo la cravatta e non è stato eletto
Poi il film è caruso PASCOSCHI che era divertente, poi francesco nuti ha perso la casa a biliardo, s’è DEPRESSO e ha fatto film snobs e orribbili.
Poi basta

ciao da eNZO

Non ci sarei mai arrivata. Mai nella vita.

beh, birdland e’ un pezzo splendido e una volta che lo senti lo continui a canticchiare a vita e se per vaso te lo dimentichi ogni lo riconosci da ben prima che finisca l’incipit.
Nonostante cio’ mi fanno impazzire le trame oscure, non a tal punto come a Jerry Fletcher in Ipotesi di complotto ma stravedo

Matte’, ma ti rendi conto che hai inserito in un post ben due video da YouTube?

Vorrai mica che i nostri gusti vadano in mano alla Spectre?! ;)

eh, però la pubblicità della milano dabbeve è un documento importante. per non dimenticare.

“Il bello è che sono stato io a definirla una delle migliori sigle di tutti i tempi”

oh, che bello non sono solo (io, rivedendola su YouTube, mi sono reso conto che ricordavo anche la coreografia, ecco quello qualche dubbio sulla sessualità può rivelarlo, ma chi se ne frega).

Questo post lo ha scritto Giuseppe Genna.

b>Cazzo, quant’è interessante !

In realtà Pippo Caruso è recidivo. Ha composto anche la sigla stacchetto delle ultime edizioni del festival di Sanremo.
Qualcuno gli ha fatto notare la somiglianza con l’attacco di synth-bass di Birdland e lui ha dichiarato esplicitamente che intendeva proprio omaggiare quello splendido brano.

nn posso commentare sul post(la mia ristretta conoscenza della cultura-realta italiana nn arriva fino ai lontani anni Ottanta..nemmeno ai ‘90 veramente..). Ma se un locale a Milano mette i MGMT forse dara’ fine alle mie uscite senza meta’ ogni volta che visito la citta’. serio!



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