Mercoledì 16 Luglio 2008
La prevedibile dinamica del digitale soufflé (ovvero tutto un mondo parallelo alternativo e saiberpànc, tipo telefono cellulare che non puoi fare senza)
Fuffa. Ultima frontiera. (segue musica papparà-pa-pa-pa-pa-paaaa)
Oggi siamo tutti presi da questo fenomeno mediatico che si prende articoli ovunque e commenti e post sui blog e analisi dotte o meno dotte sulla futilità del nostro universo tondo: l’iPhone. A me l’iPhone piace e forse un giorno me lo prenderò anche, ma quando vedo che i telegiornali, i grandi quotidiani, tutti quanti si affannano a fare di un oggetto il perno di qualsiasi delirante considerazione sociopolitica (Siamo in recessione, muore la gente ovunque nelle guerre che insanguinano il pianeta, e c’è chi fa la coda di notte per comprare l’ultimo cellulare! Ma io non so proprio cosa dire! – Aldo Forbice, più o meno così, a Zapping, l’altra sera), insomma do di matto.
Ma mentre osservavo tutto questo, mi sono ricordato che per un annetto siamo stati ugualmente martellati, anzi di più, da un fenomeno che le persone che frequentano la rete e i videogiochi avevano inquadrato con facilità. Per gli altri (giornalisti, commentatori, Antonio Di Pietro, amministratori delegati e politici vari) era invece il sol dell’avvenire digitale. Erano diventati tutti William Gibson, tutti Neal Stephenson, tutti Philip K. Dick, e volevano credere fortissimamente a Second Life.
Be’, si è sgonfiato, prevedibilmente, tornando a essere una roba da quattro nerd e due zoccole. Di Pietro farà dei giri a vuoto sulla sua isola (urlando improperi contro il conflitto interessi al quadrato). Lo stesso farà Le Pen, così come la Nike e le altre industrie che credevano di essere abbastanza veloci da intercettare il fenomeno prima che la noia avesse il sopravvento. E i meeting di Kataweb? E l’Isola dei Famosi su Second Life? Tutto scomparso. Dai giornali e dalle discussioni alla macchinetta del caffè.
Era il caso di stare più buoni anche prima, vi assicuro. E al prossimo giro, quando scoprirete qualcosa di simile e vi inventerete il titolo “Addio mondo reale – I giovani si incontrano solo su New Universe“, non dite che non ve l’avevamo detto.
24 commenti finora
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Come ho già scritto nell’altro post, tu, da solo, salveresti tutta la Repubblica.
scritto da Edoardo Mercoledì.16.07.08 18:31
beh, SE tu saresti in un LUOGO coi PIEDI a mare, NON faresti tutta questa BILE. Benedetto ragazzo, MA che te ne FOTTE?
Perché devi farti il SANGUE acido che non è buono? (no l’acido, che è buonissimo quando diventa YOUGURT nel kebab, il sangue acido non è bene, perché BOLLISCE eppoi fa esplodere le vene di INFARTO tumore! Attento matteobibbianchi, è la TUA salute).
Ora ti spiego (come al SOLITO).
C’era a scuola UNO che si chiamava Gerruso (è cognome) che diceva sempre a ANtonella: Antonella sei BUTTANA.
Ma Antonella se ne fotteva delle parole di vetro tagliente di Gerruso e tirava dritto coi suoi SENI micidiali che tutta scuola ci morivamo dietro.
Antonella era in gamba, Gerruso un pezzente.
Ecco. Fottitene e ascolta chi merita (tipo eNZO; cioè io, ma anche robi e la sua barba, o le signorine dai diti illuminati).
ciao da eNZO
(poi comunque con Ulderico a Gerruso lo abbiamo CORCATO di legnate. Mai pentito, nè io nè Ulderico)
ciao.
ah, una cosa. Io non ho mai scritto sui treni di NORD perché non sto a NORD. e perché il PENNARELLO costa i soldini, eh
ciao.
Bevete the caldo con la mentuccia, FA BENE col caldo. E’ cosa FARAONICA d’eggitto, l’ho imparata là-
scritto da eNZO Mercoledì.16.07.08 19:15
ma caro eNZO, visto anche la puntualità svizzera dei tuoi commenti, vivi in funzione di freddy nietzsche o è semplicemente un’ossessione nei confornti del povero ferrato?
scritto da aurelio Mercoledì.16.07.08 19:56
No dai, la Nike no. Facciamo New Balance.
scritto da Elena Mercoledì.16.07.08 20:22
come antonella e i suoi seni fieri e pieni, anche eNZO fa un po’ quello che gli pare con le sue parole, il suo tempo e l’acume dei suoi piedi a mollo
alla faccia di tutti i gerruso
non fanno male le tette luminose,
e nemmeno le parole di eNZO
(tantomeno la loro misteriosa consolante puntualità)
sempre dalla parte di spessotto
scritto da old_phoebe Mercoledì.16.07.08 22:25
nel merito del post di Matteo
agghiacciante di quante stronzate possa nutrire e nutrirci l’”informazione”, e quanto a lungo, tirandone fuori temini sociologici da 4 soldi
la realtà non la prende più nessuno perché ci va fatica intelligenza esercizio di pensiero e onestà intellettuale
cose poco in sintonia con lo spirito dei tempi
allora, solo per dire.
un paginone su repubblica lo scorso w.e.: una cosa da vomito su come grandi aziende casearie fornissero i loro avanzi di lavorazione e prodotti scaduti a ditte specializzate in riciclaggio.
compri uno stracchino granarolo al supermercato e dentro potrebbero esserci: plastica, escrementi di topo, sottilette scadute in un mese qualunque del 1980 (sic) e altre prelibatezze.
se ne è più saputo nulla?
E’ UNA COSA NORMALE????
c’è una soglia di orrore oltre la quale siamo ancora capaci di organizzata articolata indignazione?
quindi anch’io sangue amaro, e acido che si fa strada ogni volta che faccio la spesa
eNZO, dovrei mettere i piedi a mare anch’io
e magari calarmelo un acido mentre addento un ottimo stracchino postmoderno
scritto da old_phoebe Mercoledì.16.07.08 22:43
Leggevo giorni fa: “La Rivoluzione è qui!”. Così si titolava riguardo l’arrivo dell’iPhone sul mercato italiano. Così la mente mi ha trasportato in un salotto, in un appartamento, in una città come altre su questo Stivale (”cosa pretendi da un Paese che ha la forma di una scarpa”: ma questo è un altro discorso”). Vedo un uomo seduto in poltrona dietro ad un giornale. Lo vedo alzare gli occhi dal titolo direi quasi, forse, con un sobbalzo. Avrà circa 60 anni… Nei suoi occhi si vedon scorrere sulle barricate i sogni mescolati al fumo della strada e dei ricordi, i cortei e le canzoni. Lo vedo stringere un po’ i pugni sgualcendo le pagine del giornale per poi svanire dalla mia mente, che ora si ritrova nei corridoi del mio liceo mentre en-passant il rettore ci parla dell’uso dell’iperbole nel giornalismo e, ma allora io non lo sapevo, di post-modernità. La post-modernità io l’ho colta dopo, con i romanzi di Don DeLillo. Così ricordo Lenny Bruce che riparandosi sotto il bavero della giacca urlava: “Moriremo tutti!” e di colpo mi sento più sollevato.
scritto da Marco B. Giovedì.17.07.08 09:50
Il commento di Forbice (che un giorno qualcuno mi dirà chi devo ringraziare, per Forbice) è uguale a quando ero piccolo e lasciavo metà della bistecca: “Ma cosa fai? Non pensi ai bambini africani che muoiono di fame?”
Non proprio lo stesso contesto, ma identica insensatezza. Come se uno dovesse vergognarsi di quello che gli piace. Poi, ok, a me l’Iphone no, ma se mi metto in fila alle 3 di mattina per un biglietto dei Police, non è più o meno la stessa cosa?
scritto da Enrico Giovedì.17.07.08 10:19
Anche a me l’iPhone piace, ma quando guardo la Tv e leggo la stampa che conta me ne vergogno molto!
scritto da il Coach Giovedì.17.07.08 11:37
Perché non provare Neo FreeRunner della Openmoko.
http://www.openmoko.com/product.html
scritto da Francesco Giovedì.17.07.08 12:13
Voglio poter ritenere chi fa la coda per l’Iphone un emerito coglione, pur non essendo dipietrista, qualunquista, e pur detestando Aldo Forbice e le sue cazzate.
E’ un mio diritto, cazzo.
E poi il concerto dei Police c’è una volta sola, per il cazzo di telefonino puoi anche aspettare una settimana.
scritto da Zagabart Giovedì.17.07.08 13:52
Ma io son un pò prevenuto. Tutta questa tecnologia. A casa mia la tv l’han comprata ad inizio anni 70 e quella a colori ad inizio 90. Il mio primo telefonino, dopo mille resistenze, l’ho accattato nel ‘99. Tanto per dire che l’i-phone non è poi così urgente ed indispensabile. E la prima versione è già superata. Per cui…
scritto da nicogio Giovedì.17.07.08 14:34
Il neo free runner rulla. Bello l’iphono come bello l’ipod, peccato che io tratti i telefoni come se fossero dei sassi e non penso che un aggeggino del genere resisterebbe piu’ di una settimana in mano mia. ^.-
Matteo ti sei dimenticato che qualche sfigato giornalista tra un po’ si ritrovera’ davanti in edicola un numero di un giornale di videogaming che annuncia al mondo la lieta novella che ci sono 10 milioni di nerd che giocano a WOW, gioco violento e sconsideratamente diseducativo, ovviamente. Dato che ci avevano provato gia’ qualche tempo fa con la storia che i cinesi farmano per gli occidentali. Si vedra’.
scritto da Giacomo Giovedì.17.07.08 14:50
Da sola non ce la faccio.
C’ho provato. Ma non ci riesco.
Davvero, magari se si può mettere su un gruppo d’ascolto/ sostegno.
(Come i fidanzati, più sono stronzi, più vuoi vedere dove sono capaci di arrivare. E ti ci avviti.)
E poi il blog è tuo, e ci scrivi quello che ti pare.
E se proprio uno non. Non lo legge più e amen.
Però, guarda, è tutta Voghera che prova a farti ragionare.
Perché hai studiato tanto. Che ti piace leggere. Guarda un ragazzo brillante.
(Perché, oltretutto, sei anche la nostra meglio gioventù. Col tuo culto della appropriatezza sintattica e della correttezza delle fonti. Capisci la beffa?)
Qui fuori non si respira. Le impronte, il grembiule, i precari, la benzina, il dipietro. Tutta una roba scura vischiosa gorgogliante liquefacente prossimamente infinitamente su questi schermi e direttamente a casa vostra.
E noi qui dentro, a farci dell’escapismo ad altissimi livelli.
Perché così, perché poi, perché tanto.
Nell’acidulo regno ebete del nerd felice.
Bonheur à l’escalvage.
scritto da coppelia Giovedì.17.07.08 15:05
Oh, Coppelia, quanto sono troppo di Voghera per te….
scritto da Zagabart Giovedì.17.07.08 15:39
E’ tutto un rendering.
E se non hai il giusto grip, se perdi d’occhio il bottomline, ti va in culo il P and L di tutta una vita.
scritto da Tranqui Giovedì.17.07.08 17:53
Mme et M. Martin s’assoient l’un en face de l’autre, sans se parler. Ils se sourient, avec timidité.
M. Martin, d’une voix traînante, monotone, un peu chantante, nullement nuancée. - Mes excuses, Madame, mais il me semble, si je ne me trompe, que je vous ai déjà rencontrée quelque part.
Mme Martin - A moi aussi, Monsieur, il me semble que je vous ai déjà rencontré quelque part.
M. Martin - Ne vous aurais-je pas déjà aperçue, Madame, à Manchester, par hasard ?
Mme Martin - C’est très possible ! Moi, je suis originaire de la ville de Manchester ! Mais je ne me souviens pas très bien, Monsieur, je ne pourrais pas dire si je vous y ai aperçu ou non !
M. Martin - Mon Dieu, comme c’est curieux ! Moi aussi je suis originaire de la ville de Manchester, Madame !
Mme Martin - Comme c’est curieux !
M. Martin - Comme c’est curieux !… Seulement moi, Madame, j’ai quitté la ville de Manchester il y a cinq semaines environ.
Mme Martin - Comme c’est curieux ! Quelle bizarre coïncidence ! Moi aussi, Monsieur, j’ai quitté la ville de Manchester il y a cinq semaines environ.
scritto da coppelia Giovedì.17.07.08 18:20
Dimenticavo: mi sta sul cazzo anche Carla Bruni.
scritto da Zagabart Giovedì.17.07.08 18:34
Jimmy : (…) there are cruel steel traps lying about everywhere, just waiting for rather mad, slightly satanic, and very timid little animals. Right?
(Alison nods)
(pathetically). Poor squirrels!
Alison: (with the same comic emphasis) Poor bears! (She laughs a little. Then looks at him very tenderly, and adds very, very softly) Oh, poor, poor bears!
(Slides her arms around him)
scritto da coppelia Giovedì.17.07.08 18:58
In Europa (è la più rosea previsione, dell’OCSE, quindi va aumentata) i disoccupati nel 2009 aumenteranno del 100% rispetto ad oggi. Dove ce n’era uno su due che lavorava, ce ne saranno due su due che non lavoreranno.
Sarà un’Italia con un’inflazione al 10% annuo ed una vera catastrofe.
Quindi io capisco chi si è comprato il super-telefonino adesso: è solo per passare tutte quelle ore chiuso in casa senza piangere e disperarsi troppo.
scritto da medo Giovedì.17.07.08 19:57
NORA - Bedre blir det altså ikke når Kjetil Bang-Hansen legger opp til en tradisjonell versjon.
HELMER - Riktignok har han pusset litt på Ibsen her og der, gjort noen små forandringer i teksten og modernisert litt forsiktig. Utenom sluttscenen er det lite nytt i denne oppsetningen.
Anneken von der Lippe og Henrik Mestad kommer hederlig fra det i sine rolkninger av henholdsvis Nora og Thorvald Helmer.
NORA - Imponerende er det for Anneken von der Lippes del; dette er hennes debut på Nationaltheatrets hovedscene.
HELMER - Å gå rett inn i rollen som Nora med alt det som forplikter på denne scenen som har fostret så mange store Nora’er, bør ikke være en dagsligdags affære.
NORA - Litt problemer hadde hun riktignok med diksjonen, og helt vant med denne scenen er hun ikke ennå.
Un drammatico estratto ibseniano in lingua originale.
….
…mmm…
…no, non è vero…ho solo preso un testo norvegese a caso e l’ho copia-incollato mettendoci i nomi dei protagonisti di Casa di Bambola…
…però poteva…
scritto da sarah Giovedì.17.07.08 20:01
Gode di quel ordine un po’ ridicolo e si diverte a compitare i nomi barocchi:
Antirrhinum Siculum
Solanum Warscewiezii!!!
E quel Sisymbriifolium, che gergo!… E il Vulgare e gli Asper, e i Palustris, i Flexuosum, i Proealtum!!!
“E’ un giardino d’epiteti,“ disse l’altro ieri “giardino dizionario e cimitero…”
Dopo un po’ disse fra sé: “Dottamente morire… Transiit classificando”.
scritto da coppelia Giovedì.17.07.08 21:35
anche non classificando Coppelia
il segreto è nel transito
col passo che puoi
@sarah sei un genio
a te il nobel non a brunetta
scritto da old_phoebe Giovedì.17.07.08 22:37
E figuriamoci se potevano mancar le zoccole. L’ipocrisia maschilista di chi non riesce a farsela dare nemmeno su Second Life.
scritto da Kli Lunedì.11.08.08 12:52
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