|
|
|
|


giovedì 31 luglio 2008

Zitti zitti


È estate. Siamo tutti un po’ distratti dal caldo soffocante e dalla grandine battente (che poi il giorno dopo diventa caldo soffocante). Quindi magari non ci rendiamo proprio conto di quello che sta succedendo. Cioè ci dimentichiamo un po’ del fatto che si stanno avvicinando le elezioni presidenziali americane e il resto del mondo ad Agosto continua a vivere normalmente.
Ecco, magari non è il caso di dirlo ad alta voce, va diffuso come un passaparola ufficioso, di quelli che evitiamo di dare per assodati, temendo una querela di D’Alema e una gerla di sfiga autoconvocata.
Fatto sta che a quanto pare le impressioni di qualche mese fa vanno confermate. Anche se i commentatori sono un po’ imbufaliti per la questione della strategia militare (Irak no, Afghanistan puoi giurarci), per i cerchi e le botti (Israele e Palestina nemiciamici), anche se la base democratica lo vede sgambettare molto verso il centro e i crocefissi, insomma resta il fatto che Obama macina consenso e credibilità, mentre McCain (il principale esponente della coalizione a lui avversa) tartaglia e farfuglia.
Gli americani parlano di momentum, di inerzia, di spinta. Durerà? Boh. Dicevano che sarebbe durata poco. Lo dicevano sei mesi fa. Dicevano che gli altri erano diesel e lui era un Garelli truccato, che alla lunga sarebbe scoppiato. Invece adesso lo criticano come se fosse presidente, e spiegano a McCain perché avrebbe meritato di vincere, se solo fosse stato meno bollito.
Per quanto possa contare (molto poco) l’intervista di Obama a Rolling Stone è quanto di più credibile si sia visto in termini di condivisione di riferimenti pop con le giovani generazioni da parte di un candidato alla presidenza. Poi, ripeto e ribadisco, così non si vince. Si vince convincendo il vecchio sulla sedia a dondolo sotto il portico. Ma secondo me anche questo è un buon segno. Non ditelo a nessuno, però. Che poi non succede.


But the degree to which, during the Republican Congress, you literally had oil companies writing energy legislation or drug companies writing drug legislation, without regard for the public interest — that’s got to change. And that will make some people uncomfortable, partly because it’s very lucrative, and it’s grown massively over the last decade. I don’t think people understand . . .

mah! Io finche’ non vince non ci credo, secondo me i vecchi (e non) sotto i portici voteranno McCain a prescindere…
robi

Credibilità? Obama credibile?
Povero pirla misogino.