Mercoledì 9 Luglio 2008
Found in trasferta (perché Fabio Volo sì e Aldo Grasso no)
Qualche giorno fa Aldo Grasso ha recensito il nuovo programma di Fabio Volo e della solita ballotta di Mtv. Si chiama Italo Americano ed è per una volta un programma itinerante. Questa volta Volo non è in uno studio ad accogliere gli ospiti, ma va in giro per gli Stati Uniti a incontrare gente e scoprire città, con ritmi di produzione serrati e a volte sfiancanti. C’è la solita cazzoneria, che è il marchio di fabbrica di Fabio; c’è un po’ di filosofia minima, simile a quella che lo ha reso uno degli autori di best seller del mercato editoriale italiano; ma c’è soprattutto un sacco di cose, persone, temi, strade, venditori ambulanti, passanti e animali.
Aldo Grasso – sì ancora lui, non fate quelli che sono stufi che si parli di Grasso, è l’unico critico televisivo stroncante e rilevante d’Italia e insomma se dice certe cose uno non può lasciargliele passare – ha parlato del programma con un misto di indulgenza e superiorità. Ha detto che Volo è bravo a farsi pagare le vacanze da Mtv ogni anno per andare in giro per il mondo, ma che quando, arrivando a New Orleans, si chiede quale sia la natura più vera della città, se quella notturna o quella diurna, dimostra ancora una volta di dire cose banali che si possono dire anche di Varigotti. Troppa superficialità e poco approfondimento, insomma.
La mia impressione è che a Grasso piaccia la tele quando non fa la tele, cioè non abbia nessun interesse per la forma televisiva, ma solo per i contenuti. Un po’ come quelli che sostengono che Tra cielo e terra di Oliver Stone sia meglio di Terminator perché parla di un tema serio e non di stupidi androidi assassini tornati dal futuro. Secondo questa linea, Moby Dick sarebbe il miglior programma televisivo possibile, salvo per un dettaglio: è un libro fatto di parole scritte e non un programma fatto di immagini in movimento.
Italo Americano a mio parere è il miglior programma che Fabio Volo abbia messo in piedi in questi anni. Il motivo è semplice. Volo gioca fuori casa. Giocando fuori casa, non ha tempo per fare se stesso esageratamente, per le gag ripetute, le canzoni, le risate alle proprie gag ripetute. E soprattutto Fabio non si distrae quando intervista le gente, come ha sempre fatto negli altri Italo, dove era evidente che potendo avrebbe fatto solo canzoncine e stranezze per tutto il tempo. Il suo principale difetto, quello che a un certo punto ha affossato Andrea Pezzi, cioè l’idea che qualsiasi ospite e qualsiasi sua risposta sia solo un pretesto per elucubrare cazzeggio, questa volta è scomparso. Questa volta Fabio si diverte ed è curioso, le immagini sono originali e perdono quella fighetteria scanzonata tipica degli studi di Mtv, le cose sono più interessanti dello stile del conduttore, il fare tutto un po’ come viene non è un’opzione praticabile perché l’ambiente cambia sempre e quindi c’è più creatività in qualsiasi puttanata. Insomma uno comincia a guardare Italo Americano e arriva fino in fondo. Soddisfatto. E soprattutto si accorge che è un programma molto diverso dai precedenti sotto mille punti di vista. Sempre se non si chiama Aldo Grasso. Se si chiama Aldo Grasso lo guarda distrattamente, si fa un’idea dopo sei minuti, riscrive il pezzo dell’anno prima pensando “Ah, quanto preferisco LOST!“
16 commenti finora
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con le dovute proporzioni (e soprattutto per il fatto di dire continuamente “gli americani sono fatti così”), sembra molto “te la do io l’america”. l’obbligo di improvvisare e di stare di fronte a ospiti che non necesariamente lo conoscono come “il simpatico bresciano cazzone” lo porta ad essere più sveglio.
e poi, che ospiti! l’intervista a paola antonelli (direttrice della sezione design del MOMA) ha chiarito cosa sia il design molto meglio di tutte le puntate di passepartout con daverio…
scritto da alberto80 Mercoledì.09.07.08 11:39
Si, come Alberto anche a me il primo paragone che mi è venuto in mente è stato “Te la dò io l’america” di Grillo. Quindi, in effetti, Volo non ha davvero inventato niente. Ma a parte questo è un bel programma.
Però la scoperta dell’America ci stava fino a qualche anno fa, quando gli USA erano ancora “l’Ammeriga”. Oggi un programma simile lo vorrei vedere sulla Cina o l’India, paesi emergenti di cui sappiamo poco (e male) e con cui dovremo avere a che fare prima o poi. Lo stesso Grillo dopo gli USA fece “Te lo dò io il Brasile”, dimostrando una certa apertura di orizzonti…
scritto da Lorenzo Mercoledì.09.07.08 12:27
piccola polemica amichevole con Alberto80: Daverio non ha mai preteso di spiegare o chiarire cos’è il design… (non mi toccate Daverio!)
scritto da Giacomo Brunoro Mercoledì.09.07.08 12:52
contro polemica amichevole….ma perchè nessun comico ha mai imitato Daverio?…un croza o un de luigi….
scritto da Andrea Mercoledì.09.07.08 13:52
Si si, c’è stata una sua imitazione. Gene Gnocchi a “Quelli che”. Gnocchi-Daverio parlava al suo pubblico,che si rivelava poi essere completamente addormentato e/o svenuto sulle poltrone..Daverio è il mio mito!
scritto da Abigaille Mercoledì.09.07.08 14:41
Io lo sto vedendo veramente poco italo-americano, sono capitata sulla puntata a Wall Street e su quella a New Orleans…diciamo che questa volta invece che “il siampatico cazzone di provincia”, Volo interpreta “l’ingenuo turista di provincia un po’ meno cazzone di quando faceva il simpatico cazzone di provincia”, e va bene, ma pure prima andava bene, nel senso che secondo me Volo è uno bravo a fare televisione, davvero, in quel contesto riesce ad inventare ed inventarsi bene, senza affogare in quel mare di banalità sociopatiche che tira fuori quando scrive e spesso anche quando parla in radio.
E poi ci sarebbe da dire che a suo tempo Andrea Pezzi ha fatto delle cose splendide, geniali e a tratti surreali che ricordo con molta nostalgia. Peccato. Cioè, non peccato che non si veda più Andrea Pezzi, peccato che l’Andrea Pezzi di cui parlo io sia morto attorno al ventottesimo compleanno dell’Andrea Pezzi che va in giro adesso.
[giù le mani dall'orsacchiottone intellettual-chic Daverio.]
scritto da sarah Mercoledì.09.07.08 18:53
la puntata + bella di Kitchen, non a caso, e’ stata Andrea Pezzi che intervistava Fabio Volo. Passaggio di testimone.
scritto da mitch Giovedì.10.07.08 16:34
Beh a me , specie ultimamente, l’opinione di Grasso non incute gran simpatia , ma :
“che Volo è bravo a farsi pagare le vacanze da Mtv ogni anno per andare in giro per il mondo, ma che quando, arrivando a New Orleans, si chiede quale sia la natura più vera della città, se quella notturna o quella diurna, dimostra ancora una volta di dire cose banali che si possono dire anche di Varigotti.” , è una cosa che non avrei alcun problema a sottoscrivere , anzi , l’ ho pensata io stesso.
E la prima parte ( ” Volo bravo … vacanze … mondo … MTV) , che venga presa come un complimento, intriso da una punta di invidia, a F.Volo.
Per quanto mi riguarda Volo è uno molto simpatico , ed è già qualcosa , ma in effetti è sovente banalotto . Ad ogni modo ,ad onor del vero , l’ idea del programma , nella sua semplicità , in effetti merita , quindi lode a lui .
Comunque , si , io son più da “A.Pezzi”.
scritto da Kluz Giovedì.10.07.08 18:43
E Massimo Coppola?
scritto da laura Venerdì.11.07.08 19:42
guarda avevo letto la recensione di grasso ma fino a ieri sera non mi era capitato di vedere il programma (tra l’altro l’ho visto su commedy, mah…)
ha ragione grasso stavolta: FA SCHIFO,
la gag dei cioccolatini fuori dalla casa bianca??? dai!!! dai!!! DAI OSTIA!!!!!!
scritto da DADO Martedì.15.07.08 12:56
un programma oscenamente noioso, montaggio inesistente, confezionato ad capocchiam. della serie: quanto deve durare? 30 min. oh cazzo siamo a 21 che facciamo? boh allunga l’intervista alla tipa nel museo e poi insertagli qui la gag con ivo…
ma fa schifo, non fa ridere nessuno.
non me ne frega un cazzo, dobbiamo andare in onda!
penoso, se anche volo è scivolato così in basso, ormai è l’abisso.
scritto da rita Mercoledì.16.07.08 18:55
“qualsiasi ospite e qualsiasi sua risposta sia solo un pretesto per elucubrare cazzeggio”
Sei un grande
Il programma di Fabio Volo (nel senso di tutta la serie italo-qualcosa) mi piace, mi piace l’idea, mi piace lui.
Sono d’accordo sull’abolire Ivo per un po’
scritto da zage Giovedì.17.07.08 13:45
Fabio Volo non mi piace, ma se si ‘vive’ la sua trasmissione come un documentario sugli States, a metà fra Overland e Licia Colò, onestamente non è neanche così male.
scritto da Ladra di Caramelle Mercoledì.23.07.08 11:50
in effetti andrea pezzi… ma quando torna? dopo kitchen sushi e 2008 non ha più fatto nulla di così bello ed innovativo, ma li ho comunque seguiti. Il tornasole mi piaceva sul serio.
scritto da cacchione Martedì.29.07.08 13:53
ieri sera ho visto una puntata in replica di ‘Italo americano’, econcordo con il tuo giudizio.
Mettendo da parte i suoi libri, che non credo leggerò mai, Fabio Volo è bravo, e ame piace moltissimo.
Sta dimostrando più capacità ‘evolutiva’ fi Andrea Pezzi, un caso di ‘uomo aspirale’ che si intorta e non ne esce più.
Fabio volo appartiene alla schiatta dei LOrenzo Cherubini:rari, quelli come loro.
scritto da laura Domenica.17.08.08 06:02
mah,sarà…fabio volo è simpatico,come attore è davvero bravo,e cerca di portare il suo stile in tutti i media che utilizza,ok… però il programma lo trovo pallosissimo…probabilmente è colpa mia,non son mai riuscito a vedere le parti interessanti,perchè mi annoio abbastanza presto,dopo 1 minuto di ivo e 2 di cazzeggio,e un altro paio di autoreferenzialità,ecco arrivo a 5 minuti di noia e cambio…
scritto da Francesco Lunedì.01.09.08 12:14
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