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Venerdì 18 Luglio 2008

Previously on IN UN MILIONE DI PICCOLI TRENI


Eurostar si spezza prima della partenza «Disastro se fosse accaduto poco dopo» - Corriere della Sera. Non la faccio lunga. Volevo solo far notare che quando si sgancia un vagone da un altro vagone si usa generalmente il verbo sganciarsi. Non è una cosa da poco, intendiamoci, e ci possono scappare anche i morti a frotte, ma è già successo. “Tragedia sfiorata. Si sganciano sei vagoni del convoglio Bologna-Ancona…” l’abbiamo già sentita, no? Invece qui c’è un salto di qualità. Una cosa fatta di tanti pezzi, che per propria natura non si potrebbe spezzare, invece decide di spezzarsi come la carlinga di un Boeing. Poi bisogna capire se è stato il sindacato o il titolista, ma il tentativo di drammatizzazione è talmente sfrontato che merita una segnalazione e anche un applauso.

9 commenti finora
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Caro Matteo, in realtà la questione dei nomi è un po’ più complessa, in particolare per l’EuroStar, che è un ETR.

Gli elettrotreni, come gli Eurostar (ma su questo bisogna fare una precisazione) e i tegevé, hanno la particolarità di essere un pezzo unico: non si possono staccare le carrozze a mano, come vediamo fare nelle stazioni, ma occorre andare in officina. Per cui il termine spezzare in questo caso quasi azzeccato (come direbbe il Tonino nazionale).

Bisogna comunque precisare che l’ETR 500, che è il materiale coinvolto, non è tecnicamente un elettrotreno: le carrozze non sono così interdipendenti come negli altri elettrotreni (ad esempio le precedenti serie ETR compreso il Pendolino), tuttavia per sganciarle occorre comunque andare in officina (tipico esempio di materiale che ha tutti gli svantaggi di treni ed elettrotreni).

Inoltre il termine spezzare spesso viene usato proprio dagli addetti ai lavori per indicare il sezionamento di un treno (o elettrotreno), ad esempio durante le manovre.

A questo punto sarebbe interessante studiare come mai in italiano molti termini tecnici siano semanticamente deviati rispetto agli equivalenti parlati. Forse perché quando vennero scritti i primi manuali, gli unici a saperne abbastanza da esserne gli autori non erano così ferrati in italiano (la diffusione dell’italiano sul territorio nazionale è arrivata relativamente di recente). E poi, ti rendi conto di quanto questo mio commento sia noioso?

Un abbraccio, da barba a barba.

Affatto noioso secondo me Michele, invece. Feci un documentario ad uso interno per Trenitalia qualche anno fa e anche io ricordavo termini di questo tipo in riferimento al treno. Come anche “materiale” è decisamente un termine tecnico :-)

Oh che l’abbiano azzeccata è la vera notizia. Nel frattempo propongo una sottoscrizione a sfondo ecologico: lo vogliamo fare a pezzi e in umido coi piselli sto cazzo di calamaro gigante che continuano a passarsi da un posto all’altro, dal Corriere a Repubblica gridando al record?

tranqui, mi sono perso la notizia: ma è gigante tutto il calamaro o solo il cazzo?

Non lo so, questo tuo commento mi pare un attimino pedante… Intendo dire, tecnico o no, “spezzarsi” ha per me (ma forse è solo una questione di orecchio) un significato molto più drammatico che “sganciarsi”: un cuore si spezza, non si sgancia, una vita si spezza, non si sgancia… E via di metafora.
Mistificante e pericoloso mi pare invece il tentativo di minimizzazione delle Fs: la sicurezza dei passeggeri risulta meno garantita se si è trattato non di usura ma di un errore umano? L’errore umano non si verifica mai, allora, a treno carico o alle alte velocità?

Cara Ipazia,
se lo spezzatino di convoglio si fosse verificato a treno in corsa l’unica possibilità, da quello che ho capito del guasto, di una tragedia sarebbe stata quella di un eventuale persona in passaggio fra le due carrozze esattamente in quel momento. E comunque non è uno solo il gancio che tiene uniti i vagoni. In caso di problemi scattano inoltre automaticamente i freni: si verifica una perdita di pressione e senza pressione i freni non riescono a bilanciare la forza delle molle che li tiene lontani dalle ruote.

Ritornando al passaggio tra i vagoni: la persona che più usufruisce di quel passaggio è il tizio col carrellino che vende snack e caffè schifoso a prezzi assurdi. Se anche fosse capitato qualcosa al carrellino, sarebbe poi stata una gran perdita?

Evviva i gustosi tranci di torta!

Ho un fratello conducente di treni il quale riporta che la metà dei convogli italiani non dovrebbe circolare perchè non è a norma. Poi circola lo stesso e capita che non succede mai nulla di veramente grave.
Fin quando succede.

Tranqui, ho gia’ letto tempo fa su, credo, Repubblica che il calamaro gigante e’ pieno zeppo di ammoniaca. Di conseguenza non e’ commestibile.
Come vedi (e aggiungerei com’era prevedibile, conoscendo i nostri giornali), l’ipotesi culinaria era gia’ stata affrontata da qualche nostro arguto professionista della macchina da scrivere…
robi

Bisognava inaugurare in qualche modo i treni del Montezemolo…



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